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apuo

E quando la realtà supera la fantasia?

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Ecco il mio primo post dopo la presentazione.

E il mio dilemma.

Avendo a disposizione documenti certi, ma lassi temporali sconosciuti...

Ad esempio: la nascita certa di uno stabilimento tipografico e le prime opere dopo cinque anni, voi che fareste?

Si inventa qualcosa sino al primo periodo certo?

La mia intenzione sarebbe farne un romanzo, ovviamente.

Grazie

apuo

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Sicuro, inventerei.

Dopo essermi documantata il più possibile sulle modalità di gestione di uno stabilimento (e di una tipografia, in particolare, se possibile) nel periodo a cui risalgono i tuoi documenti. Naturalmente dovrei avere una mezza idea su dove voglio andare a parare anche se poi, cammin facendo, la trama può cambiare anche radicalmente, secondo me.

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Grazie, Cristina, per la risposta.

Praticamente è la storia della tipografia del bisnonno, passata attraverso due grandi guerre e le leggi razziali del 39.

Ho già scritto una quindicina di cartelle, infoltendo narrazione a documenti certi e testimonianze oculari, per quanto riguarda l' ultima guerra.

Sono riuscito, a parer mio, in una trentina di righe (forse quaranta, dai) a fare un Bignami della tipografia, mettendo le parole in bocca al vecchio tipografo che fa imparare il mestiere al bisnonno apprendista.

Sono tipografo anche io...

Grazie mille ancora.

apuo

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Ospite Njagan

Se lo stabilimento tipografico nasce nel periodo della prima guerra mondiale, beh... hai un buon motivo per spiegare la nascita dei primi volumi dopo cinque anni. Poi, secondo me, anche se vuoi mantenerti il piu' vicino alla realtà non ci vedo nulla di male nell'inventare qualcosa per quel lasso di tempo in cui non sei certo di ciò che accadde. Puoi partire anche dalla pubblicazione del primo volume e, tramite dei flashback, accennare anche alla nascita della tipografia.

Mi viene in mente Ken Follett e I pilastri della terra, come esempio: sullo sfondo di avvenimenti storici si snodano le vite dei suoi personaggi verosimili. Qui i veri protagonisti sono lo scontro tra la nobiltà e la nascente borghesia mercantile durante il medioevo, nonché la nascita di una cattedrale che segna proprio la vita dei personaggi che ruotano attorno a essa. Che esista o meno la cattedrale di Kingsbridge non ha importanza. La descrizione nel romanzo delle tecniche di costruzione è accurata ed e' quella che rende il libro magnifico. La prima basilica a essere costruita secondo lo stile gotico, con archi a sesto acuto, fu St. Denis a Parigi. E' a St Denis che il personaggio del costruttore, Jack, prende spunto per realizzare la cattedrale di Kingsbridge, secondo il nuovo stile gotico. In realtà la prima realizzazione secondo lo stile gotico in Inghilterra fu il coro della Cattedrale di Canterbury, nel 1175, realizzato da un architetto francese. E' vero, però, che alcune novità stilistiche architettoniche furono sperimentate già nel 1113 a Durham, in Inghilterra dalle parti di Newcastle.

Quindi, come vedi, puoi scegliere di descrivere la tua tipografia operando delle scelte storiche che permettano di accostarti il piu' possibile alla realtà nulla togliendo all'artificio tipico del romanzo.

Spero di esserti stata utile ;)

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La mia cattedrale sarà la sede della tipografia, infatti. Ahimè, nata nel 1875.

Comunque ho un escamotage con l'inaugurazione del tratto ferroviario con Pontremoli e l' arrivo dei primi bancarellai con la gerla in terra emiliana. Da lì partirà l' impulso verso la terra toscana.

I vari personaggi, dal bisnonno sino a mio padre, in vari capitoli, intreccieranno la storia in ordine temporale.

Grazie per i consigli, Anja!

apuo

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Ospite Bradipi

Un romanzo non è un saggio storico e l’autore ha la libertà di inserire fatti verosimili per rendere più affascinate la lettura. Leggo che ai 50 anni, ti ricordi “Radici” la serie televisiva tratta dal romanzo di Alex Haley? Sebbene l’autore si sia documentato, ha inventato buona parte delle vicende del suo antenato Kunta Kinte (e in parte anche copiate da un altro autore).

Parli di leggi razziali del ’39, sei ebreo? Se sì potresti avere più argomenti di cui narrare: lo stabilimento tipografico stampava anche in ebraico? Hai notizia di qualche bella Haggadah stampata dalla tipografia?

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Ciao, Bradipi. La tipografia era di gentili. Il genero, abramino.

Quante volte il nonno mi parlava della fuga dall' Egitto!

Ma purtroppo, niente Haggadah.

Stamparono 220 passaporti falsi, però.

Puoi immaginare, anzi hai già immaginato bene!

Grazie per l' ulteriore conferma: ora sò come comportarmi!

apuo

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Ospite Bradipi

Il genero? Ma la trasmissione non è per via femminile? Ok, hai suscitato la mia curiosità, aspetto di leggerti.

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