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Don Chisciotte

Un Tizio sull'isola

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Commento:

Sarebbe un incipit. E' stato un'esercizio seguendo determinate direttive. Non c'è seguito.

Buttò le scarpe, i pantaloni, la camicia e le mutande nel falò. Si tolse anche i calzini, li riempì di sabbia e li gettò verso la luna e li inghiottì il mare. Si mise le mani nei capelli. Cazzo, i calzini no! Si diede il pugno sulla fronte, un altro e levò il capo al cielo. «Aiuto!» Prese il bastone dal falò, lo strinse a due mani e cominciò a correre, e cadde faccia a terra. Si alzò come svegliato dall’incubo e afferrò la radice, sbuffò e la lasciò. Si sedette a gambe incrociate, si grattò la barba, si sdraiò e chiuse gli occhi. Il vento gli portò l’odore della carne e del sangue, e con la sabbia lo seppellì. Aprì la bocca e inghiottì la sabbia e scosse il capo. Rotolò pancia a terra, sgranò gli occhi davanti alla foresta e tastando la sabbia attorno a sé prese il bastone. Sorrise mordendosi il labbro inferiore. Si alzò, corse al falò e accese il bastone. Si fece il segno della croce, si incamminò e salutò le stelle e la luna, il mare, il falò e la sabbia. Si lasciò alle spalle la prima schiera di alberi della foresta e come la lancia protese in avanti il bastone. Diede fuoco alla sterpaglia attorno all’albero e superò la loro seconda schiera. La terza. Sono come uno schieramento di soldati, deve essere stato un generale. Superò la quarta, la quinta, la sesta schiera. L’odore lo fermò. Sventolò il bastone spegnendo la fiamma. Pestò qualcosa di viscido. Avanzò di un altro passo. Si voltò. Il falò era spento, insieme al chiarore della stelle e della luna, insieme alla sterpaglia. Il vento cominciò a portargli delle gocce contro al petto, contro al viso, ne leccò una. Sangue. Sono vicini i miei compagni, li ho addosso, grazie dottor Moreau.

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Ospite Bradipi
e li gettò verso la luna e li inghiottì il mare.

Frase a elevata carpiatura: e…e con cambio di soggetto tra la prima e la seconda parte.

Prese il bastone

e afferrò la radice

Un bastone può essere ricavato da una radice, ma difficilmente un ciocco da ardere è una radice.

Il vento gli portò l’odore della carne e del sangue, e con la sabbia lo seppellì.

Nuova contorsione: immagino che il vento non seppellisca l’odore.

e come la lancia protese in avanti il bastone

Direi come una torcia, dato che ha una punta in fiamme.

Si lasciò alle spalle la prima schiera di alberi della foresta

e superò la loro seconda schiera. La terza. Sono come uno schieramento di soldati, deve essere stato un generale

Nel rimboschimento gli alberi vengono piantati in file e colonne ordinate ed equidistanti, o nel caso di alberi che costeggiano una strada (come i “giganti giovinetti”), ma se parli di foresta non vi è l’idea di intervento umano, ma naturale.

Diede fuoco alla sterpaglia attorno all’albero

Si voltò. Il falò era spento, insieme al chiarore della stelle e della luna, insieme alla sterpaglia.

Non capisco la sterpaglia a cui ha dato fuoco si è spenta?

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Commenti, che bello...

Il primo appunto che hai fatto: il cambio di soggetto repentino era per dare velocità alla caduta dei calzini. Secondo te è sbagliato?

Secondo appunto: non l'ho capito tanto. Il personaggio cade a terra, poi afferra la radice che l'ha fatto cadere e la lascia subito. Dopo riprende il bastone.

Terzo appunto: gli portò, lo portò quindi al protagonista, è riferito a lui. Questo punto comunque non mi convince.

Quarto appunto: torce protese in avanti? mah... le torce di solito si tengono in alto, a quanto ne so. Una lancia con la punta infiammata è abbastanza comune.

Quindi appunto: era per dare qualcosa di caretteristico alla foresta, qualcosa di fantastico ecc. il romanzo sarebbe appena iniziato...

Sesto appunto: sì, la sterpaglia si spegne insieme a tutto il resto. Come fai a non capirlo? chiedo perchè se ti è chiaro che si spegne il resto non vedo la difficoltà per capire che anche la sterpaglia si spegne.

Grazie e ciao.

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Ospite Bradipi
Il personaggio cade a terra, poi afferra la radice che l'ha fatto cadere e la lascia subito. Dopo riprende il bastone.

No, non l’ho proprio capito.

Come è il posto che descrivi? Vi è il mare e una foresta, percui l’ho immaginato così:

maldive-atollo-rasdhoo-1.jpg

(che sia un atollo non ha importanza), mare, spiaggia con il falò e poi la foresta, una radice sulla sabbia non la immagino e non è descritta nel testo. Quindi il tizio inciampa in una radice (mai prima citata),

50258_123153021033768_804975_n.jpg

il bastone gli cade di mano, il tizio si alza(?), si mette carponi (?), si inginocchia (?) afferra alla luce incerta del falò la radice che ovviamente si trova all’altezza dei piedi e si siede a gambe incrociate.

Avevo semplicemente capito che usassi radice come sinonimo di bastone.

Tu come immagini che si debba camminare con una lancia? Io l’ho immaginato così:

lanciere.jpg

con la punta in alto, soprattutto in un bosco.

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Il posto più o meno sarebbe come quello.

La radice, sì, dovrebbe uscire dalla sabbia, come in un bosco. Forse è improbabile che ci possa essere, dovrei informarmi. Non l'ho descritta prima perchè il protagonista non se ne accorge, e poi ci inciampa. Il tizio si alza, si alza quindi in piedi (credo che con la parola alzarsi quasi tutti intendano alzarsi in piedi) e poi si siede.

Io la lancia gliela faccio protendere in avanti :asd:

Comunque grazie mille per gli accorgimenti, anch'io reputo i dettagli molto impartanti.

Ciao!

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Con le prime cinque frasi hai catturato del tutto la mia attenzione.

Cazzo, i calzini no!

Perché non avrebbe dovuto gettarli in mare? Capisco che si tratta un incipit e quindi è giusto che non risolva quello che dici, d'altra parte è tutto quello che da lettrice mi trovo a leggere e da qui in poi c'è questo tizio che fa cose molto strane di cui non si capisce bene il perché.

Come ti ho scritto, inizialmente è molto carino. I gesti del personaggio incuriosiscono.

Poi parti con una sfilza di azioni e mi sembra di leggere la classica lista della spesa: si sedette, si alzò, si fece il segno, si voltò... Oltretutto ripeti di continuo questo "Si", creando una specie di cantilena. Azioni dietro azioni che descrivono scene su scene per le quali non si riesce a trovare un senso abbastanza logico. Non aggiungi alcun sentimento, cosa che basandosi sulla situazione difficile in cui si trova - sperduto su un'isola - dovrebbe essere quasi d'obbligo. Cosa prova lui? Sembra confuso. Impaurito? Nervoso? Scocciato?

Poi succede che piove sangue dal cielo ed ecco l'attenzione catturata. Solo che a quel punto il testo finisce.

Il vento gli portò l’odore della carne e del sangue, e con la sabbia lo seppellì.

Il vento che, con la sabbia, seppellisce l'odore della carne e del sangue mi piace! :D

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Ciao:)

Iniziamo...

"Buttò le scarpe, i pantaloni, la camicia e le mutande nel falò. Si tolse anche i calzini, li riempì di sabbia e li gettò verso la luna e li inghiottì il mare. Si mise le mani nei capelli. Cazzo, i calzini no! Si diede il pugno sulla fronte, un altro e levò il capo al cielo."

1) Credo ci sia qualche "si" riflessivo di troppo che disturba la lettura. I Primi due, ad esempio, sono superflui. Potresti scrivere tranquillamente: " Tolse anche i calzini " o " Mise le mani nei capelli ".

2) Non mi è dispiaciuto il cambio di soggetto, in realtà. Dato lo stile impersonale, una sorta di... vogliamo chiamarlo anacoluto? Non stona. L' anacoluto è spesso usato nel linguaggio parlato, senza che ce ne rendiamo conto. Quello che invece non mi piace è la "e" che ti ho sottolineato, che potrebbe essere sostituita con una virgola. O magari tu l'hai messa per un motivo, per creare un effetto che io non ho capito. Mi viene il dubbio perché ci sono molte congiunzioni di questo tipo... che a me non piacciono, ma che a mia insaputa possono far parte di quelle "direttive" di cui parli all'inizio. Non essendo sicura, questo è l'unico appunto al riguardo che ti faccio:)

" «Aiuto!» Prese il bastone dal falò, lo strinse a due mani e cominciò a correre, e cadde faccia a terra. Si alzò come svegliato dall’incubo e afferrò la radice, sbuffò e la lasciò. Si sedette a gambe incrociate, si grattò la barba, si sdraiò e chiuse gli occhi. Il vento gli portò l’odore della carne e del sangue, e con la sabbia lo seppellì. "

1) Dall'incubo. Quale incubo, che mi sono persa? Meglio "da un incubo".

2) La radice. Quale radice, quella su cui era inciampato? Se non specifichi, sembra davvero che tu voglia utilizzarla come sinonimo di bastone.

3) Trovo l'ultima frase che ti ho sottolineato poetica, ed è molto piacevole l'immagine che crea. Tuttavia, non è un po' decontestualizzata? Perché il vento gli porta l'odore della carne e del sangue?

a) Perché ci sono cannibali in zona che stanno per arrostire qualcuno appena scuoiato.

b) Cadendo, il tizio si è fatto parecchio male.... ma come può essere, se poi "corre" al falò?

" Rotolò pancia a terra, sgranò gli occhi davanti alla foresta e tastando la sabbia attorno a sé prese il bastone. Sorrise mordendosi il labbro inferiore. Si alzò, corse al falò e accese il bastone. Si fece il segno della croce, si incamminò e salutò le stelle e la luna, il mare, il falò e la sabbia. Si lasciò alle spalle la prima schiera di alberi della foresta e come la lancia protese in avanti il bastone. Diede fuoco alla sterpaglia attorno all’albero e superò la loro seconda schiera. La terza. Sono come uno schieramento di soldati, deve essere stato un generale. Superò la quarta, la quinta, la sesta schiera. L’odore lo fermò. Sventolò il bastone spegnendo la fiamma. Pestò qualcosa di viscido. Avanzò di un altro passo. Si voltò. Il falò era spento, insieme al chiarore della stelle e della luna, insieme alla sterpaglia."

Qui trovo soltanto piccolezze legate al mio gusto personale, che non ti segnalo. Comunque, sarà che sono reduce da un paio di cocktail di ieri sera, ci ho messo qualche attimo a capire la scena che, però, aveva un non so cosa di caotico abbastanza piacevole...

"Il vento cominciò a portargli delle gocce contro al petto, contro al viso, ne leccò una. Sangue. Sono vicini i miei compagni, li ho addosso, grazie dottor Moreau. "

Ora ho capito l'immagine di prima :)

Peccato che non c'è un contesto in cui inserire il frammento, avrebbe aiutato a capire meglio la situazione.

Perdona eventuali errori, sono di fretta e non posso riguardare. A presto!

:)

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Grazie per gli ultimi due commenti. Me ne sono accorto solo ora, scusate.

Alesten, quella "e" l'ho messa per dare più velocità all'azione, se avessi messo la virgola forse avrei rallentato. Comunque ottima la tua considerazione, grazie. La terrò a mente.

In generale uso parecchio le "e", a me piacciono.

I "si" è da un po' che cerco di diminuirli, questo lo faccio soprattutto quando correggo il testo.

Il testo è molto fine a se stesso, l'ho utilizzato per "un esercizio della editautori", peccato solo che loro non mi abbiano segnalato nulla di nulla nel loro commento, solo una cosa che mi ha fatto capire quanto poco ne sanno di scrittura creativa.

Grazie a tutti per i suggerimenti, vi vedo competenti e attenti.

Ciao!

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