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Nyamekye

Incidente stradale mortale

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Se si dimostra la responsabilità oggettiva di una persona per violazione del codice stradale, c'è la reclusione di qualche anno, mi pare. Ora, mettiamo conto che dopo l'incidente l'accusato per omicidio colposo subisca conseguenze gravissime e sia costretto a più di un anno di ospedale. Secondo voi è verosimile che non sia attribuita la pena?

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Forse sospendono la pena, applicandola solo quando non è più necessaria la degenza (appena è nelle condizioni di poter stare in prigione, lo trasferiscono). Sto ipotizzando, non lo so con certezza. E non per dire una frase fatta, ma è anche verosimile che in un caso del genere il processo duri abbastanza da permettergli di uscire dall'ospedale prima della condanna, se ambientato nel nostro paese.

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No, il tutto è ambientato negli States... Pensavo di dare qualche giorno di tempo al tizio che si sveglia per uscire di ospedale, prima del processo... Ma ovviamente solo se è verosimile

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A quanto so i processi negli Stati Uniti sono più rapidi, soprattutto nelle fasi iniziali. Credo che dipenda però da stato a stato: dove hai ambientato, esattamente?

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Ospite Jack Shark

No, il tutto è ambientato negli States... Pensavo di dare qualche giorno di tempo al tizio che si sveglia per uscire di ospedale, prima del processo... Ma ovviamente solo se è verosimile

La legge negli USA è molto variegata e spesso risente del modo di amministrarla nelle varie comunità locali.

Comunque per quanto ne so non sarebbe verosimile.

Se il responsabile è accusato di omicidio, sarebbe piantonato in ospedale o trasferito in una struttura ospedaliera "vigilata"

E i processi in questo caso sono piuttosto rapidi, verrebbe giudicato mentre è in ospedale, in quanto per subire un processo, non occorre la presenza dell'imputato, ma è sufficiente un avvocato che lo rappresenti, nominato da un familiare o d'ufficio nominato dal giudice.

Poi le scappatoie si trovano. Insomma, se è molto che è a letto (parli di un anno) la vigilanza col tempo si alleggerisce. Oppure un cambio di turno, l'agente che va in bagno o si fuma una sigaretta... insomma, ci sono molteplici soluzioni per farlo scappare.

Ma non è possibile che non subisca un processo, a meno che sia sprovvisto di documenti e non identificato, ma è una situazione molto forzata...

Modificato da Jack Shark

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Alla fine ho optato per una scappatoia: grazie ad un referto medico non esattamente veritiero l'avvocato è riuscito a dimostrare che il tizio ha avuto un ictus prima dell'infrazione che ha portato all'incidente ( passato ad un incrocio con la luce del semaforo rosso ). Che ne dite, questo ci può stare?

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Ma l'ictus dovrebbe causargli delle debilitazioni. Ok, da quanto ho capito non lo ha avuto, ma chi di dovere supporrà che lui lo ha avuto e lui dovrebbe comportarsi secondo questo fatto...

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Alla fine ho optato per una scappatoia: grazie ad un referto medico non esattamente veritiero l'avvocato è riuscito a dimostrare che il tizio ha avuto un ictus prima dell'infrazione che ha portato all'incidente ( passato ad un incrocio con la luce del semaforo rosso ). Che ne dite, questo ci può stare?

Meglio ischemia acuta transitoria perché l'ictus lascia "cicatrici" visibili

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Ma l'ictus dovrebbe causargli delle debilitazioni. Ok, da quanto ho capito non lo ha avuto, ma chi di dovere supporrà che lui lo ha avuto e lui dovrebbe comportarsi secondo questo fatto...

Beh, in effetti rimane per più di un anno in coma, dopo l'incidente, però il suo intento era quello di uccidersi causando l'incidente, e invece quello che è riuscito ad ottenere è stato finire sul lettino di un ospedale per più di trecento giorni. Non quadra?

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un anno in coma non ci puoi restare, il coma dura meno di un mese. Il tuo protagonista dovrebbe trovarsi in stato vegetativo o in stato minimamente cosciente in tutto quel tempo, e dubito che possa "svegliarsi" come nuovo di botto. Se ti serve tutto intero alla scadenza di quel periodo di tempo potresti optare per otto mesi di terapie in una struttura specializzata volte a rimetterlo in sesto dalle sequele dell'incidente.

edit: e a questo punto se deve restare tutto quel tempo in ospedale la perizia falsa non avrebbe senso, dato che per rimanere ko per otto mesi dovrebbe aver avuto traumi cerebrali mica da ridere, e come fa poi un qualsiasi medico a dichiarare di poter distinguere con sicurezza tra il danno dovuto all'incidente e a quello di un ictus avuto pochi secondi prima?

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Ospite Jack Shark

Mi sa che hai una bella gatta da pelare...

Ma il buon vecchio colpo di sonno?

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Referto falso per referto falso, non è più semplice una perizia sul veicolo che dimostra che i freni si erano rotti?

Ma non ho capito bene che ti serve: il tipo deve passare col rosso, investire qualcuno e uscirne legalmente immune, oppure vuoi che venga accusato e poi assolto?

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Anche; forse però vi devo qualche spiegazione in più: sto tizio fa un incidente e dopo l'incidente sta un anno sul letto d'ospedale, in una specie di coma che però non è un coma vero e proprio, poiché il suo cervello si è inspiegabilmente "acceso" in maniera naturale e gli ha offuscato i sensi, così lui non si può muovere, non sa niente di quello che succede fuori, e "dentro" può solo pensare.

Dato che quando si sveglia, per necessità di trama, preferirei che fosse già assolto dall'eventuale processo, mi sono detto: magari il medico, dato che la "malattia" è particolare e non esiste nella realtà, ovvero è il primo caso rilevato, può sempre dire che ha avuto un ictus prima dell'incidente che ha fatto da "preludio" a tutto il problema.

La cosa strana è che lui, prima che gli pigliasse sta cosa, correva a duecento all'ora per andarsi effettivamente ad ammazzare addosso a qualcuno, quindi rimarrà col dubbio di essere colpevole o meno, anche se è stato assolto.

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senza inventarti nulla (ma ti sei informato un po' sugli stati di coscienza alterati prima di scegliere questa sorte per il tuo protagonista?), quel che descrivi non si discosta poi molto da una sindrome dell'uomo incarcerato (o anche locked-in, cioè coscienza perfettamente conservata ma incapacità totale di muoversi), oppure da uno stato minimamente cosciente (per quel che ne sappiamo, potrebbe anche essere che una persona in quello stato possa pensare in maniera perfettamente lucida, anche se è parecchio sconnesso dall'ambiente esterno).

Però se si riprendesse dopo otto mesi, comunque ne servirebbero un bel po' di fisioterapia, a rimanere in un letto per tutto quel tempo non è che ti svegli e ti metti a ballare la lambada.

Cosa importante, il tuo protagonista come è messo a denaro? L'assistenza costa, la fisioterapia anche. Se durante il periodo immobilizzato non si fa costante fisioterapia al risveglio avrà bisogno di ancora più tempo per rimettersi in sesto.

Quanto alla perizia, il problema è che riconoscere l'origine di diverse lesioni in un cervello politraumatizzato la vedo impossibile. Tra danni ed emorragie dovute al'incidente, magari poi quelli di un'eventuale operazione, chi prenderebbe sul serio una perizia che afferma la storia dell'ictus (al limite si può arrivare a distinguere tra un danno appena avvenuto e uno meno recente, ma nel tuo caso sarebbero contemporanei)? Conta che i giudici quando ricevono perizie mediche chiamano come consulente uno specialista, quindi non è facile fregarli.

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senza inventarti nulla (ma ti sei informato un po' sugli stati di coscienza alterati prima di scegliere questa sorte per il tuo protagonista?), quel che descrivi non si discosta poi molto da una sindrome dell'uomo incarcerato (o anche locked-in, cioè coscienza perfettamente conservata ma incapacità totale di muoversi), oppure da uno stato minimamente cosciente (per quel che ne sappiamo, potrebbe anche essere che una persona in quello stato possa pensare in maniera perfettamente lucida, anche se è parecchio sconnesso dall'ambiente esterno).

Però se si riprendesse dopo otto mesi, comunque ne servirebbero un bel po' di fisioterapia, a rimanere in un letto per tutto quel tempo non è che ti svegli e ti metti a ballare la lambada.

Cosa importante, il tuo protagonista come è messo a denaro? L'assistenza costa, la fisioterapia anche. Se durante il periodo immobilizzato non si fa costante fisioterapia al risveglio avrà bisogno di ancora più tempo per rimettersi in sesto.

Quanto alla perizia, il problema è che riconoscere l'origine di diverse lesioni in un cervello politraumatizzato la vedo impossibile. Tra danni ed emorragie dovute al'incidente, magari poi quelli di un'eventuale operazione, chi prenderebbe sul serio una perizia che afferma la storia dell'ictus (al limite si può arrivare a distinguere tra un danno appena avvenuto e uno meno recente, ma nel tuo caso sarebbero contemporanei)? Conta che i giudici quando ricevono perizie mediche chiamano come consulente uno specialista, quindi non è facile fregarli.

Il fatto è che si tratta di un personaggio secondario che mi serve vivo e libero per il resto della storia. Solo che fare che gli si rompe il freno proprio quando stava andandosi a suicidare è ridicolo; pensavo che magari, trattandosi di una malattia sconosciuta, il giudice si sarebbe bevuto tranquillamente che non è derivata affatto dall'incidente. Sulla fisioterapia post-risveglio pensavo di dargli roba tipo sei/sette settimane, considerando che miracolosamente nell'incidente non riporta danni irreparabili e comunque nell'anno in cui è incosciente ha il tempo per ristabilirsi fisicamente, considerando anche che è ricoverato in una clinica privata che si occupa proprio di neurologia, nel momento in cui riesce a risolvere il problema in uno/due mesi dovrebbe riuscire a muoversi nuovamente.

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Esistono anche altre patologie che influiscono sul sistema nervoso ma originano da altre parti del corpo e possono anche provocare stati depressivi. Ad esempio la cervicale o le intossicazioni che interessano il fegato.

Un'altra possibilità, ma che devi inserire nel personaggio, è una malattia neurodegenerativa come la sclerosi multipla. Non so se si possa diagnosticare a posteriori in quelle circostanze, ma potresti mettere che ce l'ha da prima e in quel momento non si era ancora accorto di essere in una crisi perché in un periodo stressante o depresso. Il danno al cervello di quella crisi riguarda che so, valutare le distanze o muovere un piede e lui non frena in tempo o non riesce a farlo perché la gamba non risponde. Oppure invade la corsia opposta.

In ogni caso conta che da incidenti di questi tipo non è detto che si recuperi mai, altro che qualche settimana: un collega dell'università aveva avuto un brutto incidente ed era rimasto in coma non so per quanto, quando l'ho conosciuto era passato qualche anno ma ancora aveva difficoltà a parlare.

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Se ho capito bene la situazione, il tizio è immobilizzato a letto per tutta la durata del processo. Non si presenta in tribunale, non parla con l'avvocato. Però non ho capito bene che tipo di persona è: è ricco? potente? un pezzo grosso?

Te lo chiedo perché mi sembra strano che un avvocato si procuri un reperto falso per non far finire in galera un tizio qualunque. Rimane pur sempre un reato. E chi commette un reato per salvare dalla galeria un tizio qualunque, per prendere una parcella minima.

Tieni conto che chi presenta i reperti falsi deve avere un'ottima motivazione.

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Mi è capitato di assistere a un incidente, per fortuna non grave, causato da uno che aveva avuto un attacco epilettico mentre guidava.

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Il fatto è che si tratta di un personaggio secondario che mi serve vivo e libero per il resto della storia. Solo che fare che gli si rompe il freno proprio quando stava andandosi a suicidare è ridicolo; pensavo che magari, trattandosi di una malattia sconosciuta, il giudice si sarebbe bevuto tranquillamente che non è derivata affatto dall'incidente. Sulla fisioterapia post-risveglio pensavo di dargli roba tipo sei/sette settimane, considerando che miracolosamente nell'incidente non riporta danni irreparabili e comunque nell'anno in cui è incosciente ha il tempo per ristabilirsi fisicamente, considerando anche che è ricoverato in una clinica privata che si occupa proprio di neurologia, nel momento in cui riesce a risolvere il problema in uno/due mesi dovrebbe riuscire a muoversi nuovamente.

beh, visto che è ambientato negli Stati Uniti o lo ricoverano in una struttura privata o pagano un infermiere a domicilio, strutture pubbliche non ne trovi...

comunque sei-sette settimane di fisioterapia per riprendersi da otto mesi di immobilità non sono nulla. Al calduccio nel letto avrà pure tempo di ristabilire per bene gli organi interni, ma se muscoli e articolazioni non li usi costantemente te li ritrovi atrofici e anchilosati. Inoltre probabilmente avrà subito gastrostomia e tracheostomia, dovrà riabituarsi alla vita normale.

Ci vuole molto più tempo, e aggiungiamoci che se uno ci mette così tanto tempo a "svegliarsi" vuol dire che il danno iniziale era bello grosso e in strutture importanti, non solo motorie. E' difficile che uno riesca a recuperare al 100%, già è abbastanza miracoloso che si risvegli, e che non si ritrovi demente o tetraplegico.

Una "malattia sconosciuta" non ce la si può inventare così su due piedi, nessuno crederebbe a un medico che senza alcuna prova tira fuori una storia simile... anche perché il medico rischierebbe brutto, e dovresti corrompere non solo lui e i suoi colleghi, ma anche il medico legale, e tutti rischierebbero di essere radiati.

@swetty

le lesione della sclerosi multipla si possono riconoscere tranquillamente, e si può anche capire se uno ha un attacco in corso. Però bisognerà corrompere il radiologo, il neurologo, il medico legale...

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anche con la sclerosi multipla in realtà ti complichi un po' la vita... se il tuo personaggio soffre realmente di sclerosi multipla e si procura una perizia falsa seconda la quale quando si è schiantato nel cervello aveva una placca attiva, non è detto che venga ritenuto non colpevole. Non sono attacchi improvvisi di solito, quindi se tu ti accorgi di avere una riacutizzazione in corso e ti metti alla guida a 200 all'ora, non sei il massimo dell'intelligenza. Comunque servirebbero testimoni che affermano con sicurezza che ancora non aveva avuto avvisaglie dell'attacco, ma insomma non sarebbero tanto credibili in tribunale.

Se invece il personaggio fa finta di essere malato, è un po' difficile da far passare in tribunale: è una malattia che diagnostichi con un sacco di esami e visite, dovresti falsificare un sacco di referti, procurarti il materiale di qualcun altro e cambiare il nome (quest'ultima cosa praticamente impossibile).

Non fai prima a corrompere un testimone che affermi che l'incidente è stato colpa di qualcun altro? tipo una terza macchina che ha tagliato la strada/non ha rispettato il semaforo/guidava alla speraindio/etc e poi è fuggita?

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farlo andare un po' meno veloce? un incidente frontale non ha bisogno di chissà quale velocità per essere distruttivo. E se si trovavano in strade extraurbane dovresti avere un limite di velocità sufficiente.

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Potrebbe aver iniziato ad avere crisi epilettiche.

Magari in passato sveniva solamente mentre durante l'incidente ne ha avuta una tosta che gli ha fatto perdere il controllo.

Oppure averle dopo l'incidente e il medico suppone che sia stato quello ad avergli fatto fare l'incidente!

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Mi è capitato di assistere a un incidente, per fortuna non grave, causato da uno che aveva avuto un attacco epilettico mentre guidava.

Ho letto il tuo post dopo!

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