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Ospite Nephrem On'Yn'Rah

Horror, Orrore, Gotico e Paura

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Ospite Nephrem On'Yn'Rah

Date le difficoltà intrinseche nel definire un qualunque genere (definizione utile solamente in alcuni casi, quando serve fare un qualche tipo di distinzione per scremare nelle proprie letture o, nel caso che ha dato vita a questo topic che pensavo già esserci ma che invece non mi pare di aver trovato da nessuna altra parte, selezione del materiale per concorsi a tema horror) e non volendo intasare questa discussione (cliccami) per lasciarla più pulita e legata al concorso che a una discussione generale sull'horror, apro direttamente un topic in cui discuterne da ora sino alla fine dei tempi, lo preciso perché questa non è una discussione nata per definire "l'horror adatto al concorso "La Piccola Bottega degli Orrori" ma una discussione nata per parlare di orrore, quindi se anche non ve ne frega niente del concorso ma vi interessa l'horror potete venire qui e discuterne tranquillamente, anzi, sarete d'aiuto.

Al via le danze.

Che siate interessati o meno al concorso potete iniziare guardando i video linkati in questo articolo e leggendo l'articolo stesso (primo di una serie, sarà utile anche in senso generale): cliccami.

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Ospite Tj Ice

Se può essere d'aiuto posto uno schemino sulla struttura classica dei racconti dell'orrore:

Possibili sviluppi:

Manifestazione della paura:

- difesa > distruzione della minaccia

- incapacità di agire > morte del minacciato

TIPI DI PAURA

A – Paura Interna: L’allucinazione

1) Proganista

- debolezza interna: mentale o fisica

- debolezza esterna: luogo isolato, uso di droghe o alcool

2) Alterazione

- sensoriale: percezioni fuori del normale, senso più sviluppato

- psichica: fobie, nevrosi, ossessioni

3) Epilogo

- pazzia totale

- atto delittuoso (come sfogo)

- guarigione

B – Paura esterna: il mostro

Tipi di mostro:

- cosa senza nome: extraterrestre, essere demoniaco

- alterazione naturale: uomo artificiale, mutante

- essere che è insieme umano ed extraumano: vampiro, licantropo

1) Protagonista

- studioso, scienziato

- persona equilibrata ma sola

2) Avvicinamento

- analisi di prove e tracce che avvicinano al mostro

- il protagonista cerca di intrappolare il mostro

3) Scontro finale

- scontro aperto con rivelazione del mostro

- vittoria di uno dei due (di solito il protagonista)

C – Paura interna-esterna: il fantasma

Parte dal protagonista della paura interna per rivelare un mostro che non si vede.

1) Rivelazione

- strani fenomeni, presenze, inquietudine

2) Verifica

- procedimenti attendibili rivelano l’esistenza dell’entità

3) Terrore

- la scoperta atterrisce il protagonista, nessuno gli crede

4) Epilogo

- il protagonista impazzisce

- il protagonista si salva grazie a:

- aiuto di un saggio

- rivelazione

- fuga

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Ospite Njagan

Bellissimo topic. Io avevo riesumato questo proprio per saperne di più:

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Ottimo e interessante schema. Lo ritengo molto utile anche se credo che i confini di un genere (come viene qualificato quello horror) godano sempre di una notevole elasticità. Per esempio uno dei libri di Stephen King che più mi ha colpito e interessato è "Il miglio verde". L'ho trovato molto bello e, a tratti, estremamente delicato e commovente, tuttavia non lo definirei un romanzo horror anche se è scritto da un maestro di questo genere. Il suo ultimo libro "22/11/63" mi ha, invece, un po' deluso e lo definirei più di tipo fantastoria che altro.

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Come Sergio mi limito a una considerazione generale che, peraltro, sposa la sua posizione riguardo alla difficoltà (con le dovute eccezioni) di catalogare un romanzo in ambito prettamente horror. Ho notato sempre più di frequente che questo genere, a differenza di molti altri, viene più facilmente associato a stilemi narrativi appartenenti ad altri background culturali e artistici. Naturalmente non mi riferisco solo alla letteratura, piuttosto a qualsiasi forma espressiva sfrutti i mezzi comunicativi canonici, per trasmettere a coloro che ne subiscono il fascino i portentosi stravolgimenti emotivi ad essa collegati. Il succo della questione è: mi capita frequentemente di riscontrare passaggi “horror” in romanzi fantascientifici, fantasy e quant’altro, cosa che invece non accade altrettanto di frequente (salvo non ci si riferisca a determinati autori) invertendo le parti. Mi permetto di concludere con un piccolo quesito: secondo voi, a fronte dei numerosi successi letterari che hanno sdoganato il genere, lo si può ancora considerare “un ambito scomodo” nel quale impelagarsi per promuovere le proprie creazioni?

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Premetto che sono sempre dubbioso sulla definizione di "genere", direi che l'horror è sempre stato quello di più difficile catalogazione.

Quantomeno perchè se si seguono parametri strutturalisti (alla Todorov, per esempio, che personalmente considero datato, ma giusto per partire da un teorico stra-noto), vorrebbe dire che è horror ogni racconto che presenti certi elementi "contenutistici": ovvero, se ci sono vampiri, zombie, lupi mannari, mostri, demoni, fantasmi, è un horror.

Ma Twilight è il perfetto contraltare a questa ipotesi: ci sono i vampiri, ma paura non fa.

In realtà l'horror avrebbe come possibile e sfuggente definizione "racconto che provoca paura nel lettore".

Solo che questa definizione faceva uscire di testa un (ex) strutturalista rigoroso come Todorov, che si chiedeva: "Com'è possibile catalogare un genere in base alla reazione che dovrebbe avere sui lettori, se questa reazione è soggettiva e varia da lettore a lettore?"

Dubbio interessante. Lo stesso che si potrebbe avere, per esempio, nei confronti della commedia (quante volte capita di dire che una certa commedia non ci fa ridere?).

La mia risposta personale (che sembra solo spostare il problema, forse) è che l'horror non è un genere, ma un "modo narrativo", al pari - per esempio - della commedia.

Cioè: l'horror è una modalità con cui puoi scrivere un racconto, a prescindere dalla trama. Puoi raccontare (faccio un esempio senz'altro imperfetto, non prendetelo come definitivo) la storia di una separazione tra coniugi come una commedia o come un horror, ma stai sempre raccontando di un matrimonio che si interrompe.

A volte il "modo" è talmente prevalente che diventa la ragione di essere del racconto, per questo abbiamo narrativa che si può definire horror tout court.

Che l'horror sia stato invece definito come "genere" credo sia dovuto alle solite esigenze di marketing: faceva comodo avere nello stesso scaffale della libreria romanzi che avevano come scopo quello di fare paura.

Ma se già si distingue tra paura e schifo (penso a tutta la corrente dello splatter estremo dallo splatterpunk in poi) si trovano differenze rilevantissime tra i romanzi che vengono etichettati come horror. Ed è per questo che direi che come etichetta unificante non funziona molto bene.

Chissà se si è capito qualcosa... :nein:

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Una curiosità: nel titolo del topic c'è scritto anche "gotico". È un genere separato dall'horror o è un sottogenere?

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Eh.

Se dobbiamo stare all'accademia, il romanzo gotico è un tipo di romanzo storicamente connotato, dalla seconda metà del '700 (l'iniziatore ufficiale è Walpole con il Castello di Otranto) fino a inizio '800. Le trame propongono elementi orrorifici (nel senso "che provocano paura nel lettore"), esotici (l'Italia per gli inglesi era esotica), per l'epoca morbosi (vedi "Il monaco" di Matthew Lewis). Una specie di controcanto irrazionale rispetto all'illuminismo, che all'epoca era il pensiero imperante. (Aggiungo: tipicamente c'era una fanciulla candida e ingenua in pericolo. Di solito a essere in pericolo era la sua verginità).

Il problema è che in epoca contemporanea il termine gotico viene usato abbastanza a minchia per indicare romanzi genericamente "dark", non abbastanza paurosi da essere definiti horror. So che sono generico, ma è generico anche l'utilizzo che se ne fa attualmente, purtroppo.... :-_-:

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Ospite *Lili*

Non può essere vista come ambientazione per una storia puramente horror?

Per "ambiente" intendo tutti quegli elementi propri del periodo gotico... potrebbero contribuire all'atmosfera creata o no?

*si spiega da cani*

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Eh.

Se dobbiamo stare all'accademia, il romanzo gotico è un tipo di romanzo storicamente connotato, dalla seconda metà del '700 (l'iniziatore ufficiale è Walpole con il Castello di Otranto) fino a inizio '800. Le trame propongono elementi orrorifici (nel senso "che provocano paura nel lettore"), esotici (l'Italia per gli inglesi era esotica), per l'epoca morbosi (vedi "Il monaco" di Matthew Lewis). Una specie di controcanto irrazionale rispetto all'illuminismo, che all'epoca era il pensiero imperante. (Aggiungo: tipicamente c'era una fanciulla candida e ingenua in pericolo. Di solito a essere in pericolo era la sua verginità).

Il problema è che in epoca contemporanea il termine gotico viene usato abbastanza a minchia per indicare romanzi genericamente "dark", non abbastanza paurosi da essere definiti horror. So che sono generico, ma è generico anche l'utilizzo che se ne fa attualmente, purtroppo.... :-_-:

Vero, di norma il gotico dovrebbe avere un'ambientazione ottocentesca e anche la presenza di un castello, se non ricordo male. Di romanzo moderni gotici, non saprei. Magari potrebbero risultare gotici se contengono elementi horror e se sono ambientati in strutture gotiche. Un dark, io non lo definirei gotico.

Comunque, discussione interessante :ohh:

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Se teniamo conto che nel termine gotico ha fondamentale importanza anche l'ambiente (in effetti il termine nasce prima in ambito architettonico), l'unico "gotico contemporaneo" che mi viene in mente è la trilogia di Gormenghast di Mervyn Peake.

Tornando alla "genericità" dell'utilizzo moderno, senza stare a leggere testi accademici e navigando un po' in rete...

- vedi citati come esempi di "Modern Gothic" gli scritti di Daphne du Maurier, che ha scritto "Gli uccelli", da cui fu tratto l'omonimo film di Hitchcok. Anche se non si è letto il libro, molti avranno visto il film: è un horror o un "gotico"?

- Quando uscì l'antologia "New Gothic: a collection", si parlò di "sophisticated horror".

- I romanzi di Patrick Mc Grath (e alcuni romanzi di Joyce Carol Oates) vengono definiti "gotici". Io gli scritti di McGrath e alcuni romanzi della Oates li definirei "horror con pretese letterarie".

- Ecc. :nein:

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Ospite Nephrem On'Yn'Rah

Se è per questo ho anche messo "Horror" e "Orrore" separati visto che per molti appassionati "Orrore" riguarda tutto quello che è stato scritto dal 700 sino all'inizio dell'età contemporanea e "Horror" è tutto quello che è stato scritto su queste tematiche a partire dagli anni 70/80 del secolo scorso, per dire: la produzione di King (parentesi: solo perché King viene definito "Maestro dell'Horror" non vuol dire che tutto quel che scrive deve essere horror, quindi è normalissimo che romanzi come Il Miglio Verde o 22/11/63 non siano horror, non lo dovevano o volevano essere sin da principio e nessuno, tranne chi ha stabilito la veste grafica dei libri di King in Italia, ha cercato di spacciarli per tali) o Barker nel campo della paura da molti appassionati (che stimino o meno questi autori) non viene considerata "dell'orrore" ma "dell'horror".

Personalmente non faccio questa distinzione :asd:

Comunque.

Sono d'accordissimo col fatto che sia difficoltoso stabilire dei confini netti che stabiliscano "questo è horror e questo no" e l'affrontare il discorso più sull'idea del "modo di raccontare qualcosa alla maniera horror" mi pare un ottimo modo per cercare di indicare cosa bisogna fare, almeno a livello teorico (visto che si è detto e ripetuto che le reazioni di fronte all'horror sono tutte diverse) per poter scrivere qualcosa che sia definibile come horror.

Per fare l'ennesimo esempio scemo: se si punta a qualcosa di psicologico privo di elementi fantastici o che gettino il dubbio sulla possibile esistenza del fantastico, si potrebbe architettare una storia dell'orrore basata su uno scrittore che aspetta l'esito di un concorso a tema horror a cui ha partecipato (:asd:) o sta partecipando.

Solo che in questo modo riuscire a rispondere a chi chiedeva cosa si intendesse per horror diventa ancora più difficile :asd:

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Ho letto praticamente già tutti i classici, da Mary Shelley a Bram Stoker, da Poe a Lovecraft.

Credo di aver letto anche la maggior parte degli scrittori moderni più famosi, ma ultimamente la libreria della mia città sembra aver carenza di materiale. Volevo quindi comprarmi un libro on-line (pratica che non amo particolarmente, perché se non so già cosa comprare mi piace dare ''un'occhiata in giro'', sfogliare qualcosa e decidere a pelle). Così mi son detto "mi faccio consigliare qualcosa".

Vorrei leggere un buon Horror, ma non deve avere nè una componente poliziesca, nè una classica (tipo vampiri, lupi mannari & co).

Mi piacerebbe qualcosa di paranormale, o di surreale alla Silent Hill.

Consigli? Sparate qualche nome, dai.

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Potrei dirti qualcosa di Stephen King, ma io l'ho sempre considerato poco horror, e anzi credo che non lo sia. Comunque: IT e Le Notti di Salem. Quest'ultimo tratta di vampiri, ma te lo consiglio lo stesso. Forse li hai già letti entrambi.

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Credo di aver letto anche la maggior parte degli scrittori moderni più famosi

Per favore, non consigliatemi cose ovvie come King :asd:

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Ognuno fa quel che può. Purtroppo non seguo molto il genere horror, ma ho pensato potessi averli già letti. Un giorno quando parlai di Stephen King a un amico che leggeva horror, lui non sapeva neanche chi fosse. Per alcuni non è poi così tanto famoso.

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Un giorno quando parlai di Stephen King a un amico che leggeva horror, lui non sapeva neanche chi fosse.

Si chiama ignoranza. Anche chi non segue l'horror conosce per forza di cose King, suvvia. Lo conosce anche mia nonna Gina.

Ma evitiamo quest'argomento ;P Grazie comunque.

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L'incubo di Hill House di Shirley Jackson.

I primi che mi sono venuti in mente. Mi sono molto piaciuti entrambi. Non so se li hai letti, Shirley Jackson non è famosa quanto King ma è un classico, Garduni è più recente.

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Ospite Roberto

Magari non seguo proprio la tua richiesta, ma comunque te li segnalo.

La ragazza della porta accanto, di Jack Ketchum.

Basato su una storia vera, tratta la storia di una ragazzina data in affidamento a una parente (mi pare la zia, non ricordo) che si rivela essere non proprio sana di mente. Segrega la bambina sottoponendola a tutta una serie di sevizie e umiliazioni. Un buon horror, disturbante.

Il sangue di Manitou, di Graham Masterton.

Sì, è vero, ci sono i vampiri, ma non sono i soliti esseri succhiasangue e basta.

Altrimenti puoi andare sulle raccolte di racconti. Otto minuti a mezzanotte, di Fabio Monteduro, è stata una piacevolissima scoperta. Horror paranormale come hai chiesto, stile scorrevole, ti invoglia a leggere. Ma, appunto, sono racconti.

Altrimenti puoi aspettare che faccio il botto con qualche romanzo dei miei, ma mettiti pure comodo. :asd:

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Prova, se ti riescee di trovarlo "Il corridoio nero", di Michael Moorkok. Tecnicamente è fantascienza, ma è anche uno dei pochissimi romanzi che mi ha davvero fatto rabbrividire.

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La notte eterna del coniglio di Giacomo Garduni ed. Marsilio.

Bellissimo, fantastico, fighissimo *.* l'ho finito di leggere poche settimane fa, lo consiglio a tutti quelli a cui piaccia il genere; io adoro gli horror psicologici e questo rientra perfettamente in quella categoria :)

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Ospite Jack Shark

"Io sono Helen Driscoll" di Richard Matheson, l'autore di "Io sono leggenda" (che se non hai letto, ti consiglio di leggere anche quello, che anche se non ti piacciono i vampiri, è uno di quei romanzi che va letto, per chi ama l'horror. E soprattutto, il romanzo non ha niente a che vedere con quello schifo di film che ne hanno tratto qualche anno fa)

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La trilogia del Wunderkind, di GL D'Andrea, viene classificata come fantasy per ragazzi. Non so chi sia stato il genio del male che lo abbia etichettato così, per me è horror puro.

Peccato che qualche altro genio del male (sempre in Mondadori) abbia deciso che dopo i primi due su carta, il terzo e ultimo dovesse essere solo in e-book. A parte questo, merita.

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L'incubo di Hill House di Shirley Jackson.

Comprato ieri, finito stamattina.

Un po' corto, forse, ma si è rivelata una lettura piacevole, senza dubbio. Grazie del consiglio.

Ovviamente non essere timida, se hai qualcos'altro in mente proponi pure. E l'invito è rivolto a tutti.

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spostato in biblioteca.

Io consiglio Perdido street station di C. Mieville, da poco ristampato; in realtà non sarebbe proprio classificato come tale ma secondo me ci sta benissimo (soprattutto se ti piace la crudeltà); poi qualcosa di D. Simmons ci può stare, The terror, l'estate della paura, di horror ne ha sfornati abbastanza.

Come racconto lungo non è male La casa sull'abisso di W. Hodgeson.

Se poi ti piace la roba francamente allucinata ci sarebbe La palude definitiva di G. Manganelli (che poi horror non sarebbe, ma come ambientazione ci sta).

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