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Biohazard

La caratterizzazione dei personaggi secondari

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Mi è capitato di aver a che fare con personaggi del tutto secondari (o addirittura terziari) che affiancano la protagonista in un determinato frangente, prima che questa vada ad unirsi agli altri personaggi primari con la propria personalità.

È consigliabile delineare questi personaggi secondari (e terziari) in maniera assolutamente superficiale e in modo unicamente funzionale allo svolgimento dei fatti?

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Dipende dalla situazione che intendi descrivere. Comunque propendo anch'io per una buona caratterizzazione del personaggio, anche se secondario..

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Una regola generale può essere: caratterizza per renderli plausibili, ma non renderli più interessanti dei protagonisti.

Per rendere al meglio i caratteri dei personaggi principali è sempre bene mettere in luce più sfaccettature della loro personalità. Per i comprimari invece spesso è sufficiente metterne in evidenza una, al massimo due, contingenti alla situazione.

Il cocchiere di una vettura a noleggio che deve scorrazzare il protagonista da Marsiglia a Le Havre nella Francia del XIX secolo puoi descriverlo come sospettoso, o avido. Di certo, se si tratta di un comprimario, non è una buona idea soffermarsi a narrare la sua vita e magari i suoi traumi infantili.

Tutto dipende dal peso che vuoi che questo personaggio ricopra nell'economia della storia. Tanto più delinei il suo carattere, tanto più sarà in primo piano. Se non mostri la sua personalità, sarà solo una comparsa. Per mantenere l'esempio, se il succitato cocchiere non viene caratterizzato, avrà un peso narrativo pari a quello della carrozza. :)

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Ospite *Lili*

Credo che caratterizzare tutti i personaggi (quindi anche quelli secondari o terziari) sia meglio e più realistico. Anche se compaiono poco, il lettore deve capire che caspita di carattere hanno...

Almeno, io la penso così. Mi sembrerebbe una mancanza da parte di chi scrive, lasciare al loro destino dei personaggi solo perché non sono tra i principali...

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secondo me, a meno che uno non sia proprio relegato al ruolo di comparsa, è giusto dare un po' di caratterizzazione anche ai personaggi secondari. D'altronde ho letto molti romanzi in cui i personaggi, anche se non protagonisti attivi della vicenda, avevano il loro peso e riuscire a immaginarmeli me li rendeva familiari e, soprattutto, funzionali alla storia. Io poi sono un appassionato di romanzi corali e mi piace quando mi imbatto in caratterizzazioni efficaci

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Dipende da cosa vuoi che siano questi personaggi. In quanto persone, dovrebbero essere "qualcuno" e in quanto qualcuno sarebbe meglio renderli identificabili, o meglio ricordabili dal lettore, con delle caratteristiche personali. In quanto comparse e quindi in quanto "nessuno", non avrebbero bisogno di caratteristiche.

Insomma, vuoi che si notino, vuoi che non si notino? Vuoi che si notino per la loro, diciamo, assenza? Sta a te, e ti consiglio di tenere in conto anche dello spazio scenico che hanno. Il che non significa necessariamente: più appaiono e più hanno bisogno di essere delineati, no. Ci sono personaggi che possono rimanere impressi anche comparendo per poche righe senza pronunciare una singola parola.

Inoltre, tieni anche in conto la tecnica che usi: se usi la prima persona, o la terza persona con punto di vista fortemente accentrato, dipende tutto dal proprietario del punto di vista. Se li nota li deve notare anche il lettore.

Detto questo, ti consiglierei di delineare dove puoi, da lettore lo preferirei. Troppi personaggi caratterizzati unicamente in funzione della storia potrebbero sapermi di continui mezzi volti solo a portare avanti la storia, quasi dei mini-deus ex machina (sto enfatizzando, comunque).

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Io quoto midnight children... avrei detto la stessa cosa. Mettere in luce caratteristiche essenziali in funzione della loro parte nella storia è la cosa migliore, anche perchè poi si rischierebbe di annoiare il lettore con inutili descrizioni dettagliatissime delle vite e dei comportamenti di questi personaggi. Il protagonista è uno, è lui che deve essere ben caratterizzato.

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Semplicemente: caratterizzarli sì, ma in maniera stilizzata, con "pochi colpi di pennello".

I Maestri insegnano, è facile imbattersi in un racconto o romanzo scritto da un grande, in cui i personaggi secondari o terziari sono caratterizzati con dei sintetici tratti che risultano anche molto efficaci. Per esempio si può dire del personaggio X che ha dei baffoni, e tanto basta. Oppure descriverlo come un tizio che si muove velocemente come una faina (ovviamente la caratterizzazione deve essere coerente con la trama, l'ambientazione e il pathos del momento).

Ricorrere alla caratterizzazione dei personaggi in background, inoltre, è un ottimo espediente per suggerire degli stati d'animo o la consistenza di una situazione senza annoiare il lettore con didascaliche descrizioni. Faccio un esempio: devo raccontare di Sandro, un personaggio principale, che si trova in una sala d'attesa di un ospedale per ritirare delle analisi il cui esito lo preoccupa molto. E' estate e fa caldo.

Potrei dilungarmi nel descrivere il suo nervosismo, il calore che lo fa sudare e la sua impazienza...Oppure ricorro alla descrizione di un personaggio del tutto ininfluente alla trama, tipo così:

" Nella sala d'attesa il caldo era soffocante, e per di più un ragazzo rasato come un naziskin non la finiva di camminare continuamente avanti e indietro nella sala, agitandosi mentre borbottava o imprecava con se stesso di non si sa cosa, tanto che il suo cranio lucido era imperlato di sudore. Ma perché non se lo asciugava, si chiedeva irritato Sandro? E perché non la piantava con quella sua specie di ronda avanti e indietro?"

In questo modo ho messo "le spine" al lettore meglio di una particolareggiata descrizione del nervosismo di Sandro e del caldo che prova

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Parlo sulla mia esperienza in materia. Nella prima stesura avevo qualche personaggio secondario poco caratterizzato, intendo caratterialmente. Sai che fine hanno fatto adesso questi elementi? Non ci sono più. Deceduti. Nel senso che non compaiono proprio. Erano talmente secondari che non servivano a niente, liberandomene ho anche capito che un personaggio non delineato (secondario, terziario) è sia brutto da vedere che inutile. Quindi meglio pochi ma buoni. Avere pochi personaggi che però devono sembrare reali.

Se metti qualcuno alla cacchio, giusto per far numero o allungare il brodo, i lettori se ne accorgonoXD

Il protagonista non deve essere il solo a essere caratterizzato, altrimenti ti ritrovi con un personaggio fatto bene e tutti gli altri che non sanno di niente.

Modificato da Blake

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Un minimo di idea la dovresti avere su ogni personaggio, la famosa scheda che viene compilata sopratutto quando si è alle prime armi serve proprio a questo. Ovvio poi che man mano che ci si allontana dai personaggi fondamentali per la storia si va ad un livello di dettaglio meno approfondito.

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Capisco.

Comunque ho intenzione di dar loro un preciso carattere, solo privo di tutte quelle sfaccettature e risvolti che hanno i personaggi principali.

Sono anche indispensabili, poiché si parla di una squadra di soldati e devono essercene almeno quattro (protagonista inclusa). Più avanti nella trama si arriva a cinque, ma sono personaggi principali.

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