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Hearts

Galbraith R. - Il seggio vacante

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Appena terminato. Mi ha lasciato così:

:wah:

Nulla da aggiungere a quanto detto in precedenza.

Scorrevole, fantastica caratterizzazione dei personaggi, anche se per seguirli tutti ci vuole un po'.

La mancanza di una vera trama non influisce, a mio parere. Da un certo punto in poi risulta impossibile smettere di curiosare nelle vite dei vari cittadini di Pagford.

Non bisogna confrontarlo con HP, in nessun modo. Sembra quasi scritto da un'altra persona, in questo senso. Probabilmente ha cercato di allontanarsi il più possibile dalla saga del maghetto e c'è riuscita.

Una lettura consigliata, anche se…

…cruda e drammatica. Il finale lascia un po' l'amaro in bocca.

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Letto.

Mi spiace non poter dire "divorato" come faccio di solito con i libri che adoro.

Comincio col dire che non l'ho comparto, quindi non doveva "ripagarmi dell'investimento" però era sicuramente nella lista della spesa.

Ho faticato a leggerlo perché ogni parolaccia, ogni riferimento sessuale, ogni atto di violenza e ce ne sono a iosa, era come ricevere un pugno nello stomaco.

E questo perché sapevo che era la Row a scriverlo.

Se avesse usato uno pseudonimo?

mi sarei detto che questo esordiente sa come catturare il lettore, sa creare la sospensione della realtà in modo terribilmente efficace ma... dove vuole arrivare?

Per tutto il libro cercavo piccoli indizi che mi aiutassero ad anticipare il clamoroso colpo di scena, lo stravolgimento dei fatti, il ribaltamento dei preconcetti che ero strasicuro di trovare nelle battute finali della storia.

Troppo ben abituato dalla straordinaria capacità dell'autrice di far tornare a posto i pezzi di complicati puzzle nelle ultime righe dei suoi lavori...

Il giudizio è positivo, su tutta la linea, ma l'aspettativa era così mostruosamente alta che non ha che potuto essere una delusione.

non so se mi spiego...

Ad ogni modo se l'è cavata meglio della Niffeneggher che è passata da un capolavoro ad una schifezza. (imho)

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Essendo una fan della saga di HP, quando ho saputo dell'uscita del libro, mi sono ripromessa di non comprarlo subito. Ero a conoscenza del genere completamente diverso rispetto alla saga precedente, per cui mi sono presa un periodo di tempo durante il quale ho letto altro.

Prima di cominciare a leggerlo, ho focalizzato che non si trattava di una storia fantasy, che non si parlava di maghi, ma che c'era di mezo uno o più morti e la storia di una cittadina all'apparenza normale. Insomma mi sono preparata a non avere pregiudizi.

Appena iniziato a leggere, ho ritrovato lo stile sobrio e non pretenzioso che conoscevo. Arrivata alla morte di Barry, mi aspettavo un crescendo di mistero e curiosità, anche se non si trattava di un giallo.

Giunta al centinaio di pagine, ero già stanca: prolisso, con personaggi stereotipati ed estremizzati, ad eccezione degli adolescenti, scurrili e patetici, non trovavo un buon motivo per proseguire. L'ho fatto solo per rispetto dell'autrice e per la cifra sborsata.

Arrivata con estrema fatica alla conclusione, dico che non mi è per nulla piaciuto. :umhh:

La trama non esiste - anche se qualcuno lo definisce un libro psicologico per cui bisogna cercare di capire il senso di ogni personaggio - perciò non si sa perchè continuare a leggere; alla fine molti dei troppi personaggi si comportano in un modo per nulla normale - un esempio: quando mai una che non si è mai drogata decide di suicidarsi con una maxidose, suvvia! - e lasciano un senso d'incompiuto.

Scusate, ma ritengo che se questo tomo da oltre cinquecento pagine lo avesse scritto pincopalla sarebbe stato un abominevole flop; ovviamente J.K. Rowling vende sulla base della fiducia di chi la conosce come autrice mondiale e, solo per questo, venderà milioni di copie, trasformando un romanzo appena sufficiente, in un best-seller, non per qualità nè per contenuto, ma per fama.

Sinceramente, non lo consiglio, a meno che non si sia alla ricerca forsennata di un testo il cui fine sia di analisi psicologico-sociologica - bisogna leggere tutte le pagine prima di capirci qualcosa e poi forse nemmeno a quel punto - di un significato nascosto dietro a paraventi e formalismi...

No, per me questo libro merita sì e no un 7, giusto per l'impegno che ci ha messo ne far interagire tutto il paesello!

Da una grande autrice come lei, mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente, che mi tenesse lì, con gli occhi aperti fino all'una di notte per finire un capitolo. Insomma un libro d'intrattenimento, non noioso. :saya:

Peccato.

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Esatto.
Come dici tu, Eleya, non ho trovato nel romanzo un minimo di trama.
Più che parlare di ciò che questo romanzo è potremmo sciorinare ciò che non è.
Non è un thriller. Non è un fantasy. Non è un giallo. Non è un romanzo di intrattenimento.
Non so se possa definirsi un vero e proprio romanzo psicologico.

Ma allora che diamine è ?

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Già, temo che l'operazione commerciale, qui, abbia avuto la meglio.

Intendiamoci, non è che zia Jo abbia riempito le pagine di parole prive di senso, ma un testo del genere non fa onore alla grandiosità e l'inventiva che aveva dimostrato in Harry Potter.

Di certo venderà comunque milioni di copie sulla fiducia, ma fossi in lei non mi basterebbe. :waaa:

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Magari ha scoperto che Benetton c'aveva lo Yatch più grosso del suo e voleva rimediare

Non la faccio una donna di così bassa morale.

E poi è già la donna più ricca d'Inghilterra, in pratica. Benetton le può stringere la mano.

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No vabbè, ognuno dei fratelli Benetton possiede una cosa come 3 miliardi di euro di patrimonio stimato. La Rowling si avvicina a malapena agli 1,5 miliardi di euro ( e tanto basta per essere la donna più ricca d'Inghilterra ). Comunque dicevo tanto per dire, neanche io credo che sia così becera, però sicuramente ai soldi che avrebbe fatto c'ha pensato XD.

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No vabbè, ognuno dei fratelli Benetton possiede una cosa come 3 miliardi di euro di patrimonio stimato. La Rowling si avvicina a malapena agli 1,5 miliardi di euro ( e tanto basta per essere la donna più ricca d'Inghilterra ). Comunque dicevo tanto per dire, neanche io credo che sia così becera, però sicuramente ai soldi che avrebbe fatto c'ha pensato XD.

Ah, beh, sicuramente con quei soldi, qualcosa la deve pur fare !

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Io ho letto due volte il libro, e l'ho amato  :li:

Anche se ci sono rimasto leggermente demmedda quando c'è stata la prima morte già nel primo capitolo. Contavo su Fairbrother  :perchè:

 (Dovevo leggere la trama prima di acquistarlo, anziché comperarlo a priori perché fan di Harry Poter. Mi sono comportato da bimbominkia.  :saltello:

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Ospite Mirtillasmile

Io l ho letto e secondo me è valido solo il suo un tentativo di analizzare la società inglese in piena crisi economica. Non mi è piaciuto lo stile perché è prolisso e descrittivo rendendo la narrazione lenta e quasi logorroica

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Il 26/5/2013 alle 17:39, Eleya ha scritto:

 

Il 26/5/2013 alle 17:39, Eleya ha scritto:

Giunta al centinaio di pagine, ero già stanca: prolisso, con personaggi stereotipati ed estremizzati, ad eccezione degli adolescenti, scurrili e patetici, non trovavo un buon motivo per proseguire.

Si, l' unico difetto di un' ottima autrice come J.k R è proprio questo. Finita la saga di Harry sembra voler gridare a tutti: guardate che sono un'adulta, non scrivo solo per ragazzi. Parolacce gratuite, una scurrilità artificiosa buttata lì tanto per distaccarsi dal passato. La cosa diventa palese ne "il baco da seta" dove francamente mi sono annoiato a morte sino a pagina 100. 

Il seggio vacante è interessante sulla parte sociologica, ma francamente è troppo prolisso.

Peccato, J.K. la ritengo una delle migliori autrici estere.

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