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Sguigon

Parlare con un accento straniero

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Ho un dubbio riguardo i dialoghi con persone che parlano un'altra lingua.

Basta descrivere questa persone come straniera, e quindi il lettore si deve immaginare il parlato, o stesso nella scrittura devi ricorrere a delle storpiature?

L'esempio più comune penso sia trasformare "questo" in "cvesto" o simile.

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Io preferisco vedere gli errori e le storpiature, basta non esagerare e restare coerenti. Per fare un esempio, Ratzinger parla con un chiaro accento tedesco ma non sbaglia un congiuntivo, se uno dovesse replicarlo dovrebbe sottolineare qualche errore di pronuncia ma non inserire errori grammaticali a caso.

Attenzione però che per i parlanti italiani calcare troppo la mano su maccheronismi ha un effetto comico. Ho scoperto non è così nelle altre lingue: non di rado nei film sulla seconda guerra mondiale i tedeschi parlano un "inglese tedeschizzato" per evitare i sottotitoli, anche in film serissimi.

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Ospite Jack Shark

La cosa migliore è scegliere in base a ciò che è più funzionale per un romanzo.

Personalmente non amo le storpiature. In quel caso preferirei scrivere "Tizio disse: -questo- con forte accento tedesco (oppure "in un italiano stentato")

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Penso che inserire le storpiature dia più realismo che dire semplicemente che il tale ha detto tal cosa con accento ecc, rientra nello show don't tell... ma se ne si fa un abuso, si crea un effetto comico a mio avviso che se non è voluto, rovina il tutto.

Magari limitati nelle parole da far storpiare, giusto perchè uno straniero sono certi suoni in particolare che pronuncia male, non ogni singola parola ovviamente. Il mio cognome per esempio qui gli inglesi, che ha il suono "gl" lo pronunciano come in "glicine". Si sa che gli inglesi parlano con la r moscia; se ad esempio, tu dovessi riportare il modo di parlare di un inglese, non starei a storpiare tutte le r, dando la cosa scontata per il lettore ed evitando quindi di esagerare.

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Dipende, credo, sia dal contesto che dalla quantità di battute pronunciate da chi ha l'accento, ma anche da qual è il suo livello. Se il suo italiano è molto stentato, oppure se sbaglia solo poche parole: vuoi porre l'accento sulla cosa o non è fondamentale?

Il primo esempio che mi viene in mente è nel quarto Harry Potter, dove ovviamente la storpiatura era dall'inglese ma era tutto tradotto: lì si scrivevano le frasi storpiate, mi ricordo un "Ha stato molto difertente". Era un personaggio che compariva per poco e l'effetto voleva essere un po' comico. Non so come fosse in originale, comunque.

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Grazie a tutti per i consigli.

Dipende, credo, sia dal contesto che dalla quantità di battute pronunciate da chi ha l'accento, ma anche da qual è il suo livello. Se il suo italiano è molto stentato, oppure se sbaglia solo poche parole: vuoi porre l'accento sulla cosa o non è fondamentale?

Il primo esempio che mi viene in mente è nel quarto Harry Potter, dove ovviamente la storpiatura era dall'inglese ma era tutto tradotto: lì si scrivevano le frasi storpiate, mi ricordo un "Ha stato molto difertente". Era un personaggio che compariva per poco e l'effetto voleva essere un po' comico. Non so come fosse in originale, comunque.

In questo caso non deve essere comico, la storia è sul genere drammatico. Per quanto riguarda il personaggio è di nazionalità Tedesca, ma parla bene la lingua, solo che ovviamente un retrogusto germanico lo conserva, un po' per la difficoltà stessa di parlare un'altra lingua, un po' per sua scelta di non abbandonare le sue radici. Comunque non è un personaggio prettamente principale, ma vorrei caratterizzare anche lui.

Inoltre avrei altri dubbi da chiarire e vuoti da colmare, possi scriverli sempre qui o mi conviene aprire un'altra discussione?

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Io sono d'accordo con Jack: credo basti dire che parla con un forte accento, di qualsiasi nazionalità sia. Più che altro per un motivo pratico: con il tedesco viene naturale scrivere "cvesto" al posto di "questo", ma se devi imitare un inglese che parla italiano, ecco, credo sia più complicato trascrivere direttamente dal parlato...

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Io la penso come Jack. Preferisco leggere che il tal personaggio a il tale accento, piuttosto che storpiature.

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Al limite potresti, solo per caratterizzarlo, scrivere storpiata una singola parola; una parola comune, ripetuta più volte. O fargli sbagliare un tempo verbale o qualcosa di simile, non una vera storpiatura comica. E' frequente per le persone nate e cresciute in un altro paese continuare a non padroneggiare perfettamente i verbi, anche magari usando un verbo alla persona sbagliata, conosco persone che fanno questi errori anche dopo più di una decina di anni in Italia. In quel caso, non è una storpiatura d'accento ma un errore nella frase, che puoi rendere e non avrebbe l'effetto comico. L'accento a questo punto ti consiglierei di indicarlo nella parte narrata e non dialogata.

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Sono d'accordo con Ray: tentare di imitare letteralmente e costantemente l'accento straniero produce un risultato comico, ma far sentire al lettore questo accento credo che dia più gusto alla lettura. Per conciliare le due necessità basta non calcare troppo la mano e limitare l'uso delle onomatopee.

Comunque potresti provare questo "trucchetto", Sguigon: immedesimati in uno degli scrittori che più ammiri e chiediti come loro avrebbero risolto questo problema. Alcuni utilizzano semplicemente il far dire al personaggio una esclamazione tipica, per esempio nel caso del personaggio tedesco potrebbe esclamare a volte "teufel!" e un francese potrebbe esclamare a volte "sacre bleu!" oppure "mais non!". Questo stratagemma funziona ottimamente, il lettore sentirà l'accento straniero quasi senza che lo scrittore glielo spieghi.

Oppure si può ogni tanto scrivere la parola con accento straniero in corsivo, per esempio: " Ho detto a Hans di preparare al più presto kuesto documento"

oppure: "Ho appena sentito un mofimento dietro quei cespugli!"

Sempre limitando l'uso di queste parole modificate

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ok grazie a tutti, vedrò come comportarmi. Penso che comunque userò qualche esclamazione o affermazione, sottolineando il suono duro della sua madrelingua.

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a mio avviso ci si deve andare con i piedi di piombo. Va benissimo per caratterizzare al meglio un personaggio, però sarebbe meglio evitare l'effetto caricatura. Non è semplice trovare il giusto equilibrio. Io nel mio romanzo d'esordio ho utilizzato molto raramente un dialettismo tipico di una regione. Solo una persona in pratica, in quanto aveva un tratto più marcato ma non sono convinto di ripetere la cosa in futuro. Anzi, dubito che lo farò

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