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Aurocastro

Meucci Agency

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Il 10/6/2019 alle 17:06, Nestor Neroman ha detto:

"In questi ultimi 10 giorni ho letto alcuni romanzi. O meglio: mi sono riletto le prime pagine di alcuni romanzi che avevo in casa. Non letteratura eccezionale, ma bestsellers che si trovano nelle anche edicole, nei grandi magazzini, negli aeroporti e che vengono letti da milioni di persone.

Solo 2 su 10 avevano le prime dieci pagine che ti prendevano. Mi chiedo come si faccia a valutare se un testo è degno o no di essere pubblicato leggendo la sinossi e solo le prime 10 pagine come richiesto per esempio dal form della Meucci."

 

Perdonami ma proprio i bestsellers  non rappresentano esempi di "bello scrivere" perché sono traduzioni che raramente vengono editate per bene come invece accade ai manoscritti. Aggiungici che sono di autori affermati, che danno garanzie, quindi le prime 10 pagine sono poco indicative. Li leggi per il nome dell'autore o per moda, non perché ti catturano. Poi ci sono le eccezioni come il Pendolo di Eco, (ok, sarebbe di Foucault ma essendo il mio libro preferito lo chiamo così) dove le prime 70-80 pagine sono un polpettone indigesto, salvo poi diventare un capolavoro. Se invece leggono Stefano Canuto invece di Eco o Smith, si presume sia una cavolata (e nel 99% dei casi è così), per cui se neppure le prime 10 pagine, che statisticamente sono quelle più riscritte e curate di tutto il manoscritto, riescono a bucare, allora come potrebbe farlo il resto del testo? Non so se ti è capitato di leggere "capolavori" manoscritti di amici o conoscenti. A me sì, per aiutarli, per l'editing o semplicemente perché richiesto di un parere dato che "tu hai pubblicato un libro", come se questo fosse sufficiente a fare di me un bravo scrittore e soprattutto un'autorità in merito. Ammetto però che la cosa mi inorgoglisce quindi difficilmente so rifiutare, salvo poi godermi i mal di pancia postumi (la maledizione del giudizio negativo). Mi è facile immedesimarmi in qualcuno che di capolavori simili ne ha pile inesauribili sulla scrivania,  per cui le tecniche liberatorie sono poche: 10 pagine e non di più, poi si scarta, oppure "scuse" buone per lo stesso risultato: dalla macchia di sugo sul frontespizio al nome antipatico del protagonista. L'obiettivo non è "trovare la perla" ma "scartare la ... " (non mi viene una parola assonante). Certo così c'è il rischio di scartare il capolavoro della letteratura mondiale ma è statisticamente impossibile che dopo centinaia di cartelle mal scritte si riveli la gemma indimenticabile. E se poi sono davvero capolavori prima o poi qualcuno se ne accorgerà. E' successo per Harry Potter (che se dipendesse da me sarebbe rimasto manoscritto) e tanti altri, e purtroppo succede anche per cialtronate come le varie sfumature dal grigio in poi, diventati bestsellers solo perché l'autrice non aveva mandato le sue foto insieme al manoscritto, uccidendo qualsiasi fantasia.

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Devo dire che al nome antipatico del protagonista non avevo mai pensato:D

 

Quindi se gli do un nome che ricorda uno che, non so, all’asilo lo picchiava, posso già dirmi esclusa, qui come altrove:bandiera:

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Il 25/6/2019 alle 11:36, Kalija ha scritto:

Devo dire che al nome antipatico del protagonista non avevo mai pensato:D

 

Quindi se gli do un nome che ricorda uno che, non so, all’asilo lo picchiava, posso già dirmi esclusa, qui come altrove:bandiera:

Penso che a volte si venga scartati anche solo perché sta antipatico il nome dell'autore. Purtroppo quando hai migliaia di manoscritti da leggere e sai che il 99 % sono cose improponibili, se ne scarti uno per una ragione assolutamente pretestuosa, da un punto di vista statistico sei quasi certa di aver scartato qualcosa di inutile. Purtroppo noi siamo portati a credere che tutto ciò che scriviamo, vuoi per il sudore che spendiamo sulla tastiera, vuoi per un po' di sana presunzione, sia un capolavoro, ma alla resa dei conti entriamo nelle statistiche e quindi solo uno su cento è davvero meritevole. Penso che a tutti sia capitato di girare su wattpad oppure date uno sguardo al  sito del Signor Distruggere (i romanzi a puntate nella sezione Perle) e capirete cosa dico.  L'autrice del Signor Distruggere per esempio dichiara che lavora per note case editrici (e ha inviato loro i manoscritti delle sue opere), ed è convinta di ciò che scrive e ne va pure  orgogliosa. Detto tra di noi, alla fine mi sono letto entrambi i suoi romanzi a puntate (e non vedevo l'ora che uscisse quella nuova), ma alla fine ho compreso che, chi più chi meno, siamo tutti come lei e come lei non ce ne rendiamo conto.

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30 minuti fa, Steve666 ha scritto:

Penso che a volte si venga scartati anche solo perché sta antipatico il nome dell'autore.

 

Se un agente si limitasse a valutare un romanzo dal nome simpatico/antipatico dell'autore e non dal contenuto, non agirebbe in modo professionale. Dubito che la Meucci (e come lei gli altri agenti più accreditati) ricorra a simili frivolezze per sfoltire la mole di manoscritti.

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Il 24/6/2019 alle 16:30, Steve666 ha scritto:

 

[...] 10 pagine e non di più, poi si scarta, oppure "scuse" buone per lo stesso risultato: dalla macchia di sugo sul frontespizio al nome antipatico del protagonista. L'obiettivo non è "trovare la perla" ma "scartare la ... " (non mi viene una parola assonante). Certo così c'è il rischio di scartare il capolavoro della letteratura mondiale ma è statisticamente impossibile che dopo centinaia di cartelle mal scritte si riveli la gemma indimenticabile. E se poi sono davvero capolavori prima o poi qualcuno se ne accorgerà.[...]

 

Grazie @Steve666. Concordo che un metodo per scartare la spazzatura che arriva sulle scrivanie di agenti e editori ci vuole.

Secondo me però 10 pagine (soprattutto quelle iniziali) sono poche. Capisco la difficoltà di far scrivere una sinossi ridotta all'osso, ma almeno chiedere di inviare le prime 10 pagine e magari un capitolo a scelta. Qualcosa che permetta all'autore di presentarsi con la sua opera, senza per forza diventare dei geni delle prime 10 pagine senza saper scrivere niente di più. Senza parlare della vera letteratura, di libri in libreria con le prime 10 pagine fantastiche ce ne sono ben pochi...

 

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 L'idea della gara di velocità e delle prime dieci proposte è  una ottima  strategia di marketing per attirare gente sul sito, ma  i servizi sono altri e spesso altri i canali  utilizzati per essere rappresentati da questa agenzia. Talvolta è difficile anche discernere se sia l'autore a trainare maggiormente  l'agente o viceversa. Se una persona è coinvolta resta, ma "con il senno di poi"... comunque ognuno, ovviamente, è libero di scegliere.

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Scusate l'intrusione, ma avevo sentito di questo bizzarro metodo di spedizione dei manoscritti e la cosa mi aveva alquanto incuriosito. A una Fiera mi è capitato di parlare con un Autore della Meucci (visibile tra i pochi che rappresenta sul suo sito) e chiedergli, tra un sorriso e l'altro, perché quel sistema. Mi ha spiegato che è solo un modo per stare sulla pubblica piazza, che non ci riesce quasi nessuno, tranne Speedy Gonzales della tastiera, e che la Meucci fa ricerche tra il self-publishing e altri canali non ufficiali (suppongo blog e Facebook) infiltrandosi sotto mentite spoglie come un agente (sic!) segreto (e aggiungo, poco letterario).

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19 ore fa, Michel ha scritto:

Mi ha spiegato che è solo un modo per stare sulla pubblica piazza, che non ci riesce quasi nessuno, tranne Speedy Gonzales della tastiera

 

Per riuscirci, ci si riesce pure, nei limiti del numero bassissimo accettato ogni mese. A suo tempo io ci ero riuscito, sia pure senza esito (comprensibilmente, visto il testo che proponevo), se non ricordo male in un minuto netto o poco più. Ovviamente mi ero preparato tutto il materiale con largo anticipo e perfettamente organizzato per allegarlo in pochi istanti.

 

Il problema vero, che noi esordienti fatichiamo a capire, è che tutti gli agenti di peso hanno già l'agenda piena con gli autori che rappresentano. Accettarne anche solo uno o due nuovi ogni anno, per loro rappresenta un'autentica scommessa, in termini di tempo e lavoro. L'unica soluzione sarebbe quella di aumentare il personale dell'agenzia, associando agenti junior da far crescere nel mestiere o assumendo personale. Cioè quello che fanno le mega-agenzie anglofone più note. Solo che il mercato italiano è talmente povero, da tutti i punti di vista, che si tratta di un investimento che davvero in pochi si sentono di fare. Mi pare comprensibile.

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Il 18/9/2019 alle 18:40, Michel ha scritto:

Scusate l'intrusione, ma avevo sentito di questo bizzarro metodo di spedizione dei manoscritti e la cosa mi aveva alquanto incuriosito. A una Fiera mi è capitato di parlare con un Autore della Meucci (visibile tra i pochi che rappresenta sul suo sito) e chiedergli, tra un sorriso e l'altro, perché quel sistema. Mi ha spiegato che è solo un modo per stare sulla pubblica piazza, che non ci riesce quasi nessuno, tranne Speedy Gonzales della tastiera, e che la Meucci fa ricerche tra il self-publishing e altri canali non ufficiali (suppongo blog e Facebook) infiltrandosi sotto mentite spoglie come un agente (sic!) segreto (e aggiungo, poco letterario).

Davvero? È molto curioso. Non è stata questa la mia esperienza. Io ci sono riuscita a farmi rappresentare da loro via il form di mezzanotte :-) Ed era una esordiente sconosciuta. Risultato in meno di 4 anni: due romanzi venduti in Spagna (sono spagnola) + uno anche pubblicato da Sonzogno. È solo la mia esperienza, ma sono 100% sodisfatta con questa agenzia.

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2 ore fa, Edelweiss ha scritto:

Davvero? È molto curioso. Non è stata questa la mia esperienza. Io ci sono riuscita a farmi rappresentare da loro via il form di mezzanotte :-) Ed era una esordiente sconosciuta. Risultato in meno di 4 anni: due romanzi venduti in Spagna (sono spagnola) + uno anche pubblicato da Sonzogno. È solo la mia esperienza, ma sono 100% sodisfatta con questa agenzia.

Ciao Edelweiss, tempo fa ho letto con attenzione la tua (bella) storia e non posso che farti i complimenti, ma la tua situazione è un po' diversa da quella degli aspiranti esordienti italiani, perché scrivendo in spagnolo il tuo canale di selezione, chiamiamolo così, è stato differente. Inoltre il tuo profilo è sicuramente più interessante di quello di un esordiente comune, fatto non trascurabile. Con questo voglio solo dire che, secondo me, per via della lingua e del referente dell'agenzia diversi (perché nel tuo caso non è stata Silvia Meucci), la tua e le nostre esperienze non sono molto paragonabili. Questo nulla toglie al tuo talento, sia chiaro!, ma mi fa solo dubitare che sia possibile basarsi sull'esperienza tua, autrice di lingua spagnola, per valutare l'esperienza di noi aspiranti autori di lingua italiana.

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3 ore fa, Teiera ha scritto:

Ciao Edelweiss, tempo fa ho letto con attenzione la tua (bella) storia e non posso che farti i complimenti, ma la tua situazione è un po' diversa da quella degli aspiranti esordienti italiani, perché scrivendo in spagnolo il tuo canale di selezione, chiamiamolo così, è stato differente. Inoltre il tuo profilo è sicuramente più interessante di quello di un esordiente comune, fatto non trascurabile. Con questo voglio solo dire che, secondo me, per via della lingua e del referente dell'agenzia diversi (perché nel tuo caso non è stata Silvia Meucci), la tua e le nostre esperienze non sono molto paragonabili. Questo nulla toglie al tuo talento, sia chiaro!, ma mi fa solo dubitare che sia possibile basarsi sull'esperienza tua, autrice di lingua spagnola, per valutare l'esperienza di noi aspiranti autori di lingua italiana.

Gli stranieri sono sempre migliori di noi, perché c'è tanto provincialismo negli italiani (anche se fanno gli agenti letterari). Nulla da togliere o da dire sull'esperienza di Edelweiss che esula dalla mia considerazione.

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Io non sono straniera, e come Edelweiss, a mezzanotte ho atteso l'apertura del form e senza neppure essere Speedy Gonzalez, sono riuscita a inviare alla Meucci e fra un po' firmeremo un contratto di rappresentanza. Certo, ho dovuto provare per un po' di mesi, ma come si dice, chi la dura la vince. E so per certo, che diversi suoi autori hanno seguito la scia dell'invio di mezzanotte, per essere letti da lei. Sta tutto nella qualità di ciò che si scrive, nell'attenzione al proprio lavoro. Tutto lì, semplice e difficile allo stesso tempo.

 

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1 ora fa, Odorosa ha scritto:

Io non sono straniera, e come Edelweiss, a mezzanotte ho atteso l'apertura del form e senza neppure essere Speedy Gonzalez, sono riuscita a inviare alla Meucci e fra un po' firmeremo un contratto di rappresentanza. Certo, ho dovuto provare per un po' di mesi, ma come si dice, chi la dura la vince. E so per certo, che diversi suoi autori hanno seguito la scia dell'invio di mezzanotte, per essere letti da lei. Sta tutto nella qualità di ciò che si scrive, nell'attenzione al proprio lavoro. Tutto lì, semplice e difficile allo stesso tempo.

 

Scusa eh, ma a che serve questo sistema pro-esaurimento nervoso? Fai inviare solo il primo del mese o, come qualcun altro, se ti si apre la pagina, perché hai il cronometro satellitare alla mano, allora lascia che la persona, dico la PERSONA, poi possa con un po' di calma inviare. È una questione di civiltà, che secondo me manca del tutto.

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Lei è l'unica che risponde davvero, al netto dell'esaurimento nervoso (che poi, non mi pare questo grande esaurimento, provi, se riesci bene, altrimenti riprovi il mese dopo) e che legge davvero tutte le dieci pagine delle quali chiede l'invio. L'alternativa è rivolgersi ad altre agenzie che non hanno limiti di tempo nell'invio,ma neppure nelle risposte, mai pervenute a distanza di anni.

 

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@Michel , ti ricordo che da Regolamento non è possibile usare parole in "tutto maiuscolo" (equivale a gridare). Puoi usare il grassetto o il sottolineato.

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@Odorosa Capisco il tuo entusiasmo, e ti faccio i complimenti, ma affermare che: Sta tutto nella qualità di ciò che si scrive, quando la storia è piena di sonore cantonate che agenti ed editori hanno preso a fronte di capolavori o quasi che si sono lasciati sfuggire, lo trovo un pelino presuntuoso.

C'è l'imperscrutabile, ci sono mille fattori che qui nel wd cerchiamo di scandagliare per ritagliarci il nostro spazio.

Io stavo con un'agenzia a livello Meucci stra nota, e poco dopo essere arrivata l'agente è andata alla concorrenza,  che colpa ne aveva il mio testo? Ora è mancata prematuramente la presidente e me ne sono andata io, perchè il futuro dell'agenzia è poco chiaro. Odio il vittimismo, ma capisci che le situazioni sono tante.

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2 ore fa, Bambola ha scritto:

@Odorosa Capisco il tuo entusiasmo, e ti faccio i complimenti, ma affermare che: Sta tutto nella qualità di ciò che si scrive, quando la storia è piena di sonore cantonate che agenti ed editori hanno preso a fronte di capolavori o quasi che si sono lasciati sfuggire, lo trovo un pelino presuntuoso.

C'è l'imperscrutabile, ci sono mille fattori che qui nel wd cerchiamo di scandagliare per ritagliarci il nostro spazio.

Io stavo con un'agenzia a livello Meucci stra nota, e poco dopo essere arrivata l'agente è andata alla concorrenza,  che colpa ne aveva il mio testo? Ora è mancata prematuramente la presidente e me ne sono andata io, perchè il futuro dell'agenzia è poco chiaro. Odio il vittimismo, ma capisci che le situazioni sono tante.

Hai perfettamente ragione, la mia reazione, forse un po' troppo categorica, nasceva da certe teorie complottistiche che mi fanno sorridere e un po' arrabbiare, tipo pensare all'agente letteraio 007 in incognito per trovare il capolavoro da pubblicare.

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10 ore fa, Odorosa ha scritto:

Hai perfettamente ragione, la mia reazione, forse un po' troppo categorica, nasceva da certe teorie complottistiche che mi fanno sorridere e un po' arrabbiare, tipo pensare all'agente letteraio 007 in incognito per trovare il capolavoro da pubblicare.

 

Perché mai sorridi e ti arrabbi se qualcuno pensa che un agente letterario con in testa il suo bel nickname possa gironzolare per un forum tematico in cerca di qualche buona lettura?

Se il sorriso ha per sottotesto "poveri illusi" e l'arrabbiatura ha per sottotesto "poveri illusi", forse tu sai qualcosa che noi non sappiamo. Certo è una bella responsabilità rispondere delle abitudini di tutti gli agenti letterari in circolazione, hai un coraggio che t'invidio! :D

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Diciamo che oltre a qualità e attenzione, cosa che credo mettiamo tutti, o perlomeno ci proviamo, considerino molto "appetibilità commerciale del testo in questo momento". In soldoni, se è quello che gli editori cercano o meno

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Il 20/9/2019 alle 23:45, ElleryQ ha scritto:

@Michel , ti ricordo che da Regolamento non è possibile usare parole in "tutto maiuscolo" (equivale a gridare). Puoi usare il grassetto o il sottolineato.

Pardon.

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12 ore fa, quandechesimangia ha scritto:

 

Perché mai sorridi e ti arrabbi se qualcuno pensa che un agente letterario con in testa il suo bel nickname possa gironzolare per un forum tematico in cerca di qualche buona lettura?

Se il sorriso ha per sottotesto "poveri illusi" e l'arrabbiatura ha per sottotesto "poveri illusi", forse tu sai qualcosa che noi non sappiamo. Certo è una bella responsabilità rispondere delle abitudini di tutti gli agenti letterari in circolazione, hai un coraggio che t'invidio! :D

Se avessi voluto intendere "tutti gli agenti letterari in circolazione" avrei scritto "tutti gli agenti letterari in circolazione" invece ho scritto "altre agenzie" che in lingua italiana non equivale alla totalità delle agenzie. Per il resto, non so nulla di più di quello che ho detto e riportato in base alla mia esperienza, ma resto convinta che i testi che valgono la pubblicazione (non tutti, naturalmente, ma la maggior parte, arrivino sotto il naso di un agente senza che questi debba fare il cane da tartufo spulciando nei forum tematici alla ricerca di  stralci, pagine, piccole isolette che fanno capolino dal mare lasciando intuire capolavori sommersi.

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Vi chiedo la cortesia di tornare in argomento e limitarvi alle esperienze dirette sulla Meucci, i discorsi generici sulle agenzie è possibile farli in "Consigli sulle Agenzie".

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Il 20/9/2019 alle 17:09, Michel ha scritto:

ma a che serve questo sistema pro-esaurimento nervoso? Fai inviare solo il primo del mese o, come qualcun altro, se ti si apre la pagina, perché hai il cronometro satellitare alla mano

Io, tempo addietro, inviai alla Meucci il mio primo testo usando il classico invio di mezzanotte dopo un paio di tentativi andati a vuoto. Dopo qualche giorno, o un paio di settimane (non ricordo le tempistiche) la Meucci mi chiese il manoscritto completo e, infine, lo bocciò. E come lei, altri. Ma il punto non è questo, il punto è che le regole di questa agenzia sono semplici: se si vuole una valutazione del proprio testo gratuita, si deve usare il famigerato meccanismo senza, lo possiamo dire, munirsi di cronometro e neppure farsi venire un esaurimento nervoso. Non c'è bisogno di tirare in ballo questioni di civiltà.

Chiedo scusa a @ElleryQ, non volevo riportare la discussione fuori tema!

 

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@miwalolita grazie per la tua esperienza. Non sminuire però quella altrui, qui c'è gente che ha usato il cronometro satellitare, c'è chi si è inutilmente sentito inadeguato davanti alla prestazione, chi ha acceso un cero, chi si è dopato per avere migliori prestazioni, chi ha mandato in blocco il sistem... (azz, non dovevo dirlo?) :)

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