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Ospite Spritz

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35 minuti fa, dyskolos ha scritto:

 

Attenta che poi quei personaggi ti si appiccicano addosso e non riesci più a liberartene, e magari anche in futuro si riproporranno, giacché i personaggi hanno vita autonoma. Lo scrittore è come Dio: li crea però poi li lascia liberi; e probabilmente ti verranno a bussare alla porta anche quando penserai alla terza, alla quarta, alla quinta, ecc… indagine :)

  ahhhh! li denuncerò per stalking! sempre che non mi vengano a bussare alla porta i vicini di casa!:lol:

 

Il narratore onnisciente focalizzato non è difficile da gestire. Quello onnisciente non focalizzato lo è, effettivamente. Cosa ti preoccupa? 

che si confondano i miei pensieri con quelli del personaggio e non me ne accorga nelle revisioni. Per esempio: "Marilena doveva finire di leggere il libro. Che noia! Ancora 30 pagine!"

Marilena pensa che il libro è noioso, ma, in fondo, anche io che la osservo. Però dovrei riportarlo come un suo pensiero oppure esplicitare  "doveva leggere ancora 30 pagine ed era davvero stufa". Giusto?

 

 

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riportarlo come suo pensiero mi sembra che tolga scorrevolezza:

Marilena doveva finire di leggere il libro. "che noia!" pensò, "ancora 30 pagine!" .

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5 minuti fa, leopard ha scritto:

ahhhh! li denuncerò per stalking! sempre che non mi vengano a bussare alla porta i vicini di casa!:lol:

 

:D:D:D

 

6 minuti fa, leopard ha scritto:

che si confondano i miei pensieri con quelli del personaggio e non me ne accorga nelle revisioni. Per esempio: "Marilena doveva finire di leggere il libro. Che noia! Ancora 30 pagine!"

Marilena pensa che il libro è noioso, ma, in fondo, anche io che la osservo. Però dovrei riportarlo come un suo pensiero oppure esplicitare  "doveva leggere ancora 30 pagine ed era davvero stufa". Giusto?

 

3 minuti fa, leopard ha scritto:

riportarlo come suo pensiero mi sembra che tolga scorrevolezza:

Marilena doveva finire di leggere il libro. "che noia!" pensò, "ancora 30 pagine!" .

 

Be', domanda difficile. Il pensiero rallenta un po' perché devi ti costringe almeno a inserire il tag.

Credo che la prima forma (Marilena doveva finire di leggere il libro. Che noia! Ancora 30 pagine!), se il contesto lo permette, sia la migliore: è detta "discorso indiretto libero". Ti evita di inserire i tag disse, pensò, ecc…

In questo caso, a dirla tutta, c'è un po' di sovrapposizione tra voce narrante e pensiero del personaggio, come anche tu rilevi (Marilena pensa che il libro è noioso, ma, in fondo, anche io che la osservo), però fatto bene ha un certo effetto positivo: conferisce un po' di brio alla narrazione.

La seconda forma (doveva leggere ancora 30 pagine ed era davvero stufa) è simile e, secondo me, va pure bene anche se è lievemente più piatta, ma dipende dal contesto.

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59 minuti fa, dyskolos ha scritto:

Credo che la prima forma (Marilena doveva finire di leggere il libro. Che noia! Ancora 30 pagine!), se il contesto lo permette, sia la migliore: è detta "discorso indiretto libero". Ti evita di inserire i tag disse, pensò, ecc…

In questo caso, a dirla tutta, c'è un po' di sovrapposizione tra voce narrante e pensiero del personaggio, come anche tu rilevi (Marilena pensa che il libro è noioso, ma, in fondo, anche io che la osservo), però fatto bene ha un certo effetto positivo: conferisce un po' di brio alla narrazione.

 

Concordo al 100%.

Io mi metterei un unico dubbio prima di applicare questa forma: la voce narrante interviene spesso (diciamo da "voce fuori campo") a commentare quanto accade nella narrazione, rivolgendosi direttamente al lettore? Qualcosa tipo "che scelta stupida, quella, ma lui non poteva saperlo"?

Se sì, il rischio di generare confusione a proposito di chi sia l'autore del pensiero esiste. Se no, io procederei spedito con il discorso indiretto libero.

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11 minuti fa, Gualduccig ha scritto:

Se no, io procederei spedito con il discorso indiretto libero.

 

Anche io :)

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2 ore fa, Gualduccig ha scritto:

 

Concordo al 100%.

Io mi metterei un unico dubbio prima di applicare questa forma: la voce narrante interviene spesso (diciamo da "voce fuori campo") a commentare quanto accade nella narrazione, rivolgendosi direttamente al lettore? Qualcosa tipo "che scelta stupida, quella, ma lui non poteva saperlo"?

Se sì, il rischio di generare confusione a proposito di chi sia l'autore del pensiero esiste. Se no, io procederei spedito con il discorso indiretto libero.

se ho ben capito quello che dici: sono onnisciente perchè conosco bene la protagonista e talvolta forse rivelo aspetti di lei inconsci, ma che potrebbe essere consci. Esempio: "Marilena era convinta di avere sempre ragione.  Ovviamente non era così ma lei fingeva di non accorgersene e continuava imperterrita".  Ma ne so tanto quanto lei rispetto al futuro, non so se le sue scelte si riveleranno sbagliate o cosa le succederà. Sostanzialmente ne so quanto lei, anche se talvolta è probabile che io riveli qualcosa che lei fa fatica ad ammettere o accettare. perchè ogni tanto mi viene da prenderla un pò in giro, è un personaggio che qualche volta si dimostra un pò buffo o un pò presuntuoso 

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Ok, mi faccio coraggio e mi confesso.

Ho scritto un thriller veloce che si chiama "Il Trafficante Di Lettere". Poi mi sono e mi sto cimentando nel genere fantasy con Elohim. Attualmente sto scrivendo il terzo capitolo della saga, e a breve pubblicherò sempre su Amazon  Elohim2. Non so se avrò di nuovo la forza di proporre i miei lavori a qualche casa editrice come facevo 10 anni fa... per cui boh... devo capire come muovermi da capo...

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Il 7/10/2019 alle 18:38, Gualduccig ha scritto:

Sto affrontando la prima stesura di un romanzo di perdizione che aspira ad essere la narrazione dal punto di vista di un quasi-maggiorenno del suo inesorabile scivolare verso la risposta (sbagliata) ai suoi problemi e ai suoi dubbi, che sono - credo - i dubbi di moltissimi adolescenti.

 

Sto cercando di raccontare questa storia con una ripresa frontale, totalmente interna alla testa del protagonista, e devo ammettere che mi riesce molto più complicato dell'utilizzare invece un POV più obliquo e libero di ignorare i pensieri dell'io narrante: il timore di esagerare, di perdermi nel balletto tra pensiero e azione del protagonista, è notevole. Oltretutto, la necessità di adattare il registro sintattico e linguistico a quello di un ragazzo timoroso (prima) e fin troppo spavaldo (poi) è un problema non da poco, considerando il livello culturale e la capacità di introspezione del soggetto.

 

L'obiettivo che mi sono posto - al di là di quello di lasciare tra le righe una certa raccomandazione al lettore quanto all'importanza di preparare i figli ad alcune delle insidie della crescita - è quello di far reagire in due modi precisi, a seconda dei momenti della narrazione: sarò contento del mio scritto quando sentirò che il potenziale lettore, scorrendo le mie frasi, urlerà nella sua testa "ma baciala, idiota, che non aspetta altro!" oppure "cosa fai? cosa fai?!? ma no, ma nooo!"

 

Prima stesura terminata.

Ora lascio decantare un minimo poi mi metto sotto con rilettura e correzioni.

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Il 23/3/2019 alle 23:41, Purrpendicular ha scritto:

Io sto scrivendo un romance post-apocalittico (forse l'ho detto anche in tag... vabbé). Mi sto divertendo un casino.
Un tizio rimasto gravemente ferito dopo aver cercato di impedire l'apocalisse(circa apocalisse, in realtà è caduto il governo e lo stato è diviso in piccole regioni controllate da milizie locali) è costretto a prendersi in casa una coinquilina in cambio delle cure mediche che gli servono per potersi occupare di suo figlio.
Le premesse sono drammatiche ma ovviamente la convivenza quasi forzata rende la situazione molto comica. Mi sta uscendo molto leggero nonostante gli argomenti seri, quindi spero di star facendo un buon lavoro.

A maggio dovrei aver finito... Se tutto va bene.

Non l'ho finito a maggio.

L'ho finito... cinque minuti fa. Ora lo lascerò perdere per... un mese o due, giusto il tempo di organizzarmi per aggiustare gli errori di cui ho tenuto traccia mentre scrivevo, cercare istruzioni su come fare dell'editing decente e poi si vedrà.
La cosa peggiore è sapendo che mi mancavano giusto quelle cinquecento parole mi sembrava strano concludere. Mi sono sempre immaginata questo momento come la fine di una lunga tirata di cinque ore e mezza con flebo di caffè, invece ci ho messo dieci minuti sentendomici pure in colpa perché... "no dai, non è possibile". Ci lavoravo da luglio 2018 se non ricordo male ed è il mio primo romanzo. E il 3 gennaio 2020 ho finito di scriverlo.

Giuro che per il prossimo mi do sei mesi massimo.

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Io sto facendo troppe cose contemporaneamente 😅 sto facendo l'editing di un romanzo che sarà pubblicato a primavera e che è il sequel di uno pubblicato nel 2018 (è un romanzo per ragazzi)👨👩. Poi sto scrivendo il sequel di un romanzo sui pirati ☠pubblicato nel 2019 (avventura) e ho iniziato un nuovo romanzo un po' particolare ambientato ai giorni nostri a Bologna. Solo che in entrambe le due stesure attuali ho qualche blocco al momento ... spero di riuscirlo a superare ... Non riesco a fare una sola cosa contemporaneamente ...

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14 ore fa, Wolf88 ha scritto:

Io sto facendo troppe cose contemporaneamente

Beato te, io devo combattere per trovare il tempo per procedere con una alla volta...

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Io sto iniziando a buttare già qualche idea per un thriller con sfumature fantasy

Per ora sono alle fasi iniziali, sto ancora elaborando la trama, l'ambientazione, mi sto facendo un quadro generale per capire come sviluppare la storia. Quindi è ancora tutto allo stato embrionale!

Però ho qualche idea interessante, vediamo come si sviluppa

E' la prima volta che mi metto, seriamente, a pensare di scrivere qualcosa. Quindi sono un pò "spaventato" e curioso di vedere cosa viene fuori!

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Io ho appena cominciato la stesura di una scaletta e delle schede personaggio per un romanzo epico/storico (più precisamente e se tutto va bene il primo di una saga) ambientato nel medioevo, incentrato sulle vicende dei Rus di Kiev e di Novgorod. Guerre, religioni, imperi, lotte di potere, intrighi familiari...

Un po' impegnativo per ciò che riguarda la ricerca e la documentazione, ma almeno a me che devo scriverlo mi intriga parecchio! ;)

 

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Il mio primo romanzo. Sono più o meno a metà e sto pensando di cestinare tutto e riscriverlo.

Un guru del self-help fondamentalmente buono ma stupido. Una multinazionale alle spalle che sfrutta la sua popolarità. Una clinica in cui si sperimentano nuove terapie. Il complotto irrealizzabile di un folle psicopatico. E al centro il protagonista, una donna, ed alcuni ragazzi della clinica.

Una sorta di Coscienza-di-Zeno-semi-distopica-con-un-po'-di-thriller-ma-fondamentalmente-è-roba-di-psicologia-e-c'è-pure-un-po'-di-Milan-Kundera-e-Martin-Luther-King.

:umh:

 

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58 minuti fa, Ton ha scritto:

Il mio primo romanzo. Sono più o meno a metà e sto pensando di cestinare tutto e riscriverlo.

Un guru del self-help fondamentalmente buono ma stupido. Una multinazionale alle spalle che sfrutta la sua popolarità. Una clinica in cui si sperimentano nuove terapie. Il complotto irrealizzabile di un folle psicopatico. E al centro il protagonista, una donna, ed alcuni ragazzi della clinica.

Una sorta di Coscienza-di-Zeno-semi-distopica-con-un-po'-di-thriller-ma-fondamentalmente-è-roba-di-psicologia-e-c'è-pure-un-po'-di-Milan-Kundera-e-Martin-Luther-King.

:umh:

 

 

Cestinare tutto è sempre sbagliato. Prova a tenere il tutto per riprendere spunto, rielaborare alcune parti, ecc. E poi è sempre un tuo lavoro e merita di rimanere come ricordo, almeno.

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Con sempre troppo poco tempo a disposizione, il quarto romanzo, a due terzi circa del cammino (450.000 caratteri a oggi).

Ho altri due progetti in testa, già abbastanza delineati, ma zero tempo per attuarli.

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Il 29/3/2012 alle 09:05, Memory of Dream ha scritto:

Io oltre ai due progetti principali (un fantasy e una space opera) sto riscrivendo un vecchio racconto dove creo una versione alternativa di come è stato decorato l'ossario di Sedlec. Il punto focale è che tale ossario sembra, per quanto è macabro, a detta di molti che l'hanno visto, il lavoro di un pazzo adoratore della morte per rendere omaggio alla propria signora.

Il racconto lo scrissi quasi 7 anni fa, quindi leggendolo oggi l'ho trovato molto brutto, ma l'idea di fondo è interessante.

C'è solo un problema, dalla scaletta che ho preparato rischio di superare le 40000 parole (e meno male che era un racconto) ^_^

@Memory of Dream mi pare interessante ciò che hai scritto, di conseguenza mi piacerebbe sapere una cosa sulla parte che ho trovato interessante.
Tu dalla scaletta riesci a sapere quante parole scriverai? 
Mi spiegheresti, se il tempo te lo permette, la tecnica che utilizzi?

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Il mio quarto romanzo, il terzo di una saga del genere legal-thriller. Prologo e cinque capitoli, poi mi sono fermato. Non per blocco dello scrittore, ma perché quello che mi accade intorno mi ha tolto, per il momento, la voglia di scrivere.

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Mi destreggio, tra una serie di racconti porno e alcune cose altrettanto riprovevoli, dal punto di vista della grammatica, se non nel contenuto, che periodicamente pubblico qui, ammorbando i gentili lettori.

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6 ore fa, Nightafter ha scritto:

Mi destreggio, tra una serie di racconti porno e alcune cose altrettanto riprovevoli, dal punto di vista della grammatica, se non nel contenuto, che periodicamente pubblico qui, ammorbando i gentili lettori.

 

Sei il mio nuovo idolo!

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53 minuti fa, simone volponi ha scritto:

Sei il mio nuovo idolo!

 

 

Ahahahahahaha!!!:lol:

E' reciproco Simone(y)

 

Auguri!!!

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Autobiografia,

ribelle, coraggiosa e con molte riflessioni introspettive collegate alla psicologia umana.

Ducento pagine buttate giù senza filtri in circa un mese e mezzo.

Chissà se mai troverò il coraggio di provare a pubblicarla :|

Ad ogni modo, riscriversi è stato un viaggio veramente unico.

 

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Sono piantato a metà della stesura di una storia strana, che sfrutta l'indagine collegata ad un omicidio per portare i protagonisti in giro per la città e fare qualche fotografia umoristica (o aspirante tale) dell'Italia contemporanea. Dentro di me lo chiamo noir a colori. Solo che, arrivato a metà, mi sono un po' bloccato: il discrimine tra il ritratto sardonico di brutture che tutti conosciamo e l'immane vaccata è davvero sottile e al momento devo ritrovare un po' di autostima prima di ridare fiato alle trombe.

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