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Ospite Linda Rando

Presentazione "Le cronache di Davidia", Laura Schirru

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Ospite Lem Mac Lem
Non ho capito bene qual è in concreto la trama, ma mi interessa soprattutto chiederti una cosa: ti sei mai ispirata a tue esperienze di vita reali, a episodi, frasi, luoghi realmente esistiti?

La trama delle Cronache riguarda le vicende di Elunar e della dinastia che, nel Lamento, prende il potere dopo una guerra. C'è chi si considera il legittimo sovrano, chi urla all'usurpazione, chi deve adempiere ad antiche promesse e chi vorrebbe solo vivere in pace (e ovviamente non può, ci sono io per questo :twisted: )

In molte situazioni mi servo di cose che ho visto, vissuto o imparato, e con l'immaginazione tappo tutti i buchi che restano. La mia speranza è che non si veda dove finisce la fantasia e dove comincia la realtà (non vale dire che in un fantasy è OVVIO che un incantesimo è inventato!)

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Ospite akikorossella

C'è una morale (o un particolare messaggio) che hai voluto comunicare ai lettori? Credi che sia stata colta?

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Mikystar87: non intendevo certo dire che identificarsi coi propri personaggi è sbagliato! Anzi, per molti scrittori è il modus operandi per eccellenza, senza il quale non riuscirebbero neanche a buttare giù una riga. Ognuno ha il suo modo di procedere, occorre trovare quello migliore per sè. E comunque, da lettrice, non avrei problemi a leggere dell'avatar di un autore, se fatto bene.

Già, suppongo che avatar voglia dire una specie di autoritratto giusto? non intendevo quello, a me invece non piacerebbe! io devo spaziare con la fantasia sentire mio il personaggio e non leggere la vita dell'autore^^ io intendevo dare solo una traccia del tuo pensiero in lui e neanche fatto di proposito a volte capita spontaneamente...

Poi ti quoto in pieno sull'editoria a pagamento vergognosa e triste!! io non potrei permettermelo ma anche se fossi ricchissima non darei mai un euro a chi specula sui sogni della gente! la trovo una cosa deplorevole...

Viva i bravi editori se pur piccoli ma onesti!^^

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Ospite Lem Mac Lem

Max:

Direi che in questa trilogia ho affrontato tematiche molto low-fantasy, per scelta precisa: mi sono concentrata più sulla politica, i giochi di potere, le guerre scatenate da situazioni estreme, l'amore che nasce dall'odio, la vendetta e alcune magie, specialmente in Ombra di Luce e Canto Verde. Diciamo che nel Lamento dell'Usignolo la componente magica è ridotta all'osso, nei romanzi successivi ha un'importanza molto maggiore.

akikorossella:

beh, il mio messaggio è che per vincere serve il cervello, non la bontà di cuore, ma mi sa che non è un messaggio molto edificante :lol: Diciamo che ognuno deciderà per sè, non ho voluto imporre una morale assoluta.

Mikystar87: beh sì, dare una traccia di sè è inevitabile, lo scritto è tuo. E se uno è già l'autore, pretendere anche di diventare il protagonista è proprio troppo! Ma, sicuramente, qualche frase, qualche atteggiamento, un modo di porsi del personaggio è per forza di chi l'ha creato.

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Accidenti, avevo fatto un "corposo" intervento, ma è squillato il telefono, il collegamento si è interrotto e quando ho rieffettuato l'accesso si è cancellato tutto. Proverò a riscrivere, ma non so se mi ricorderò tutto.

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Ospite Mrs C
Ell: STICA! Per far tirare fuori soldi a me occorre puntarmi una lama alla gola, e anche così, è più facile che ti azzanni un polpaccio che non che mi faccia rapinare :mrgreen:

Ti stimo e quoto l'azzanno al polpaccio. :geek:

Il lavoro di editing è stato breve o lungo? Quanto sono intervenuti sul testo?

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Leggendaria è la mia prolissità. Quelle che per me sono tre cartelline striminzite, diventano sette nelle mani dell'editor (che infatti prima o poi mi cioncherà le dita per insegnarmi la meravigliosa arte della sintesi)

intanto con "Canto Verde" ho iniziato a sforbiciare paragrafi interi. :mrgreen:

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Ospite Lem Mac Lem

Per il Lamento in realtà l'editing è stato correzione delle bozze, perchè avendo vinto il concorso, era giusto (parole dell'editore) che uscisse così, com'era piaciuto. Il seguito è stato editato più a fondo, per via della mia tendenza a essere parecchio introspettiva - a volte davvero troppo. Faccio pensare perfino i maschi! :mrgreen:

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Non ti preoccupare, non è certo un errore entrare in profondità nella mente dei protagonisti, basta vedere cosa fa King nei suoi romanzi. Io stesso scrivo decine e decine di paragrafi riportando i pensieri e i ragionamenti dei personaggi, anche perché nella realtà il flusso di pensieri delle persone è costante e ininterrotto.

Quanto all'autorevisione, quanto è diverso il manoscritto che invii all'editore rispetto alla prima stesura?

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Ospite Mrs C

Tanto per non essere banali: com'è cambiata la tua vita dopo la pubblicazione? Se è cambiata... :geek:

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Ospite Lem Mac Lem

Ah, il flusso di coscienza... a meno di fare Joyce di cognome, è micidiale da usare (anche se lo usa lui, veramente).

Quanto è diverso il manoscritto dalla prima stesura? Considerando che io scrivo, poi prendo tutto in blocco, lo butto via, riscrivo e correggo solo questa seconda versione (che spesso cambia in cose anche fondamentali tipo il protagonista o l'obiettivo primario)... vedi tu! :lol:

Com'è cambiata la mia vita? Ehm, è cambiata?

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?

Leggendaria è la mia prolissità. Quelle che per me sono tre cartelline striminzite, diventano sette nelle mani dell'editor (che infatti prima o poi mi cioncherà le dita per insegnarmi la meravigliosa arte della sintesi). Detto questo, è facile capire che quando mi metto a scrivere, scrivo TANTO ^^

Di solito cerco di organizzarmi in modo da tenermi quell'oretta libera ogni giorno, adattandomi quando posso, ma preferisco la mattina, sono meno rimbambita. E nel silenzio più totale, non sopporto rumori, musiche o gente che mi sbircia da sopra il monitor... miiiii, se qualcuno ci prova rischia la vita!

Provo a riscrivere il mio intervento, ma ormai la poesia se n'è andata (e presto dovrò andare anch'io a preparare la cena...)

Leggendo il tuo libro ho notato che scriviamo in maniera diametralmente opposta. Tu sei per l'analisi, io per la sintesi (ma si vede che a Fabrizio Bianchini andiamo bene tutte e due, sarebbe interessante sentire il suo parere su questi stili così diversi). Ho ammirato la tua costanza e la tua cura dei particolari, la pazienza che io non ho. Leggerti mi rilassa perchè esco dai miei intensi vortici ed entro in altri ritmi, che proprio non sono i miei. Per farti un esempio (ma spero che un giorno mi leggerai), copio e incollo due righe di un commento "su di me" di Marti Tank: (...) posso dire di averLa riconosciuta soprattutto nello stile concitato e concentrato del testo, reso ancor meglio dalle sezioni brevissime e dal cambiamento repentino dei punti di vista (...). Ecco, una grande differenza tra te e me è questa: tu scrivi con un respiro a "pieni polmoni", io in apnea (ai limiti del soffocamento). PS nell'intervento precedente tutto suonava diversamente e meglio, pazienza!

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Ospite Linda Rando

ATTENZIONE!

Fino al 28/02 è possibile accaparrarsi

tutti e tre i volumi della trilogia a soli 30€!

L'autrice ci informa graziosamente che li paga di più lei XD

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E' rassicurante sapere che non sono il solo che quando rilegge per la prima volta la prima bozza dice: "ma che è sto orrore? tutto qui quella meraviglia che mi pareva di aver scritto?" E dopo ci si rende conto che solo con la correzione si da spessore all'opera...

Non parlavo di flusso diretto di pensieri, quanto di riportare in terza persona i ragionamenti dei personaggi, del tipo:

"Dannazione, se Marco l'avesse saputo sarebbe stato un guaio. Meglio tacere e dimenticare il tutto." ecc...

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Ospite Mrs C

Ok, non è cambiata. xD

Quante critiche negative hai ricevuto per le tue opere? Come hai reagito? :geek:

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?

(ma si vede che a Fabrizio Bianchini andiamo bene tutte e due, sarebbe interessante sentire il suo parere su questi stili così diversi). !

... PS non sapevo che Fabrizio fosse in linea, me ne sono accorta ora, leggendo i vari interventi...

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Ospite Lem Mac Lem

Per me la correzione è parte integrante del lavoro di scrittura. Senza produrrei solo porcate.

(il primo che dice "ambè, le produci lo stesso" lo getto tra le grinfie di un editore a pagamento)

Ragazzi, sono reclamata dalla famiglia (=devo preparare la cena), temo di dovervi salutare, ma tornerò più tardi per rispondere a eventuali domande lasciate qui. Ovviamente lo farò anche nei prossimi giorni ^^

Un bacio a tutti e grazie per avermi dedicato questo tempo!

ps:

'Ell: critiche negative ce ne sono e ce ne saranno perchè sono fantasy molto particolari, frutto di una scelta arbitraria che ho portato avanti a costo di riuscire impopolare. Mi hanno detto che sono "eccessivamente violenti", "prolissi", "diseducativi" (la componente di violenza sessuale è parte integrante della trama) e soprattuto per il Lamento, che i primi capitoli sono abbastanza pesanti. Sono tutte critiche motivate, sulle quali non ho nulla di male da dire.

L'unica che mi vede totalmente discordante è l a mia scelta di non aver descritto troppo l'ambientazione dei romanzi (che pure esiste, perchè il mondo di Davidia è un mondo con tanto di mappa, emblemi araldici, storia e mitologia... sul mio sito c'è tutto): volendo privilegiare i personaggi e la loro vicenda, ho tagliato il resto. Nons ervono mappe nel LAmento e nel Canto, perciò le ho omesse. Volontariamente.

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Ospite akikorossella

Laura, potresti spiegarmi meglio, quando hai tempo, quanto c'è di violento? Cioè, lo consiglieresti dai 16-18 anni in su?

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Ospite Lem Mac Lem

Sì, direi che la fascia d'età è quella. Ho tolto tutte le componenti 'pulite' del fantasy, quindi è rimasta una guerra sporca, cattiva, dove la gente viene torturata e uccisa, i prigionieri subiscono abusi di ogni tipo e i diritti umani sono... uhm, diciamo sconosciuti?

E' un contesto patriarcale e arcaico. Volendo essere realista, non potevo edulcorare troppo la realtà.

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Posso domandarti perché il fantasy? Immagino che sia un genere che ami molto anche leggere, e che ti affascina da lungo tempo...

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Ospite Lem Mac Lem

Sì, leggo fantasy da sempre, ma è solo una delle cose che leggo. Sul comodino adesso ho quattro libri, e nessun fantasy, per dire.

Sul perchè lo scrivo, non saprei: mi riesce facile, quando immagino una vicenda è sempre in costume, a cavallo e con gente che si picchia a spadate in testa, quindi la scelta è obbligata...

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E' vero, le nostre fantasie vanno al di là del nostro controllo e fluiscono da sole dalla mente. Come ha detto qualcuno, gli scrittori non creano le storie, prestano solo le dita...

Ci sono dei generi letterari che apprezzi di più e altri invece che ti risulta più difficile leggere?

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Ospite Lem Mac Lem

No, sono sempre aperta a qualsiasi genere, di qualsiasi tipo. Anzi, mi piace scoprire qualche nuova tipologia narrativa che magari non avevo mai considerato e che scopro essere bellissima, mi è successo diverse volte ed è sempre stupendo ^^

L'unica cosa che proprio non digerisco sono i libri sui gggggiovani e quelli Moccia style. Anche della Tamaro non ho per niente un buon ricordo.

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E' stato proprio un piacere conoscerti e spero di avere presto il tempo per leggere i tuoi libri (tra lavoro, letture, scrittura e ricerca di editori il tempo non c'è mai...)

Ora devo proprio lasciarti, per cui ti ringrazio e ti auguro buona serata e buona fortuna per i tuoi prossimi libri!

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