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Writer's Dream Staff

Arduino Sacco

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Ospite

Interessante l'appendice del contratto che dice a chi è "sconsigliato" rivolgersi a loro, io la leggerei con molta attenzione :D

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Un po' strana sta cosa in effetti...

Strana? Direi geniale! Loro puntano sulla quantità e probabilmente useranno un POD per la stampa. Ora ogni autore che pubblica un libro, ne piazza almeno una ventina fra amici e parenti. I più "facoltosi" possono arrivare anche a qualche centinaio. E loro pubblicano tutti: facendo qualche conto, alla fine dell'anno si saranno pagati una villa a Formentera... icon_cheesygrin.gif

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Ospite

Mi sa che hanno trovato la strada giusta per fare concorrenza agli EAP, offrono lo stesso servizio ma senza chiedere un soldo. *stima per loro*

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Dico di nuovo la mia. In effetti è vero. fanno proprio così. ma è in assoluto la cosa più sbagliata che ci possa essere. In ogni caso non c'è distribuzione. Scordatevi di vedere il libro in libreria. Io ho publicato con loro, sono brqave persone, ma la pensiamo diversamente sul mondo dell'editoria. Non lavorerò più cpn loro perché, essendo io un distributore nazionale, oltre che autore, so che i libri si possono far arrivare in librria. Non in tutte certo. ma in parecchie sì.

Ognuno ha le sue idee e la sua politica o filosofia. Ci sono tanti bravi piccoli editori free che cmq hanno tutto l'interesse di far arrivare i libri nelle librerie, ma soprattutto di contenere i prezzi di copertina. Cosa non trascurabile per un autore sconosciuto.

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cioè basta spedir loro il tutto e ti pubblicano anche se è una ciofeca illeggibile? non capisco... o è solo una cosa tipo ebook o simili??

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Resto un po' basito da questa iniziativa! icon_eek.gif

Ma un editore non capisce che perde credito verso potenziali lettori in questo modo e, inoltre, a rimetterci (in tutti i sensi) saranno pure gli autori

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Senza dubbio va di lusso a chi, come me, non spera neppure che si possa pensare di venir pubblicati mai... insomma se io, che son la prima a non mirare a quello nè crederci, invio a loro, mi pubblicano senza problemi nè leggere? Sono un pò O_O così

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Senza dubbio va di lusso a chi, come me, non spera neppure che si possa pensare di venir pubblicati mai... insomma se io, che son la prima a non mirare a quello nè crederci, invio a loro, mi pubblicano senza problemi nè leggere? Sono un pò O_O così

Provaci almeno Kyra! Se non sei del tutto convinta del tuo lavoro, puoi sempre migliorarlo, farlo leggere a persone fidate!

Dai almeno una chance al tuo romanzo, anche perchè altrimenti per quale motivo dovresti per forza pubblicare, se è vero che non ci miri e non ci credi tu per prima?

Sarai mica vittima della Vanity Press? E' una domanda un po' provocatoria, lo ammetto icon_wink.gif

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No infatti non è mia ambizione pubblicare, però ripeto se un domani mi venisse questa vanity press questa come spiaggia (ultima magari) sarebbe ottima! Leggendo bene il contratto non sembra comunque male, certo manca di editing e promozione.. distribuzine non si capisce se c'è... anche se sono ignorante in questo campo perchè non mi ha mai interessato troppo, solo l'ho trovata una cosa strana!

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Arduino Sacco Editore ha uno stand al Mercatino Conca d'Oro qui a Roma, nell'ambito dell'Estate Romana. Ci sono gastronomia, comici dal vivo e gli autori a rotazione... per gli interessati, io ci sono giovedì 21 luglio ;)

E' un'occasione per vedere da vicino i libri (a livello di "oggetto" a mio avviso sono ben fatti) e parlare con quelli della CE per avere delucidazioni e risposte a dubbi... tutta la settimana dalle ore 18 alle 23 :)

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E' andata molto bene, 11 copie vendute :P

L'editore ha detto che nei prossimi mesi prenderà altri due stand e in uno faranno presentazioni di libri, filmati da mettere su Youtube e quant'altro... un ottimo modo per muovere copie nel "mondo reale" per i lettori che non acquistano via internet e per evitare di "combattere" con le librerie...

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Interessante l'appendice del contratto che dice a chi è "sconsigliato" rivolgersi a loro, io la leggerei con molta attenzione :)

Letta. Ne deduco due cose:

(a) la loro conoscenza della sintassi, della logica e di cosa sia un'esposizione coerente di pensiero tende allo zero da sotto;

(B) ritengono di essere dei benefattori se non proprio dell'umanità, almeno di quei miseri autori che si rivolgono a loro (i quali però se credono nella propria opera sono deficienti);

© loro ci mettono il timbro e la carta, ma che nessuno si sogni di vendere, a meno che non si sbatta e tanto e letteralmente regali copie alle librerie (quest'ultima operazione non la trovo così stupida, tra l'altro);

(d) non hanno la più pallida idea che esistano gli ebook.

Valutato che:

(a) con le persone arrabbiate a livello di perdere la sintassi non ho molta intenzione di collaborare;

(B) non ho bisogno della beneficienza di nessuno;

© non mi servono i timbri e potrei persino fare a meno della carta;

(d) per il tipo di target a cui miro l'ebook è fondamentale;

direi: «No, grazie».

Per ora è meglio un POD: almeno non mi rinfacciano ogni tre per due di farmi un favore e i diritti me li tengo io.

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essendo io un distributore nazionale, oltre che autore, so che i libri si possono far arrivare in librria. Non in tutte certo. ma in parecchie sì.

Fantastico! Ci spiegheresti come? Ho parlato con autori di tutte le regioni e di tutti gli editori e dicono tutti che non ci si riesce icon_sad.gif

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cioè basta spedir loro il tutto e ti pubblicano anche se è una ciofeca illeggibile? non capisco... o è solo una cosa tipo ebook o simili??

Ovviamente è tuo interesse spedire a loro, o a qualsiasi altro editore, il miglior manoscritto possibile. Magari facendolo leggere a 3-4 amici spietati... poi se ti piace pubblicare la ciofeca, c'è il tuo nome sopra... tra le migliaia di titoli di Mondadori di ciofeche ce ne saranno a mazzi, ma non si sa in giro, proprio perchè non le legge nessuno icon_cheesygrin.gif

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Dico di nuovo la mia. In effetti è vero. fanno proprio così. ma è in assoluto la cosa più sbagliata che ci possa essere. In ogni caso non c'è distribuzione. Scordatevi di vedere il libro in libreria. Io ho publicato con loro, sono brqave persone, ma la pensiamo diversamente sul mondo dell'editoria. Non lavorerò più cpn loro perché, essendo io un distributore nazionale, oltre che autore, so che i libri si possono far arrivare in librria. Non in tutte certo. ma in parecchie sì.

Ognuno ha le sue idee e la sua politica o filosofia. Ci sono tanti bravi piccoli editori free che cmq hanno tutto l'interesse di far arrivare i libri nelle librerie, ma soprattutto di contenere i prezzi di copertina. Cosa non trascurabile per un autore sconosciuto.

Caro Mauro Fantini

Sei stato ospitato da noi con tutto il garbo che un ospite merita a riguardo, ma credo proprio di aver fatto male perché sei una persona in mala fede, tu sai perfettamente che menti sapendo di mentire quando parli di distribuzione e la dimostrazione, sta nel fatto che non hai voluto distribuire per primo il tuo libro perché sapevi perfettamente di smentirti. Smettila di raccontare stronzate a questi poveri autori che ti credono un distributore, sei peggio di quelli che chiedono i soldi. Non andrai lontano proprio perché sei in malafede e le persone in malafede dovranno fare i conti con chi hanno ingannato, capita tutti è successo anche a Giuda, te lo ricordi che fine fece, anche se io lo assolvo perché in fondo è il personaggio più affascinate di tutta quella storia perché alla fine ha avuto il coraggio di impaccarsi. Ciao e buona fortuna .

aurora

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ti ricordo inoltre che i libri vengono mandate in libreria.... ti ricordo che il tuo libro abbiamo venduto tre copie e una sola libreria lo ha richiesto proponendomi uno sconto alto suggerito dall'autore.... ma dico io ora è l'autore che decide lo sconto? forse sbagli qualcosa tu mauro.....

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Francamente sono rimasta basita leggendo l'appendice del contratto di questo editore anzi della "opportunità per tutti di pubblicare con loro". A parte il fatto che gli editori esistono perché esistono gli autori e quindi libri da pubblicare e da vendere, in questo paragrafo si sostiene delle cose assurde che ho deciso di sottolineare:

Tutti gli autori che con estrema umiltà, grati a chi comprendendo le difficoltà di raggiungere la meta di vedere il proprio libro stampato, senza umiliarsi a pagare la pubblicazione o ad auto pubblicarsi presso un qualsiasi centro stampa, si fanno carico di editare l’opera investendo i propri soldi, più per passione e amore per i libri che per profitti economici, su uno sconosciuto autore del quale non sa nulla e che difficilmente venderà più di 50 o 60 copie, sperando che lui sia in grado di fare qualcosa per se e per l’editore, permettendogli di recuperare il denaro investito, in modo che anche ad altri autori come lui sia permesso pubblicare senza cadere nella trappola del contributo per l’acquisto di un certo numero di copie o altro.

Ora, io non conosco come funziona esattamente il mondo editoriale perché non ho ancora pubblicato (non con loro per carità) e non sono un addetto ai lavori però pubblicare non dovrebbe essere un atto di carità. Tralascio il "recuperare il denaro perduto investito"... :facepalm: Trappola del contributo per l'acquisto? Nell'articolo 7 del medesimo contratto si sostiene che:

Articolo 7

I rendiconti per i pagamenti dei diritti d’autore saranno dopo le 200 copie vendute a prezzo pieno. Non si fanno rendiconti al disotto delle 200 copie. I diritti d’autore verranno versati solo dalla 201nesima copia in poi in quanto le 200 copie rappresentano il recupero delle spese sostenute per la produzione dell’opera.

Quindi logica vuole che per le prime 200 copie l'autore stesso non ci guadagna nulla. Ma allora non è meglio comprarsele in contovendita con sconti maggiorati, come propongono alcune c.e. free, e rivendersele? L'autore ci guadegnerebbe qualcosa no?! In ogni caso sta trappola non la vedo dato che i contratti devono essere chiari fin da subito e se sei d'accordo firmi sennò no.

L'autore è considerato come un semplice cliente che utilizza i soldi dell'editore mentre al contrario: sono gli editori che dovrebbero ringraziare gli autori perché gli portano profitti e publicità. Questo editore sta rigirando le carte come gli pare sostenendo che chi scrive non è capace di farlo e solo grazie alla sua bontà può riuscire a sfondare (anzi no figurarsi, son tutti stupidi e ignoranti che non riuscirebbero a vendere se non 50 o 60 copie e solo agli amici e parenti eh! Parole sue).

La pubblicazione dovrebbe essere la realizzazione di un sogno per l'autore e un investimento soprattutto culturale oltre che puramente economico da parte dell'editore. Inoltre se l'autore sfonda l'editore ci guadagna in pubblicità (e in soldi) mentre se fa fiasco l'editore, che perde "l'investimento iniziale" (anzi no vedi articolo 7), avrà pur sempre altri autori con cui collaborare e quindi potrà rimanere a galla mentre l'autore vedrà sfumata la sua carriera prima ancora di iniziare.

Questo contratto in definitiva mi sembra una colossale presa in giro. Tanto vale autopubblicarsi almeno non si deve ringraziare nessuno se non se stessi! :x

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Commento Meryj...

Umiltà: ne serve tanta, nei confronti di chi bene o male investe sul tuo lavoro. O no? Devi essergli grato, dato che c'è la fila fuori dalla porta di gente che vuole pubblicare, e qualsiasi editore nel momento in cui firma un contratto con te è già andato sotto di decine o centinaia di euro...

Editing: è una cosa che deve interessare l'autore prima ancora dell'editore. A meno che non siate attori, veline o personaggi pubblici un romanzo già editato vince su un'ottima idea scritta male...

Carità: pubblicare un romanzo e promuoverlo bene (da 1 a 3 copie nelle 1.200 librerie in cui DEVI esserci) costa almeno 10-15.000 euro... pensi di valere tanto? Pensi che un emergente possa far tornare questi soldi nella cassa dell'editore? Secondo me l'80% minimo delle opere che esce è LONTANISSIMO dal raggiungere i 1.000 euro di guadagno per l'editore (che se è fortunato incassa il 40% del prezzo di copertina, da cui deve dedurre i diritti e le spese), quindi direi che anche su questo punto Realtà batte Sogni 4-0...

Diritti: quindi è meglio dirti che te le vendo con lo sconto piuttosto che la verità, ovvero che tanto sulle prime copie non ti pago e quindi guadagnerai solo se te le vendo con lo sconto? Ti piacciono le pietose bugie? 200 copie a forse 4 euro (10 - distributore e libraio) sono 800 euro, che l'editore ha comunque speso solo per aver mandato il tuo libro in 4 librerie...

Ringraziare: l'editore deve ringraziare te perchè gli fai spendere 15.000 euro senza garanzie? Sicura? Non pensare a Faletti, pensa all'emergente sfigato che se vende 500 copie si DEVE sentire il re del mondo perchè ha battuto il 95% degli emergenti... Quando riuscirai a vendere le tue prime 100 copie andrai a stringere la mano a qualsiasi editore sincero che ti faccia questo discorso, e non te lo faranno. Sacco te lo scrive pure, quindi complimenti per la sincerità a prescindere.

Cultura: ahahahah... scusa se rido. Non ci investe lo Stato, nella cultura, su gente che fa Arte con la a maiuscola... la realizzazione dei sogni COSTA SOLDI, se vuoi la macchina la paghi... Sacco non ti chiede nulla, ma non sei contenta??? Per un autore che sfonda ci sono il 60% che non ripagano neanche la fatica di produrre la prima copia... poi guadagnare: solo se vanno esaurite le copie in libreria, altrimenti i soldi li vedrà un anno dopo se è fortunato...

Autopubblicarsi: ah, quindi le copie a IBS le mandi tu da casa? Ma per favore... Senza offesa, prima di esprimere pareri su un contratto dovreste sapere come funziona l'editoria italiana... ovvero pubblicare il primo romanzo. Io l'ho fatto 5 anni fa e infatti non sogno più.

Ciao

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Commento Meryj...

Umiltà: ne serve tanta, nei confronti di chi bene o male investe sul tuo lavoro. O no? Devi essergli grato, dato che c'è la fila fuori dalla porta di gente che vuole pubblicare, e qualsiasi editore nel momento in cui firma un contratto con te è già andato sotto di decine o centinaia di euro...

Editing: è una cosa che deve interessare l'autore prima ancora dell'editore. A meno che non siate attori, veline o personaggi pubblici un romanzo già editato vince su un'ottima idea scritta male...

Carità: pubblicare un romanzo e promuoverlo bene (da 1 a 3 copie nelle 1.200 librerie in cui DEVI esserci) costa almeno 10-15.000 euro... pensi di valere tanto? Pensi che un emergente possa far tornare questi soldi nella cassa dell'editore? Secondo me l'80% minimo delle opere che esce è LONTANISSIMO dal raggiungere i 1.000 euro di guadagno per l'editore (che se è fortunato incassa il 40% del prezzo di copertina, da cui deve dedurre i diritti e le spese), quindi direi che anche su questo punto Realtà batte Sogni 4-0...

Diritti: quindi è meglio dirti che te le vendo con lo sconto piuttosto che la verità, ovvero che tanto sulle prime copie non ti pago e quindi guadagnerai solo se te le vendo con lo sconto? Ti piacciono le pietose bugie? 200 copie a forse 4 euro (10 - distributore e libraio) sono 800 euro, che l'editore ha comunque speso solo per aver mandato il tuo libro in 4 librerie...

Ringraziare: l'editore deve ringraziare te perchè gli fai spendere 15.000 euro senza garanzie? Sicura? Non pensare a Faletti, pensa all'emergente sfigato che se vende 500 copie si DEVE sentire il re del mondo perchè ha battuto il 95% degli emergenti... Quando riuscirai a vendere le tue prime 100 copie andrai a stringere la mano a qualsiasi editore sincero che ti faccia questo discorso, e non te lo faranno. Sacco te lo scrive pure, quindi complimenti per la sincerità a prescindere.

Cultura: ahahahah... scusa se rido. Non ci investe lo Stato, nella cultura, su gente che fa Arte con la a maiuscola... la realizzazione dei sogni COSTA SOLDI, se vuoi la macchina la paghi... Sacco non ti chiede nulla, ma non sei contenta??? Per un autore che sfonda ci sono il 60% che non ripagano neanche la fatica di produrre la prima copia... poi guadagnare: solo se vanno esaurite le copie in libreria, altrimenti i soldi li vedrà un anno dopo se è fortunato...

Autopubblicarsi: ah, quindi le copie a IBS le mandi tu da casa? Ma per favore... Senza offesa, prima di esprimere pareri su un contratto dovreste sapere come funziona l'editoria italiana... ovvero pubblicare il primo romanzo. Io l'ho fatto 5 anni fa e infatti non sogno più.

Ciao

Ho l'impressione che spesso si prenda la propria, unica esperienza personale (che comunque va tenuta in rispettoso conto, per carità) e la si trasforma in un vademecum su come va il mondo. L'umiltà è anche capire questo. Personalmente, ho vissuto tante di quelle situazioni diverse e avuto tante testimonianze di ogni tipo, che non me la sentirei mai di sparare sentenze così rigide e assolutiste sul pianeta editoria con tanta sicumera. Il mondo è bello perché è vario, ricordiamocelo sempre.

Un editore può fare una scelta perché la ritiene la strada migliore per risolvere i suoi problemi e le sue difficoltà; e gli autori possono accettarla o meno. Però ci sono altre realtà e altri editori che ne seguono altre diverse, e magari "per loro" sono le migliori.

Fermiamoci ogni tanto a riflettere. A pensare che se a noi è andata in um modo, ciò non vuol dire che il "mondo" vada così per tutti... icon_wink.gif

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Io di esperienze finora ne ho fatte due con i romanzi e una con i racconti, oltre ad aver parlato dal vivo con agenti ed editori di una certa grandezza, anche internazionale. Tu con chi hai parlato?

Non ho sparato sentenze, ho solo chiarito qualche punto alla persona alla quale ho risposto. Se hai esperienze dirette, sono curiosissimo di saperne di più, sono sicuro di non sapere un mare di cose :-)

Ah, ho pure letto il bellissimo libro sull'editoria scritto da un addetto ai lavori (non ho sottomano il nome, ma sicuramente hai capito di cosa parlo).

Ovvio che ogni editore faccia le sue scelte, ma penso che il piccolo-medio editore faccia ragionamenti abbastanza simili a quelli che ho descritto... felicissimo di sbagliarmi, nel caso.

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APPENDICE AL CONTRATTO si prega di leggere attentamente questa parte del contratto SI SCONSIGLIA DÌ FIRMARE IL PRESENTE CONTRATTO EDITORIALE A TUTTI QUEGLI AUTORI CHE:

01. Pensano di aver scritto un’opera immortale. 02. Pensano che la loro opera cambierà il mondo. 03. Pensano di avere successo. 04. Pensano di vendere migliaia e migliaia e migliaia di copie. 05. Pensano che i giornalisti scrivano di loro (non immaginando minimamente che dietro ogni critico si nasconde più delle volte uno scrittore frustrato).06. Pensano che l’editore lo distribuisca in tutte le librerie italiane o che la distribuzione libraria possa essere realizzata solo a spese dell’editore, non conoscendo la realtà distributiva e di quanto costi una distribuzione nelle migliaia di librerie esistenti su tutto il territorio nazionale isole comprese. E quanto sia difficile farsi rendicontare e poi pagare sia dalle librerie, sia dai grossisti.(scrive l'editore senza uno straccio di distribuzione...) 07. Pensano che solo gli altri debbano leggere il loro libro mentre loro ne siano esonerati. 08. Pensano che la nostra casa editrice sia meglio delle altre e non sia invece che una piccolissima editrice che sul piano editoriale non abbia nessuna ragione di esistere come il 98% di tutte le altre case editrici italiane.(oh! ecco la verità! Ma allora questo contratto cos'è?! Una farsa?) 09. Pensano che l’editore investa sul lancio della loro opera, o sperano, in altre forme di collaborazione qualsiasi essa sia, (e allora l'editore che fa?) e che l’autore non debba essere il primo ad impegnarsi in tal senso. 10. Pensano che il successo non sia qualcosa che si compra a suon di migliaia e migliaia di euro di promozione da parte del soggetto medesimo (ah già il talento non vale nulla ma ora ricordo chi sta scrivendo: un semplice affarista) o, chi per lui, e dopo, anche dell’editore e che non sia anche frutto di anni e anni di sacrifici e dedizione. 11. Pensano che il sicuro insuccesso dell’opera sia colpa dell’editore e non dell’opera che non interessi a nessuno. (giusto! diamo la colpa all'autore incapace sempre e comunque. L'editore incapace non esiste) 12. E’ sconsigliabile firmare il presente contratto a tutti quelli che vedono troppa televisione e sognano ad occhi aperti. Sognare si deve, ma poi si deve accettare di confrontarsi con la realtà che sarà ben diversa. 13. A tutti coloro che non credono che: “gli altri sono quelli che noi siamo” (ma che vuol dire e soprattutto cosa c'entra?). 14. A tutti quegli autori che chiedono all’editore se il libro gli è piaciuto convinti che questi possa leggere le centinaia e centinaia di proposte editoriali che gli vengono inviate, probabilmente più delle volte da cestinare, o, non credano che il metodo di scelta editoriale derivante da una generica scheda di lettura il cui valore è strettamente personale ed aziendale e che invece, non derivi da una serie di considerazioni e valutazioni interne della casa editrice: titolo dell’opera, necessità di fare catalogo per il genere e, soprattutto, il rapporto che va a crearsi tra l’editore e l’autore. (sì con queste premesse gran bel rapporto che si instaura) (Questa consideratela parte determinante), e dal responso finale dei probabili acquirenti; forse gli unici e veri giudici in grado di decretare il valore di un’opera. 15. A tutti quelli che non capiscono che l’editoria in generale, dalla piccola alla grande, è fatta di probabilità(probabilità?! Ah e poi sono gli autori che sognano) basate sulla quantità di pubblicazioni e che solo sul gran numero di uscite si ottiene un fatturato. E un inaspettato best seller. Ecco perché nel mondo si pubblicano milioni di libri inutili e l’editoria non è altro che un’industria come quella degli elettrodomestici. 16. A tutti quegli autori che non siano consapevoli che gli unici certi che acquisteranno il loro libro saranno gli amici, parenti e raramente qualche sventurato acquirente.(povero acquirente che sfida la sorte) 17. A tutti coloro che credono che i libri possano essere dati in qualsiasi libreria in conto vendite, inconsapevoli che più delle volte è una richiesta che fa incazzare i librai, perché gli occupano spazio e gli crea problemi con le grandi distribuzioni e, che invece, non sia la cosa migliore omaggiarli di una o più copie per la vetrina, perché lui li possa vendere a qualcuno, trattenendo l’intero ricavato e, che a quel qualcuno piaccia e ne faccia buona propaganda creando un effetto passa parola stimolando altri lettori all’acquisto. Allora sì che ci sarà da ben sperare per l’autore e l’editore a un probabile inizio di successo. Se altri vi raccontano cose diverse andate pure da questi perché senz’altro sono più bravi di noi, l’importante è non farsi spillare soldi per la pubblicazione. (sì vado da altri, grazie per il suggerimento) E se oggi, alcuni editori costretti dalla nostra politica editoriale a cambiare rotta, imitandoci,(spero di no) più delle volte finiscono per creare danni offrendo cose impossibili come distribuzione nazionale o altro, pur di rimediare delle pubblicazioni da realizzare sperando in chi sa che cosa… danneggiando se stessi e l’autore e il nostro progetto nel quale abbiamo investito anni di lavoro e denaro: (Facciamo un esempio per farvi ragionare: un’opera che si possa intendere minimamente distribuita deve almeno raggiungere 500 librerie, se a queste inviamo almeno una 13cesima in conto vendita, servono circa 7.000copie il cui costo per singola copia me-diamente su medie tirature si aggira intorno alle 5-7euro che moltiplicate per le copie stampate fanno circa 30mila euro, a queste aggiungete 500copie da inviare a giornali e televisioni e a tutto questo aggiungete i costi di spedizione e al totale aggiungete tutti le percentuali alle librerie e grossisti + i costi di rese e contabilità e ancora a questo aggiungete i costi non visibili del personale che ci lavora ecc. ecc. Secondo voi con un contributo alle spese di pubblicazione di 2 – 3 – 4mila euro può un pic-colo editore affrontare un investimento pari a circa 70mila euro per un libro di uno sconosciuto del quale senza un’adeguata promozione i cui costi non sono quantificabili, distribuire un libro specie in un paese dove non si legge?). 18. E ancora più sconsigliabile firmare questo contratto a tutti quegli autori che pensano che l’editore regali copie all’autore o a soggetti legati all’informazione o chi che sia. E che invece non creda che ogni singola copia debba essere pagata (ma non erano contrari agli eap?) o comunque omaggiare solo dopo una eventuale pianificazione promozionale? 19. A tutti quegli autori che non siano convinti che il primo che debba rientrare delle spese di pubblicazione sia l’editore e che da quest’opera difficilmente l’autore trarrà profitti economici. E tutto quello che verrà è grazie a una opportunità che all’autore è stata data, punto e basta. E, inoltre, deve ringraziare il cielo che abbia trovato un editore disposto a investire i propri soldi sulla sua opera di incerta commerciabilità. (autore! Inginocchiati e bacia i piedi mi raccomando) E prima di pensare a eventuali diritti di autore chiedetevi questo: come può un editore che vi chiede soldi pagarvi i diritti d’autore se non ha neanche liquidità per stampare il vostro libro? (sta parlando di eap o di lui? In ogni caso i diritti d'autore devono essere chiesti, lo dice la parola stessa: è un diritto!)Se pensate veramente che ci siano editori, dai più piccoli ai più grandi capaci di rendicontare dettagliatamente il numero di copie vendute per i rispettivi diritti, siete totalmente fuori strada. (Non a caso abbiamo messo sul sito il contatore delle vendite proprio per un’autogestione almeno di quelle in rete). Se poi per un motivo, non comprensibile agli umani, un’opera dovesse veramente vendere 10mila copie, il primo a saperlo sarebbe l’autore, perché case Editrici, di quelle vere, gli offrirebbero un contratto talmente interessante che certo non rimarrebbe con l’Arduino Sacco Editore: (ecco la verità! Autore non aspettare, le vere c.e. esistono lo sostiene pure lui dato che non lo è), al quale rimarrebbe solo il privilegio di avere l’opera che portò l’autore al successo e, come sempre accade, gli altri si godrebbero i frutti dei sacrifici altrui.

In conclusione secondo me c'è modo e modo per sostenere le proprie idee e il modo scelto da questo editore è assurdo senza considerare il fatto che queste frasi fanno parte di un contratto ufficiale di pubblicazione che lo scrittore incapace dovrebbe firmare. :facepalm:

Ah! Un’ultima cosa non credete alle cazzate che vi raccontano, specie, da quelli che pubblicizzano la ricerca di emergenti perché, un editore vero, se ne guarda bene da editare e distribuire un emergente: tanto vale crearselo con il proprio marketing.

Ehm e allora questo editore che cosa fa? E soprattutto: non si è accorto che pubblicizza questa proposta con "un'opportunità per tutti"?! E' sottointeso che nel tutti ci stanno anche gli emergenti oppure no?!

Ribadisco: questo contratto è una presa in giro. Spero che ora sia più chiaro.

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Questo editore cosa fa? Pubblica libri direi :-)

Da quello che capisco io cerca di vedere se sparando nel mucchio riesce a fare qualche centro. Giusto? Sbagliato? Non credo sia questo il punto fondamentale. Il succo del discorso è che l'editore mi offre un'opportunità: mi interessa sfruttarla? O penso, so, credo, di poter aspirare ad altro?

Poi se tu hai un'idea di casa editrice diversa da questa, e ci mancherebbe altro che tu non l'avessi, basta solo puntare ad altro. Ma queste polemiche, specie quando un contratto è chiaro e le cose sono bene esplicitate, lasciano il tempo che trovano.

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Se ho capito bene, quelle frasi non fanno parte del contratto. Sono solo un' "istruzione d'uso" da leggere prima di firmare, in modo che dopo non si vada dall'editore a protestare.

E visto il tipo di contratto, questo chiarimento a priori, mi pare perlomeno doveroso al fine di evitare equivoci.

Comunque secondo me è una porta aperta in cui nessuno obbliga nessuno ad entrare.

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Rispondo a Meryj con la mia interpretazione dei punti da lei commentati (io li leggo così, almeno):

Rendiconti: una CE invia a sue spese 13 volumi (lo spiega poco sotto), vedrà i soldi solo se il libraio riordina perchè li ha finiti... oppure perchè si è stancato di tenerli (vedi sotto), e magari ne rende 8 copie dopo 10 mesi.

Farsa: perchè ti dice la verità? Le CE piccole sono tutte in mano al fato, non avendo forze economiche spaventose alle spalle... come invece hanno le CE "vere".

Successo: puoi pubblicare DOMANI con Mondadori se hai 15.000 euro per pagarti stampa e distribuzione. Non può scriverlo nel contratto, ma il senso credo sia quello. Hai il vantaggio di usare il marchio di Segrate, mica male...

Regalare: dice che non manderà centinaia di copie in regalo sperando in una recensione, ogni copia deve essere pagata... le copie omaggio costano.

Ringraziare il cielo: perchè no? Pubblichi senza spendere un euro, nel paese degli EAP...

Diritti: qualsiasi editore li paga dopo molti mesi, quindi che ci pensi a fare? Lo leggo come un invito a sbattersi per promuovere il libro invece di sognare che qualcuno lo faccia per te al tuo posto (lo fanno solo il 10% degli editori per il 10% dei loro autori).

Diecimila copie: intende dire che se un romanzo è valido e vende benissimo, lo si capisce non dai rendiconti ma dalle offerte delle CE di grandezza nazionale (ovvero quelle "vere" se vuoi diventare qualcuno, ma che non ti filano neanche se gli metti una bomba in sede)...

Emergente: ovvio che una CE nazionale non cerchi un emergente, ma al limite lo crei apposta... hai mai letto un'intervista a un direttore editoriale grosso? Dicono loro così... Melissa P è solo il primo esempio che mi viene in mente, ma tutti i casi editoriali recenti hanno storie simili...

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Se ho capito bene, quelle frasi non fanno parte del contratto. Sono solo un' "istruzione d'uso" da leggere prima di firmare, in modo che dopo non si vada dall'editore a protestare.

E visto il tipo di contratto, questo chiarimento a priori, mi pare perlomeno doveroso al fine di evitare equivoci.

Comunque secondo me è una porta aperta in cui nessuno obbliga nessuno ad entrare.

Esatto, è una dichiarazione di intenti (si chiama appendice al contratto perchè sottintende che se firmi dopo aver letto tutti quei distinguo poi non potrai dire che non lo sapevi)... chiunque abbia già pubblicato con una CE che non sia tra le prime 20 del mercato conosce bene quei punti, ma è felice di leggerli perchè sorride ricordando le esperienze passate... chi non ha ancora pubblicato invece dovrebbe farsi qualche domanda, dato che - pur scritta a mio avviso male - questa dichiarazione non contiene esagerazioni...

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Probabilmente mi sono spiegata male ma quello che ho scritto non deve essere interpretato come verità assoluta per carità! Volevo semplicemente sottolineare il modus operandi di questo editore che a mio avviso è assurdo soprattutto confrontando questo contratto con altri di altre c.e. free che ho sottomano.

ps: appendici, note, citazioni e qualt'altro che viene scritto in un contratto fa parte del contratto stesso che il firmatario deve tenere in considerazione prima di firmare ("in modo che dopo non si vada dall'editore a protestare").

In verità pensavo che questa appendice fosse stata inserita per chiarire le idee di questo editore ma se è un modo per pararsi il sederino da qualche scrittore imbufalito allora ho frainteso.

Consiglio all'editore di leggere il contratto di qualche eap tanto per capire come si fa a imbonire ben bene gli scrittori (senza tanti appendici inutili). Ne rimarrà sorpreso.

pps: rimango comunque della mia idea e non ho intenzione di polemizzare perché lo trovo inutile.

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Non ce l'avevo con te, lungi da me... non sei l'unica a pensare quello che dici. Purtroppo il mondo dell'editoria - o almeno la piccola parte che ho visto io - è molto diverso da ciò che una persona immagina... il libro di Oliviero Ponte di Pino è illuminante, racconta l'editoria vista da dentro, almeno per capirne le dinamiche di base.

Ho letto altri contratti e in effetti questo è diverso. Il problema è che gli altri finisci (esperienza diretta) per subissarli di domande... proprio per sapere le cose che Sacco mette in questa appendice... icon_cheesygrin.gif

Serve a chiarire le idee, sono io a pensare che serva anche a chiarire... anche perchè nessuno ha il diritto di imbufalirsi dopo aver letto e firmato quell'appendice. Ti assicuro che ho fatto virtualmente a botte - io e un sacco di altri autori - con un altro editore, proprio perchè - come suppongo una bella fetta di altri piccoli - si comportava in questo modo senza dirlo... Sacco invece te lo dice, così eviti di sognare e parti con i piedi per terra. Non ti toglie nulla, ti avverte semplimente da prima che non lo avrai icon_cheesygrin.gif

Ciao icon_smile.gif

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