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Anacleto

Ferite non mortali

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Ah, nel Medioevo le ferite si infettavano praticamente sempre, anche perché non conoscevano il meccanismo. Ancora nel cinquecento Giovanni dalle Bande Nere morì di setticemia. Ma se è per questo, anche nella prima guerra mondiale morivano più di infezioni che di colpi diretti.

Bisogna anche tener conto delle tecniche utilizzate. La cauterizzazione in particolare era un metodo estremamente efficace per far si che il poveretto crepasse di setticemia (interessante a questo proposito la storia di Ambroise Paré). La disinfezione comunque non fu di uso comune fino alla seconda metà del XIX secolo, e non stiamo parlando di antibiotici ma di elementari tecniche igieniche (prima is operava con strumenti non ripuliti tra un intervento e l'altro, addirittura). Nella WWI, ovviamente, la disinfezione esisteva, ma la guerra non permetteva grandi accorgimenti igienici. La penicillina fu poi scoperta solo nel '22, ma l'effettivo utilizzo dell'antisepsi antibiotica risale sono alla WWII. Spesso si sottovaluta quanto recenti sono queste conoscenze.

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Leggo solo ora la discussione e tento di rendermi utile.

Come dice Neal i seguaci potrebbero arrivare dopo o mentre accade il fatto, i due sicari potrebbero nascondersi uno di fronte all'altro ai due lati della strada, quando la vittima è a tiro uno esce e chiede una stupidaggine per distrarlo, l'altro esce e lo pugnala all'addome anche un paio di volte, magari con un coltello non troppo lungo. Il tuo personaggio prende la prima pugnalata piena e riesce a frapporre un braccio istintivamente che smorza la seconda, se poi è invero i vestiti posso costituire una protezione. Nel mentre arrivano i seguaci che magari vedono la scena da lontano e accorrendo disperdono gli aggressori.

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Leggo solo ora la discussione e tento di rendermi utile.

Come dice Neal i seguaci potrebbero arrivare dopo o mentre accade il fatto, i due sicari potrebbero nascondersi uno di fronte all'altro ai due lati della strada, quando la vittima è a tiro uno esce e chiede una stupidaggine per distrarlo, l'altro esce e lo pugnala all'addome anche un paio di volte, magari con un coltello non troppo lungo. Il tuo personaggio prende la prima pugnalata piena e riesce a frapporre un braccio istintivamente che smorza la seconda, se poi è invero i vestiti posso costituire una protezione. Nel mentre arrivano i seguaci che magari vedono la scena da lontano e accorrendo disperdono gli aggressori.

Però è possibile che possa sopravvivere dopo aver ricevuto un colpo così potente all'addome?

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Sono d'accordo con Neal e non dico che fossero esperto infatti, un sicario esperto difficilmente lascia in vita, a meno che la vittima non si accorga di tutto in tempo e non sia "esperta" anch'essa, ma a quel punto si tratterebbe di una colluttazione, ben più difficile da descrivere.

La maggior parte degli agguati può andare storta per cose che in un libro risulterebbero a dir poco ridicole, anche perpetrati da sicari professionisti, quindi mi terrei sul banale.

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Avevo anche un'altra domanda: nel caso di un'autopsia, in una testa che si trova in avanzato stato di decomposizione (1-2 mesi), quali fenomeni si possono trovare? Ho letto di liquidi che fuoriescono dalla bocca, ma vorrei più particolari. Premetto che è stata conservata in un barile di birra ^^"

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Avevo anche un'altra domanda: nel caso di un'autopsia, in una testa che si trova in avanzato stato di decomposizione (1-2 mesi), quali fenomeni si possono trovare? Ho letto di liquidi che fuoriescono dalla bocca, ma vorrei più particolari. Premetto che è stata conservata in un barile di birra ^^"

Premetto che non so molto di patologia forense, quindi ti posso dire il poco che so, e che non ho idea di eventuali effetti collaterali che possano esserci per la presenza di mezzo diverso dall'acqua. In ogni caso, stando al testo di medicina legale che ho sotto mano, il tuo cadavere dovrebbe andare incontro a putrefazione e macerazione. A grandi linee, dopo un paio di mesi, dovresti essere con la putrefazione in fase colliquativa (cioè i tessuti si demoliscono e tendono a produrre liquido, come dici tu, ma non solo dalla bocca) abbastanza avanzata. La macerazione invece è tipica dei cadaveri posti in mezzo acquoso, e consiste nel raggrinzimento e poi distacco della cute dai piani sottostanti (immagino tu possa considerarlo, a fini narrativi, come una forte deformazione del volto).
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Che io sappia, ma ricordo anche che esistono pratiche per evitare la cosa, ci sono fuoriuscite di liquido in genere dalla bocca.

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Per come la vedo io, tutta la situazione ha un difetto alla base: se l'aggredito è il protagonista, o comunque uno dei personaggi principali della storia, chi legge GIA' SA che sopravviverà all'aggressione.

E' esattamente quanto si legge in tutta una miriade di romanzi (adesso, molti, proposti a basso prezzo) che sono tutti uguali e che gira e rigira raccontano le storie tutti col medesimo impianto.

Fossi in te, proprio perché esordiente e quanto mai bisognoso di farsi notare, cercherei una soluzione inaspettata, quel qualcosa in più che ti fa dire: "Hai capito il ragazzino che geniaccio"

Scusa per il ragazzino, non conosco la tua età.

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Beh, che un protagonista sopravviva, anche solo a metà libro, a un'aggressione non è poi così scontato... che un personaggio abbia il ruolo di protagonista non implica che debba essere l'unico ad averlo, e per tutta la durata della storia.

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Vi spiego: nella mia storia ho fatto rapire un personaggio e vorrei che venga ritrovato morto crocifisso con numerose ferite.

Vorrei però che queste ferite non l'abbiano ucciso subito, ma l'abbiano fatto soffrire per almeno un'ora senza ucciderlo, non so però come muovermi. 

Le armi da poter utilizzare sono molteplici (spada, pugnale, pistola) ma non so precisamente dove colpirlo evitando di ucciderlo nell'immediato, ecco quindi la mia domanda: quali sono i punti del corpo non vitali in cui si può anche esser trapassati da una spada e non morire se non di dissanguamento ma dopo molto tempo?

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@francyalterego Non sono un medico, ma seguo abbastanza CSI :asd:

Sostanzialmente basta che tu non faccia ferite profonde, e le puoi fare in qualsiasi punto del corpo.
Se vuoi farle profonde ma evitare che siano mortali, basta che eviti il torace (se becchi gli organi è probabile che tu lo finisca subito) e le principali arterie, che dovrebbero essere l'Aorta (dovrebbe essere sulla parte sinistra del collo) e le femorali, che sono sulle cosce vicino all'inguine. Se becchi queste arterie il dissanguamento è davvero rapido.

Poi non vorrei dire una cavolata, ma mi sembrava che a Gesù (parlando di crocifissione) avessero bucato un polmone con una lancia e che la cosa l'abbia fatto morire molto lentamente. Può essere?

Una carognata poi potrebbe essere la perforazione dello stomaco, perché (spero sempre di non dire una cavolata) dalla ferita uscirebbero gli acidi che andrebbero a riversarsi nell'organismo e farebbero un male cane. Però questo non so quanto velocemente porti alla morte!

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@francyalterego , ti chiedo la cortesia di presentarti nella sezione "Ingresso"; di solito è previsto che i nuovi iscritti lo facciano prima di partecipare (o aprire altre discussioni) sul forum, come atto di gentilezza verso gli altri utenti. Ti attendiamo per darti il benvenuto ufficiale. Grazie.

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@Lizz Grazie mille, al massimo la perforazione dello stomaco la uso come colpo di grazia! Sulla questione del polmone non saprei... ma penso che farlo bruciare o perforarlo porterebbe molto velocemente alla morte in quanto impedirebbe di respirare in poco tempo.

@ElleryQ  Mi è sfuggito, mi spiace. A questo punto corro a riparare, grazie di avermelo fatto notare!

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@francyalterego Penso (ma sono sempre supposizioni) che se ne perfori solo uno la persona riesca a sopravvivere un po' prima che gli collassi, perché comunque ha l'altro :\

Magari su qualche sito di medicina spiegano meglio cosa succede :D 

http://salute.doctissimo.it/enciclopedia-della-salute/apparato-respiratorio/ferite-e-lesioni-dei-polmoni-o-della-cavita-toracica.html

Da qui ad esempio sembra che non sia irrecuperabile una persona con una ferita al polmone!

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@Lizz

 Ti ringrazio molto per il sito! Ci ho dato un'occhiata e da quel che ho capito ci dev'essere un intervento non troppo in ritardo per evitare che entri aria o che si riempa di sangue la cavità toracica...  ho letto però su un altro sito che anche con un solo polmone si può sopravvivere, quindi penso che vada benissimo come mezzo di tortura.

Comunque il mio personaggio (poveretto) dev'essere irrecuperabile e deve passare momenti di agonia che lo portino alla morte, quindi se spiego che gli è stato bruciato un polmone e non entro troppo nel dettaglio spiegando quanto è sopravvissuto o simili dovrebbe andar bene (y)

 

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@francyalterego visto che parli anche di bruciare, potresti anche mettere su un rogo stile caccia alle streghe: ci impiega un bel po' ed è davvero un modo tremendo per morire :/

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On 5/2/2017 at 20:57, Lizz dice:

Poi non vorrei dire una cavolata, ma mi sembrava che a Gesù (parlando di crocifissione) avessero bucato un polmone con una lancia e che la cosa l'abbia fatto morire molto lentamente. Può essere?

Gesù viene trafitto con una lancia quando è già morto, ma è per accertare che non sia solo in uno stato di morte apparente. I soldati, infatti, si aspettavano di trovare i condannati ancora vivi, visto che erano stati inviati a spezzar loro le gambe, in modo che non potessero sostenersi per respirare e morissero più in fretta. Visto che Gesù è l'unico dei tre ad essere già morto, se ne accertano in questo modo.

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@Lizz ci avevo pensato, ma voglio che la protagonista (che è molto legata alla vittima) la ritrovi incatenata al muro, piena di ferite e morta a seguito di atroce sofferenza :S

Insomma, voglio traumatizzarla, quindi deve riconoscere nell'immediato il cadavere, al massimo si potrebbe far bruciare dalla vita in giù ma non penso avrebbe il giusto effetto :|

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