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Nanni

Papaveri

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Non lo so perchè ma mi ricorda un haiku; forse perchè in quelli che mi è capitato di leggere ricorrono spesso elementi della natura e qui abbiamo il papavero.

Nella sua brevità mi è piaciuta molto :).

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Credo che concettualmente sia davvero simile a un haiku. Le battute non le ho contate, quindi non so se lo sia anche come struttura, non credo.

Sono contento che ti sia piaciuta e ti ringrazio.

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No, L'haiku è un componimento di diciassette sillabe, divise in tre versi di cinque, sette e cinque ciascuno. Inoltre, se non sbaglio, gli haiku non hanno titolo. Ma ci sono gli elementi naturali, la stagione, la descrizione delle suggestioni provocate dalla natura, appunto.

(se sbaglio, correggetemi!)

La tua poesia mi piace molto, anche se ho provato una certa inquietudine nell'accostamento di sangue e sonno (del resto era uno dei temi del racconto per mezzogiorno d'inchiostro, se ricordi).

I papaveri sono i miei fiori preferiti, e la loro effimerità si adatta bene al concetto di insonnia. È un bell'accostamento.

Modificato da Vale

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Sì, ne ero praticamente certo.

Grazie Vale, mi spice per l'inquietamento, ma ho visto quei petali sparsi sull'erba e non ho potuto fare a meno di pensare al sangue.

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Ma non è una cosa negativa XD

Mi piace quando quello che leggo non mi lascia indifferente, in qualsiasi senso ^_^

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Ospite D.Emergente92

La trovo un pò breve come poesia. Però non è male.

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L'idea dei petali di papavero sangue di carta è geniale, a mio parere. Rende perfettamente la fragilità dei petali di papavero, che cadono lentamente.

Ovviamente l'idea è legata all'insonnia.

Comunque ti consiglierei di venire dalle mie parti. Mio fratello l'altro giorno se n'è tornato da un giro in campagna con un papavero viola. Quando ero piccola ne crescevano tantissimi, ora sono diminuiti. Ma a quanto pare ne sono sopravvissuti un po' :asd:

Quelli sì che ti fanno dormire :asd:

A parte tutto, una poesia molto bella e curata, non ho nulla da dire u_u

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È notevole l'immagine dei papaveri come sangue di carta, sì, e tu pari esserne consapevole: ho una certa sensazione che mi fa sentire quell'immagine come il cuore della poesia, mentre tutto il resto pare ruotarci intorno. Eppure rileggo e non mi sembra più che sia così, perché la diversità delle immagini proposte, oserei dire, svia. Mi sento in obbligo di complimentarmi per la musica della poesia, con allitterazioni in consonanti che di solito sento come fastidiose, ma in realtà molto piacevole. La mia riserva è riguardo al messaggio oscuro, strozzato dal carattere che avverto come criptico del pezzo in generale. Quindi anche la bellissima immagine dei papaveri mi sembra, infine, gratuita. Ma questo è di sicuro un limite mio.

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Papaveri viola? Ma sono proibiti! (Manda semi se ne hai)

Marco, l'unica cosa che possa dirti è che si tratta di una poesia basata sull'osservazione (della natura). In questo senso sì, è fine a se stessa, come uno sguardo casuale dato a una foglia o a un insetto che genera una breve associazione di idee.

Poi può coinvolgere o meno, piacere o infastidire, apparire originale oppure scontata. Semplicemente è uscita fuori così.

Ti ringrazio, come ringrazio Sara, per la lettura e il commento.

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ggiungo al mio commento che i tuoi versi mi ricordano l'immagine del fiore reciso che i greci e latini usavano molto, tanto da essere un topos letterario; il fiore era spesso rosso o purpureo, richiamando l'idea del sangue e la caducità della vita... mi pare che omero usi proprio il papavero, ma anche altri.

Lo so che tu esprimi una cosa diversa nella tua breve poesia, ma mi ha fatto tornare in mente questo :).

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ggiungo al mio commento che i tuoi versi mi ricordano l'immagine del fiore reciso che i greci e latini usavano molto, tanto da essere un topos letterario; il fiore era spesso rosso o purpureo, richiamando l'idea del sangue e la caducità della vita... mi pare che omero usi proprio il papavero, ma anche altri.

Lo so che tu esprimi una cosa diversa nella tua breve poesia, ma mi ha fatto tornare in mente questo :).

volevo dire Aggiungo

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Qui il sangue è di carta, questo dovrebbe essere sdrammatizzante ma, alla fine, non so se lo sia davvero.

Grazie per la lettura e il commento, life_wish.

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L'ho letta a lungo e proprio perché è breve è più facile ragionarci.

La prima impressione: bella ma c'è qualcosa che non mi torna.

Poi ho capito, cosa. E' che per me i papaveri sono allegri.

E' vero che vengono utilizzati per commemorare i caduti nelle guerre,

e sono simbolo dell'oblio; e in questo senso all'origine della tua poesia

ci sono motivi per così dire classici. Ma per me i papaveri sono quelli di Monet.

Scusa per questo commento un po' soggettivo :)

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Credo che la percezione soggettiva sia importante, nell'interpretare una poesia. Ciascuno ha, come dire? le sue gabbie simboliche.

Personalmente non volevo essere nè allegro né triste, semplicemente il rosso è il colore del sangue e questa è la prima associazione che mi è venuta in mente. D'altra parte si tratta di sangue di carta, a me rimanda piuttosto alla carta crespata che spesso s'usa per colorare le uova a Pasqua.

Grazie della lettura e del commento. E grazie anche a Carla per Saffo.

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