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Nemesis - Stefano Lanciotti

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Titolo: Nemesis

Autore: Stefano Lanciotti Editore: Rebel Yell, 2011

Genere: Thriller

Prezzo: 1,99€

Pagine: 293

Sito dell'autore: www.stefanolanciotti.it

Dalla quarta di copertina:

Sara Kohn è una tigre.

O meglio lo è stata, quando era nel Mossad e il suo nome di battaglia era Nemmera (Femmina di Tigre in ebraico). Ora è solo un animale ferito in cerca di vendetta: due anni fa si è ritrovata all’improvviso tradita dai suoi superiori mentre era in missione sotto copertura, stuprata e abbandonata in punto di morte sul ciglio di una strada. È sopravvissuta, ma ha abbandonato l’Istituto, che era stata la sua famiglia fino ad allora. Si è nascosta dal mondo, cercando l’oblio nell’alcol.

Dopo l’avventura che l’ha portata a salvare Robert Lombardi e suo figlio Pete e a sventare il piano denominato Phönix, le rimane solo una cosa da fare per ritrovare la pace: trovare e uccidere il Vecchio, la causa di tutte le sue sofferenze. L’istinto le suggerisce che è ancora vivo e continua a tramare nell’ombra contro Israele. Per farlo, la donna si troverà invischiata in una faccenda molto più grande di lei, fino all’orlo di una guerra tra Stati Uniti e Cina, causata dal rapimento di uno scienziato esperto in nanotecnologia e dal furto del risultato dei suoi esperimenti, l’arma batteriologica definitiva. Nemesis.

Per acquistare su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B006YBPYTG

Per acquistare su iTunes: http://itunes.apple....bn9788890635526

Note:

Nemesis è un thriller con la stessa protagonista del romanzo gratuito "Phönix", Sara Kohn. Senza alcun tipo di pubblicità o recensione (se lo cercate su Google, sembra che non esista), Nemesis ha venduto 1250 copie da dicembre a oggi sul solo iTunes e continua a vendere dalle 5 alle 10 copie al giorno.

Booktrailer:

Questo è il booktrailer di Phönix, ma introduce al personaggio e alla serie.

http://www.youtube.com/watch?v=-SakRzqBH8Q

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Ah, ovviamente. Mi ero dimenticato le prime dieci pagine del romanzo:

1

Maryland, Usa

Una sola stanza era ancora illuminata. L'unica persona presente si alzò dalla scrivania infilando con noncuranza le mani nelle tasche del camice. Si avviò verso lo schedario e consultò una cartella che estrasse con calma, mentre con la coda dell'occhio controllava la telecamera. Un ronzio appena percepibile accompagnava i suoi movimenti, che seguivano quelli dell'uomo con un solo istante di ritardo. I sensori le permettevano di individuare e trasmettere alla struttura di sicurezza qualsiasi cosa accadesse. Se fosse stato necessario anche al buio, grazie all'infrarosso.

L'uomo uscì dalla stanza, accompagnato dallo sguardo elettronico delle telecamere nel corridoio. I laboratori di ricerca della Future Nanotech Corp. erano più sorvegliati del caveau della Federal Reserve, e a ragione. Il ricercatore entrò in un grande ambiente e si fermò di fronte a una vetrina, all’interno della quale erano contenute una dozzina di provette, ciascuna piena a metà di liquido trasparente.

Prese il proprio badge di identificazione, lo infilò in una fessura e digitò il codice segreto. La vetrina si sbloccò con uno scatto e lui l'aprì. Prese varie provette l'una dopo l'altra, osservandole in controluce. La quarta sembrò scivolargli di mano e lui l'afferrò al volo prima che cadesse a terra. In realtà un rapido movimento gli aveva permesso di sostituirla con una che teneva nella manica del camice.

Ogni volta un trucco diverso. Poi continuò il suo falso giro di controllo. Un'ombra che si stagliò improvvisa davanti a lui lo immobilizzò. Ci volle qualche istante prima che capisse che era solo la luce del faro esterno che, muovendosi lentamente lungo tutta la parete dell'edificio, era penetrata dalla finestra e aveva creato un gioco di ombre cinesi. In altre circostanze avrebbe sorriso di quel gioco di parole quanto mai azzeccato.

Spense le luci e uscì dal laboratorio. Due porte di sicurezza lo separavano dall'uscita della Future Nanotech, dove lo salutarono quattro guardie armate. Rispose con un cenno e prese la macchina dal parcheggio. Superò il primo controllo, percorse un centinaio di metri e si fermò alla seconda sbarra.

La guardia era nuova, non l'aveva mai visto prima. Questo significava un controllo più accurato. Mostrò all'uomo il suo tesserino e un documento personale. Questi si ritirò nella guardiola per controllare i dati inserendoli nel computer. Fece un ultimo riscontro tra la foto sul documento e il suo viso, poi fece un saluto militare e sollevò la sbarra.

Con un sospiro di sollievo, l'uomo guidò con calma lungo i viali alberati che circondavano gli edifici. La procedura prevedeva che lui seguisse un lento itinerario casuale, ma con molte svolte. Doveva controllare se era seguito, nel qual caso avrebbe dovuto semplicemente recarsi a casa e liberarsi del contenuto della provetta in un lavandino.

Un'auto in lontananza sembrò fare la sua stessa strada per un po' di tempo, ma quando stava per deviare il suo percorso e tornare verso casa, la macchina svoltò in una strada laterale e sparì dalla sua vista. Decise di continuare.

"È l'ultima consegna" continuava a ripetersi. Ogni volta che sottraeva un campione la cosa si faceva più rischiosa. Forse era la sua immaginazione, ma gli sguardi dei colleghi sembravano ogni giorno più sospettosi e le domande più curiose e insistenti. Era sicuro che nessuno sapesse. Ma in qualunque caso i suoi committenti avrebbero dovuto trovare un altro modo per ottenere quello che volevano.

Dopo una mezz'ora di giri per le strade deserte, decise che anche quella volta era andata bene. Si fermò di fronte a un palo della luce con accanto a un cestino della spazzatura. Prese un giornale che aveva comprato la mattina precedente proprio per quel motivo. Ne sfilò qualche pagina e l'appallottolò. Vi mise il campione dentro e gettò tutto dentro il cestino. Non si guardò attorno.

Con un sospiro avviò l'automobile e si allontanò.

2

Pechino, Repubblica Popolare Cinese

Una spessa lastra di vetro separava la camera asettica dalle due persone che ne osservavano l'interno con interesse. Erano irriconoscibili, protette per precauzione da una tuta a tenuta stagna e una maschera collegata a delle piccole bombole. Era meglio non rischiare.

Al di là del vetro c'era quella che sembrava a tutti gli effetti una camera d'ospedale in un reparto di terapia intensiva. Il fatto inusuale era che fosse ricavata in un sotterraneo isolato nel complesso del Ministero della Sicurezza dello Stato della Repubblica Popolare Cinese. In particolare sotto gli uffici della Seconda Sezione, quella che si dedicava ai servizi di intelligence estera.

Il dottor Hu e il Generale Chen erano immobili da quasi un'ora. Osservavano l'agonia di un uomo il cui corpo, devastato da una malattia che aveva lasciato orrende tracce sulla sua pelle, era a malapena coperto da un lenzuolo inzuppato dei suoi umori. Il tremolare incerto dei grafici nei numerosi monitor sopra la testa del malato si bloccò all'improvviso. Le linee verdi divennero rette parallele mentre una serie di luci lampeggianti si accendevano da entrambi i lati della lastra di vetro che divideva l'ambiente.

I due si guardarono e il generale Chen annuì. Il dottore si inchinò con deferenza e si diresse verso una porta. Passarono per la camera di compensazione e una voce sintetica li avvertì che stavano per essere sterilizzati. Nonostante la maschera trasparente, entrambi chiusero gli occhi quando un getto bianco li investì dall'alto. Dopo qualche minuto la visibilità tornò normale e i due sentirono il rumore della porta di uscita della camera che si sbloccava.

Uscirono senza dirsi una parola e si sfilarono le tute.

- Sono molto soddisfatto, dottor Hu. - Disse il generale senza cambiare espressione. - Mi assicura che è stato fatto di tutto per cercare di salvare la cavia?

- Tutto quello che la scienza medica è in grado di fare. - Il dottore fece un nuovo inchino. - Abbiamo usato anche farmaci che, ufficialmente, non esistono. Non c'è cura per Nemesis.

Fece una pausa, come per considerare le parole che stava per pronunciare.

- Quando sarà possibile avere altri campioni su cui fare ulteriori esperimenti? - Chiese Hu.

Gli occhi sottili del generale si strinsero fino a sembrare delle fessure. Il dottore si rese conto che forse aveva osato troppo.

- Queste informazioni sono segreto militare. - Sibilò Chen con voce tagliente. - Stia sicuro che quando il Partito avrà necessità della sua collaborazione ci ricorderemo della sua abilità.

Lo scrutò con espressione indecifrabile.

- E della sua discrezione. - Concluse.

Il dottor Hu si affrettò a inchinarsi una terza volta, più profondamente delle altre due. Il generale si girò e se ne andò senza aggiungere una parola. Percorrendo i corridoi deserti accompagnato solo dal suono attutito dei suoi passi Chen cercò di riflettere sull'intera questione. Il dottore aveva messo il dito sulla piaga: nonostante gli incredibili risultati ottenuti nel trasformare in Nemesis i campioni trafugati dai laboratori della Future Nanotech non erano riusciti a riprodurlo. Una frustrazione che ora, alla luce di quello che aveva visto, diveniva insopportabile.

Entrò nell'ascensore che lo attendeva alla fine del corridoio. Posizionò l'occhio destro all'altezza di una fessura sulla parete e nello stesso momento appoggiò il pollice su una piastra di metallo lucente. Due sottili raggi laser passarono avanti e indietro analizzando la sua retina e l'impronta digitale. Dopo un istante le porte si chiusero con un leggero sbuffo alle sue spalle, mentre al suo fianco appariva una pulsantiera. Premette il tasto più in alto e attese di essere portato al piano.

Stava cercando qualche alternativa all'unica strategia che aveva in mente, ma non ne vedeva. La tecnologia era matura, lo dimostrava il fatto che, nonostante non la padroneggiassero affatto, avevano ottenuto ben più di quanto osassero sperare quando erano giunti i primi campioni.

Bussò discretamente a una porta senza alcuna targa all'esterno e attese lo scatto che la sbloccò. Fece un ultimo punto della situazione e si impose la calma, poi entrò nella stanza. La luce che filtrava dalla grande finestra gli impediva di scorgere i tratti della persona che era seduta al tavolo di cristallo, dalla parte opposta dell'ambiente. Si produsse in un profondo inchino e attese di essere invitato a parlare.

- Compagno Ministro. - Esordì cauto. - Sono venuto a riferirle del progetto Nemesis.

Prese il silenzio del suo interlocutore come un invito a continuare.

- Il progetto è nato qualche mese fa nell'ambito del processo di infiltrazione dei laboratori di ricerca avanzata americani.

Il governo cinese aveva dato un grande impulso a quel tipo di intelligence negli ultimi anni.

- Un nostro informatore è riuscito a trafugare degli appunti e un campione di Genesis dai laboratori della Future Nanotech. - Il Ministro aggrottò la fronte, e Chen si affrettò a entrare nel dettaglio. - Si tratta del frutto delle ricerche del professor John Liang e della sua équipe. Bio-nanotecnologia applicata alla medicina, studi ai limiti della fantascienza che gli hanno consentito di realizzare nanomacchine da iniettare nel corpo dei malati.

Attese un lieve cenno del capo del Ministro per proseguire.

- Gli appunti si rivelarono poco utili, perché il professore è molto geloso dei suoi studi e non condivide quasi nulla con i suoi collaboratori. Quello che ne deducemmo fu che le ricerche erano in fase poco più che embrionale. Il campione sembrava altrettanto poco utile ai nostri scopi, per cui ci siamo limitati a passarlo ai laboratori del Ministero.

Il Ministro socchiuse gli occhi. Doveva arrivare al punto prima di perdere la sua attenzione.

- Ci dimenticammo della cosa fino a che un nostro ricercatore riuscì a modificare il programma interno alle nanomacchine e trasformare Genesis in un qualcosa di molto simile a un virus. Lo chiamammo Nemesis e la faccenda tornò a essere di grande interesse per il mio dipartimento. Scoprimmo che poteva essere attivato a tempo, rimanendo inerte fino a quando si desiderava, per poi scatenarsi e uccidere l'ospite umano in poche ore.

- Avete cercato di capire se esiste una cura? - Chiese il Ministro, finalmente attento.

- Abbiamo iniettato Nemesis su un prigioniero politico condannato a morte. - Rispose Chen, annuendo. - La cavia è morta in pochissimo tempo. Nessuna cura conosciuta è riuscita a salvarlo.

- Cos'è dunque che la cruccia, compagno Generale? - Chiese il Ministro, appoggiando le mani sulla superficie di cristallo del tavolo.

- Il problema è che siamo riusciti a ottenere pochi campioni, ma soprattutto che non riusciamo a riprodurre Nemesis e neppure Genesis, la sua matrice originaria. - Chen chinò il capo, come se sentisse quello come un suo fallimento personale. - Non si tratta di tecnologia, ma del genio di un uomo che non condivide le sue conoscenze con nessuno, neppure i suoi collaboratori più fidati. E ora anche chi ci procurava i campioni…

- Continui, compagno Generale. - Lo sollecitò il ministro. Immaginava quello che poteva essere successo al loro informatore. Era difficile che la loro sopravvivenza fosse lunga, per un motivo o per l'altro.

- Gli appunti che siamo riusciti ad ottenere sono impossibili da comprendere. Liang ha un'intelligenza superiore e neppure i nostri scienziati migliori riescono a interpretarli. Eppure, se siamo riusciti a ottenere un'arma della potenza di Nemesis quasi per caso, posso solo immaginare cosa potremmo fare con gli studi e le realizzazioni del professore.

- Cosa suggerisce, dunque? – Nonostante il tono del Ministro fosse piatto, Chen colse un leggero calo di temperatura nella sua voce.

- Dovremmo rapire Liang e costringerlo a lavorare con noi. - Rispose Chen, comprendendo l'enormità della sua affermazione.

- Lei si rende conto che se gli Stati Uniti dovessero sospettare di noi, il rapimento verrà interpretato come un'azione di guerra?

Non alzò il tono della voce, ma nonostante tutto fece rabbrividire Chen che annuì.

- Nonostante i suoi studi siano Top Secret, Liang ha attorno a sé una sorveglianza personale non molto stretta. - Disse il generale. - È possibile che gli americani lo considerino ancora una speculazione teorica e che non sappiano che Genesis, opportunamente modificato, possa avere già da oggi dei terribili effetti pratici. E poi non ci dimentichiamo che il progetto è nato come una panacea per tutti i mali, non come arma finale.

Il Ministro si alzò e si mise a guardare fuori della finestra, dando le spalle al generale.

- Chi conosce un po' la medicina. - Rifletté ad alta voce, quasi con se stesso. - Sa che ci sono veleni che in opportuni dosaggi sono delle cure e dei farmaci il cui eccesso può uccidere.

Poi all'improvviso si girò, cambiando discorso.

- Non sottovaluti gli americani, mai. Sono degli impulsivi e possono sembrare dei bifolchi ignoranti a chi ha una storia millenaria, come noi. Ma nonostante tutti i loro difetti dominano il mondo da un secolo. Se vogliamo prendere il loro posto non dobbiamo mai pensare che siano più stupidi di noi.

Seguì un lungo silenzio.

- Ha la mia autorizzazione. - Disse alla fine. - Non me ne faccia pentire.

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Ospite Signor Ford

Scusami, ma ti invito a rileggere questo topic: http://www.writersdream.org/forum/topic/8-regole-per-la-pubblicita/ in quanto è previsto che il topic di promozione non possa essere aggiornato più di una volta a settimana. Per questo devo richiamarti.

Inoltre ti ricordo anche che:

- Non devi aver pubblicato a pagamento;

- Se hai pubblicato con un POD (Lulu, Ilmiolibro.com, Boopen ecc.) puoi reclamizzarti SOLO se hai reso disponibile il download gratuito dell'ebook;

Non avendo notizie sul tuo editore ti invito a contattarmi in privato al fine di valutare l'ammissibilità della tua promozione in questa sezione.

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Ospite
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