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Nom De Plume

Nothomb, Amélie

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Apro questo post su un'altra delle mie scrittrici preferite, è un personaggio eccentrico, molto prolifica, i libri in cui racconta le sue esperienze in Giappone sono fantastici, da non perdere se si è appassionati del Giappone. Ho adorato "Biografia della fame" e "Mercurio".
Questa è la sua biografia tratta da Wikipedia

«Quitter le Japon fut pour moi un arrachement…», «lasciare il Giappone fu per me uno sradicamento», scrive nel libro autobiografico Stupore e tremori. In Giappone, mentre i suoi fratelli frequentavano la scuola americana, lei frequentò la scuola nipponica locale in quanto perfettamente bilinguefranco-giapponese:
«Moi je parle le franponais» (Biografia della fame) - «io parlo il franponese», scrive nella prima parte della sua biografia, volendo sottolineare quanto le fossero indistintamente proprie le due lingue.
In Cina frequentò la piccola scuola francese locale. Furono anni felici ma comunque difficili, di riflesso alla complicata situazione politica data dal regime comunista. Così Pechino venne vissuta solo nelghetto degli stranieri di San Li Tun. La tappa successiva furono gli Stati Uniti, più precisamente New York, dove Amélie frequentò il liceo francese e si appassionò alla danza classica che praticò per breve tempo. L'abbandono di New York coincise con la fine della sua infanzia e l'inizio del duro periodo adolescenziale.
Si trasferisce infatti in Bangladesh: «J'ai vécu dans le pays le plus pauvre au monde» («ho vissuto nel paese più povero del mondo»), dirà in un'intervista alla radio francese; qui conobbe l'anoressia(«tra i 15 ed i 17 anni smisi di mangiare, il corpo sparisce poco a poco, assieme all'anima») che la marcò profondamente influenzando la sua produzione letteraria. (Biografia della fame).
Il Bangladesh la costrinse a smettere la scuola che frequentò per corrispondenza e iniziò a cibarsi esclusivamente di libri. Qui si palesò il forte attaccamento per la sorella maggiore Juliette, «unica compagna della mia adolescenza» ("vivevamo in simbiosi...").
Giunse per la prima volta in Europa a 17 anni e si stabilì a Bruxelles con la famiglia. Nella capitale belga diceva di sentirsi «aussi étrange qu'étrangère» («tanto straniata quanto straniera»); ivi si laureò in filologia classica alla Libera Università di Bruxelles, dove però non riuscì ad integrarsi a causa di un cognome denotante origini di estrema destra che comparteciparono al suo isolamento.
Laureatasi, decise di ritornare a Tokyo per approfondire la conoscenza della lingua giapponese studiando la «langue tokyoïte des affaires»: assunta come traduttrice in una enorme azienda giapponese, visse un'esperienza durissima che raccontò in seguito nel libro Stupore e tremori, che riceverà il Grand Prix du Roman dell'Académie française.
Nel 1991 tornò in Belgio e pubblicò Hygiène de l'assassin (Igiene dell'assassino), origine del suo enorme successo letterario.
Stabilitasi tra Parigi e Bruxelles, dedica 4 ore al giorno alla scrittura e pubblica, per scelta personale, un libro all'anno.

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Ospite Njagan

Anche a me piace molto la Nothombe. "Le parole sono le migliori armi del delitto: discrete e efficaci. Un giorno, tra non molto tempo qualcuno potrà dire che tutti i miei libri pubblicati formano un rebus la cui soluzione e' la rivelazione di un crimine".

E' folle, dissacrante e ha uno stile secco che riesce a essere esplosivo.

Hai letto "Il viaggio d'inverno" e "Ne' di Eva ne' di Adamo"?

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Li ho letti entrambi "Né di Eva né di Adamo" mi è piaciuto moltissimo, "Il viaggio d'inverno" un po' meno, comunque carino.

Non mi ha convinto molto "Igiene dell'assassino", tu lo hai letto? Cosa ne pensi?

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Io ho letto La metafisica dei tubi e Sabotaggio d'amore. Ho trovato la sua prosa geniale, tanto che ho divorato i libri tutti d'un fiato. In certi punti della storia mi sono sbellicata dalle risate, in altri sono rimasta agghiacciata. Ne voglio sicuramente leggere altri.

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Ospite Ice*

Io ho letto Acido Solforico, crudo ma in un certo senso "elegante", anche se mi aspettavo di più dal finale. Mi attirano i suoi libri sul Giappone, vedrò di procurarmeli *w*

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Ho letto quasi tutti i suoi libri pubblicati in Italia e la adoro. La preferisco nei romanzi autobiografici, quelli sul Giappone, ma soprattutto Sabotaggio d'amore che è un libro geniale e perfetto. Nella sua produzione ci sono anche libri così così, ma si leggono comunque con piacere perché qualche frase folgorante e ironica o qualche metafora divertente e illuminante c'è sempre. Mi piace il suo stile, può imbastire la trama più assurda che vuole, io la leggerei anche solo per i nomi dei suoi personaggi :asd:

I miei preferiti sono Sabotaggio d'amore e Stupore e tremori :li:

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Ospite Njagan

@Nom: ho letto tutti i libri della Nothombe. Quello che mi e' piaciuto di più e' stato "Né di Eva né di Adamo". Pero' con questa scrittrice trovo difficile fare una lista dei miei "preferiti": in un modo o nell'altro c'è sempre qualcosa che mi diverte o mi fa riflettere...

"Igiene dell'assassino" e' stato il primo libro della Nothomb che ho letto appena e' uscita la traduzione italiana (era anche il primo scritto da lei). Da quel momento sono rimasta folgorata e non vedevo l'ora che uscisse il suo "ultimo" (compro gli ebook in lingua, aspettando che arrivi la traduzione in cartaceo :facepalm: )

Quando ho letto della sindrome di "Elzenveiverplatz" di Tach, non ho avuto dubbi: della Nothomb non avrei perso un solo libro! :love:

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Io ho letto "Viaggio d'inverno" ed è lì che ho deciso di iniziare a scrivere. Perché se una persona può scrivee un libro tanto banale ed essere famosa allora possiamo scrivere tutti!

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Ospite Njagan

In effetti, possiamo scrivere tutti: si va a scuola proprio per impare a scrivere e anche a leggere. Poi, per pubblicare entrano in gioco mille altri fattori, tra cui quel "qualcosa da comunicare" e saperlo fare, naturalmente.

Se credi, Black, di essere meglio della Nothomb da parte mia posso augurarmi che tu sia in grado di fare, soprattutto, una buona autocritica e... che tu abbia ragione: almeno così evito di comprare libri in lingua originale per leggere dei buoni libri.

Scusate l'OT.

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Black Mamba, ma come? Io li capisco i gusti, va bene, però, insomma, considerare quel libro - proprio quello - della Nothomb "banale", beh, abbi pazienza, devi appartenere a una cerchia di lettori di libri così originali che noialtri non possiamo leggere.

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Ospite Njagan

Si, Black l'ho letto (vedi post precedenti).

La mia domanda, invece, e' un'altra: questo e' l'unico libro che hai letto della Nothomb? Perché se ne hai letti altri e la tua affermazione deriva da una critica rispetto agli altri libri della scrittrice...beh possiamo anche confrontare le opinioni.

Se e' l'unico libro che hai letto, ti faccio un'altra domanda: non ti piacerà magari per la punteggiatura inesistente, la focalizzazione dei personaggi che sfuma e il discorso diretto si confonde con quello indiretto? Perche' la Nothomb offre uno stile nuovo che non ha niente a che vedere con quello che si e' abituati a leggere. Conosce bene le regole del mondo della scrittura ma le piega plasmandole a suo piacere. I suoi grovigli sintattico-grammaticali sono definiti, da molti, come ragnatele fitte: il lettore non può fare a meno che rimanere invischiato in questo groviglio. Non si puo' inquadrare in alcun genere, e sottogenere, della letteratura ed e' definita "un'anarchica letteraria", una ribelle...

Poi, non so. Forse ho capito male io...il tuo saper "fare meglio" era inteso come: "riesco a sperimentare con la lingua italiana meglio di come fa la Nothomb con la sua"? Magari hai ragione. Sono curiosa di leggere quello che scrivi allora!

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Per me la Nothomb è geniale. Una di quelle donne rare (Edith Piaf nella musica. Eleonora Duse nel teatro. Lei assomiglia a entrambe) che non si preoccupano di mostrare la loro "cattiveria". Di andare fino in fondo senza temere nulla.

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Io parlo di trama e di stile narrativo.

La trama di "viaggio d'inverno" l'ho trovata davvero banale. Lo stile è semplice e scorrevole, ma non l'ho trovato affatto geniale. Ho letto anche "igiene dell'assassino", ne parlavano tutti strabene, e comunque ero incuriosita dalla scrittrice. L'avevo sentita in un intervista e davvero mi era sembrata abbastanza folle da essere un mezzo genio. Diceva che il suo libro preferito era la Bibbia, che scriveva per potersi comprare una piscina e riempirla di champagne, insomma tutte cose che deponevano a suo favore...ma vi giuro, e non sto scherzando, che "igiene dell'assassino" l'ho lasciato a metà.

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Ospite *Lili*

Io non la conosco *venne linciata* però mi avete messo curiosità: mi suggerite qualche titolo?

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Viaggio d'inverno può essere un inizio, Lili. E poi i due autobiografici. Né di Eva né di Adamo ha dei momenti notevoli, come quando

scala il monte Fuji e si perde.

Io ho iniziato a leggerla con una piece teatrale, però: Libri da ardere. E poi non mi sono più fermata.

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Ospite *Lili*

*prende appunti* Oddio Syg già dal titolo mi incuriosisce °-°

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Ospite Ice*

Io ho letto "Viaggio d'inverno" ed è lì che ho deciso di iniziare a scrivere. Perché se una persona può scrivee un libro tanto banale ed essere famosa allora possiamo scrivere tutti!

Ci sono tanti motivi per cui uno può iniziare a scrivere, ma - secondo il mio modesto parere - questo è uno dei più sbagliati. E' così che nascono tutte le brutte copie di twilight D:

  • Mi piace 1

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Ospite *Lili*

Sono d'accordo con Ice, parola per parola.

Bisogna iniziare a scrivere perché è una cosa che piace, non perché "se lui lo può fare e ha pubblicato, lui che scrive schifezze, allora lo posso fare anche io e diventare famosa!" :-_-:

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Intanto io scrivo dal 1989, e non ho certo iniziato a scrivere oggi. Lo "scrivere" di cui parlavo era riferito alla dimensione del romanzo da pubblicare. Non avevo mai pensato di pubblicare nulla prima. Mi sembrava sconatata come cosa.

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Ospite Lem Mac Lem

Non conoscevo quest'autrice. Mi consigliate un'opera per iniziare e vedere se è nelle mie corde? Adoro le storie ambientate in Giappone :ohh:

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Ospite *Lili*

Lem, a me hanno consigliato: Viaggio d'inverno, Né di Eva né di Adamo e Metafisica dei tubi :sss:

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"Metafisica dei tubi" è il suo classico, ma io consiglio anche "Cosmetica del nemico": veramente una roba pazzesca.

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Ambientato in Giappone è spettacolare Stupore e tremori (Amelie adulta), poi appunto Metafisica dei tubi (Amelie primi anni di vita), Né di Eva, né di Adamo (Stesso periodo di stupore e tremori, ma qua è una storia d'amore). Poi non Giappone ma Cina ed è uno dei suoi libri più belli ambientato fra i bambini figli degli ambasciatori Sabotaggio d'amore. Molto carino anche l'ultimo (credo) Una forma di vita, Biografia della fame, Antichrista, Dizionario dei nomi propri.

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