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Larimar

Per quale motivo pubblichereste eventualmente sotto pseudonimo?

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16 ore fa, Ngannafoddi ha detto:

1. Se pubblicassi sotto pseudonimo, come potrei convincere amici e parenti del fatto che il libro lo abbia scritto davvero io?

 

Magari lo comprerebbero senza necessità di convincerli, a volte l'acquisto è vissuto come un dovere da amici e parenti; in questo modo sarebbe più spontaneo. :D

 

16 ore fa, Ngannafoddi ha detto:

2. Avere il cognome (solo il cognome e non il nome che invece è diverso) di uno scrittore famoso dovrebbe spingermi a cambiare il mio?

 

Non necessariamente, potresti approfittare della sua "scia" di notorietà. ;)

 

16 ore fa, Ngannafoddi ha detto:

Se pubblicassi sotto pseudonimo, chi inviterei alle presentazioni dato che nessuno crederebbe che sia io l'autore?

 

Verrebbero a frotte con la curiosità di sapere chi è lo scrittore misterioso. Io indosserei anche una maschera per tutto il tempo della presentazione. :asd:

 

16 ore fa, Ngannafoddi ha detto:

4. Come potrei crearmi un pubblico di lettori se pubblicassi sotto pseudonimo?

 

Potresti. L'ignoto ha molto più fascino del noto.

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15 ore fa, Ngannafoddi ha detto:

1. Se pubblicassi sotto pseudonimo, come potrei convincere amici e parenti del fatto che il libro lo abbia scritto davvero io?

Non c'è stato problema alcuno ;)

 

15 ore fa, Ngannafoddi ha detto:

2. Avere il cognome (solo il cognome e non il nome che invece è diverso) di uno scrittore famoso dovrebbe spingermi a cambiare il mio?

Non credo, anzi, potrebbe essere più facile che il tuo libro venga anche solo "visto" online: con molta probabilità salterebbe fuori assieme agli altri libri dello scrittore famoso nelle ricerche.

 

16 ore fa, Ngannafoddi ha detto:

3. Se pubblicassi sotto pseudonimo, chi inviterei alle presentazioni dato che nessuno crederebbe che sia io l'autore?

Perché nessuno dovrebbe credere che sia tu l'autore? :grat:

Gli inviti alle presentazioni non subirebbero cambiamenti, per quel che mi riguarda, in confronto a una pubblicazione a mio nome.

 

16 ore fa, Ngannafoddi ha detto:

4. Come potrei crearmi un pubblico di lettori se pubblicassi sotto pseudonimo?

Esattamente come ce lo si crea pubblicando con il proprio nome, non vedo squilibrio di difficoltà ;)

  • Grazie 1

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Non sono in grado di descrivere scene di sesso, anche non spinto, senza imbarazzarmi. Dunque, se dovessi scrivere rosa spinto o erotico, dovrei per forza usare uno pseudonimo. In alternativa, potrei smettere per sempre di uscire di casa, ma mi sembra la via più difficile.

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9 minuti fa, SeeEmilyPlay ha detto:

Non sono in grado di descrivere scene di sesso, anche non spinto, senza imbarazzarmi. Dunque, se dovessi scrivere rosa spinto o erotico, dovrei per forza usare uno pseudonimo. In alternativa, potrei smettere per sempre di uscire di casa, ma mi sembra la via più difficile.

 

La cosa non la capisco. Ma vale anche per i lettori: ci puoi mettere tutto il gore e la violenza che ti pare e nessuno fiata, ma appena ci dai di sesso, apriti cielo viene giù il mondo.

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Pubblicherei sotto pseudonimo per non far sapere alle persone che ho intorno che ho pubblicato un libro. 

Nessuno sa che scrivo. Alcuni, probabilmente, pensano addirittura che io non abbia mai imparato a leggere.

 

Quando scrivo devo sentirmi libero di essere sincero, cioè di essere me stesso, se no non ce la faccio.

Chi mi legge può capire quello che penso e quello che sento davvero. E poi usare tutto questo contro di me. 

Scrivere significa anche disarmarsi e io non sono sicuro di potermi fidare di tutte le persone che conoscono il mio nome, là fuori. 

 

Per questo credo che non pubblicherò mai nulla: immagino che la maggior parte delle CE non si sognerebbe mai di pubblicare un campione del nascondino come me. Giustamente, eh. :D 

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2 minuti fa, Kuno ha detto:

Chi mi legge può capire quello che penso e quello che sento davvero. E poi usare tutto questo contro di me. 

O a tuo vantaggio.

 

6 minuti fa, Kuno ha detto:

Scrivere significa anche disarmarsi 

A volte si è più forti quando si è più deboli.

 

6 minuti fa, Kuno ha detto:

Per questo credo che non pubblicherò mai nulla

Mai dire mai, ragazzo.

 

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20 minuti fa, Kuno ha detto:

e io non sono sicuro di potermi fidare di tutte le persone che conoscono il mio nome, là fuori. 

 

Dai, Sigismondo Romualdi, perché mai dici così? :asd:

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35 minuti fa, Ospite ha detto:

 

La cosa non la capisco. Ma vale anche per i lettori: ci puoi mettere tutto il gore e la violenza che ti pare e nessuno fiata, ma appena ci dai di sesso, apriti cielo viene giù il mondo.

 

Caro @Ospite, è molto semplice, il gore e la violenza non li so descrivere, ergo non potrei farlo, ergo il problema non sussiste.

Se non capisci questa cosa provo a spiegartela: ognuno è fatto a modo suo e il perché forse lo può capire uno psicologo, non io né tu, tanto meno qui.

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15 minuti fa, Ippolita2018 ha detto:

A volte si è più forti quando si è più deboli.

Certo, sempre, e io mi faccio la guerra con l’obiettivo di rendermi innocuo e indifeso, infatti. Però cerco anche di circondarmi di persone che hanno il mio stesso obiettivo. Il mio nome lo conosce anche altra gente, purtroppo. Quando tutti si saranno dimenticati di me, allora potrò usare il mio nome :D 

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9 minuti fa, SeeEmilyPlay ha detto:

 

Caro @Ospite, è molto semplice, il gore e la violenza non li so descrivere, ergo non potrei farlo, ergo il problema non sussiste.

Se non capisci questa cosa provo a spiegartela: ognuno è fatto a modo suo e il perché forse lo può capire uno psicologo, non io né tu, tanto meno qui.

 

E infatti ti stavo dando ragione dicendo che non sei sola. Non c'era bisogno di staccarmi una mano solo perché ho osato dire che non capisco tutto questo imbarazzo a scrivere e leggere di sesso.

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32 minuti fa, Kuno ha detto:

Il mio nome lo conosce anche altra gente, purtroppo. Quando tutti si saranno dimenticati di me, allora potrò usare il mio nome

Hai un'interessante concezione del nome, direi semitica: il nome come rappresentazione dell'essenza della persona, della sua forza. Chi non ha nome non esiste (pensa alla Genesi: Dio nomina le cose, ed esse cominciano a esistere). In alcuni miti e leggende (ora mi viene in mente il Lohengrin, perché ho ripensato al libro della Ginzburg, Mai devi domandarmi) "conoscere il nome" porta a indicibili catastrofi. 

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Il mio primo pseudonimo lo creato nel momento d'inscrivermi a WD scelsi il nome di un purosangue da corsa "Flambar" che vinceva sempre ma in virtù di tutte queste vittorie chi scommetteva su di lui ricavava come premio la stessa somma che scommetteva. Flambar il cavallo,  ha messo al mondo molti figli, la identica cosa lo lo fatta io, Flambar il cavallo, ha avuto tanti onori e glorie ma di denaro o ricchezze neanche scritte a parete, in questo vi assicuro che siamo gemelli. Insomma io e Flambar abbiamo molte cose in comune.

Tenendo conto che per farmi valere ho rischiato seriamente la mia vita, Ho scelto  un  pseudonimo per  non mettere a rischio quel poco di valore che mi sono guadagnato che poi tutto sommato è l'unica ricchezza che ho. Difatti più di qualcuno nel WD si e permesso...diciamo ci è andato pesante senza tener conto che il sottoscritto messo al confronto era da paragonarlo ad un analfabeta. Comunque non sono molto capace di nascondermi ed essendo un personaggio molto conosciuto sono stato scoperto lo stesso. Addirittura mi chiedono i racconti per  per strada.

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Grazie per le dritte, @ElleryQ, sei sempre adorabile. :rosa:

Comunque le persone sono venute alle mie presentazioni per vedere me che faccio lo scemo più che per sapere di più sul mio libro :asd:. Se nascondessi la mia identità di clown perderei l'atmosfera divertente che la gente si aspetta di trovare.

 

Grazie anche a te, @Miss Ribston:)

Le persone non crederebbero che sia io l'autore perché sono come San Tommaso, non credono se non vedono. E se vedono un altro nome direbbero che quello non sono io. E poi io vivo in un paese di invidiosi (non tutti tutti però) che farebbero di tutto tutto per infangarti.

 

 

Ora però il mio cervello si è creato altri dubbi.

In pratica, nel corso degli anni, ho modificato quasi del tutto il mio stile di scrittura, e mi ritrovo con una prima produzione di manoscritti inediti con uno stile e una seconda col mio stile attuale. E allora mi sorgono altre due domande:

 

1) Sarebbe il caso di pubblicare gli scritti col vecchio stile (riscriverli è impossibile perché ho cambiato anche il modo di progettare le storie) con uno pseudonimo e lasciare il mio vero nome nella produzione letteraria matura e moderna di oggi?

 

2) La domanda in realtà era una.

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13 ore fa, Ngannafoddi ha detto:

Comunque le persone sono venute alle mie presentazioni per vedere me che faccio lo scemo più che per sapere di più sul mio libro :asd:. Se nascondessi la mia identità di clown perderei l'atmosfera divertente che la gente si aspetta di trovare.

 

Si può avere anche una doppia identità. Non sto scherzando su questo, non è una battuta.

Cioè, si possono benissimo firmare alcune opere a proprio nome e altre con pseudonimo.

A me è capitato di firmare un'opera con pseudonimo e crearmi una bio alternativa, ciò perché l'opera era molto differente dalle quelle che mi identificano. Al momento non vi è stata la necessità di partecipare a presentazioni, ma nel caso in cui ciò sia richiesto, m'inventerò qualcosa. ;)

Il modo di interagire con il pubblico, l'approccio simpatico, può rimanere sempre quello, con l'una e con l'altra identità.

  • Grazie 1

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Mi piacerebbe utilizzare il mio vero nome, ovviamente per autocompiacimento e perché mi piacerebbe che venisse associato al mestiere della scrittura. Se però mi chiamassi in un altro modo! Perché odio il mio cognome, lo trovo brutto e non lo sento affatto mio.

Ergo... lo pseudonimo mi salverebbe. Però non ho capito quale sia la differenza tra questo e il nome d'arte.

 

Anche io comunque userei il nome del mio personaggio di un gioco di ruolo (Dhana appunto: p) e questa idea mi piace molto di più rispetto a quella di usare il nome vero.:) Ormai io sono lei e quel nome mi caratterizza al 100%. Molto più di quello che i miei mi hanno dato per LORO scelta. 

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Con le cose che scrivo e pubblico e in taluni casi vendo anche, sarebbe difficle spiegare alle amichette di mia nipotina, che è il nonno della lora amica a produrre quelle robe lì.

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Ho il pio sogno (come immagino il 99,9% dei partecipanti a questo forum) di essere letta da tutti, che i miei testi facciano faville e tutte le belle conseguenze del caso. E fin qui tutto regolare. Il problema è che il sogno si accompagna all'incubo: come potrei presentarmi a lavoro sapendo che magari i miei collaboratori hanno letto i miei testi? Metto molto di me nei testi, ma anche se così non fosse, ne sarei comunque troppo legata. 

Qualcuno di voi ha pubblicato sotto pseudonimo? È una pratica che può avere senso secondo voi? 

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Per favore, utilizzate la ricerca!  Mettendo "pseudonimo" solo nel titolo si ottenevano 14 risultati (non so cosa tu avessi cercato@Pigliasogni :D), di cui almeno sei o sette, sparsi in più sezioni, rispondevano tutti alla stessa domanda: pubblichereste con uno pseudonimo?

Ho unito le quatto o cinque discussioni più corpose, ma la preghiera è sempre la stessa:

per favore usate la ricerca prima di aprire le discussioni.

Se cercate dettagli sulla torretta di un particolare carrarmato della prima guerra mondiale è possibile che nessuno lo abbia fatto in precedenza, viceversa se cercate risposte alla domanda di questa discussione è probabile che in dieci anni di vita del forum di scrittura più frequentato a qualcuno dei ventisettemila e passa utenti sia venuto in mente di porre lo stesso quesito.;)

Grazie a tutti per il vostro aiuto.

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@Marcello chiedo scusa. In realtà non avevo cercato sotto pseudonimo, ma solo nella rubrica degli "incubi" se si parlava del timore di essere riconosciuti. In realtà volevo parlare più di quello che della soluzione pseudonimo, ma comunque hai ragione. Sarò più attenta nelle ricerche. Grazie per la segnalazione.

  • Grazie 1

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2 ore fa, Pigliasogni ha scritto:

Grazie per la segnalazione.

Di nulla, ho preso l'occasione per fare un invito generico.  Purtroppo per noi è un'enorme perdita di tempo andare a ricercare discussioni simili, controllare che l'argomento sia lo stesso, unirle... Il vostro aiuto ci è necessario, perché siamo pochi e con poco tempo a disposizione. Grazie per la comprensione ;).

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Ho cose nel cassetto che, eventualmente, pubblicherei con il mio nome, altre, perché troppo personali, che non vorrei mai pubblicare a mio nome nè far leggere alla mia famiglia.

Secondo me dipende tutto dal tipo di opera, nel caso dell'erotico o dei romanzi rosa non mi porrei il problema della presentazione perché si vendono più che bene on-line, basta crearsi un alter ego virtuale.

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18 ore fa, Pigliasogni ha scritto:

Qualcuno di voi ha pubblicato sotto pseudonimo? È una pratica che può avere senso secondo voi? 

Probabilmente sono già intervenuta su questa discussione, comunque sì, certo che ha senso, se lo vuoi.

Io l'ho fatto senza problemi e più o meno per i tuoi stessi motivi: oltre a colleghi/conoscenti ci aggiungo anche i familiari. Non solo perché alcuni sono rompicoglioni, chiusi su certe cose, pettegoli ecc., ma perché non mi va che leggano quello che scrivo.

  • Grazie 1
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Grazie @Antares_

La volontà di pubblicare con uno pseudonimo è meglio indicarla nella quando si invia il manoscritto alle CE o solo in caso di risposta positiva? Non ho proprio esperienza e sto andando in paranoia...

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Non mi ricordo esattamente come avevo fatto. Nel loro catalogo c'era già qualcuno pubblicato con uno pseudonimo abbastanza evidente; ovviamente ho chiesto conferma quando mi è stato dato esito positivo. Comunque ti conviene specificarlo nella lettera di presentazione, basta una frase che dice che preferiresti pubblicare sotto pseudonimo dopo aver parlato di te e del dattiloscritto.

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