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John_Snatchy

A beneficio dei necrofili

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Vagando a fondo per la sezione Documenti, ho visto che spesso ci si pongono domande su scheletri e cadaveri in generale.

Dato che molte discussioni sono vecchie, ma l'argomento è bello pregno e sempre d'aiuto agli scrittori, eccovi un po' di dritte sulla determinazione del sesso dallo scheletro e sulla conservazione dei corpi.

E' una rapida carrellata, ma penso possa essere utile.

Se poi vi piace, aggiungerò quella sulla determinazione dell'età di morte da scheletro e denti...

Originariamente doveva essere la risposta ad una discussione, perciò troverete riferimenti a membri precisi di WD, ma mi scocciava troppo cambiare... :saltello: (si chiedeva se fosse possibile riconoscere il sesso in un corpo carbonizzato)

Ecco Qua

No, Jack non è semplice per nulla.

Tralasciando le condizioni del corpo nel romanzo in questione (tipo... il seno?) in generale ti posso dire che non esiste alcun fattore discriminante (ripeto, a parte le ovvie differenze sessuali che però riguardano esclusivamente i tessuti molli) che permetta di distinguere lo scheletro di una donna da quello di un maschio.

La tua osservazione non è sbagliata Jack, ma la questione è molto più complessa.

La valutazione del sesso di un individuo viene fatta tentando di incrociare i dati ricavabili dai distretti che sono, per questo aspetto, i più informativi, ovvero il bacino e il cranio.

Su entrambe si valutano le forme di diversi particolari anatomici.

Sul bacino: pelvi maggiore (la cavità più grande formata dai coxali, quella che accoglie le viscere per capirci), pelvi minore (nelle donne ci passa il nascituro, nei maschi spero mai nulla), forma dell'osso coxale (il coxale è il risultato della fusione, che avviene gradatamente nel tempo, tra ileo, ischio e pube) più "alto e stretto" nell'uomo, più "basso e largo" nella donna, arco sottopubico (se guardi un bacino da davanti, è il "triangolo" che i due coxali formano) più ad "A" nel maschio, più largo nelle femmine.

Ancora: guardando un coxale dall'alto, si nota una forma a "S" dell'ileo più accentuata nei maschi. Uno degli indizi più importanti è la grande incisura ischiatica, tendenzialmente ad "U" nelle donne e a "V" nei maschi,poi c'è la tuberosità ischiatica, la superficie preauricolare (si, è nel bacino :zomg: ), la cresta fallica, l'inclinazione del pube, ecc... e lasciamo stare il cranio se no devo aprire un forum apposta.

Occorre combinare quanti più elementi possibili attribuendo loro un punteggio da -2 a +2 (-2, -1. 0, +1, +2 a seconda che il carattere in questione presenti una espressione tipicamente femminile - per convenzione i punteggi negativi - o maschile - positivi) l'insieme di questi punteggi, attraverso formule che non sto a riportare, restituisce il "Coefficente di Sessualizzazione" ovvero un punteggio che ci indica una possibilità più o meno elevata di trovarci di fronte ad un maschio o una femmina. Punteggi vicini allo 0 (convenzionalmente tra -0,4 e +0,4) vanno indicati come "indeterminato".

E' un caso frequente perché, al contrario della nostra esteriorità, lo scheletro si presenta sempre come un mosaico di forme, talune più femminili, altre più maschili.

E poi ci sono da considerare i fattori "etnici": le regolette che ho citato vanno sempre calibrate tenendo conto dei dati geografici. Potrebbe essere normale per femmine di un dato gruppo presentare qualche carattere del cranio o del bacino molto maschile.

Nei soggetti infantili poi, la determinazione del sesso dallo scheletro è pressoché impossibile.

Ah! E poi si considera spesso anche la robustezza generale dello scheletro, ma anche qui, con molta attenzione.

Come vedi poi le valutazioni sono molto soggettive: se per me un dato carattere potrebbe meritare un punteggio di -2, per te potrebbe non essere così accentuato e "valere" solo un -1 o uno 0, per cui alla fine potremmo stimare un sesso diverso per lo stesso individuo...

Eh, mica facile! :nono:

Ah! Ecchevogliamolasciàddaparte la questione del fuoco e del terreno? No no!

Vero è che bruciare un corpo umano non è facile come si pensa, ma non è nemmeno possibile stabilire quali ossa resistono al fuoco e quali no!

Ho lavorato sui cremati e ti assicuro che è un casino! Ci sono più incognite che per il sesso...

A quale temperatura ha bruciato il corpo? Per quanto tempo? Qual'era la disponibilità di ossigeno? E' stato usato un combustibile? In che posizione era il corpo? Ovvero l'esposizione al fuoco è stata omogenea e costante (non avviene mai, a parte in un forno crematorio moderno)? Il soggetto era grasso? (Eh si, anche il grasso corporeo influisce sulla combustione e quindi sulla conservazione delle ossa)...

La conservazione in terra...

In nuda terra o in cassa? Il terreno è argilloso o limoso? Il ph acido o basico (ambienti molto acidi inibiscono l'attività dei micro organismi e consentono una migliore conservazione del corpo)? Fauna fossoria, parassiti e batteri hanno accesso al corpo? L'ambiente è umido o secco? Stando in un laboratorio archeologico (ecco perché so ste cose, non sono un serial killer :omicida: ) ti posso assicurare che crani e bacini si disintegrano spesso, e a noi arrivano a coriandoli.

Certo, io ti parlo di materiali antichi, ma per un corpo gettato in una fossa queste considerazioni valgono.

I corpi moderni contenuti in casse di zinco invece, hanno il problema opposto: faticano a decomporsi, a causa dell'ambiente sigillato.

Uff... Che faticaccia... :follia:

Chicca macabra... a temperature superiori ai 650°, le corone dentarie essendo rigide e indeformabili per lo smalto e il cemento di cui sono composte... esplodono tipo pop-corn, lasciando nell'alveolo solo la radice. Per cui, a beneficio dei giallisti, corpo ben combusto --> addio calco dentario, e il DNA te lo saluto... :buhu:

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Sei stato utilissimo. Grazie Jhon!

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Volevo risponderti infatti, ma non sono ancora praticissimo con risposte e citazioni... A proposito, come si cita una parte specifica del post di qualcuno? :flower:

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Volevo risponderti infatti, ma non sono ancora praticissimo con risposte e citazioni... A proposito, come si cita una parte specifica del post di qualcuno? :flower:

Così come hai fatto citando il mio messaggio (e cancellando la parte che non ti interessa).

Comunque, siamo in OT: ti consiglio di dare un'occhiata a BBCode (si trova vicino alla tag) e se hai qualche dubbio chiedi nella sezione segreteria o spulcia tra i vari post ;)

Ritornando al tuo topic: hai scritto che le casse in zinco creano qualche problema con la decomposizione dei corpi. Più o meno sai dirmi dopo quanto tempo (approssimativamente) un corpo può essere ritrovato intatto? E cosa accade nel momento in cui si apre la bara? Oltre all'odore, ovviamente :facepalm:

Grazie ;)

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Volevo risponderti infatti, ma non sono ancora praticissimo con risposte e citazioni... A proposito, come si cita una parte specifica del post di qualcuno? :flower:

Così come hai fatto citando il mio messaggio (e cancellando la parte che non ti interessa).

Comunque, siamo in OT: ti consiglio di dare un'occhiata a BBCode (si trova vicino alla tag) e se hai qualche dubbio chiedi nella sezione segreteria o spulcia tra i vari post ;)

Ritornando al tuo topic: hai scritto che le casse in zinco creano qualche problema con la decomposizione dei corpi. Più o meno sai dirmi dopo quanto tempo (approssimativamente) un corpo può essere ritrovato intatto? E cosa accade nel momento in cui si apre la bara? Oltre all'odore, ovviamente :facepalm:

Grazie ;)

Mah... guarda, io ho esperienza diretta sullo studio dei reperti ossei antichi, ma ti posso dire che chi viene sepolto in terra con cassa di legno viene riesumato dopo dieci anni, mentre chi è inumato con cassa di zinco dopo trentacinque! Comunque immagino siano tempistiche molto "larghe", in modo da essere sicuri che la scheletrizzazione si sia completata.

Che altro... i nostri corpi a quanto pare si decompongono sempre meno, c'è chi dice (ma qui ti sto riportando ipotesi che hanno molto di "dietrologia") che sia per colpa dei conservanti contenuti nei cibi o degli antibiotici somministrati agli animali.

Sia come sia, il dato reale è che i corpi nelle casse di zinco durano di più e vanno molto spesso incontro al fenomeno dell'adipocera, in cui il grasso corporeo (non sono un anatomopatologo quindi mi scuserai se non mi ricordo attraverso quale processo), tende ad affiorare e - se non erro - attraverso una reazione di saponificazione crea una sorta di strato protettivo simile a cera, che protegge il corpo dagli agenti sterni e lo mantiene.

Però ti so dire che il modo migliore in assoluto per smaltire i tessuti molli è la sepoltura in nuda terra. Dalle sei mesi, e la natura ti restituirà ossa bianche che più bianche non si può!

Sui luoghi di conservazione posso aggiungere che un ambiente ventilato e secco, a temperature costanti, può favorire la mummificazione naturale, con conservazione di tessuti molli, pelle, tendini, unghie e vestiti anche per secoli o millenni, come è avvenuto per i mammuth della tundra (lì addirittura in ambiente anaerobico e basse temperature), o nell'Egitto predinastico grazie al natron, il sale del deserto che "seccava" i corpi; ai cosiddetti bog-bodies, i corpi di uomini - per lo più dell'età del ferro - che sono stati ritrovati intatti nelle torbiere del nord europa (vedi uomo di Tollund) a causa del ph estremamente acido di quegli ambienti, o il celebre Oetzi, noto ai più come la mummia del Similaun, conservato nel ghiaccio alpino per 5000 anni, oppure nel sotto-pavimento del mio laboratorio, dove una volta è sparito un tirocinante e adesso fa il manichino alla Benetton (scrivo questo non per turbare gli animi, ma sempre e solo in chiave scrittevole, sai mai che qualcuno ci voglia imbastire una trama).

E poi c'è la corificazione, e ci sono le casse che saltano per i gas prodotti dal corpo... Ah! L'allegro mondo della tanatologia!

:saltello: (e quanto mi piace questo Smiley!)

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