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Legio

Mi sono bloccato su due punti

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Innanzitutto la trama è questa:

Tommaso ed Alessando lavorano in Antartide per conto del D.A.R.S, una società italiana che si occupa di effettuare delle ricerca scientifiche di varia natura (lo spiego nel dettaglio nel libro, ora non conta) e per puro caso, accendendo un radar a disposizione del loro laboratorio, scovano a 1550 metri di profondità una grossissima masa ferrosa di circa 300mt di lunghezza e 30 di larghezza.

Poche ore dopo ne rilevano un'altra, interrata pochi metri sotto i ghiacci antartici.

Senza tirarla alla lunga, il loro capo invia tre uomini, due donne ed una grossa trivella per verificare cosa fosse quella gigantesca massa ferrosa.

L'atra faccia della storia riguarda dei ricercatori tedeschi che creano un oscillatore sismico in grado di riprodurre le onde P e le onde S che sono alla base dei terremoti. Questo progetto è sviluppato da decine di uomini, ma da tre in particolare, comandati dal cancelliere in persona, un balordo che ha la testa fusa. (questo poi lo chiarisco. Mein Kamps a manetta nelle sue idee.)

Decidono di installarlo in Antartide, sfruttando il fattore riservatezza dei deserti freddi per poter agire indisturbati.

Fatto sta che le 5 persone che dovevano aiutare Alex e Tommy nel giro di 5 gg raggiungono la destinazione e cominciano lo scavo.

Nel frattempo, i tre tedeschi si avviano sul posto per cercare di mandar via gli italiani che avrebbero potuto scoprire il piano del cancelliere.

Il finale lo prevedevo con una cattura degli italiani che riuscivano ad annientare i piani dei tedeschi, mettendo nel sacco anche il cancelliere in persona, recatosi sul posto per verificare che tutto fosse a posto.

Ovviamente il tutto detto così è un po' privo di senso, ma i dubbi che mi affiggono sono:

1) come posso far arrivare la corrente all'oscillatore sismico tedesco se si trova in mezzo ai deserti freddi dell'Antartide?

a) utilizzare la corrente della Plateau Station, una vecchia stazione di ricerca americana in disuso da qualche anno

:D un favore dei giapponesi

c) impianto di autoproduzione di energia, come nucleare et simila

d) ditemi voi che forse è meglio.:lol:

2)Esagero se rendo l'oscillatore, (una massa ferrosa di forma cubica di 350mt per lato) un laboratorio vero e proprio?

a) si

B) no

c) datti fuoco

3) Esagero se utilizzo il satellite per attivare il segnale che scatena un terremoto sulla faglia antartica?

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Ospite akikorossella

A mio parere:

1) come posso far arrivare la corrente all'oscillatore sismico tedesco se si trova in mezzo ai deserti freddi dell'Antartide?

c) impianto di autoproduzione di energia, come nucleare et simila

2)Esagero se rendo l'oscillatore, (una massa ferrosa di forma cubica di 350mt per lato) un laboratorio vero e proprio?

B) no

3) Esagero se utilizzo il satellite per attivare il segnale che scatena un terremoto sulla faglia antartica?

no

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A mio parere:

1) come posso far arrivare la corrente all'oscillatore sismico tedesco se si trova in mezzo ai deserti freddi dell'Antartide?

c) impianto di autoproduzione di energia, come nucleare et simila

2)Esagero se rendo l'oscillatore, (una massa ferrosa di forma cubica di 350mt per lato) un laboratorio vero e proprio?

B) no

3) Esagero se utilizzo il satellite per attivare il segnale che scatena un terremoto sulla faglia antartica?

no

Grazie per la risposta Akiko B)

Comunque, so che la trama è scritta malaccio, ma se avete idee od opinioni in merito, le accetto volentieri! :)

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Ospite akikorossella

Grazie per la risposta Akiko B)

Comunque, so che la trama è scritta malaccio, ma se avete idee od opinioni in merito, le accetto volentieri! :)

Devi essere più presciso perché si capisce pochissimo. Posta la sinossi...

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La trama parrebbe evovlersi in un action thriller con buone potenzialità, però evita di cadere nel banale di storie già trite ( e sul polo sud ce ne sono...)

Credo che per l'energia possano usare anche generatori a gasolio, vechio stile ma credo che si usino davvero laggiù. Il resto lo puoi modificare a tua fantasia, dato che lo strumento di cui parli non esiste in realtà (perciò puopi farne ciò che vuoi).

L'importante è anche evitare una trama troppo lineare e scontata: metti i giusti imprevisti e le giuste parti d'azione...

In bocca al lupo!!

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Confermo ciò che ti ha detto Max.

In genere quando non c'è possibilità di collegarsi ad una rete elettrica si utilizzano i gruppi elettrogeni che sono dei generatori a gasolio, appunto. Ricordati però che sono piuttosto ingrombranti, di solito, a meno che lo strumento che devi alimentare non abbia una potenza ridotta. E se devi scrivere di motori, energia, potenza ecc. mi raccomando documentati e sii preciso (tipo la corrente si eroga, le linee elettriche sono divise in base alla tensione e il gruppo elettrogeno fornisce una determinata potenza ecc.), perchè è da queste cose che dipende anche la credibilità di un romanzo, per quanto fantascientifico.

Poi per il resto... Beh è un thriller fantascientifico, immagino, quindi puoi fare un po' di testa tua. Solo cerca di essere il più possibile originale: ok per l'oscillatore che diventa laboratorio (anche se vorrei capire in che modo e soprattutto come è fatto a questo punto), però l'idea del satellite che comanda il terremoto, non so, mi lascia un po' interdetta... Però sarebbe meglio se ci postassi una sinossi, per poter aiutare meglio B)

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Beh, innanzitutto grazie per le risposte.

@ Akiko, la sinossi ancora non l'ho scritta. Finora ho solo riportato sul pc un 150 pagine circa, dopo averle scritte inizialmente con carta e penna.

@ Max

Beh, proverò a non renderlo scontato, e per aggiungere un po' di pepe alla minestra ho reso Alex e Tommy due persone totalmente differenti.

Alex è una testa calda, poco attenta ai dettagli, con una storia finita male con una delle due donne che lo raggiungono nella spedizione.

Tommy invece è uno riflessivo, balbuziente e pieno di altri tic.

Gli uomini della trivella invece sono tutti stranieri. Un francese antipatico e scontroso, che però aiuta, mettendo a repentaglio la sua vita, Eliana e Federica. Un brasiliano che vorrebbe fare l'eroe ma che in realtà combina solo un gran casino, ed in fine un cinese, Huang (significa giallo e lo spiega B)) che è quello che riesce a sedare gli animi dei suoi colleghi scapestrati.

Per i generatori...beh, ho reso il laboratorio una cosa fantascentifica, in grado di causare problemi perfino alla magnetosfera, quindi l'alimentazione a gasolio non basterebbe ad alimentare un laboratorio di quella portata.

@Electra

Il cubo ha dimensioni spropositate. Immagina una struttuta di forma cubica con i lati lunghi 350 metri. Una cosa grande come 10 Titanic!!!

Ecco perché vorrei creare al suo interno delle camere, dei laboratori...insomma, il necessario per lavorare e per consentire l'assemblaggio dell'enorme struttura dell'oscillatore.

Per quanto riguarda il satellite, beh...avevo preso in considerazione l'idea che il cancelliere tedesco riuscisse a scatenare un terremotino qui ed uno li, tanto per rendere più intrigante la storia con scene catastrofiche e paesaggi "post apocalittici", anche se in questo modo finirei con l'allungare il brodo ad una storia di circa 500 pagine.

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Aggiungo un'altra piccola domanda:

Dato che Tommy è balbuziente, scrivere cose tipo: “ Io...io...ho ca...capito”, quando è particolarmente teso, potrebbe risultare offensivo per le persone che soffrono di quel disturbo?

A me non pare una cosa così tragica, però...non saprei, magari a qualcuno potrebbe dar fastidio.

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Ospite

Allora, intanto secondo me molto dipende dal periodo nel quale è ambientato.

Se parliamo di futuro, sei libero di giostrarlo più o meno come vuoi.

-Se parliamo di presente, per la corrente voto assolutamente per il generatore a gasolio.

-Per il cubo, va benissimo così come l'hai ideato

-Per i terremoti, il satellite mi lascia perplesso. A meno che non siamo nel futuro, io al massimo userei ,il satellite come amplificatore per un segnale da trasmettere a qualche ricettore a terra ben piantato in profondità nel terreno.

Anche perché il terremoto, più è profondo e più causa danni. Poi vedi tu.

-Per la balbuzie, ne ho letti tantissimi di libri con balbuzienti, a partire da IT di King, quindi vai tranquillo

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Ospite akikorossella

Ambientato nel presente non avrebbe senso, quindi avevo dato per scontato che si parlasse di futuro. Mi sbagliavo? :shock:

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@ Jack, il romanzo lo vorrei ambientare nel presente, ma considerando che le date sono scritte all'inizio di ogni capitolo, non sarebbe poi un problema sostituire il 2010 con il 2030. ;)

Per quanto riguarda il satellite...ho lasciato perdere. Ho scritto che il comando è manuale ed avviene tramite un pc complesso ecc ecc...

La soluzione a quelli che leggendolo si potrebbero domandare, "e questo come lo scatena il terremoto?" l'ho inserita così:

“...ho sfruttato la capacità delle onde P e delle onde S di attraversare la materia, riuscendo così, inserendo delle coordinate nel server che gestisce questo...” ed indicò il monitor in cui si vedeva il martello muoversi a destra ed a sinistra, “...a produrre grosse scosse di terremoto di magnitudo e profondità a discrezione di chi invia il segnale, semplicemente interrompendone l'invio al momento opportuno.”

@ Akiko, come ho già detto, avrei voluto ambientarlo nel presente...ma dovrò valutare la cosa. in fondo, tra il 2010 ed il 2030 non c'è poi grande differenza, però, quei vent'anni mi potrebero dare la possibilità di sparare quà e la delle fesserie, senza risultare pallonaro.

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Ospite

Io andrei avanti un po' meno di vent'anni, perché troppo avanti nel futuro comporterebbe un inevitabile serie di complicanze dovute a una mutata situazione politico/economico/tecnologica che, se da una parte ti agevola, dall'altra ti incasina un po'...

magari una decina d'anni sono una cosa ragionevole...

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La trama mi sembra interessante, in particolare mi incuriosisce questo strano congegno per riprodurre le onde sismiche O_o Mi chiedo cosa ti sei inventato per renderlo plausibile :lol:

Per quel che riguarda il dubbio sull'implementazione dell'energia, io scarterei centrali troppo complesse come quella nucleare. Per costruirne una ci vorrebbe troppo tempo e avresti problemi con la gestione della narrazione. Puoi fare che, parallelamente alle ricerche fatte in Germania, i tedeschi hanno cominciato a predisporre una stazione in Antartide, per esempio.

Ah, una nota positiva: per una volta i protagonisti sono italiani! Mi sarei aspettato la solita multinazionale americana :)

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Il cubo ha dimensioni spropositate. Immagina una struttuta di forma cubica con i lati lunghi 350 metri. Una cosa grande come 10 Titanic!!!

Ecco perché vorrei creare al suo interno delle camere, dei laboratori...insomma, il necessario per lavorare e per consentire l'assemblaggio dell'enorme struttura dell'oscillatore.

Mmm... Parli di una struttura che richiede una certa potenza, se all'interno ha cose tipo laboratori, strumentazioni, luci, macchinari, ecc. Quindi non è che lo attacchi a una vecchia stazione e quella funziona automaticamente: è molto più probabile che la stazione salti perchè non ha abbastanza potenza. Scarterei l'idea del nucleare che mi sembra tra l'altro abbastanza irrealizzabile in quel contesto polare.

Se posso ti suggerirei questo: visto che il tutto potrebbe essere ambientato in un futuro prossimo e che questo cubo ha dimensioni così grandi, perchè non ricopri tutta la sua superficie di pannelli fotovoltaici? Non ha lacuna importanza se sotto è tutto in ferro e manterresti anche l'idea iniziale. Una superficie ricoperta di pannelli farebbe sì che il cubo fosse tra l'altro autosufficiente. I pannelli potrebbero essere della tecnologia del tipo a film sottile, ossia una pellicola che si applica alla superficie e che utilizza o silicio amorfo o altre sostanze. Dovresti risolvere il problema del fatto che il cubo è sotto i ghiacci e quindi di come i pannelli possono funzionare, ma, visto che siamo nel futuro, e che comunque le struttura fotovoltaiche per esterno sono comunque già isolate (solo per la pioggia però), penso che potresti trovare un modo per spiegarlo. Ad esempio potresti dire che finchè era sotto i ghiacci il cubo era come "addormentato" ossia la pochissima luce che filtrava era troppo poca per attivare tutti i suoi dispositivi all'interno. Come il cubo viene rinvenuto, la luce e soprattutto il riverbero di essa sul ghiaccio potrebbero riportare alla massima potenza l'impianto dle cubo.

Però adesso mi è venuto il dubbio che forse il cubo resta sotto i ghiacci dall'inizio alla fine...

Altrimenti come seconda ipotesi posso suggerirti l'uso di batterie, tipo quelle che si utilizzano per le auto elettriche, ovviamente di dimensioni molto molto molto più grandi (e ricordandoti che la loro autonimia a tutt'oggi non è molto elevata, ma se lo ambienti nel futuro...).

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Ospite

Non mi convincono i pannelli fotovoltaici. Se il cubo è lì per sbaglio, allora avrebbero un senso, ma se il cubo è lì perché quello è il suo posto, allora sorgerebbe il problema dei 6 mesi di buio dell'inverno polare. inoltre, il sole dei 6 mesi di luce, è troppo inclinato per fornire energia sufficiente a far funzionare al meglio tali pannelli.

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Il cubo ha dimensioni spropositate. Immagina una struttuta di forma cubica con i lati lunghi 350 metri. Una cosa grande come 10 Titanic!!!

Ecco perché vorrei creare al suo interno delle camere, dei laboratori...insomma, il necessario per lavorare e per consentire l'assemblaggio dell'enorme struttura dell'oscillatore.

Mmm... Parli di una struttura che richiede una certa potenza, se all'interno ha cose tipo laboratori, strumentazioni, luci, macchinari, ecc. Quindi non è che lo attacchi a una vecchia stazione e quella funziona automaticamente: è molto più probabile che la stazione salti perchè non ha abbastanza potenza. Scarterei l'idea del nucleare che mi sembra tra l'altro abbastanza irrealizzabile in quel contesto polare.

Se posso ti suggerirei questo: visto che il tutto potrebbe essere ambientato in un futuro prossimo e che questo cubo ha dimensioni così grandi, perchè non ricopri tutta la sua superficie di pannelli fotovoltaici? Non ha lacuna importanza se sotto è tutto in ferro e manterresti anche l'idea iniziale. Una superficie ricoperta di pannelli farebbe sì che il cubo fosse tra l'altro autosufficiente. I pannelli potrebbero essere della tecnologia del tipo a film sottile, ossia una pellicola che si applica alla superficie e che utilizza o silicio amorfo o altre sostanze. Dovresti risolvere il problema del fatto che il cubo è sotto i ghiacci e quindi di come i pannelli possono funzionare, ma, visto che siamo nel futuro, e che comunque le struttura fotovoltaiche per esterno sono comunque già isolate (solo per la pioggia però), penso che potresti trovare un modo per spiegarlo. Ad esempio potresti dire che finchè era sotto i ghiacci il cubo era come "addormentato" ossia la pochissima luce che filtrava era troppo poca per attivare tutti i suoi dispositivi all'interno. Come il cubo viene rinvenuto, la luce e soprattutto il riverbero di essa sul ghiaccio potrebbero riportare alla massima potenza l'impianto dle cubo.

Però adesso mi è venuto il dubbio che forse il cubo resta sotto i ghiacci dall'inizio alla fine...

Altrimenti come seconda ipotesi posso suggerirti l'uso di batterie, tipo quelle che si utilizzano per le auto elettriche, ovviamente di dimensioni molto molto molto più grandi (e ricordandoti che la loro autonimia a tutt'oggi non è molto elevata, ma se lo ambienti nel futuro...).

Beh, il cubo non è li per caso, ma perché qualcuno ha deciso di metterlo li per tenerlo lontano da occhi indiscreti durante la sua costruzione.

Considera che c'è molto lavoro di fantasia in un romanzo del genere, anche se sto cercando di sfruttare idee che lo rendano, nonostante tutto, un qualcosa che abbia dei collegamenti con la realtà.

Come ha detto Jack, il pannello fotovoltaico non andrebbe bene, perché nei sei mesi di buio sarebbe fermo li, senza energie.

Ad esempio, per alimentarlo, ho preso in considerazione questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Fusione_nucleare_fredda.

In aggiunta, ho inserito un sistema simile ad una dinamo che faccia da supporto alla centrale, alimentando le attrezzature dei laboratori, la linea per l'illuminazione e la depurazione dell'aria. (altrimenti creperebbero! :D )

Per inviare il segnale invece, ho inventato un ripetitore simile a quello dei cellulari, con dei condensatori ecc...

Insomma...ho dovuto lavorare di fantasia, magari snaturando un po' questo e un po' quello.

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Povera ANgela Merkel così cattiva la fai?

Bene, allora, cominciando: secondo me se i tdeschi ricercano superarmi stile Morte Nera sono sicuramente dei nazisti e non dei tedeschi, quindi fossi in te penserei di spostare l'orologio indietro di 70 anni invece che avanti di 10, ma questo è un mio parere perchè ricerche strampalata/paranormali=nazisti,ma non neo, come hai già fatto intendere, ma proprio nazi veri, ovviamente delle SS e della Gestapo.

Per il quesito 1 ci vedo l'alternatore di energia interno.

2- ma assolutamente no coi tedeschi tutto è possibile

3- Un satellite? Io metterei una sorta di supermissile contenente il generatore di onde che viene sparato in giro per il mondo (ma qui torniamo all'ottica anni '40).

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Come ha detto Jack, il pannello fotovoltaico non andrebbe bene, perché nei sei mesi di buio sarebbe fermo li, senza energie.

Ad esempio, per alimentarlo, ho preso in considerazione questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Fusione_nucleare_fredda.

In aggiunta, ho inserito un sistema simile ad una dinamo che faccia da supporto alla centrale, alimentando le attrezzature dei laboratori, la linea per l'illuminazione e la depurazione dell'aria. (altrimenti creperebbero! :D )

Hai ragione, non avevo pensato ai sei mesi di buio! Però vorrei dire che i pannelli a film sottile non hanno bisogno di essere inclinati, sono pellicole, assorbono la luce qualunque inclinazione essa abbia (ovviamente con unr endimento più basso dei pannelli classici, ma solo per ora).

Però il problema dei sei mesi di buio, è ovviamente insormontabile. Però potresti usare anche dei sistemi integrati di produzione di energia, tipo la dinamo, le batterie ecc.

Per quanto riguarda il link che hai messo... il problema del nucleare è sempre il fatto che il reattore è piuttosto ingombrante...

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Eh, Dirty...ma poi dovrei eliminare troppe cose spostandomi negli anni '40.

Le idee che hai sono ottime, per carità, ma avrei dovuto far prendere quella piega all'inizio del testo, quando era tutto ancora da scrivere. Ora ho già buttato giù 204 pagine e mi dispiacerebbe (in realtà non mi va :) ) ricominciare tutto da capo.

Comunque, il discorsa nazi/neo nazi, non regge troppo. Le ideologie naziste e quelle Neonaziste sono differenti in molti punti e questo potrebbe creare problemi nella stesura delle parti in cui viene spiegato il perché di tutto il piano.

Bene o male, appoggiandomi al Nazismo stile Gestapo, potrei fare riferimento al Mein Kampf, che conosco bene, o ad altre ricerche svolte qua e la. tutto questo senza contare la rabbia dell'esaltato di turno che dopo quasi 80 anni prova ancora rabbia per il trattamento riservato alla Germania dopo la fine dei conflitti, che sarebbe un buon movente...

@ Elecrta. Così com'è vero che un generatore necessiti di molto spazio, figurati quanto debba essere grande la batteria per alimentare un macchinario del genere. Credo che gli xMila metri quadri che ho a disposizione nel cubo, siano più che sufficienti per creare un un piccolo reattore nucleare. :)

D'altrone, tutta la storia è piana di fantascienza... :)

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Ho letto alla veloce tutti i commenti però la storia non é male, nonostante manchi ancora qualcosa...

Per quanto riguarda il tuo problema sull' energia io, personalmente, mi inventerei una nuova fonte di energia, rigorosamente inesauribile, il che si abbina molto bene con i desideri di conquista del mondo dei tedeschi XD.

Potresti saltare la parte in cui si crea questa fantomatica ed ipotetica fonte di energia e partire già dal punto in cui i tedeschi la provano, per la prima volta, per l' alimentazione dell' oscillatore di cui parli.

Personalmente penso anche che nella tua storia ci voglia anche ''una storia d' amore'' che ci sta sempre e, se ben diramata con altri personaggi, riempie parecchi spazi vuoti. Ci vedrei meglio un uomo ed una donna come protagonisti più che due amici.

Non so, spero che i miei consigli possano esserti utili.

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@ Legio: la trama non è male. La scelta dei cattivi la trovo un po' banale, mi ricorda molto Indiana Jones anche se i tuoi non sono nazisti veri. Però la mia è un'opinione molto personale, derivata dal cinema più che dalla letteratura; se la trama comincia con "spia sovietica", "terrirista islamico" o "i nazisti", di solito passo oltre. Stai bene attento alla geografia dell'Antartide: niente stella polare, niente sole ad Agosto. Tieni conto delle divisioni territoriali e delle varie basi scientifiche che ci sono alcune delle quali sono occupate solo d'estate.

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