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Aurocastro

Silvia Meucci

Post raccomandati

Conclusione della mia avventura con Silvia Meucci. Inviato l'estratto del mio romanzo alla mezzanotte del primo maggio. Non pervenuta alcuna risposta fino al 17 di maggio, quando finalmente mi decido a sollecitarne una. A quel punto ero giunta alla conclusione che ci fosse stato un errore nell'invio tramite il form. Dopo tre giorni, quindi in data 20 maggio, mi riponde Silvia Meucci, dicendo che il mio romanzo le era effettivamente arrivato, ma che mi aveva già risposto, declinando una possibile rappresentanza. Asseriva che probabilmente il suo rifiuto era finito nello spam.

Non avevo nulla nella cartella dello spam. La loro mail non mi è mai arrivata: avranno sbagliato a digitare il mio indirizzo di posta o non mi hanno mai risposto.

Quindi, se non li avessi mai sollecitati a rispondermi, non avrei saputo del rifiuto...

Rez, come vedi SM pare avere qualche problema con la posta elettronica... oppure scrive le email con inchiostro simpatico :asd:

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È simpatico solo l'inchiostro (e forse anche lei, che non conosco di persona) ma il contenuto delle mail proprio no: ci ha rifiutati tutti! :perchè:

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Conclusione della mia avventura con Silvia Meucci. Inviato l'estratto del mio romanzo alla mezzanotte del primo maggio. Non pervenuta alcuna risposta fino al 17 di maggio, quando finalmente mi decido a sollecitarne una. A quel punto ero giunta alla conclusione che ci fosse stato un errore nell'invio tramite il form. Dopo tre giorni, quindi in data 20 maggio, mi riponde Silvia Meucci, dicendo che il mio romanzo le era effettivamente arrivato, ma che mi aveva già risposto, declinando una possibile rappresentanza. Asseriva che probabilmente il suo rifiuto era finito nello spam.

Non avevo nulla nella cartella dello spam. La loro mail non mi è mai arrivata: avranno sbagliato a digitare il mio indirizzo di posta o non mi hanno mai risposto.

Quindi, se non li avessi mai sollecitati a rispondermi, non avrei saputo del rifiuto...

Rez, come vedi SM pare avere qualche problema con la posta elettronica... oppure scrive le email con inchiostro simpatico :asd:

 

Purtroppo, come vedete, anche io sono stata sfigata... è meglio saperle subito certe cose, anzichè tormentarsi nell'attesa... forse la loro mail ha problemi con gli indirizzi hotmail... non so cos'altro pensare...

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Conclusione della mia avventura con Silvia Meucci. Inviato l'estratto del mio romanzo alla mezzanotte del primo maggio. Non pervenuta alcuna risposta fino al 17 di maggio, quando finalmente mi decido a sollecitarne una. A quel punto ero giunta alla conclusione che ci fosse stato un errore nell'invio tramite il form. Dopo tre giorni, quindi in data 20 maggio, mi riponde Silvia Meucci, dicendo che il mio romanzo le era effettivamente arrivato, ma che mi aveva già risposto, declinando una possibile rappresentanza. Asseriva che probabilmente il suo rifiuto era finito nello spam.

Non avevo nulla nella cartella dello spam. La loro mail non mi è mai arrivata: avranno sbagliato a digitare il mio indirizzo di posta o non mi hanno mai risposto.

Quindi, se non li avessi mai sollecitati a rispondermi, non avrei saputo del rifiuto...

Rez, come vedi SM pare avere qualche problema con la posta elettronica... oppure scrive le email con inchiostro simpatico :asd:

 

Purtroppo, come vedete, anche io sono stata sfigata... è meglio saperle subito certe cose, anzichè tormentarsi nell'attesa... forse la loro mail ha problemi con gli indirizzi hotmail... non so cos'altro pensare...

 

 

Anche tu hotmail? Allora sì, può essere :sss:

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Ospite

Da quel che ho letto qua e là in rete, la signora Meucci non gradisce gli esordienti in assoluto. Punta, cioè, solo su 'cavalli sicuri' già 'rodati' in esperienze precedenti. Questo forse spiegherebbe il tempo molto ridotto a disposizione (e in orari impossibili) degli esordienti per inviare il proprio manoscritto.

 

Personalmente, ero attratto da questa agenzia (visto che, contrariamente alle altre, non chiede compensi per leggere i manoscritti) ma dopo avere letto i vostri commenti penso che rinuncerò.

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Silvia Meucci ha messo nel sito degli interessantissimi video di un agente letterario inglese, il quale spiega i meccanismi delle Agenzie letterarie, che cosa cercano e cosa si aspettano - e ciò a cominciare, quindi, dalla stessa Meucci. Vale la pena di ascoltarli, così si inquadra meglio l'ambiente professionale (l'agenzia) a cui si sta mandando la propria opera e, tra le righe, si possono anche percepire le ragioni di una certa, eventuale, insofferenza verso esordienti, intesi come categoria.

Modificato da Tagliacarte

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Silvia Meucci ha messo nel sito degli interessantissimi video di un agente letterario inglese, il quale spiega i meccanismi delle Agenzie letterarie, che cosa cercano e cosa si aspettano - e ciò a cominciare, quindi, dalla stessa Meucci. Vale la pena di ascoltarli, così si inquadra meglio l'ambiente professionale (l'agenzia) a cui si sta mandando la propria opera e, tra le righe, si possono anche percepire le ragioni di una certa, eventuale, insofferenza verso esordienti, intesi come categoria.

Ottimo. Ma... tutti gli scrittori famosi sono stati degli esordienti. Se un agente non è interessato agli esordienti, come può quest'ultimo farsi conoscere?

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Ospite

 

Silvia Meucci ha messo nel sito degli interessantissimi video di un agente letterario inglese, il quale spiega i meccanismi delle Agenzie letterarie, che cosa cercano e cosa si aspettano - e ciò a cominciare, quindi, dalla stessa Meucci. Vale la pena di ascoltarli, così si inquadra meglio l'ambiente professionale (l'agenzia) a cui si sta mandando la propria opera e, tra le righe, si possono anche percepire le ragioni di una certa, eventuale, insofferenza verso esordienti, intesi come categoria.

Ottimo. Ma... tutti gli scrittori famosi sono stati degli esordienti. Se un agente non è interessato agli esordienti, come può quest'ultimo farsi conoscere?

 

...possono questi ultimi...scusate :sornione:

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Purtroppo,

a meno che non sei un esordiente già famoso (calciatore, musicista,giornalista, ecc...), ti tocca iniziare conn una piccola CE, sperando che qualcuno delle CE medio grandi ti noti e decida di "arruolarti" per i prossimi manoscritti.

Modificato da Pippowood

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Silvia Meucci ha messo nel sito degli interessantissimi video di un agente letterario inglese, il quale spiega i meccanismi delle Agenzie letterarie, che cosa cercano e cosa si aspettano - e ciò a cominciare, quindi, dalla stessa Meucci. Vale la pena di ascoltarli, così si inquadra meglio l'ambiente professionale (l'agenzia) a cui si sta mandando la propria opera e, tra le righe, si possono anche percepire le ragioni di una certa, eventuale, insofferenza verso esordienti, intesi come categoria.

Ottimo. Ma... tutti gli scrittori famosi sono stati degli esordienti. Se un agente non è interessato agli esordienti, come può quest'ultimo farsi conoscere?

 

 

Non dicono che non prendono gli esordienti, Però, oggettivamente, occorre tener conto che un esordiente non ha mestiere ed esperienza nello scrivere.

Sembra che per la scrittura, siccome la cosa ci riguarda personalmente, siamo pronti a inveire e ritirare fuori le vecchie storie di raccomandazioni perché non siamo presi in considerazione. Eppure non credo che nessuno di noi sarebbe disponibile a prendere in considerazione  un neolaureato in medicina per farsi operare al cuore. Perché l'agenzia dovrebbe regolarsi diversamente?

Insomma, esiste pure un esordiente su qualche migliaio su cui un'agenzia possa aver voglia di investire, ma nessuno può far loro una colpa se snobbano quell'altro po' di migliaia.

Modificato da Tagliacarte
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Purtroppo hai ragione,

tuttavia credo che selezionare 10 (incipit) al mese sia un po' troppo esagerato.

Adelphi ha pubblicato un paio di esordienti in 13 anni tuttavia nessuno gli imputa qualcosa.

Credo sia il metodo che ci fa sentire un po' presi in giro.

Tutto qua.

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Ospite

 

 

Silvia Meucci ha messo nel sito degli interessantissimi video di un agente letterario inglese, il quale spiega i meccanismi delle Agenzie letterarie, che cosa cercano e cosa si aspettano - e ciò a cominciare, quindi, dalla stessa Meucci. Vale la pena di ascoltarli, così si inquadra meglio l'ambiente professionale (l'agenzia) a cui si sta mandando la propria opera e, tra le righe, si possono anche percepire le ragioni di una certa, eventuale, insofferenza verso esordienti, intesi come categoria.

Ottimo. Ma... tutti gli scrittori famosi sono stati degli esordienti. Se un agente non è interessato agli esordienti, come può quest'ultimo farsi conoscere?

 

 

Non dicono che non prendono gli esordienti, Però, oggettivamente, occorre tener conto che un esordiente non ha mestiere ed esperienza nello scrivere.

Sembra che per la scrittura, siccome la cosa ci riguarda personalmente, siamo pronti a inveire e ritirare fuori le vecchie storie di raccomandazioni perché non siamo presi in considerazione. Eppure non credo che nessuno di noi sarebbe disponibile a prendere in considerazione  un neolaureato in medicina per farsi operare al cuore. Perché l'agenzia dovrebbe regolarsi diversamente?

Insomma, esiste pure un esordiente su qualche migliaio su cui un'agenzia possa aver voglia di investire, ma nessuno può far loro una colpa se snobbano quell'altro po' di migliaia.

 

No no...non voglio assolutamente tirare fuori la storia delle raccomandazioni! La mia era una semplice domanda che mi è sorta spontanea.

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Silvia Meucci ha messo nel sito degli interessantissimi video di un agente letterario inglese, il quale spiega i meccanismi delle Agenzie letterarie, che cosa cercano e cosa si aspettano - e ciò a cominciare, quindi, dalla stessa Meucci. Vale la pena di ascoltarli, così si inquadra meglio l'ambiente professionale (l'agenzia) a cui si sta mandando la propria opera e, tra le righe, si possono anche percepire le ragioni di una certa, eventuale, insofferenza verso esordienti, intesi come categoria.

Ottimo. Ma... tutti gli scrittori famosi sono stati degli esordienti. Se un agente non è interessato agli esordienti, come può quest'ultimo farsi conoscere?

 

 

Eppure non credo che nessuno di noi sarebbe disponibile a prendere in considerazione  un neolaureato in medicina per farsi operare al cuore. Perché l'agenzia dovrebbe regolarsi diversamente?

 

 

 

Con quello che leggiamo e vediamo, non ci si può fidare neanche dei professionisti (o supposti tale) della medicina, Dunque il tuo discorso non fila. L'agente letterario non vede soltanto emergenti o esordienti senza polso. L'agente letterario viaggia su corde finto-emozionali, in poche parole fiuta il denaro. Se poi mette il naso su qualcosa che ha a che fare con l'arte... beh, allora sarà un best seller!

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Non dicono che non prendono gli esordienti, Però, oggettivamente, occorre tener conto che un esordiente non ha mestiere ed esperienza nello scrivere.

Sembra che per la scrittura, siccome la cosa ci riguarda personalmente, siamo pronti a inveire e ritirare fuori le vecchie storie di raccomandazioni perché non siamo presi in considerazione. Eppure non credo che nessuno di noi sarebbe disponibile a prendere in considerazione  un neolaureato in medicina per farsi operare al cuore. Perché l'agenzia dovrebbe regolarsi diversamente?

Insomma, esiste pure un esordiente su qualche migliaio su cui un'agenzia possa aver voglia di investire, ma nessuno può far loro una colpa se snobbano quell'altro po' di migliaia.

 

 

Il paragone con il neolaureato è un tantinello azzardato. Se lui, per la sua inesperienza, si cimenta in un intervento molto delicato, rischia di uccidere una persona.

L'esordiente invece può ancora lavorare sulla propria opera senza mettere in pericolo la vita di qualcuno. 

Un agente (o un editore) è in grado di fiutare l'odore del denaro attraverso il materiale grezzo di uno scrittore e, anche se non è perfetto, può comunque proporgli di lavorarci su assieme, come è stato fatto con Gisella (che seguendo i consigli di una BIG che evidentemente aveva puntato sul suo talento, ha dovuto riscrivere il romanzo più di una volta prima di farlo pubblicare).

C'è da rimboccarsi le maniche e darsi da fare, ma se davvero vedo del potenziale in un manoscritto, la prospettiva di apportare dei cambiamenti (più invasivi del solo editing) non dovrebbe spaventarmi, nè tantomeno spingermi a rifiutare l'autore solo perchè acerbo.

 

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Il paragone con il neolaureato è un tantinello azzardato. Se lui, per la sua inesperienza, si cimenta in un intervento molto delicato, rischia di uccidere una persona.

..

C'è da rimboccarsi le maniche e darsi da fare, ma se davvero vedo del potenziale in un manoscritto, la prospettiva di apportare dei cambiamenti (più invasivi del solo editing) non dovrebbe spaventarmi, nè tantomeno spingermi a rifiutare l'autore solo perchè acerbo.

 

 

 

Certamente il paragone è forzato, volutamente lo è. Lo è per trasmettere il concetto che non si capisce per quale motivo dovrebbe essere dovuta la massima attenzione di un'agenzia (o di un editore) verso un asprante esordiente. Questo nello stesso modo in cui noi non siamo disposti a dare credito al primo chirurgo sbarbatello che ci troviamo davanti.

L'attenzione è data nei limiti ed entro i confini che consente il business, ragion per cui l'agenzia cerca il genio con la scintilla, e nel farlo falcia senza esitazioni tutto l'ammasso d'altri ove questa scintilla non risalta subito, evidente. Non è un raccolto fatto di tante spighe, ma da una sola spiga, quella d'oro.

Poi, sul possessore di scintille l'agenzia potrà investire. Ma il meccanismo per selezionare è spietato, senza fronzoli, senza indugi, rapido, secco, efficiente.

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Vi copio il bel post che Silvia Meucci ha scritto sulla pagina facebook della sua agenzia:

 

Forse non lo sapete ma il Literary Agent center alla Fiera di Francoforte che ci ha ospitati per una settimana, è un posto magico. Immaginatevi 500 tavoli allineati in file. Per ogni tavolo un nome. E ad ogni tavolo siede un agente. Di fronte a lui un editore. Nell'aria volano parole. Ma non sono parole normali. Sono storie.

Ed ecco che quel brusio che riempie l'enorme sala illuminata non è altro che il prodotto di sogni, di ferite, di amori, di teorie, di guerre, di pace, di racconti per bambini... Ma a comprare quelle storie, a farsi rapire da mondi vicini e lontani non sono bambini, ma adulti. Ecco perché amo il mio lavoro.

Perché siamo adulti bambini. Adulti che hanno bisogno di sentirsi raccontare un'idea, un mondo. Adulti che non hanno perso la capacità di stupirsi e di farsi stupire. Adulti che sognano. Adulti curiosi che hanno ancora il coraggio di chiedere "Perché?". Come fanno i bambini. Spesso non ci sono risposte possibili. Ma non sono le risposte a essere importanti. Ma il coraggio di porsi delle domande.

Dedico queste parole a Sandro D'Alessandro, primo mio direttore editoriale quando lavoravo in Feltrinelli. Sandro mi ha insegnato tanto. Mi fece piangere su una prova di copertina, avevo 24 anni, perché c'era un refuso che non avevo visto. E stavamo per andare in stampa. La sua reazione mi parve spropositata. Poteva il verbo "e" senza accento alla terza persona singolare scatenare tanta violenza? Sì. Poteva e può. Perché chi i libri di fa, deve aver cura del lettore, dell'ordine, della lingua. Deve amare le cose belle e fatte bene. Deve aver rispetto. Ai bambini si insegna ad aver rispetto, ai bambini si insegna a riconoscere il bello, il fatto bene.

Ecco perché amo il mio lavoro. Perché non possiamo permetterci di non aver cura di ciò che facciamo, di ciò che scriviamo, pensiamo e comunichiamo. Grazie, Sandro.

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Ospite

 

 

 

 

Il paragone con il neolaureato è un tantinello azzardato. Se lui, per la sua inesperienza, si cimenta in un intervento molto delicato, rischia di uccidere una persona.

..

C'è da rimboccarsi le maniche e darsi da fare, ma se davvero vedo del potenziale in un manoscritto, la prospettiva di apportare dei cambiamenti (più invasivi del solo editing) non dovrebbe spaventarmi, nè tantomeno spingermi a rifiutare l'autore solo perchè acerbo.

 

 

 

Certamente il paragone è forzato, volutamente lo è. Lo è per trasmettere il concetto che non si capisce per quale motivo dovrebbe essere dovuta la massima attenzione di un'agenzia (o di un editore) verso un asprante esordiente. Questo nello stesso modo in cui noi non siamo disposti a dare credito al primo chirurgo sbarbatello che ci troviamo davanti.

L'attenzione è data nei limiti ed entro i confini che consente il business, ragion per cui l'agenzia cerca il genio con la scintilla, e nel farlo falcia senza esitazioni tutto l'ammasso d'altri ove questa scintilla non risalta subito, evidente. Non è un raccolto fatto di tante spighe, ma da una sola spiga, quella d'oro.

Poi, sul possessore di scintille l'agenzia potrà investire. Ma il meccanismo per selezionare è spietato, senza fronzoli, senza indugi, rapido, secco, efficiente.

 

Tu hai ragione ma..il meccanismo di selezione deve essere cmq applicato scrupolosamente. Qui si ha l'impressione che le risposte (standard e sempre uguali x TUTTI) vengano inviate  di default. Al di là di ogni osservazione corretta sugli agenti e sul loro operato, questo denota una certa superficialità da parte dell'agenzia stessa.

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Il paragone con il neolaureato è un tantinello azzardato. Se lui, per la sua inesperienza, si cimenta in un intervento molto delicato, rischia di uccidere una persona.

..

C'è da rimboccarsi le maniche e darsi da fare, ma se davvero vedo del potenziale in un manoscritto, la prospettiva di apportare dei cambiamenti (più invasivi del solo editing) non dovrebbe spaventarmi, nè tantomeno spingermi a rifiutare l'autore solo perchè acerbo.

 

 

 

Certamente il paragone è forzato, volutamente lo è. Lo è per trasmettere il concetto che non si capisce per quale motivo dovrebbe essere dovuta la massima attenzione di un'agenzia (o di un editore) verso un asprante esordiente. Questo nello stesso modo in cui noi non siamo disposti a dare credito al primo chirurgo sbarbatello che ci troviamo davanti.

L'attenzione è data nei limiti ed entro i confini che consente il business, ragion per cui l'agenzia cerca il genio con la scintilla, e nel farlo falcia senza esitazioni tutto l'ammasso d'altri ove questa scintilla non risalta subito, evidente. Non è un raccolto fatto di tante spighe, ma da una sola spiga, quella d'oro.

Poi, sul possessore di scintille l'agenzia potrà investire. Ma il meccanismo per selezionare è spietato, senza fronzoli, senza indugi, rapido, secco, efficiente.

 

Tu hai ragione ma..il meccanismo di selezione deve essere cmq applicato scrupolosamente. Qui si ha l'impressione che le risposte (standard e sempre uguali x TUTTI) vengano inviate  di default. Al di là di ogni osservazione corretta sugli agenti e sul loro operato, questo denota una certa superficialità da parte dell'agenzia stessa.

 

Io non sono d'accordo con la tua osservazione, Cleto. O meglio, lascia che mi spieghi.

Le risposte standard sono una libera scelta dell'agenzia in quanto nessuno che ha inviato il manoscritto l'ha fatto con la pretesa di una scheda di lettura. O almeno, io non l'ho fatto, perché quello è un altro genere di servizio che le AL offrono a pagamento.

Se la Meucci ha deciso di valutare 10 esordienti al mese non è detto che fra questi 10 ce ne debba obbligatoriamente essere uno con cui, a suo parere, valga la pena approfondire il discorso o proporre una rappresentanza. Se è una professionista così capace come ho letto in giro, evidentemente avrà un suo metodo di giudizio che sin ora ha funzionato, per lei, bene.

Non penso poi che le risposte standard le invii "di default", perché altrimenti non avrebbe senso che a ognuno di noi, ultimi della serie degli "scartati" sia arrivata in un momento diverso.

Poi c'è da dire che, personalmente, preferisco una risposta negativa pre-compilata, piuttosto che un tronfio silenzio da "Padreterno che non ti ritiene degno manco di un rifiuto" ;)

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Ospite

 

 

 

 

 

 

Il paragone con il neolaureato è un tantinello azzardato. Se lui, per la sua inesperienza, si cimenta in un intervento molto delicato, rischia di uccidere una persona.

..

C'è da rimboccarsi le maniche e darsi da fare, ma se davvero vedo del potenziale in un manoscritto, la prospettiva di apportare dei cambiamenti (più invasivi del solo editing) non dovrebbe spaventarmi, nè tantomeno spingermi a rifiutare l'autore solo perchè acerbo.

 

 

 

Certamente il paragone è forzato, volutamente lo è. Lo è per trasmettere il concetto che non si capisce per quale motivo dovrebbe essere dovuta la massima attenzione di un'agenzia (o di un editore) verso un asprante esordiente. Questo nello stesso modo in cui noi non siamo disposti a dare credito al primo chirurgo sbarbatello che ci troviamo davanti.

L'attenzione è data nei limiti ed entro i confini che consente il business, ragion per cui l'agenzia cerca il genio con la scintilla, e nel farlo falcia senza esitazioni tutto l'ammasso d'altri ove questa scintilla non risalta subito, evidente. Non è un raccolto fatto di tante spighe, ma da una sola spiga, quella d'oro.

Poi, sul possessore di scintille l'agenzia potrà investire. Ma il meccanismo per selezionare è spietato, senza fronzoli, senza indugi, rapido, secco, efficiente.

 

Tu hai ragione ma..il meccanismo di selezione deve essere cmq applicato scrupolosamente. Qui si ha l'impressione che le risposte (standard e sempre uguali x TUTTI) vengano inviate  di default. Al di là di ogni osservazione corretta sugli agenti e sul loro operato, questo denota una certa superficialità da parte dell'agenzia stessa.

 

Io non sono d'accordo con la tua osservazione, Cleto. O meglio, lascia che mi spieghi.

Le risposte standard sono una libera scelta dell'agenzia in quanto nessuno che ha inviato il manoscritto l'ha fatto con la pretesa di una scheda di lettura. O almeno, io non l'ho fatto, perché quello è un altro genere di servizio che le AL offrono a pagamento.

Se la Meucci ha deciso di valutare 10 esordienti al mese non è detto che fra questi 10 ce ne debba obbligatoriamente essere uno con cui, a suo parere, valga la pena approfondire il discorso o proporre una rappresentanza. Se è una professionista così capace come ho letto in giro, evidentemente avrà un suo metodo di giudizio che sin ora ha funzionato, per lei, bene.

Non penso poi che le risposte standard le invii "di default", perché altrimenti non avrebbe senso che a ognuno di noi, ultimi della serie degli "scartati" sia arrivata in un momento diverso.

Poi c'è da dire che, personalmente, preferisco una risposta negativa pre-compilata, piuttosto che un tronfio silenzio da "Padreterno che non ti ritiene degno manco di un rifiuto" ;)

 

Ognuno la pensa come vuole. Io non manderò il mio manoscritto a questa agenzia. Punto. :)

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Ospite watanabe

Io non vedo grandi problemi. Un'azienda privata si dà una policy, una strategia e fa quel che deve fare per interpretare al meglio la professionalità che propone (e che gli permette di stare sul mercato).

Per cui. Leggono o non leggono (credo di sì, perchè non farlo?), scartano con criteri di cui non devono render conto, accettano 1 o 10 o 100 candidature, tutto questo non credo debba esser sindacato da chi a loro si rivolge.
Si fa un tentativo, se va bene si sviluppa un percorso professionale successivo. Altrimenti no. Pace.

Non mi piace invece, problema mio, il post dell'agente. In nessuno dei suoi passaggi. Gli adulti che possono permettersi di giocare a fare i bambini o che si paragonano ai bambini mi spaventano. E mi spaventa ancora di più qualsiasi persona che legittima e pure ringrazia un superiore che sul lavoro ti costringe alle lacrime con una reprimenda violenta. Non esiste "è" o "e" che giustifichi l'esistenza di una forma professionale. Ma nel Belpaese certe cose indubbiamente piacciono da morire.

 

A.

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Ospite watanabe

Io non vedo grandi problemi. Un'azienda privata si dà una policy, una strategia e fa quel che deve fare per interpretare al meglio la professionalità che propone (e che gli permette di stare sul mercato).

Per cui. Leggono o non leggono (credo di sì, perchè non farlo?), scartano con criteri di cui non devono render conto, accettano 1 o 10 o 100 candidature, tutto questo non credo debba esser sindacato da chi a loro si rivolge.

Si fa un tentativo, se va bene si sviluppa un percorso professionale successivo. Altrimenti no. Pace.

Non mi piace invece, problema mio, il post dell'agente. In nessuno dei suoi passaggi. Gli adulti che possono permettersi di giocare a fare i bambini o che si paragonano ai bambini mi spaventano. E mi spaventa ancora di più qualsiasi persona che legittima e pure ringrazia un superiore che sul lavoro ti costringe alle lacrime con una reprimenda violenta. Non esiste "è" o "e" che giustifichi l'esistenza di una forma professionale. Ma nel Belpaese certe cose indubbiamente piacciono da morire.

 

A.

Scusate refuso.

Non esiste "è" o "e" che giustifichi la negazione di una "forma" professionale. Ma nel Belpaese certe cose indubbiamente piacciono da morire.

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Bellissimo post, Watanabe

 

Condivido. Ottimo!

 

 

Quoto anch'io, poi (sbaglio mio) mi aspetto sempre che chi decide sulla scrittura degli altri scriva meglio di me, invece in quel posto leggo solo tanti melensi luoghi comuni. Se l'avessi scritto io in un articolo, i miei lettori mi avrebbero accusata di qualunquismo

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Credo che lo scopo principale del post sia quello di dare l'immagine di una persona 'vera'  che lavora con il cuore....mah

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Cari Amici,

spero vi faccia piacere questa mia piccola guida per compilare il modulo.

 

Vi consiglio di preparare su separati file di word le informazioni personali, la biografia, la sinossi e le prime pagine del manoscritto e di selezionare tutto il testo su ogni pagina (ad eccezione ovviamente dei dati personali che farete prima a scrivere singolarmente e manualmente campo per campo).

 

Tutte le informazioni andranno inserite nella stessa e unica pagina che in rete potrete scorrere verso il basso, come fate nelle discussioni sul forum (la pagina non occupa molto spazio ed è facilmente intelligibile).

 

Collegatevi sulla pagina "PROPOSTE" del sito alle 23:50 circa del 30/31 di ogni mese e cliccate aggiorna di continuo, fino a quando spunterà improvvisamente il form da compilare.

 

1) Sul modulo vi verrà chiesto:

 

-NOME

-COGNOME

-INDIRIZZO E-MAIL

-NUMERO DI TELEFONO

-TITOLO DELL’OPERA

 

Questi campi avranno in successione uno spazio dove poter inserire i dati uno per uno.

 

 

2) Poi si dovrà selezionare fra

 

TIPO:

-FICTION (opera di fantasia)

-NON-FICTION (opera ispirata a fatti realmente accaduti)

 

ETÀ:

-ADULT 18+

-CROSSOVER 12+

-YOUNG ADULT 12-17

-CHILDREN 0-12

 

LIVELLO:

-COMMERCIAL (solitamente si riferisce a opere che rientrano in un genere tipico, come un thriller o un fantasy per fare un paio di esempi e che hanno una collocazione naturale nel mercato)

-UPMARKET (un incrocio fra il COMMERCIAL e il LITERARY, una idea “esclusiva” con media commerciabilità, ma elevata padronanza della lingua)  

-LITERARY (quelle opere che non rientrando nelle classificazioni standard, richiedono la massima padronanza della lingua, nonostante rimangano di difficile commerciabilità perchè "non di appertenenza")

 

Su questi campi NON bisogna scrivere NULLA, si dovrà soltanto spuntare quello prescelto (quindi ve ne libererete in pochi secondi).

 

 

3) Di seguito si dovrà selezionare per mezzo di un accurato menù a tendina il genere dell’opera (ACTION, CRIME, FANTASY, MAINSTREAM), sono veramente tanti e magari non c'è quello che avevate pensato, per cui vi consiglio di non perderci troppo tempo o siete finiti!

 

 

4) Ora andate subito sui diversi file word (dove avrete già selezionato la biografia, la sinossi e le prime pagine dell’opera), selezionate "copia" sul primo e poi "incollate" immediatamente nello spazio indicato la BIOGRAFIA (tra 150 e 2.000 caratteri spazi inclusi).

 

Nuovamente "copia" sull'altro e poi "incollate" immediatamente nell’altro spazio indicato la SINOSSI (tra 300 e 2.000 caratteri spazi inclusi).

 

Nuovamente "copia" sull'altro e poi "incollate" immediatamente nell’ultimo spazio indicato le PRIME PAGINE DEL MANOSCRITTO (da 10.000 a 40.000 caratteri spazi inclusi).

 

 

QUINDI NON PREPARATE FILE DA ALLEGARE, NON VI SERVIRANNO!!!

 

 

5) Infine, come per i primissimi dati, ci sarà un ultimo spazio dove inserire il numero di pagine.

 

In questo caso non si capisce bene se si intende il numero di cartelle (totale caratteri/1.800-2.000) o le pagine del manoscritto, per cui... "fate vobis" :D (e fate in fretta perchè francamente non credo sia così importante in questa prima fase, dato che l’agenzia riceverà soltanto un’anteprima del manoscritto, poi se il destino busserà alla vostra porta... si farà in tempo a chiarire di tutto e di più :D ).

 

 

6) Compilato il modulo non vi rimarrà che cliccare su “Invia” in basso.

 

 

Se avrete fatto tutto correttamente (dovreste metterci un paio di minuti al massimo!!), il sito vi indirizzerà ad una nuova pagina dove troverete scritto che la proposta è stata ricevuta, sarà vagliata e nel giro di una settimana riceverete una risposta... positiva o negativa che sia.

 

Contestualmente riceverete un messaggio automatico di avvenuta ricezione sulla vostra casella di posta.

 

Missione conclusa.

 

Spero di esservi stato d’aiuto: il modulo si è aperto a mezzanotte in punto e alle 00:03 era già chiuso!

 

Io ce l’ho fatta per un pelo, perché provando ad aggiornare la pagina era già sparito e rimandava a quella per le nuove proposte da spedire a dicembre.

 

Ovviamente, come avrete letto nei commenti precedenti, c'è poco da sperare, ma comunque il mio dovere l'ho fatto :D

 

Un saluto cordiale a tutti.

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