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Ospite Spritz

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Io sto andando avanti a scrivere il mio thriller, inizialmente volevo metterci una sfumatura di fantasy ma non mi convinceva.

Quindi sono rimasto sul thriller e basta, vediamo come esce!

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1 ora fa, Horselover Fat ha scritto:
3 ore fa, butch ha scritto:

Sono a pag. 189 di "Per chi suona la campana" di Hemingway. 

 

Caspita, addirittura te lo stai riscrivendo tu? Cos'è, un remake? :D

 

Io lo voglio, una specie di Hemingway feat. Butch :asd:  

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Nel frattempo sto procedendo abbastanza spedito con il mio romanzo. Come dicevo, si tratta di un giallo.

In estrema sintesi, viene ritrovato il corpo senza vita di un ragazzo e, accanto ad esso, una lettera con una confessione scritta da qualcuno

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Il 14/7/2020 alle 15:12, Effe_ ha scritto:

Io sto scrivendo un romanzo in cui un ex agente dei servizi, si ricicla per fare il produttore musicale.

 

Molto interessate. Mi piacciono molto le storie in cui i personaggi si riciclano, meglio se dopo un fallimento.

 

 

1 ora fa, Bojack88 ha scritto:

In estrema sintesi, viene ritrovato il corpo senza vita di un ragazzo e, accanto ad esso, una lettera con una confessione scritta da qualcuno

 

Questo succede anche in un mio giallo thriller. Il problema con le lettere d'addio è che, se sono scritte a mano, è abbastanza facile scoprire che la grafia non è quella del morto e allora l'indagine si fa più rischiosa. Poi potrebbe essere stata scritta a mano, ma con un normografo (o con metodi analoghi, quali ritagliare le lettere da un giornale) e a questo punto l'indagine diventa la risposta a questa domanda: dove diamine sta questo normografo?

Se invece qualcuno osserva che le grafia è quella del morto, come fa questo "qualcuno" a saperlo? :)

Che succede nel tuo romanzo? Senza spoilerare, ovvio.

 

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Allora, diciamo che la lettera in questione non è stata scritta dalla vittima, non si tratta di una lettera di addio.

Sì tratta di una vera e propria confessione, dove vengono spiegati i dettagli di tale "esecuzione", ma non vengono chiariti i motivi. Motivi che verranno ovviamente svelati nel corso del romanzo, ma su questo aspetto ci sto lavorando per capire bene come continuare.

Quindi fondamentalmente la storia si basa sul ritrovamento del cadavere e della lettera/confessione che viene trovata a pochi metri da lì. 

Adesso sono nella fase in cui sto cercando di sviluppare il proseguo, quindi sto elaborando un po' di situazioni e poi vediamo quale può essere quella migliore

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Ho terminato un thriller ambientato a Londra negli anni 2000, con importanti flashback sul passato del protagonista nelle Riserve Indiane, negli anni 90. Che ovviamente si legano alla storia principale, in cui il protagonista è alla caccia di un killer rituale. Nella trama si muovono due sottostorie secondarie riguardanti un omicidio di apparente elementare risoluzione e una persona scomparsa. 

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Buona sera a tutti, mi riaffaccio in un forum dopo parecchio tempo. Così, perché mi piace l'idea di leggere un po' di italiani che parlano di scrittura.

Al tema della discussione, rispondo con un: "Sto scrivendo". Il che, considerando che son trascorsi all'incirca dieci anni dalla mia ultima prima stesura, è per me un evento – per voi non è nulla.

Mi piaceva l'idea di ricominciare con un messaggio in cui dico che sto scrivendo. Ha un sapore tutto nuovo.

 

Buona scrittura a tutti!

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50 minuti fa, Andrea D'Angelo ha scritto:

Mi piaceva l'idea di ricominciare con un messaggio in cui dico che sto scrivendo. Ha un sapore tutto nuovo.

(y)   Ben ritrovato e buona scrittura, dunque.

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Niente. Ho un romanzo in uscita, uno quasi finito, uno finito, una raccolta di racconti finita. Anche se avessi le idee non trovo sensato mettermi lì a scrivere.

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Il 1/7/2020 alle 14:36, Gualduccig ha scritto:

Sono piantato a metà della stesura di una storia strana, che sfrutta l'indagine collegata ad un omicidio per portare i protagonisti in giro per la città e fare qualche fotografia umoristica (o aspirante tale) dell'Italia contemporanea. Dentro di me lo chiamo noir a colori. Solo che, arrivato a metà, mi sono un po' bloccato: il discrimine tra il ritratto sardonico di brutture che tutti conosciamo e l'immane vaccata è davvero sottile e al momento devo ritrovare un po' di autostima prima di ridare fiato alle trombe.

Prima stesura terminata.

I dubbi restano ma li affronterò tra un mesetto, quando metterò mano alla revisione. Sperèmm.

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Dopo diversi anni sto, finalmente, ultimando il mio primo libro (sinora ho scritto solo racconti brevi e poesie). Si tratta di un thriller psicologico ambientato in un'immaginaria cittadina del nord Italia. Inizio a parlare di vendetta con la scusa di approfondire la psiche umana. O almeno ci ho provato. 

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Un noir borgataro e metafisico su certo schifo della società. Considerando che uscirà in edicola e sul sito dell'editore non lo leggerà nessuno, ma è sempre un modo per migliorarsi etc. etc. etc.

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10 ore fa, m.q.s. ha scritto:

e coltiva avocado

 

Bello! Una storia sul cambiamento climatico: ormai in Sicilia crescono anche le piante tropicali.

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Scrivo un giallo per ragazzi, o almeno ci rifletto, per il momento. Rifletto anche sul secondo libro di una trilogia storica ambientata in Bielorussia, con @AnnaL. :)

Grandi riflessioni, insomma e qualche appunto :P

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1 ora fa, dyskolos ha scritto:

 

Bello! Una storia sul cambiamento climatico: ormai in Sicilia crescono anche le piante tropicali.

Esatto, in un certo senso parla anche di quello, ma senza esplicitarlo :)

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Io sto provando a scrivere l'unico genere che ancora mi mancava: quello erotico. Non so se ci riuscirò o meno, ma è una sfida personale e ne ho bisogno per motivarmi in un momento in cui non sono molto in forma e fatico molto a scrivere. È un romanzo M/M (se non sapete cos'è scrivetemi in privato e ve lo spiego:P), ambientato nella Berlino degli anni '30, in cui si mescolano amore, spionaggio e attivismo anti-nazista. Vediamo cosa ne viene...

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Ho cominciato a scrivere il quarto romanzo giallo di una serie, ormai rodata. Anche per me è un periodo un po' così. Dopo aver concluso il terzo mi sono fiondato subito sul successivo, ma mi sono accorto che l'automatismo con cui affronto la trama mi stava portando alla noia. Ho perfino pensato di lasciar perdere e buttarmi su qualcosa di nuovo (non mancano le idee) ma temevo di perdere troppo tempo in documentazione e studio e perciò alla fine sono tornato sui miei passi e ora provo a farmi passare questa sensazione di "obbligo" nel dover continuare. Tra l'altro sto aspettando una risposta da una CE per la pubblicazione, cosa che immagino, se va a buon fine, mi porterà via il poco tempo da dedicare alla scrittura.

E poi è cominciato il campionato...:)

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19 ore fa, Brutus ha scritto:

sto aspettando una risposta da una CE per la pubblicazione,

 

In bocca al lupo!

 

 

Il 5/9/2020 alle 13:57, Amers ha scritto:

Si tratta di un thriller psicologico ambientato in un'immaginaria cittadina del nord Italia. Inizio a parlare di vendetta con la scusa di approfondire la psiche umana.

 

Il thriller psicologico è il mio genere preferito. A mio avviso, il sentimento della vendetta è un buon mezzo per esplorare la psiche umana perché è primitivo, primordiale. Sto provando a fare una cosa simile.

 

 

Sto scrivendo un thriller psicologico in cui la solita squadra investigativa, guidata dal Commissario Flanagan [:asd:], questa volta si trova a combattere contro un nemico invisibile, che… no, non è virus, ma la classica mafia. Il romanzo è ambientato in un paesino siciliano di semi-fantasia, sperduto nel nulla, dove succede poco ma fra due settimane ci sono le elezioni comunali e la mafia vorrebbe imporre il proprio candidato. È una mafia moribonda, con pochi soldi, il cui capo prima viveva in una villa sfarzosa con i rubinetti d'oro, e ora in un rudere di campagna e mangia la cicoria che coltiva. Siccome sono al verde e non possono permettersi armi ed esplosivi, ricorrono a mezzi psicologici per cacciare il commissario, il quale precedentemente aveva pestato i piedi a Lorsignori, che ora decidono in sostanza di vendicarsi, e così gli mandano messaggi anonimi, mezze frasi, "pizzini", ecc… allo scopo di terrorizzarlo e indurlo a lasciare l'ufficio. Costoro, data la scarsezza di contatti politici (ormai hanno le pezze al… ehm… sui glutei, e non se li fila più nessuno), si alleano con un movimento neonazifascista, una sorta di covo di nostalgici di quel tizio col grugnone, che stava sempre affacciato al balcone a sparare cavolate, e del tipo tedesco coi baffetti, tutti palestrati, rapati a zero e pieni zeppi di tatuaggi.

Per scriverlo sto sperimentando il software Bibisco. :)

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Il 24/9/2020 alle 14:36, dyskolos ha scritto:

 

In bocca al lupo!

 

 

 

Il thriller psicologico è il mio genere preferito. A mio avviso, il sentimento della vendetta è un buon mezzo per esplorare la psiche umana perché è primitivo, primordiale. Sto provando a fare una cosa simile.

 

 

Sto scrivendo un thriller psicologico in cui la solita squadra investigativa, guidata dal Commissario Flanagan [:asd:], questa volta si trova a combattere contro un nemico invisibile, che… no, non è virus, ma la classica mafia. Il romanzo è ambientato in un paesino siciliano di semi-fantasia, sperduto nel nulla, dove succede poco ma fra due settimane ci sono le elezioni comunali e la mafia vorrebbe imporre il proprio candidato. È una mafia moribonda, con pochi soldi, il cui capo prima viveva in una villa sfarzosa con i rubinetti d'oro, e ora in un rudere di campagna e mangia la cicoria che coltiva. Siccome sono al verde e non possono permettersi armi ed esplosivi, ricorrono a mezzi psicologici per cacciare il commissario, il quale precedentemente aveva pestato i piedi a Lorsignori, che ora decidono in sostanza di vendicarsi, e così gli mandano messaggi anonimi, mezze frasi, "pizzini", ecc… allo scopo di terrorizzarlo e indurlo a lasciare l'ufficio. Costoro, data la scarsezza di contatti politici (ormai hanno le pezze al… ehm… sui glutei, e non se li fila più nessuno), si alleano con un movimento neonazifascista, una sorta di covo di nostalgici di quel tizio col grugnone, che stava sempre affacciato al balcone a sparare cavolate, e del tipo tedesco coi baffetti, tutti palestrati, rapati a zero e pieni zeppi di tatuaggi.

Per scriverlo sto sperimentando il software Bibisco. :)

Interessante :) da come ne parli, non mi sembra un thriller psicologico, ma più un mainstream, però sembra molto divertente! Chi sono le tue fonti di ispirazione (se ne hai)?

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11 minuti fa, m.q.s. ha scritto:

Interessante :) da come ne parli, non mi sembra un thriller psicologico, ma più un mainstream, però sembra molto divertente! Chi sono le tue fonti di ispirazione (se ne hai)?

 

Grazie :)

Sto giocando molto su aspetti psicologici: per esempio, un "pizzino" anticipa quello che faranno gli investigatori, che quindi cercano all'interno della squadra da chi è partita la fuga di notizie, ma tutti e tre i membri della squadra giurano di non aver spifferato notizie in giro. Così non si fidano più l'uno dell'altro, però devono andare avanti insieme. Sembrerà strano, ma la mia prima fonte d'ispirazione sono le canzoni (di Roberto Vecchioni, Francesca Michielin e Lorella Cuccarini, in questo caso). Poi metto romanzi e fatti di cronaca, e anche sogni e discorsi che sento mentre faccio la coda alla posta :)

Spero che si divertano anche i lettori. :)

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9 ore fa, dyskolos ha scritto:

Lorella Cuccarini

Se mi avessero detto che la Cuccarini poteva ispirare un thriller psicologico l'avrei presa per una battuta :).

 

Appena finito il nuovo romanzo, ora devo decidere a quale progetto dare corpo dei due che ho in mente... :grat: .

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8 ore fa, Marcello ha scritto:

Appena finito il nuovo romanzo, ora devo decidere a quale progetto dare corpo dei due che ho in mente... :grat:

 

Detto da uno che si fa ispirare i thriller da Lorella Cuccarini [:asd:], secondo me, c'è una soluzione semplice al tuo dubbio: un terzo progetto, quello che per ora non ti viene in mente. :)

 

In bocca al lupo per il nuovo romanzo!

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