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Aurocastro

Meucci Agency

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Sinceramente questo metodo "lotteria" non mi piace molto, posso capire di limitare l'invio a un paio di giorni, ma costringere le persone a svegliarsi all'alba per inviare un manoscritto mi pare poco professionale. 

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Ospite

Ci sono riuscito. Non mi sembra vero. Magari, scrivendolo  qui, realizzo meglio. So che è soltanto il primo step, e probabilmente il più stupido, ma mi sono liberato di un piccolo peso. Speriamo bene...

 

Chi di voi ce l'ha fatta?

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15 ore fa, Boyle22 dice:

Ce l'ho fatta anch'io. Al primo tentativo, dopo giorni di duro allenamento. 

 

Ma cos'è, una gara?! O_O

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Ospite
50 minuti fa, Isadora dice:

Ma cos'è, una gara?! O_O

A leggerci, talvolta, pare proprio di sì... O lo è per davvero? Se alla fine guardiamo alla sostanza dei fatti, il primo step di selezione è a tutti gli effetti una gara a chi fa prima in cui la velocità è l'unica prerogativa presa in considerazione. Per quanto possa sembrare strano, è così, è a non dirloo a edulcorarlo non è che diventa diverso.

In ogni caso subito dopo aver inviato il materiale attraverso il form ho fatto forse l'errore più comune: sono andato a rileggermi le prime dieci pagine e sono precipitato in un profondo stato di sfiducia e sconforto. Penso che sarà l'ennesimo buco nell'acqua. Chissà...

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3 ore fa, Luca Aveta dice:

A leggerci, talvolta, pare proprio di sì... O lo è per davvero? Se alla fine guardiamo alla sostanza dei fatti, il primo step di selezione è a tutti gli effetti una gara a chi fa prima in cui la velocità è l'unica prerogativa presa in considerazione. Per quanto possa sembrare strano, è così, è a non dirloo a edulcorarlo non è che diventa diverso.

In ogni caso subito dopo aver inviato il materiale attraverso il form ho fatto forse l'errore più comune: sono andato a rileggermi le prime dieci pagine e sono precipitato in un profondo stato di sfiducia e sconforto. Penso che sarà l'ennesimo buco nell'acqua. Chissà...

       Sottoscrivo le parole di Luca. Sì, diventa una gara nel momento in cui si deve presentare la propria proposta in un determinato tempo record. La risposta dell'agenzia mi è arrivata alle 00,01. Temo che se l'avessi presentata alle 00,02 non ce l'avrei fatta. Si può discutere della validità o meno della selezione. Ma nel momento in cui si vuole entrare in contatto con la Meucci - perché la si reputa un'ottima agente - bisogna adeguarsi. Personalmente mi sono letto tutti i messaggi del sito, e ne ho letti diversi - ne cito uno sopra tutti: Tagliacarte - che mi hanno molto aiutato. Non nego di essermi esercitato a lungo, cronometro alla mano. Può apparire assurdo, inconcepibile, ma è così, almeno per me. Adesso subentra la seconda fase, ed è tutt'altro discorso.

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Ospite
30 minuti fa, Boyle22 dice:

       Sottoscrivo le parole di Luca. Sì, diventa una gara nel momento in cui si deve presentare la propria proposta in un determinato tempo record. La risposta dell'agenzia mi è arrivata alle 00,01. Temo che se l'avessi presentata alle 00,02 non ce l'avrei fatta. Si può discutere della validità o meno della selezione. Ma nel momento in cui si vuole entrare in contatto con la Meucci - perché la si reputa un'ottima agente - bisogna adeguarsi. Personalmente mi sono letto tutti i messaggi del sito, e ne ho letti diversi - ne cito uno sopra tutti: Tagliacarte - che mi hanno molto aiutato. Non nego di essermi esercitato a lungo, cronometro alla mano. Può apparire assurdo, inconcepibile, ma è così, almeno per me. Adesso subentra la seconda fase, ed è tutt'altro discorso.

Adesso subentra la fase più attesa e più delicata che probabilmente, ahinoi, si risolverà in un nulla di fatto. Stringiamoci forte insieme e continuiamo a sperare!

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Sì, Luca, non ci resta che sperare. Sette giorni fanno presto a passare, visto oltretutto che uno è già andato.  

Per Isadora: tu ci hai provato? O sei ancora indecisa? :super:

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Ospite
11 ore fa, Beppecoraggio dice:

Io ho provato una volta e mi è bastato. Il rifiuto però è arrivato dopo dieci giorni e non dopo la canonica settimana

Sì. da quanto ho capito non c'è una scadenza precisa oltre la quale iniziare ad allarmarsi... C'è chi ha aspettato più di una settimana e chi ha aspettato solo per tre giorni. Anche se, bisogna dirlo, nell'email di conferma che mi è arrivata l'altra notte c'è scritto esattamente così: "Le daremo una risposta entro una settimana, al massimo". La risposta, perciò, potrebbe addirittura arrivare prima di mercoledì prossimo.

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Certo, l'unico consiglio che vi do è: occhio agli spam. A qualcuno è capitato di non ricevere risposta, semplicemente perché la mail era stata automaticamente cestinata nella posta indesiderata, poiché non sempre rispondono dagli stessi indirizzi. Quindi, prima di allarmarsi dopo una settimana o dieci giorni di silenzio, date un'occhiata tra gli spam, potreste trovarla lì. ;)

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Grazie per il consiglio, Beppecoraggio. Anch'io starò attento e guarderò tra gli spam. Però troverei strano se pescassi la sua email proprio lì. Non ricevo quasi nulla di spam, nel senso che il server di Libero non filtra niente di niente. Per cui spero proprio che possa avere la fortuna di vedere la risposta direttamente, magari beccandola sul cellulare. Certo, in un attimo ti si possono spegnere tutte le speranze che, pazientemente, avevi montato su dal momento in cui  avevi cominciato a pensare di rivolgerti alla Meucci. Il guaio - si fa per dire - è che, davvero, lei è la migliore agente "su piazza" che legga gratuitamente. O meglio, ce ne sono un altro paio, ma non con la sua esperienza, maturata in Feltrinelli, presso l'editrice Siruela, di cui è stata direttrice editoriale, e presso un'agenzia come la Berla e Griffini. In giro ci sono grandi agenzie, ma tutte vogliono un sacco di soldi, e poi non leggono direttamente gli agenti, ma loro collaboratori. Mentre la Meucci - l'ho letto da qualche parte - legge direttamente. Il che, credetemi, è una fortuna non da poco. Per cui, anziché criticare questo suo metodo di selezione, vado in controtendenza e dico che le sono grato, anche se mi ha costretto a ore di esercizio. E' un metodo che pone tutti sullo stesso piano,  e che consente agli aspiranti autori di essere letti da una professionista coi fiocchi. Mica poco, no?

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Sì, sono d'accordo anch'io però gente come la Meucci, lo dico per esperienza, difficilmente rappresenta esordienti, nonostante questo curioso metodo di selezione. Ho sentito di molti utenti che hanno superato il primo step e hanno inviato anche il manoscritto ma poi tutto si ferma lì. Purtroppo, agenti del suo calibro cercano autori che abbiano già un ottimo curriculum o che abbiano delle buone pubblicazioni alle spalle.

Comunque sia, incrocio le dita per voi!

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Mi associo, mi associo, mi associo a tutto quanto detto da Boyle 22.

 

La Meucci, oltre ad essere estremamente professionale,  molto competente e dotata di notevole fiuto è anche una persona molto disponibile. Disponibile a dedicare tempo a perfetti sconosciuti, ed è innamorata del suo lavoro. Lo si nota in tutte le interviste, e nelle svariate dichiarazioni di chi ha avuto modo  di conoscerla personalmente.

 

Avere un no da lei significa che almeno il tuo lavoro è stato letto e valutato da un nome con credenziali e contatti di livello- e tutto questo gratuitamente-. Scusate se è poco. A me basterebbe anche solo questo. Nel caso folle che dovesse piacerle il mio romanzo breve sarei doppiamente felice: avrei a che fare con uno dei più importanti agenti che è al tempo stesso- ne sono certa, da tutto quello che ho letto sul suo conto- anche una brava persona.

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Io in maggio sono riuscita nella gara di velocità e dopo una settimana mi è arrivata la richiesta di invio del manoscritto completo, cartaceo. L'ho stampato, rilegato, inviato...e sperato, aspettato, trepidato. La risposta è arrivata circa un mese dopo: bocciato. Pazienza. Però fa più male essere bocciati al secondo step che non al primo :-(

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Io ci sono riuscito due volte su due e mi ha anche proposto di parlarne al telefono qualche mese fa. Nonostante le due "bocciature" dopo gli invii dei manoscritti completi ho sempre avuto la sensazione di aver ricevuto un parere professionale per andare avanti, correggere errori, scrivere cose nuove. Ricordiamoci che in una settimana ci dà un parere su sinossi e per le prime pagine (fondamentali), e in un mese (massimo) sul resto dell'opera. Gratis. PS durante la chiacchierata mi ha spiegato che nel loro mondo capita sovente di prendere cantonate, perciò non dobbiamo demordere.

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Ospite
3 minuti fa, LellaQ dice:

Io in maggio sono riuscita nella gara di velocità e dopo una settimana mi è arrivata la richiesta di invio del manoscritto completo, cartaceo. L'ho stampato, rilegato, inviato...e sperato, aspettato, trepidato. La risposta è arrivata circa un mese dopo: bocciato. Pazienza. Però fa più male essere bocciati al secondo step che non al primo :-(

Anch'io ho sempre pensato che faccio molto più male essere rifiutati dopo la lettura completa del manoscritto. Forse perché, insieme all'ansia, aumentano anche le aspettative e ci si illude probabilmente più del dovuto.

 

Però su quest'aspetto in particolare rifletto da giorni e vorrei leggere anche qualche parere diverso dal mio. A ma pare un po' strano che la percentuali di rifiuti resti pressoché invariata (99,99% o giu di lì) anche dopo la seconda fase, e mi spiego meglio. Se il rifiuto arriva dopo aver letto soltanto le prime dieci pagine e la sinossi, allora significa che la signora Meucci non ha riscontrato nessun aspetto positivo e nessun potenziale e per questo decide di rifiutare senza sentire la necessità di approfondire.

 

Nel momento in cui, però, chiede che le venga spedito l'intero manoscritto allora significa che qualcosa è stato visto, un minimo potenziale è stato individuato, e quantomeno la curiosità di approfondire la storia c'è stata. 40.000 caratteri non sono pochi, a mio giudizio, e un'idea sullo stile e sul possibile talento dell'autore è possibile iniziare a formarsela. E qui veniamo al punto: perché, alla fine, una percentuale di rifiuti ancora costantemente così alta? (se consideriamo come campione rappresentativo questo forum, in pratica la percentuale è del 100%).

Mi sembra strano, anche perché allora qual è il senso preciso dell'editing? Un grande agente letterario una volta ha detto che conta di più l'idea di un romanzo che come quest'ultimo è stato scritto, perché sulla scrittura ci si può lavorare, sull'idea no.

 

Voi come vi spiegate tutto questo? È mai possibile che un romanzo faccia così schifo da essere rifiutato, dopo che la sua parte iniziale (abbastanza consistente) sia comunque riuscita a suscitare curiosità? Dove inizia e dove finisce, secondo voi, il ruola di un agente nella fattispecie?

 

Scusate la lunghezza, ma sono tempestato da dubbi. Domande, domande, e ancora domande. Solo domande e tanta ansia.

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caro Luca, scusa se mi permetto..ma se credi in ciò che hai scritto mi pare che tu debba avere un pò più di fiducia in te stesso...

non si è mai visto un venditore che "vende" (propone) il proprio prodotto e che trasuda ansia da tutti i pori...

la Meucci secondo me fa una selezione assurda, non mi pare abbia lanciato chissà chi di esordiente e sicuramente non è la Beata Vergine...

per cui, Meucci o non Meucci, devi essere tu il primo a crederci e ad andare avanti.

qualsiasi cosa accada (o, non accada: perché questa è l'eventualità più probabile).

p.s. dopo 3 anni di esperienze ti consiglio spassionatamente di uscire dal circuito agenzie, non porta a nulla a mio avviso e magari guardando altrove (medie case editrici, magari innovative) arrivi alla pubblicazione (sempre, beninteso, che il tuo lavoro meriti...ma questo va da sé)

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Concordo con Nemorino. Anch'io ho provato e sto provando con le agenzie ma nonostante non sia digiuno di pubblicazioni, nessuno ti si fila a meno che tu non provenga già da quel mondo. Allora è tutta un'altra storia.

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   Sono d’accordo con Jacopa del Gado per ciò che dice sulla Meucci, come agente e persona, anche se non ho ancora avuto l'opportunità di conoscerla. Benché su questo bel sito abbia letto post assai critici sul suo metodo di selezione, credo che l’opportunità che ci viene offerta sia unica. Guardate, io ho una piccola esperienza in materia. Voglio dire che, in passato, ho avuto a che fare con due agenzie: parlo di Loredana Rotundo e di Silvia Brunelli, di Nabu. Con entrambe ho firmato un contratto, naturalmente in tempi diversi. Tutt’e due erano  convinte di  riuscire a far  pubblicare un mio romanzo, ma alla fine non s’è fatto nulla. Gli editori, sia pure con qualche tentennamento, hanno risposto picche. Però posso dire di essere contento di averle conosciute. Reputo entrambe ottime agenti, ma raggiungerle, credetemi, è tutt’altro che facile. Adesso, per contattare Loredana Rotundo bisogna spendere dei soldi, e il bello è che lei legge soltanto nel caso in cui l’agenzia a cui si appoggia dia un parere più che positivo. Quanto a Silvia Brunelli, non so invece neppure come possa essere raggiungibile, visto che sul suo sito non c’è neppure uno spazio per le proposte. Per questo, oggi, quando dicevo che qui, con la Meucci, si ha la possibilità di essere letti direttamente da lei, ero convinto che si debba ritenerla una fortuna. Poi ci sta tutto. Ci sta la delusione cocentissima, di cui parla LellaQ: dopo averci messo su il cuore, è durissima sentirsi opporre un rifiuto. Riguardo invece alla dicussione sollevata  dall’intervento di Luca, quando si chiede, e ci chiede, come mai, per ciò che riguarda la Meucci, non ci sia un solo esordiente che, nel corso del tempo, sia stato accettato nella sua scuderia, è un po’ difficle rispondere. Posso solo pensare che lei, la nostra cara Meucci,  sa bene cosa va e cosa no. Tra l’altro, visto che è stata direttrice editoriale, un suo rifiuto anticipa solo quello che, molto probabilmente, verrebbe da un editore. Ritengo che sia già molto arrivare, come è successo a Draka, a un colloquio telefonico. L’importante, a mio avviso, sarebbe incuriosire e, diciamo pure, interessare la Meucci, in modo da creare se non un rapporto un pizzico di fiducia, così da sapere, come è successo a una sua autrice − la Fiorio −  che se anche un lavoro non va bene subito, si può riprovare e riprovare ancora, perché, alla fine, si sa che c’è un agente che crede in noi, nelle nostre potenzialità,  e che è disposto a leggerci subito, senza dover sottoporci  di nuovo ad altri, sfiancanti, tour de force, come quello che si affronta alla mezzanotte di fine mese.

   Per ciò che ho imparato dalla mia esperienza, è davvero dura spuntarla. E concordo con Nemorino quando, bonariamente, tira le orecchie a Luca per la mancanza di fiducia nel proprio lavoro. Credo che Nemorino  abbia proprio ragione: d’accordo i dubbi, caro Luca −  ne ho valanghe anch’io −  ma se non c’è un po’ di fiducia nel proprio lavoro, non si va davvero da nessuna parte.  

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On 1/9/2016 at 20:11, Boyle22 dice:

       Sottoscrivo le parole di Luca. Sì, diventa una gara nel momento in cui si deve presentare la propria proposta in un determinato tempo record. La risposta dell'agenzia mi è arrivata alle 00,01. Temo che se l'avessi presentata alle 00,02 non ce l'avrei fatta. Si può discutere della validità o meno della selezione. Ma nel momento in cui si vuole entrare in contatto con la Meucci - perché la si reputa un'ottima agente - bisogna adeguarsi. Personalmente mi sono letto tutti i messaggi del sito, e ne ho letti diversi - ne cito uno sopra tutti: Tagliacarte - che mi hanno molto aiutato. Non nego di essermi esercitato a lungo, cronometro alla mano. Può apparire assurdo, inconcepibile, ma è così, almeno per me. Adesso subentra la seconda fase, ed è tutt'altro discorso.

A me pare assurdo e non mi piace. Credo che la Meucci non leggerà mai nulla di mio, ammesso che gliene freghi qualcosa ( a me no!) :-D

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      Scusami, Isadora, rispetto la tua posizione ma non la condivido affatto. Cos’è che ti dà fastidio? Il fatto di dover gareggiare? Mi rendo conto che, per alcuni, magari non veloci, o che si fanno fregare dall’emozione, possa essere difficile spuntarla, entrare nei primi dieci o quindici, che a mezzanotte, sprintano con altri invisibili concorrenti, dietro al loro PC. Forse, se anch’io fossi lento e  impacciato,  la penserei come te. Se invece è una questione di principio, e la lentezza o altro non c’entra per nulla, allora condivido molto meno. La Meucci ci offre un’opportunità, e la offre a tutti in egual misura. E i primi dieci o quindici hanno la garanzia di una sua lettura dei nostri lavori. Ti pare poco? Guarda, come ho detto in un mio precedente messaggio, conosco piuttosto bene la situazione agenzie letterarie in Italia. E lasciamo stare quelle che ti spalancano le porte e ti chiedono subito 500 o 1000 euro per una lettura, proponendoti un improbabile editing: parliamo solo delle agenzie serie. La maggior parte di esse sono a pagamento. Vi sono delle agenzie, come Roberto Santachiara o Agnese Incisa o Rosaria Carpinelli, che a un esordiente non dedicano neppure uno sguardo. E non perché sono stronzi, ma perché, semplicemente, sono grandi agenti, con un portfolio di clienti ragguardevole: parliamo di scrittori affermati come De Cataldo, Erri de Luca, Mauro Corona. Poi, nel panorama italiano delle agenzie, vi sono altri grandi agenti che invece fanno sì che tu venga letto, ma loro ti leggono solo in ultima istanza, a patto che i loro collaboratori rilascino una scheda di lettura molto positiva. Se uno sa di aver scritto un lavoro valido, originale, uno scritto insomma che spacca, gli consiglierei di rivolgersi subito a un agente come questi a cui ho accennato. Ma se non hai i soldi? Se hai qualche dubbio che ti rode? Personalmente, credo che un agente si dovrebbe comportare come si comportano gli agenti anglosassoni, i quali si fanno mandare due o tre capitoli del tuo lavoro e,  se interessati, ti chiedono il resto, ma gratuitamente. Qui,  in Italia, invece s’è visto l’affare, s’è vista la massa di illusi, che è disposta a sborsare quattrini pur di alimentare le proprie speranze. E si è deciso di chiedere soldi. Per carità, non si ruba niente,  c’è un lavoro dietro, ci sono dei collaboratori da pagare, tieni poi conto che in Italia si legge poco e, di conseguenza, si guadagna anche poco, cosa vuoi che renda all’agente un autore che vende 2 o 3 mila copie ? 500 o 1000 euro, non di più. Mica sono tutti Baricco, Tabucchi, Busi! Quindi è naturale che un agente debba pensare di guadagnare in altro modo. Ragion per cui la schiera di agenti, validi, che legge gratuitamente, si riduce all’osso. Te li posso nominare uno per uno: VicKi Satlow, Kylee Doust, la Meucci, Rita Vivian, la Ceccacci, forse Thesis −  se esiste ancora. Dopodiché sono in difficoltà a trovarne altri, che magari esistono. Ma, credimi, è un numero davvero ristretto. Tu credi che la Satlow o Kylee Doust ti leggano in prima persona? Se non sei presentato da qualcuno, è un no sicuro: ti leggono, gratuitamente, se un loro collaboratore salta sulla sedia, estasiato dal tuo lavoro. Credo che la Meucci sia l’unica agente che legge personalmente, il che, a mio avviso, è una grande fortuna. Poi magari ti/mi arriva il no anche da lei, e ci si rimane male. Ma almeno il no arriva da una professionista coi fiocchi. Sai cosa vuol dire avere lavorato in Feltrinelli, o presso la casa editrice Siruela, che ha un catalogo di autori invidiabile, di prim’ordine? Potrei parlarti di altri agenti a cui mi sono rivolto, sborsando dei soldi, vedendomi rifilare un bel no, che non veniva dagli agenti in persona, ma da loro collaboratori, spesso studenti universitari con scarsa esperienza e nasino all’insù. Quindi, se mi devo beccare un no, preferisco che mi arrivi da un agente, che si è preso la briga di leggermi in prima persona. Anche a me, quando ho visto il sito della Meucci, e ho letto del suo metodo di selezione, è presa l’ansia. Ce la farò, mi sono chiesto. Ho cominciato a allenarmi, cronometro alla mano. Avrò fatto cento, duecento prove. Diversi post di ospiti del sito mi hanno aiutato a non sbagliare. Alla fine conoscevo il form a memoria. Quando poi è venuta la mezzanotte, l’ansia mi è di nuovo saltata addosso, ho rischiato di incartarmi, ma alla fine il lavoro fatto nei giorni precedenti mi ha consentito di chiudere entro le 00,01. Però, vedi, io ci tenevo a farmi leggere dalla Meucci. Forse sbaglio, Isadora, forse la verità è un’altra, io non ti conosco, ma mi viene da pensare che tu non ci tenga abbastanza a essere letta. Un saluto.

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@Boyle22 Thesis esiste ancora. Non hanno il sito ma ti assicuro che leggono, gratis e anche in fretta. Sono gli unici che mi hanno dato un feedback insieme alla Meucci e alla Ceccacci. In caso positivo (ma non entusiasmante) propongono la pubblicazione con goWare. Per gli altri, cioè Sosia&Pistoia, Vivian e Satlow, c'è stato soltanto un silenzio di tomba.

Purtroppo con le letture gratuite siamo proprio all'osso (Ne resterà solo uno? cit.) e visti i tempi biblici di alcuni, anche io ultimamente tendo alla teoria di @Nemorino e @Beppecoraggio

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Sì, Draka, la teoria di Nemorino è più che condivisibile: lasciar perdere le agenzie e cercarsi piccoli editori, ovviamente non a pagamento. Bisogna pensare che le agenzie lavorano quasi esclusivamente con grandi e medi editori, per cui lì il discorso si fa difficile. Il piccolo editore - Miraggi, Casasirio, Tunuè, Effequ, Mobidick, ma ce ne sono tanti altri - possono essere più aperti verso gli esordienti, il cui lavoro è magari interessante ma non adatto ancora a un grande pubblico. I tempi di attesa sono però biblici. Il bello dell'agente è che, oltre a confrontarti con un professionista, hai tempi di attesa abbastanza rapidi. A volte, entro un mese o anche meno, hai la risposta. Tu però non sei messo male, direi. Thesis e Ceccacci sono  buone agenzie. Lo strano del silenzio di tomba è la Vivian, che mi pare più abbordabile di Sosia&Pistoia e della Satlow.

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@Edelweiss Vivissimi complimenti a te e al tuo lavoro! Sono felice di parlare, finalmente, con qualcuno rappresentato da un'agenzia importante come questa. Una curiosità, se posso: quanti anni hai e qual'è il genere del libro che ti stanno rappresentando?

 

Ancora complimenti per tutto il resto (y)

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12 ore fa, Beppecoraggio dice:

@Edelweiss Vivissimi complimenti a te e al tuo lavoro! Sono felice di parlare, finalmente, con qualcuno rappresentato da un'agenzia importante come questa. Una curiosità, se posso: quanti anni hai e qual'è il genere del libro che ti stanno rappresentando?

 

Ancora complimenti per tutto il resto (y)

Grazie, Beppecoraggio! Ho 47 anni, e il genere del romanzo e storico classico (attenzione, però, il genero storico non è affatto questo che preferisce la sig.ra Meucci, si prega di tenere questo "caveat" a mente).

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@Edelweiss infatti io sono stato contattato dopo la lettura integrale del mio romanzo storico. Mi ha detto che scrivo benissimo e di andare avanti, ma che non era questa la storia giusta per esordire. Vuole cose contemporanee.

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@Draka, direi che il mio romanzo è 70% avventura classica e 30% romanzo storico (però 100% ricercato) e il eroe/l'eroina sono universalmente conosciuti e amati da tutti lettori potenziali ;) . Comunque, è scritto in spagnolo, e il primo "lettore-filtro" è stato il sig. Suarez; è solo dopo che era stato acettato ufficialmente dalla CE spagnola che la sig.ra Meucci lo ha letto (forse questo era decisivo nella sua scelta? SM dixit: "È un romanzo storico per le persone che non amano i romanzi storici") e lo ha proposto immediatamente a CE italiane.

 

Si SM ti ha detto che li piace come scrive, grandi complimenti! Questo è il criterio più importante, ti direi di provare ancora e ancora (forse il mio romanzo romperà la "maledizione" teorica contre le mattoni storici...? Quella gioia si sarebbe possibile!)

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@Edelweiss

complimenti, ce l'hai fatta! Però, volendo ricavare una morale da tutto ciò, il tuo romanzo non è arrivato nella casella di posta elettronica della Meucci, ma

7 minuti fa, Edelweiss dice:

è solo dopo che era stato acettato ufficialmente dalla CE spagnola che la sig.ra Meucci lo ha letto

Quindi, gli esordienti che inviano per email stanno ancora al palo.

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