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Anacleto

Ferite non mortali

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Salve.

Sto scrivendo un libro ambientato nel medioevo e devo descrivere una scena in cui il mio protagonista viene coinvolto in un agguato. Lo vogliono uccidere e per questo ho scelto di usare un pugnale. Ora, il mio personaggio non deve morire, ma solo essere colpito.

Insomma, volevo sapere: in quale punto della schiena un pugnale non danneggerebbe nervi, muscoli e/o arterie?

Spero di essere stato chiaro. u.u Se avete dubbi, chiedete! :saltello:

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Salve.

Sto scrivendo un libro ambientato nel medioevo e devo descrivere una scena in cui il mio protagonista viene coinvolto in un agguato. Lo vogliono uccidere e per questo ho scelto di usare un pugnale. Ora, il mio personaggio non deve morire, ma solo essere colpito.

Insomma, volevo sapere: in quale punto della schiena un pugnale non danneggerebbe nervi, muscoli e/o arterie?

Spero di essere stato chiaro. u.u Se avete dubbi, chiedete! :saltello:

i muscoli li danneggi per forza, arterie e vene le puoi lesionare senza comunque causare una ferita fatale, io mi preoccuperei più dei polmoni e delle cure che riceverà che nel medioevo non è che fossero proprio il massimo

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In effetti hai ragione. ^^"

Insomma, non volevo che fosse una ferita grave, che comportasse poi un malfunzionamento di, magari, un braccio o altri problemi. Hai degli esempi? Cioè, io posso farlo colpire in qualsiasi punto? Non è che ci sono dei punti in cui è meno distruttivo il colpo (scusate la ripetizione)?

E, un'altra cosa: come verrà curata la ferita? Il pugnale viene estratto, e poi?

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se non colpisci troppo in profondità non dovresti beccare nulla di vitale. Certo, nel medioevo ci sarebbe in più il problema della mancata disinfezione della ferita, però con un po' di fortuna la vittima non dovrebbe restarci secca. Potresti far "parare" il colpo da qualche osso (costola, scapola), in fondo stan lì apposta.

Edit: per la ferita, l'importante sarebbe pulirla per evitare appunto un'infezione, ma non so come nel medioevo fossero attrezzati per questo... ricordo che in qualche film si vedeva la gente ricorrere ai liquori come disinfettante, ma non saprei se fossero anacronistici. Una bella cauterizzazione e via?

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Ti ringrazio Czar! :) Quindi, ricapitolando: il pugnale lo colpisce alla schiena, ma "un osso" riesce ad attutire il colpo. Viene portato da un medico, il pugnale viene estratto e la ferita ripulita e cauterizzata. Potrebbe andare? Quanto dovrebbe rimanere fermo, però? Mesi? Giorni? :sss:

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Ospite Jack Shark

A meno che la ferita non si infetti gravemente, dovrebbe stare fermo pochi giorni, forse nemmeno...

Invece in caso di infezione, sopraggiungerebbe una febbre alta, e la guarigione rallentata, quindi ovviamente la tempistica cambierebbe.

Modificato da Jack Shark

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Potresti fare che il coltello gli spezza o incrina una costola, è doloroso ma a meno di non essere particolarmente sfortunati (tipo l'osso che si spezza e si va a infilzare in qualche organo) non c'è bisogno di alcun intervento per rimetterla a posto. Per la ferita, dipende dalla persona... se non fa infezione e l'individuo è sano e robusto, suppongo che l'unica preoccupazione sarebbe quella di non fare sforzi per evitare che si riapra. Diverso se si trattasse di qualcuno debilitato.

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Understood. Devo essere sincero, mi immaginavo qualcosa di molto più lungo e doloroso ^^" Però, Czar, non è un po' troppo improbabile che un pugnale riesca ad incrinare o addirittura rompere una costola? :bla:

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non è che le costole siano poi così resistenti, è facile incrinarsene qualcuna, bastano pugni o cadute di solito... se un omaccione armato di coltello cercasse di piantarmelo nella schiena e per mia fortuna beccasse una costola, immagino che il povero osso se la vedrebbe brutta.

Effettivamente però dipende molto anche dall'aggressore e dal tipo di scontro, magari un uomo in fuga potrebbe essere colpito solo di striscio dalle coltellate dell'inseguitore e farsi giusto dei brutti tagli.

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io punterei a una scapola, le costole non mi ispirano troppa fiducia, perché potrebbero facilmente rompersi o scheggiarsi e far "scivolare" la lama fino al bersaglio. Se no se il colpo fosse inferto di taglio? Così puoi comunque ottenere una buona ferita e ti eviti delle rogne

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Ospite Bradipi

Troppe variabili non spiegate:

In quanti lo assalgono, uno o più? Come sfugge all'agguato? Gli assalitori lo lasciano credendolo morto? Scappa? Si difende?

Se sei ferito e ti muovi perdi più sangue, per diversi motivi.

Ovviamente se gli assalitori sono esperti difficilmente lo lasciano vivo, ma vi sono precedenti storici, vedi la vicenda di "Lucky" Luciano: http://it.wikipedia.org/wiki/Lucky_Luciano , anche se si svolge nel 1929 ricorda che non esistevano gli antibiotici.

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Il mio personaggio in realtà viene preso alla sprovvista. I sicari gli piantano questo pugnale nel busto e poi sono costretti a scappare, perché hanno appena tentato di uccidere un uomo molto potente e famoso, un predicatore, accompagnato dai suoi seguaci. Quindi non reagisce perché non ne ha il tempo.

Cambia qualcosa? Vi prego, datemi dei particolari ^^"

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Ospite Bradipi

Se la vittima viene prontamente soccorsa certo che cambia, puoi giostraterla come vuoi, da una ferita di striscio a un coltellata che scivola sulla scapola.

N.B. certo che i sicari sono scarsi, uno al loro posto userei una balestra da dietro una finestra socchiusa o una coltellata nella panza girando il coltello.

Quanto tempo vuoi tenere in convalescanza l'ammalato?

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Il fatto è che non voglio farlo morire. E allo stesso tempo non voglio che i sicari sembrino dei deficienti... non so se mi spiego. E non so se le due cose possano coincidere :perchè: Il fatto del pugnale non posso cambiarlo. Anche io avevo pensato a fargli arrivare il colpo alla pancia, però poi la ferita sarebbe troppo grave... o no?

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Guarda, Giulio Cesare ricevette, secondo la tradizione, 23 coltellate, fu fatta un'autopsia che elencò diciotto ferite, ma solo una risultò essere mortale. Nonostante ci fosse molta gente nessuno intervenne per fermare i congiurati, alcuni dei quali, se non ricordo male, si ferirono tra loro nella foga.

Alcuni dei colpi più gravi Cesare li ricevette all'inguine, che è un colpo classico da sicario professionista perché permette di avvicinarsi tenendo il braccio disteso lungo il corpo, in posizione naturale, e poi colpendo rapidamente dal basso verso l'alto.

Ma uccidere una persona non è comunque facile.

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Ma il personaggio che tipo è? Sarebbe plausibile che il sicario lo attaccasse cercando di colpirlo come si deve al ventre, ma la vittima, gran furbacchiona, se ne accorgesse e riuscisse a limitare i danni prendendo il colpo più verso il fianco (beccando muscoli e maniglie dell'amore) o proprio di striscio?

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Ti ringrazio Czar! :) Quindi, ricapitolando: il pugnale lo colpisce alla schiena, ma "un osso" riesce ad attutire il colpo. Viene portato da un medico, il pugnale viene estratto e la ferita ripulita e cauterizzata. Potrebbe andare? Quanto dovrebbe rimanere fermo, però? Mesi? Giorni? :sss:

Un sicario che colpisce alla scapola deve essere lobotomizzato. Può aver senso, secondo me, se il personaggio si accorge di cosa succede e viene colpito mentre si sposta per girarsi. In questo caso il colpo potrebbe andare proprio sotto la spina della scapola, dal lato, infilandosi nel muscolo sottoscapolare e provocando parecchio dolore ma nulla di grave a livello di lesioni mortali o invalidanti. In questo caso, un uomo in robusta costituzione fisica e senza che la ferita si infetti postebbe riprendersi in pochi giorni, ovviamente dando un altro paio di settimane di convalescenza alla ferita.

Secondo me va fatto un passo indietro. Chi viene colpito, chi lo colpisce, in che situazione. Queste sono domande fondamentali. Un guerriero sa difendere parti vitali, un assassino sa dove colpire, un colpo di sorpresa è diverso da un colpo congeniato per poter scappare.

Guarda, Giulio Cesare ricevette, secondo la tradizione, 23 coltellate, fu fatta un'autopsia che elencò diciotto ferite, ma solo una risultò essere mortale. Nonostante ci fosse molta gente nessuno intervenne per fermare i congiurati, alcuni dei quali, se non ricordo male, si ferirono tra loro nella foga.

Alcuni dei colpi più gravi Cesare li ricevette all'inguine, che è un colpo classico da sicario professionista perché permette di avvicinarsi tenendo il braccio disteso lungo il corpo, in posizione naturale, e poi colpendo rapidamente dal basso verso l'alto.

Ma uccidere una persona non è comunque facile.

Si, ma in questo la ferita mortale è quella che ti uccide prima. Le altre 22 l'avrebbero ucciso lo stesso.

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La situazione è questa: il mio personaggio sta camminando per la strada, di notte, accompagnato da due o tre dei suoi "seguaci". All'improvviso due uomini spuntano dal nulla e lo colpiscono. Appena lo fanno, però, sono costretti a scappare perché l'uomo che dovevano uccidere non è solo.

La vittima non è un guerriero, è un predicatore giudicato pericoloso. Allo stesso tempo, però, deve cavarsela, e i due uomini non devono apparire maldestri o sicari occasionali, ecco.

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Ospite Jack Shark

Quella che descrivi però è una situazione da sicari dilettanti. Insomma, che non è solo si vedrebbe ben prima che saltano fuori a colpirlo. Inoltre se fossero due sicari professionisti, ci metterebbero pochi secondi a far fuori anche i tre seguaci.

Modificato da Jack Shark

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Concordo con Jack. Oltretutto, anche senza uccidere i tre seguaci, un sicario professionista non avrebbe motivo di sbagliare il primo colpo che sferra. Potresti ovviare facendo si che i seguaci non siano insieme al predicatore, ma che arrivino dalla parte dei sicari prima del predicatore e si accorgano della situazione: in questo caso i sicari dovrebbero scappare (ovvio che ci deve essere un motivo per lasciare in vita i seguaci, fosse anche solo che questi hanno chiamato le guardie e quindi è urgente fuggire) e nella fuga potrebbero, chessò, fare un tentativo lanciando un pugnale e colpendo a un fianco il predicatore che si sta mettendo al riparo. In questo caso i sicari possono salvare la faccia, visto che il predicatore è stato colpito nonostante l'attentato fosse stato sventato.

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altrimenti pui fare che mentre uno dei sicari sta cercando di pugnalarlo un suo seguace lo sposta e si prende la pugnalata al posto suo. Poi tutti si accorgono di questa cosa e loro devono scappare.

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Mi accodo alla discussione con una domanda: quanto ci mette a guarire una ferita da coltello piuttosto profonda ma che non ha danneggiato organi interni? Considerando che siamo ai giorni nostri e che viene curata da medici?

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Mi accodo alla discussione con una domanda: quanto ci mette a guarire una ferita da coltello piuttosto profonda ma che non ha danneggiato organi interni? Considerando che siamo ai giorni nostri e che viene curata da medici?

Beh, dipende. Anzitutto quanto è profonda, e dove è? Una cosa è una coltellata al ventre, un'altra in un braccio. Secondariamente con che arma è stata fatta (un coltello da cucina è una cosa, un gutter knife un'altra :asd:)?

E ti interessa sapere i tempi di guarigione *totale* o i tempi in cui un ferito si rimette in piedi?

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Un tizio che conosco si beccò una pallottola in una coscia. Fu fortunato, la pallottola - credo sette e sessantacinque - attraversò il muscolo da parte a parte senza ledere vasi sanguigni importanti. All'inizio gli dissero che era stato colpito due volte e che entrambe le pallottole erano rimaste dentro, poi si resero conto che uno era il foro d'entrata e l'altro d'uscita. Gli pulirono la ferita facendo passare una striscia di garza da una parte all'altra e gli prescrissero antibiotici, nient'altro. Dopo pochissimo già camminava e ci mise poche settimane a riprendersi.

Gli andò particolarmente bene, ma riferisco questa storia proprio per questo: tutto dipende dalla natura della ferita e dalla sua collocazione. Un paio di centimetri più a lato e finiva contro l'osso, cosa che l'avrebbe messo in guai molto seri, pochi centimetri più su e poteva ledergli l'arteria femorale. Nel qual caso sarebbe quasi sicuramente morto.

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E' vero non ho detto dove, intendevo una ferita al ventre, con che tipi di coltello non lo so, ma diciamo non un coltello da cucina, uno che può fare molto male. Però la ferita non è mortale e inoltre la vittima viene soccorsa quasi subito. Per guarigione beh, entrambe le cose, immagino che le mettano dei punti o no? Dopo quanto si può alzare e camminare senza che si riapra e dopo quando invece guarisce del tutto senza dover più medicare eccetera? Per quanto tempo anche è normale che faccia male.

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una persona giovane e forte dovrebbe riprendersi completamente in una ventina di giorni, un mese, se non sono stati lesi organi interni. Riprendere a camminare quasi subito, metti qualche giorno di ospedale e poi qualche visita in ambulatorio per togliere man mano i punti.

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Quando mi hanno operato di appendicite ci ho messo un paio di giorni ad alzarmi dal letto, una decina ad andare a scuola, ma crollavo appena rientravo a casa per circa un mese. Avevo 19 anni e ottima salute. Se la persona viene soccorsa subito e non ha lesioni interne gravi penso sarà più o meno lo stesso. Ah, mi hanno tolto punti dopo 15 giorni, ma la ferita ci ha messo qualche mese a smettere di dare fastidio e mi pare più di un anno a prendere un colore normale. E non ho più sensibilità in quella zona.

Comunque Remarque cita soldati che se ne tornavano all'infermeria da campo portando a mano i propri intestini.

Ah, nel Medioevo le ferite si infettavano praticamente sempre, anche perché non conoscevano il meccanismo. Ancora nel cinquecento Giovanni dalle Bande Nere morì di setticemia. Ma se è per questo, anche nella prima guerra mondiale morivano più di infezioni che di colpi diretti.

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