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Ospite Lem Mac Lem

Premio Neri Pozza

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Credo che sia stata una grande iniziativa. Il premio ha attirato tanta gente di valore e ha dato una scadenza, spronando probabilmente centinaia di persone a finire comunque la propria opera. Entrare nella dozzina era difficilissimo (io sono arrivato tredicesimo o massimo quattordicesimo) e non c'è da abbattersi, c'è da sperare che lo rifacciano! (o che altri ne seguano l'esempio). Non era certamente un concorso per esordienti: facendo un rapporto 1:100 non si entra in finale. Non credo a nessun tipo di pastetta: è gente seria.

Infine, la formula è un po' l'uovo di Colombo: 10-20 k € per un'azienda non sono nulla e garantiscono visibilità, prestigio, marketing mirato, e... gratitudine.

Bravi!

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Ciao, più che pregiudizi sul concorso, fatti sui possibili obiettivi di Neri Pozza: rivitalizzare la Letteratura Italiana?; muovere le acque rispetto i soliti noti soliti generi?. La seconda cosa si può ottenere anche con opere accattivanti e ben fatte, allargando un po' il novero di quelli che ne sanno fare e aprendo la via a una maggiore fiducia rispetto i non-generi deputati.

 

La prima cosa (rivitalizzare la Letteratura) era per loro come per ciascuno di noi vincere su 1781; e con la seconda cosa, che potrebbe essere forse in parte riuscita, non c'entra nulla. In sintesi, la riuscita della seconda cosa (muovere le acque) può al massimo rappresentare il pallido inizio d'una "bonifica" che ci riporterà forse tra decenni a riavere  la Letteratura. Ciò non esclude come ipotesi limite che un capolavoro possa stare lì, ma proprio il fatto che gli autori siano "rodati" a schemi noti, renderebbe la cosa ancora meno probabile (ma non impossibile, per carità, magari!).

 

Tra il piagnisteo degli esclusi e la certezza di chi è nel giro di essere al  centro reale di tutto, ci sono i "lettori professionali", che solo docenti disinteressati d'alta caratura possono essere, che da decenni considerano irrilevante la letteratura "che va", e dunque esiste uno scalino pauroso tra chi accredita di fatto e chi potrebbe farlo per diritto.

 

Ora, come era la Letteratura prima del Diluvio? Se pensiamo a Gadda, D'Arrigo e Calvino, abbiamo uno che ha stravolto il romanzo di genere poliziesco, un epico allegorista estremo, un fissato dei romanzi cavallereschi. Cosa li accumunava? Un enorme contatto e assimilazione della Tradizione, sia colta che popolare... potrebbe darsi che le cose ora debbano andare diversamente... or not? abbracci.

p

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Anche io non ho ben capito cosa abbiano contro i "generi" e soprattutto quali criteri di individuazione abbiano adottato. Applicando non meglio specificate classificazioni si potrebbero escludere L'Iliade o L'Odissea perché "genere Fantasy".

In ogni caso si sono premuniti con il consueto, e ferreo "a nostro insindacabile giudizio".

Quanto a ciò che dici... mah! Credo che pesi ancora Croce con la sua distinzione tra "letteratura alta e letteratura bassa".

La letteratura di genere è considerata bassa (intrattenimento) e quindi... anatema.

Ma ripeto: speriamo che abbiano un ritorno eccezionale anche economico e che gli altri li imitino in massa!

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Sono prfettamente d'accordo... La Letteratura si fa a seconda di come si trattano i generi (ed eccoti un Gadda che fa un "poliziesco") o superandoli, ma direttamente come "generi letterari" (un Goethe che con Faust ti fa un maxi prosimetro).

 

Parlo di "Letteratura" non per forzare il topic, ma perché è Neri Pozza che ci ha fatto un convegno prima, e allora va da sè che sono loro sotto il nostro  vaglio, visto che comunque devono farlo in un mondo di omini di burro nel paese dei semi-porno balocchii, e la tentazione di "accreditarsi il nuovo" come ulteriore operazione commerciale, è logicamente forte e perssino comprensibile.

 

L'ossessione che nella narrativa ha preso il posto del "vero-verisimile" dell'epica, è quella del Realismo Magico (realtà e "magia") : ora, il verisimile prima e il fantastico poi, sono ancora più scientifici del "vero", perché hanno a che fare con l'allegoresi (sia onirica che dialettica ovvero latamente ed altamente "politica"), e con lo straniamento poetico del linguaggio. Altrimenti, si fabbricano trame come puzzle infiniti e si "sorcono" le cose solo per eluderne lo spessore storico senza poi entrare "rigorosamente" nell'allegoresi fantastica.

 

C'è gente che è stata decenni dietro queste cose, facendo il cuoco, il dattilografo, il vetturino, senza mai metterci la faccia e-o il k.lo, cioè due volti per troppi nel nostro campo interscambiabili... ci mancherebbe pure che il quadretto è fatto da trombati che piangono e fighi che vanno avanti perché "più bravi"...

 

Scusate, carissimi, non voleva essere una "lezione" ma davvero un invito a liberarvi tutti l'animo, nessuna autostima può dipendere da una faccenda se pur "nuova" come questo concorso. Che lo facciamo noi a loro, il concorso, non è solo un paradosso, ma un ottimo spunto oltre tutto per portare avanti queste splendide discussioni :-)

un abbraccio

p

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Contro i generi non hanno nulla, semplicemente, per questo concorso cercavano un'alta qualità letteraria, gli interessava un'ottima scrittura, e spesso, spessissimo, il genere non si preoccupa di scrivere letteratura, perché il suo scopo (che resta uno scopo legittimo e necessario) è intrattenere. 

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Cara Vale, quanto dici ha il doppio vantaggio di renderci felici e di essere verificabile.

 

Neri Pozza adotta questa isperata controtendenza quando nei comitati editoriali si registrava che le soubrette stavano sorpassando i giornalisti, che nel pluridecennale "diluvio" hanno inteso  essere loro gli scrittori. Se Neri Pozza non dice "passiamo dalla fossa almeno al marciapiede", ma di voler rilanciare addirittura la letteratura, essa esige e chiama che una parallela critica (di docenti e scrittori attrezzati e fuori dal gioco) controlli un passaggio così importante ed ambizioso. Altrimenti, immagina: verrebbe a crearsi un secondo polo di "certificaqzione" ufficiale che si aggiungerebbe al consueto (le Lobby), magari appunto raddoppiandolo se non certificandolo, con la conferma che in fondo quando stava dietro era abbastanza simile alla facciata di sempre (speriamo di no).

 

L'operazione è verificabile perché in letteratura sono rilevanti 2 cose: l' allegoria (che è il corrispettivo del concetto dei filosofi e la formula degli scienzaiti) e le funzioni linguistiche (ne avrebbero estrapolate 6, che adottiamo normalmente ma che nell'arte specifica verrebbero "accordate" alla bisogna. Mentre sono irrilevanti altre 2 cose (se non abitate dalle prime due cose): la trama e l'ambientazione.

 

Neri pozza porta l'esempio di Dostoevskij: bene, oltre alla lingua straordinaria, i suoi Idioti, nichilisti, dissoluti e monaci sono grandi perché paradigmi.

 

Veniamo ai generi: in una Fantasy, il Castello del Conte Dragon-tanto per inventare- può essere un' ottima allegoria della villa d'un odierno potente. Al contrario, i "Bassifondi di Smirne", in un romanzo non di genere, possono rappresentare un correlativo sterilmente fantasioso. Facciamo che vi pervengano carichi di pollame stipati in un vagone, destinatari a un mercante di creste e a un organizzatore di lotte tra galli. Quest'ultimo ha una fidanzata presa in prestito dal romanzo xy letto o tradotto 10 anni prima, mentre l'inizio col treno pieno di pennuti stipati in gabbie, giornalisticamente descritto, può rappresentare un "bruciante inizio", che invoglia a tirare avanti etc.

 

Parlo di casi estremi nel rispetto pieno di chi si occupasse e del conte Dragon e dei Bassifondi di Smirne. La cosa curiosa è che Neri Pozza parla di letteratura (e Dio voglia che ne abbia reperita, vedremo), mentre noi di autori abili e arruolati etc. Qualcosa non va.

 

Ma se qualcosa non va, sono anche questi splendidi luoghi virtuali a ri-valtarla e integrarla col sale di queste utili discussioni.

Baci :-*

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 La Letteratura si fa a seconda di come si trattano i generi (ed eccoti un Gadda che fa un "poliziesco") o superandoli, ma direttamente come "generi letterari" (un Goethe che con Faust ti fa un maxi prosimetro).

 

Concordo. E' chiaro che la maniera di farla, la letteratura, richiede capacità innovativa e persino rivoluzionaria. 

I "competenti" legittimati a riconoscerla come tale possono, magari per parecchio tempo, non rendersi conto di averla incontrata.

Escluderei sia il caso di Neri-Pozza, che ha di sicuro utilizzato valutatori esperti.

Scrivo gialli e non ho partecipato. E dare appunto per acquisito -nei chiarimenti al bando se ben ricordo- che i testi di genere siano quasi per definizione " non letterari ", mi sembra pregiudiziale e antiquato.

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E dare appunto per acquisito -nei chiarimenti al bando se ben ricordo- che i testi di genere siano quasi per definizione " non letterari ", mi sembra pregiudiziale e antiquato.

 

 

Ecco, questo dà fastidio a me. In altra sede avevo ottenuto una scheda di valutazione di un mio romanzo che contiene parecchie citazioni. Quelle alle opere di genere sono state snobbate mentre chi ha compilato la scheda si è illuminato quando ha notato quelle all'"alta letteratura". Proprio non capisco il continuare a fare questa differenza quando c'è sia spazzatura che capolavori nei generi come nel mainstream.

 

/OT

Modificato da Matthew Swift

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Ciao, dico che non ci sono generi per definizione non "alti", ma ci sono chiodi fissi nel consumismo odierno che NP ha fatto bene a distillare... e del resto, fosse stato aperto il concorso a tutti i generi, i manoscritti sarebbero stati 17.810.

 

Il problema è che la dinamica dell'abile assemblaggio (quella opposta all' "allegorismo" poetico e rigoroso, che non è assemblabile, formattabile etc...), del "tramismo" e della sveltezza "che acchiappa", può essere punto punto replicata in qualsiasi non genere (tranne forse l'epico che li contiene tutti); ed è anche la logica che permette a un autore lanciato di replicarsi fino a 5 volte l'anno, e tutto ricomincia daccapo, facendo decadere proprio quello che si voleva innalzare (il cambiamento).

 

Un opera di grande allegorismo viene in genere prodotta da gente cui dopo si fondono le valvole, al di là del clichet corazziniano e maledettista dell'artista "vero" che muore presto... nessuno dubita della professionalità di NP, non è questo il punto, solo che loro fanno una operazione di questo tipo in un periodo di crisi, dunque la "rivoluzione vera", davvero a perdere, fatta adesso, è davvero quasi inconcepibile... Il problema è non scambiare questa di NP come la svolta unica, e il loro giudizio come "unico" tra gli alternativi possibili.

 

Se volete sapere che state lavorando bene (a proposito di "esami", autostima etc.), ora come prima restano solo 3 cose: la vostra autoconsapevolezza, che si sottovaluta troppo; una amico tremendamente esperto e spietato; un docente autorevole e specializzato di cui non siete amico, non fate parte della sua corte ideologica, non date in cambio assoluitamente nulla eppure rimanda di ore il ritorno a casa dopo aver lavorato una giornata, per parlare del vostro libro, quasi senza che glielo avete chiesto.

 

Tutto il resto, troppo spesso, non certifica nulla se non il contrario. Ma prima di tutto, buon divertimento :-)

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Ah, non so. Ho visto di sfuggita sulla loro pagina facebook una lista di nomi + titoli di romanzi... con il # del premio. Per questo chiedevo.

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I candidati selezionati:

Sergio Alletto, Il candidato
Novita Amadei, Dentro c’è una strada per Parigi
Alessio Arena, La letteratura tamil a Napoli
Salvatore D’Antona, Tale (teil)
Valentina Di Cataldo, Grido
Andrea Fiorenza, Laggiù
Massimo Gardella, L’uragano
Wanda Marasco, Il genio dell’abbandono
Marco Montemarano, La ricchezza
Davide Morganti (pseudonimo), Consonante k
Angela Nanetti, Il bambino di Budrio
Gianni Vilardellj di Rosakambra (pseudonimo), Mare con mare

 

Nessuno del wd?  Eh?

Modificato da Carla Barbara

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http://http:/www.succedeoggi.it/2013/10/diario-di-una-giurata/

 

Lettura molto interessante, sia a livello teorico-general-letterario sui tormenti di una giurata chiamata a giudicare e definire dei suoi "simili" sia a livello specifico per alcune delle questioni che nei mesi scorsi si erano affollate anche qui.

 

Ebbene sì, come era stato immaginato pubblicheranno tutti i finalisti. In realtà pubblicheranno anche un non-finalista, un escluso la cui opera è stata comunque giudicata di eccezionale valore (il paragone con il giovane Eliot preso per mano da Pound naturalmente mi desta qualche furtivo inarcamento sopraccigliare).

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