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Larimar

Per quale motivo pubblichereste eventualmente sotto pseudonimo?

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Io "per il momento" non sono spinta a pubblicare sotto pseudonimo. Cioè, sono io... perché dovrei chiamarmi in altro modo? :)

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Io potrei pubblicare sotto pseudonimo qualora decidessi di scrivere qualcosa di completamente diverso da quello che è il mio scrivere "normale"

Nel bene o nel male mi piace scrivere fantasy, fantascienza e similari ma sto scrivendo anche un romanzo non di genere.

Quest'ultimo romanzo lo pubblicherei sotto pseudonimo, perché non è detto che possa essere in grado di scriverne un secondo non di genere

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Io potrei pubblicare sotto pseudonimo qualora decidessi di scrivere qualcosa di completamente diverso da quello che è il mio scrivere "normale"

Credo anch'io, se dovessi cambiare genere forse scriverei sotto pseudonimo..

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Ho cambiato idea.

Veder pubblicato un mio romanzo è uno dei miei sogni più importanti, e se mai accadrà vorrò vedere il mio nome sulla copertina. Il mio nome, stampato a chiare lettere, per sentire che ce l'ho fatta io, davvero io.

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Se mai io lo dovessi fare, penso lo farei perché non mi piace il mio cognome! Non lo so... non suona bene. So che è stupida come cosa, ma alla fine penso che me ne fregherò!

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Neanche a me piace il mio cognome, però c'è una differenza tra scrivere sotto pseudonimo ed eventualmente darsi un nome d'arte. La seconda la farei, la prima no, non mi piace l'anonimato.

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Sono passati anni da questa discussione e ho pubblicato il mio primo romanzo con il mio nome. :)

 

Ora però ho in cantiere una storia per bambini che parla di pirati e sto pensando di usare uno pseudonimo "piratesco". :asd: E maschile. Ho letto che la Rowling si è firmata J. K. e non Joanne perché i bambini (maschi) difficilmente leggono storie scritte da scrittrici (femmine).

Che ne pensate? Chi di voi ha bambini può confermare o smentire?

Si accettano comunque proposte, idee, suggerimenti.  :la:

(Yarrrrr)

Modificato da Agave

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Ospite

1- perché il mio vero nome (Montagner Alessio) non mi piace.

2- perché avrei una ulteriore possibilità di inserire una "chiave di lettura".

3- perché ho la fobia della visibilità: vorrei rimanere in un angolo senza essere visto da nessuno. È il motivo principale per cui non ho mai neppure tentato di pubblicare. Se lo vorrò fare, sarà perché ho qualcosa da comunicare (una idea, una sensazione, una esperienza...) a una massa; ma, in quel caso, preferirei non si sapesse chi è che sta parlando.

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1- perché il mio vero nome (Montagner Alessio) non mi piace.

2- perché avrei una ulteriore possibilità di inserire una "chiave di lettura".

3- perché ho la fobia della visibilità: vorrei rimanere in un angolo senza essere visto da nessuno. È il motivo principale per cui non ho mai neppure tentato di pubblicare. Se lo vorrò fare, sarà perché ho qualcosa da comunicare (una idea, una sensazione, una esperienza...) a una massa; ma, in quel caso, preferirei non si sapesse chi è che sta parlando.

 

direi che anche queste posso condividerle quasi pienamente  :indicare:

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Io vorrei pubblicare con lo pseudonimo perché non vorrei farmi riconoscere. Ma una volta usato lo pseudonimo, come fare per farsi riconoscere almeno dagli amici, per esempio su facebook? Ne ho 400 e dovrei rivelare loro che sono io? Non avrebbe senso!

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Credo che la tentazione di uno pseudonimo si leghi anche alla voglia di libertà da vincoli e da responsabilità a cui il tuo vero nome ti richiama. Alla fine il forum è proprio un luogo emblematico per parlarne, essendo un mondo composto da nickname. Non demonizzo tale volontà, del resto talvolta succede di non riconoscersi del tutto in ciò che si scrive, di percepire il prodotto della propria mente quasi come una cosa altrui e, di conseguenza, anche creare un'identità alternativa può avere un senso. Certo poi si scivola nel bisogno di creare uno pseudonimo per ogni diversa sfaccettatura del nostro scrivere: per risparmiare tempo, in sostanza, mi tengo il mio nome.

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Userei uno pseudonimo, solo se dovessi scrivere un romanzo erotico, ispirandomi alle mie personali esperienze di vita, per sfuggire alle eventuali ire di donne che potrebbero sentirsi chiamate in causa... Ma temo che sarebbe un ben misero tentativo di difesa. :hihi:

Quindi, meglio desistere: niente pseudonimo.

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On 11/2/2016 at 11:00, Roslyn dice:

Io vorrei pubblicare con lo pseudonimo perché non vorrei farmi riconoscere. Ma una volta usato lo pseudonimo, come fare per farsi riconoscere almeno dagli amici, per esempio su facebook? Ne ho 400 e dovrei rivelare loro che sono io? Non avrebbe senso!

Non è un caso poi così raro per quello che so, secondo me in questi casi non ci si vergogna di quello che si ha scritto con amici e conoscenti, ma non si vuole che il proprio nome diventi "pubblico".

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Ho conosciuto autori che nel decidere di utilizzare uno pseudonimo era come se proseguissero la finzione del loro romanzo: nella loro testa, esisteva un personaggio in più rispetto a quelli conosciuti dai loro lettori, seduto a una scrivania a scrivere storie e a vivere una vita diversa da quella del "vero" autore. Forse suona un po' come un disturbo da personalità multipla, ma io l'ho trovata una cosa molto poetica. :)

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Alla fine proprio a Modena ho incontrato uno scrittore che scriveva sotto pseudonimo. Alla fine penso che lui l'abbia fatto davvero con cognizione di causa. Infatti nel suo libro denuncia la realtà sociale degradante sul suo posto di lavoro, raccontando anche di colleghi e di sperperi di denaro pubblico, e alla fine non voleva essere riconosciuto.

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Oh, a questo proposito ho riflettuto tanto, nonostante non sappia se avrò l'opportunità di realizzare il mio sogno, e devo dire che sono ancora combattuta. Credo che chi decida di nascondere il suo nome lo faccia per una buona ragione, ma essa cambia perennemente in base al carattere dell'autore preso in considerazione. Ad esempio, io quando provai a mandare una mia poesia ad un giornale, la prima cosa che pensai, fu questa: mi vergogno a vedere il mio nome pubblicato, a sapere che qualcuno possa associare la poesia al mio nome. Questo perché i versi per un poeta, sono come pagine di diario. Per mia timidezza ho voluto apparire come anonima, sebbene non avessi la sicurezza di apparire su quel giornale. 

Per cui credo che spesso il motivo sia personale, togliendo casi specifici come quello descritto da Fady. 

Io sono parecchio combattuta per queste ragioni: 

- sarebbe un onore vedere il mio nome sulla copertina di una mia storia, caspita una mia storia pubblicata, cosa ci sarebbe di più bello per una novellina come me? *-* però poi penso, davvero è necessario? Io credo che anche vedere il mio libro pubblicato sarebbe un sogno, alla fine con il libro tra le mani non mi importerebbe leggere il mio vero nome, starei a sfogliarne le pagine con aria sognante e incredula XD

- poi, beh, una stupidata, ma sarebbe fighissimo scegliere il nome d'arte :asd: 

- mettere un nome diverso da quello reale serve a qualcosa? Oggi la pubblicizzazione di se stessi per farsi conoscere è importante.

 

Riflessione aggiuntiva:

- ci pensate mai alle persone famose e importanti? Al cambiamento che comporta questa scelta. Io non so come facciano ad esempio gli attori a camminare per la strada e ad esser fermati da tutti, non poter gustare la vita nella semplicità più banale. Sono certamente persone famose che hanno avuto il coraggio di buttarsi nella loro vita. 

 

Voi che ne pensate? :D 

 

Ps: scusate se mi son dilungata... ma ho sintetizzato al massimo... 

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A me non darebbe fastidio lavorare sotto pseudonimo, ma dovrebbe essere per una di queste motivazioni:

 

1) per non correre nessun rischio di vedere compromessa la mia vita privata a causa di un insperato, inatteso successo (ma figuriamoci!)

2) per la voglia d'inventare, oltre allo pseudonimo, anche una biografia particolare, al solo, viscido scopo di vendere più copie possibili

3) per poter realizzare la mia fantasia erotica noir di sussurrare in un bar in bianco e nero ad una bionda provocante che sì, Hugh Stevenson, il re del giallo, sono proprio io, dolcezza.

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Ospite Andrea.Dee

Scriverei con un altro nome per il semplice fatto che devo lavorare. Se un datore di lavoro apre internet e cerca il nome e trova un romanzo scritto in prima persona con sesso e roba strana o comunque un genere particolare, può anche dire "no questo io non me lo piglio". O magari pensare che visto che scrivi hai i soldi e quindi non hai bisogno di quel lavoro, perchè ci sono anche quelli che in tempi di crisi cercano di assumere chi ha le pezze al culo.

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On 3/9/2016 at 10:38, Andrea.Dee dice:

Scriverei con un altro nome per il semplice fatto che devo lavorare. Se un datore di lavoro apre internet e cerca il nome e trova un romanzo scritto in prima persona con sesso e roba strana o comunque un genere particolare, può anche dire "no questo io non me lo piglio". O magari pensare che visto che scrivi hai i soldi e quindi non hai bisogno di quel lavoro, perchè ci sono anche quelli che in tempi di crisi cercano di assumere chi ha le pezze al culo.

 

E' esattamente la cosa che penso io. Quando si parla del mondo del lavoro, vuoi esprimerti e sei il signor nessuno, lo pseudonimo può essere una buona scelta.

Ma sul lato tecnico, riesce a garantire la riservatezza? Cosa si fa con le presentazioni, si fanno via skype con un modificatore di voce?

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Ospite

lo pseudonimo può essere una ottima strategia di marketing.

Mezzo secolo fa e oltre per gli autori "di genere" italiani era praticamente obbligatorio: Scerbanenco esordì come Denny Sher. In altro ambito, Sergio Leone firmò il suo primo film Bob Robertson. Editori e produttori pensavano che il pubblico italiano non avrebbe apprezzato gialli e western di autori italiani.

 

Un altro aneddoto interessante riguarda David Baldacci: la Mondadori pubblicò Potere assoluto attribuendolo a tal David B. Ford. A Segrate pensavano che David Baldacci fosse un nome troppo "italiano" per un thriller ambientato alla Casa Bianca e dintorni.

 

Tornando al marketing, Adriano Bon ha beneficiato molto del firmare i suoi libri Hans Tuzzi (alcuni pensavano Tuzzi fosse Umberto Eco). in questi casi una sagace CE può far leva sulla curiosità ("chi si nasconde dietro lo pseudonimo di XXX ?") e pompare le vendite. Altro caso da manuale, Marco Parma/Paolo Pietroni con Sotto il vestito niente.

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Ospite
On 23/2/2016 at 17:05, Dark Smile dice:

Oh, a questo proposito ho riflettuto tanto, nonostante non sappia se avrò l'opportunità di realizzare il mio sogno, e devo dire che sono ancora combattuta. Credo che chi decida di nascondere il suo nome lo faccia per una buona ragione, ma essa cambia perennemente in base al carattere dell'autore preso in considerazione. Ad esempio, io quando provai a mandare una mia poesia ad un giornale, la prima cosa che pensai, fu questa: mi vergogno a vedere il mio nome pubblicato, a sapere che qualcuno possa associare la poesia al mio nome. Questo perché i versi per un poeta, sono come pagine di diario. Per mia timidezza ho voluto apparire come anonima, sebbene non avessi la sicurezza di apparire su quel giornale. 

Per cui credo che spesso il motivo sia personale, togliendo casi specifici come quello descritto da Fady. 

Io sono parecchio combattuta per queste ragioni: 

- sarebbe un onore vedere il mio nome sulla copertina di una mia storia, caspita una mia storia pubblicata, cosa ci sarebbe di più bello per una novellina come me? *-* però poi penso, davvero è necessario? Io credo che anche vedere il mio libro pubblicato sarebbe un sogno, alla fine con il libro tra le mani non mi importerebbe leggere il mio vero nome, starei a sfogliarne le pagine con aria sognante e incredula XD

- poi, beh, una stupidata, ma sarebbe fighissimo scegliere il nome d'arte :asd: 

- mettere un nome diverso da quello reale serve a qualcosa? Oggi la pubblicizzazione di se stessi per farsi conoscere è importante.

 

Riflessione aggiuntiva:

- ci pensate mai alle persone famose e importanti? Al cambiamento che comporta questa scelta. Io non so come facciano ad esempio gli attori a camminare per la strada e ad esser fermati da tutti, non poter gustare la vita nella semplicità più banale. Sono certamente persone famose che hanno avuto il coraggio di buttarsi nella loro vita. 

 

Voi che ne pensate? :D 

 

Ps: scusate se mi son dilungata... ma ho sintetizzato al massimo... 

 

ci pensate mai alle persone famose e importanti? Al cambiamento che comporta questa scelta. Io non so come facciano ad esempio gli attori a camminare per la strada e ad esser fermati da tutti, non poter gustare la vita nella semplicità più banale

 

non credo esistano scrittori così famosi da essere assediati da nugoli di fan quando escono per strada come accade alle star della tv, del cinema e del calcio... l'unico che mi viene in mente cui forse potrebbe accadere una cosa del genere è Paulo Coelho. un altro bestseller vivente come Dan Brown a parer mio non ha di questi "problemi"

quando firmano libri e incontrano i lettori sicuramente c'è ressa, ma fuori da questi contesti promozionali secondo me vanno al bar senza guardie del corpo ;-)

 

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A volte perché non siamo noi a scrivere. 
Sembra un po' un discorso da personalità multipla, ma a volte penso che il nostro estro creativo abbia un nome a parte, una sede a parte.
Ci siamo noi, razionali, calcolatori magari, quelli che buttano la spesa ogni sera e poi può darsi che da qualche altra parte della nostra anima ci sia il nostro -piùomeno- genio che ci ispira. 

Per motivi utilitaristici anche, come diceva @Roger1969 ma davvero qualcuno al momento della pubblicazione sa che il suo libro sarà un bestseller?  Beati loro!

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Userei uno pseudonimo perché il mio cognome è sfigato e da sfigato.

Come ha commentato ironicamente uno sotto il post della selezione racconti horror Watson: "Volponi, un cognome da far tremare le vene dei polsi."

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Ospite gecosulmuro
On ‎23‎/‎02‎/‎2016 at 17:05, Dark Smile dice:

Riflessione aggiuntiva:

- ci pensate mai alle persone famose e importanti? Al cambiamento che comporta questa scelta. Io non so come facciano ad esempio gli attori a camminare per la strada e ad esser fermati da tutti, non poter gustare la vita nella semplicità più banale. Sono certamente persone famose che hanno avuto il coraggio di buttarsi nella loro vita. 

 

Voi che ne pensate? :D 

 

Temo che anche nella più rosea delle prospettive non diventerò mai abbastanza famoso da essere fermato per strada e credo che questo, per ragioni statistiche, valga anche per la maggior parte di noi : Sad :. Comunque scriverei sotto pseudonimo per non sottoporre parenti o amici a quello che, vuoi o non vuoi, sarebbe di fatto un obbligo morale a leggere tutto quello che scrivo.

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2 ore fa, simone volponi dice:

Userei uno pseudonimo perché il mio cognome è sfigato e da sfigato.

Come ha commentato ironicamente uno sotto il post della selezione racconti horror Watson: "Volponi, un cognome da far tremare le vene dei polsi."

Secondo me sbaglieresti, un cognome simpatico, che fa sorridere, ti darebbe solo vantaggi.

E poi uno dei poeti italiani più importanti del '900 si chiamava Caproni, se non l'ha cambiato lui...

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