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Ospite Spritz

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10 ore fa, Marcello ha detto:

Leggerò bene la sinossi e le due pagine da editare :tze: 

Tieniti libero per il 2025.

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Cerco di superare la mia timidezza da forum di scrittura inserendo la mia prima risposta qua...

Qualche anno fa mi ero già un po' sbloccata e qualche contributo lo avevo dato, ma adesso è decisamente troppo che non partecipo ad un forum e ammetto che questo mi intimidisce un pochino, anche se lo adoro ^^

La mia cultura letteraria non ha un genere prediletto, ma dal punto di vista della scrittura, i miei tentativi di portare avanti un romanzo sono da enumerarsi nell'ambito fantasy. Ne ho tre che arrancano da anni... lo so che sono troppi ed è un mio problema da sempre, non riuscire a concludere perché non riesco a prediligere una delle mie idee rispetto alle altre e a tentoni le porto avanti tutte. I racconti, brevi o lunghi, invece sono di genere vario. Hanno un tratto in comune: la presenza dell'omosessualità maschile, per quanto io sia donna, è un argomento del quale non riesco a fare a meno. Adesso ne sto scrivendo uno ambientato in Giappone dalle tematiche un po' deprimenti temo

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Ho appena ripreso in mano un racconto lungo/raccolta di racconti/ piccolo romanzo..., non so bene come chiamarlo, sulla prostituzione e sulla tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. Scusate la pomposità, ma su questa distinzione mi sembra sempre giusto mettere l'accento. In ogni caso, mi mancano le ultime tre storie poi credo di aver terminato, almeno con la stesura. Provo anche a scrivere racconti per partecipare ai vari concorsi, per fare pratica, ma ultimamente non sono molto costante. Bisogna che recuperi il mio impegno, chissà dove l'ho perso :P

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Dunque... quasi un anno fa ho iniziato a comporre una raccolta di liriche di argomento filosofico, però scrivo soltanto quando mi capita per caso di vedere, leggere o sentire qualcosa che mi fa sorgere una riflessione particolare: causa esami che mi tolgono tempo, testa e mi prosciugano l'anima (scherzo, mi piace la letteratura latina), l'ultima volta è successo a marzo. Al momento ho in mano 13 poesie: mi soddisfano per essere le mie prime prove poetiche, ma so bene di dover compiere ancora una lunga strada prima di riuscire a esprimere in maniera davvero densa, pregnante e potente le riflessioni che voglio esporre. Paradossalmente queste qualità mi sembrano più evidenti nei pensieri che mi appuntavo un tempo sul cellulare, per me stesso, per non dimenticarmeli, quando ancora stavo definendo la "filosofia" fondante di queste liriche.

Inoltre è da quando ho iniziato a scrivere queste poesie che mi riprometto anche di iniziare quanto prima possibile le tre seguenti opere:

- una raccolta di racconti con i medesimi fini filosofici

- un poema in versi liberi il cui protagonista-narratore-cantore, accompagnato dalla sua parte razionale, riflessiva, filosofeggiante, e dalla sua parte istintiva, passionale, sensitiva, ma soprattutto dalla sua compagna di vita, compie un lungo, lungo viaggio, scendendo giù in profondità nell'Abisso, una profonda gola simbolo della ricerca della verità.

- una raccolta di poemetti narrativi tendenzialmente di stampo epico ancora una volta con intenti filosofici. Forse quest'estate, in occasione di un viaggio nella Grecia classica (passerò sotto l'Elicona, chissà mai che incontro le Muse e ci scambio due parole), troverò l'ispirazione necessaria a iniziare quest'ultima opera.

 

Aggiungo che, oltre alle altre 47323 opere che ho progettato, studiando le Metamorfosi di Ovidio per il suddetto esame di letteratura latina, mi è venuta la malsana idea di comporre un altro poema sulla storia dell'uomo e del mondo, ma di un mondo immaginario  (in cui intendo ambientare tutte le mie opere) dalle origini al giorno d'oggi, sempre con intenti filosofici. Sì, lo so che non sono nè Ovidio nè Dante, ma oh, io scrivo (scriverò anzi, anzi rettifico: spero di scrivere), esprimo quel che sento il bisogno di esprimere e nella forma in cui sento il bisogno di farlo, per me stesso ancora prima che per un eventualissimo lettore, tutt'al più saprò cosa bruciare nel camino d'inverno.

 

A questo punto chi sarà giunto alla fine del mio noiosissimo post si chiederà  (ma anche no) quante opere, delle mille mila che voglio scrivere, io abbia portato a termine. Beh, vi lascio immaginare, non è difficile! :asd:

A mia discolpa voglio ricordare la mia tenera età: 19 anni quasi 20.:bandiera:

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Il mio primo romanzo, narrativa. Attualmente è in fase di valutazione, quindi l'ho scritto. Sto scrivendo, ancora a livello embrionale, il seguito.

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In questo periodo sono alle prese con tre progetti di scrittura: un racconto, un romanzo e un curriculum vitae. :asd: Assurda verità! 
Del racconto ne avevo già parlato nel forum, sul fatto che potrei cimentarmi nel progetto di scrivere una serie di racconti accomunati da un solo elemento, ossia i collant delle donne. Nutrendo una grande passione per le calze, non c'è nulla di più affascinante per me che i collant e l'approccio che ogni ragazza o donna ha con questo oggetto che fra le mani sembra morto e floscio e sulle gambe invece è vivo e pieno. Idea che mi è venuta due giorni fa. 

Da un anno a questa parte invece, sto scrivendo un romanzo e sono giunta quasi alla fine, il titolo è I danni della grandine.  Il personaggio principale temo sia Teresa, una ragazzina dai capelli rossi che è sulla soglia dei vent'anni. Teresa combina un sacco di guai ed è incapace di restare ferma a valutare persone e fatti con saggezza, no, lei va ad istinto e si butta dal ponte senza prima avere la sicurezza di avere agganciato una corda che la tiri su. Insomma, non si cura delle conseguenze, e non per coraggio o sfacciataggine, ma ahimè per sbadatezza. Non posso tuttavia giustificarla dietro alla sua affermata ingenuità, perché Teresa, seppur pasticciona, è anche piuttosto furba e bugiarda. E' una protagonista di cui non fidarsi mai, perché riesce a farla anche sotto gli occhi del lettore. Per quanto riguarda la sua vita sociale, posso dire che assistiamo ad un fenomeno che dapprima sembra saper gestire, ma che poi si rivela rovinoso per la sua sfera affettiva: Adriano. Il romanzo si sviluppa nel tentativo della protagonista di trovare uno spazio per Adriano, immaginario e non, pur sempre all'interno della sua vita, ma ciò forse è impossibile, perché per fare spazio spesso bisogna avere ben chiaro il proprio. 

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Io sto tentando di finire il mio primo romanzo: un Fantasy abbastanza classico, dove c'è il cattivone di turno che vuole ritornare dalla dimensione in cui è stato imprigionato e di quattro avventurieri che cercano di impedirglielo. Sembra molto banale, ma ci sono elementi che sto cercando di rendere unici, creando un intero universo fantasy attorno la storia. Spero non sia troppo scopiazzato o incasinato, ma per adesso mi interessa solo terminarlo.

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Ho ripreso in mano una robetta fantascientifico-comica che avevo scritto sotto forma di sceneggiatura quando ero al liceo. La sto mettendo sotto forma di racconto per la semplice ragione che mi diverte. Non lo pubblicherò probabilmente mai, ma rido come una scema mentre lo scrivo.

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L'anno che sta per finire e anche quello precedente sono stati particolari... e praticamente non ho scritto quasi mai.
Ora vorrei riprendere e farlo il più regolarmente possibile, anche se ho parecchio timore. Timore di aver perso qualcosa per strada nel periodo di pausa. Paura della risalita, diciamo, ma non voglio che questo mi blocchi più. Quindi al momento sto provando a scrivere un racconto horror/sovrannaturale che mi è venuto in mente dopo aver fatto un incubo. Se avrò il coraggio, lo pubblicherò anche qui sul forum per farmi distruggere... xD

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Sto cercando di scrivere un romanzo con elementi fantascientifici, ambientato a Mosca nel 1962. L'idea di basa sarebbe quella di giochicchiare con paradossi matematici / logici e fisici, ma sempre con una modalità scanzonata, non certo rigorosa. 

Probabilmente il risultato è una schifezza, però è un bel passatempo e l'idea è - a lavoro ultimato - quello di passare all'auto-pubblicazione. 

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Sto lavorando ad un racconto per un concorso. Mi sta venendo maledettamente alla John Fante, ma io non sono John Fante, non so se rendo l'idea. :)

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Sto scrivendo un nuovo romanzo originale e questa volta autoconclusivo. Un po' per respirare un po', un po' per allenarmi nel mistery e nello slice of life. Spero di finirlo per fine marzo. Sarebbe bellissimo. 

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Io sto scrivendo un racconto che si chiama 18 anni e come uscirne vivi, in breve parla di una ragazza che si chiama Isabella che ha un sogno andare a vedere il concerto del suo cantante preferito, però durante questo lungo tragitto saranno numerosi gli ostacoli che avrà davanti, saranno numerosi i ricatti che subirà, poiché ha scelto di non festeggiare il suo compleanno, seppur la sua famiglia non la pensa come Isabella. Chissà se riuscirà a realizzare questo progetto. 

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Ho cominciato ieri un racconto per l'infanzia su un topolino.

Però non mi sta venendo propriamente per l'infanzia… 

Speriamo che lo leggano alcuni bambini più grandi...

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Io sto ultimando il mio primo romanzo:
faccio fatica ad inserirlo in un unico genere perché al suo interno ci sono eventi storici realmente accaduti che si andranno ad intrecciare con la vicenda attuale della protagonista.

 

All'interno del testo ci saranno quindi riferimenti storici, mistero, sentimenti... spero di riuscire ad amalgamare bene il tutto! ;)

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Il 6/3/2019 alle 11:40, Bullitt70 ha detto:

Io sto ultimando il mio primo romanzo:
faccio fatica ad inserirlo in un unico genere perché al suo interno ci sono eventi storici realmente accaduti che si andranno ad intrecciare con la vicenda attuale della protagonista.

  

All'interno del testo ci saranno quindi riferimenti storici, mistero, sentimenti... spero di riuscire ad amalgamare bene il tutto! ;)

 

Una specie di Manzoni dell'era moderna! :vecchiocazzuto:

(Che poi "I promessi sposi" va letto in un'ottica del tutto diversa dal romanzo storico/sentimentale/etc perché è molto più complesso, ma va be')

 

Io sono al lavoro su sei progetti diversi, o meglio: ho sei progetti aperti, ma su nessuno di questi attualmente lavoro... Non riesco a capire se valga la pena continuare.

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Il 8/3/2019 alle 20:06, Paolo Vitrano ha detto:

 

Una specie di Manzoni dell'era moderna! :vecchiocazzuto:

(Che poi "I promessi sposi" va letto in un'ottica del tutto diversa dal romanzo storico/sentimentale/etc perché è molto più complesso, ma va be')

 

Io sono al lavoro su sei progetti diversi, o meglio: ho sei progetti aperti, ma su nessuno di questi attualmente lavoro... Non riesco a capire se valga la pena continuare.

 

Troppa grazia essere paragonato al Manzoni... magari! 

 

Quanto ad andare avanti... Ne vale sempre la pena, non mollare!

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Io sto scrivendo un romance post-apocalittico (forse l'ho detto anche in tag... vabbé). Mi sto divertendo un casino.
Un tizio rimasto gravemente ferito dopo aver cercato di impedire l'apocalisse(circa apocalisse, in realtà è caduto il governo e lo stato è diviso in piccole regioni controllate da milizie locali) è costretto a prendersi in casa una coinquilina in cambio delle cure mediche che gli servono per potersi occupare di suo figlio.
Le premesse sono drammatiche ma ovviamente la convivenza quasi forzata rende la situazione molto comica. Mi sta uscendo molto leggero nonostante gli argomenti seri, quindi spero di star facendo un buon lavoro.

A maggio dovrei aver finito... Se tutto va bene.

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Al momento, sto scrivendo una storia abbastanza strana. Sarebbe il seguito di un'altra storia, ma siccome non mi fa impazzire, ho deciso di cambiare le carte in tavola. Questa storia è il primo della trilogia, il passato del protagonista ovvero il primo è il secondo e il secondo è il terzo. Lo so che sarà incasinato, ma almeno cerco di non essere banale.  

Parla di Pace, un finto antagonista ed è un uomo dal passato misterioso. Fa un sogno premonitore in cui avviene un omicidio. Dopo l'incontro di due detective che sono i due protagonisti, viene arrestato.

Appare un demone che ha stretto un'amicizia, grazie a lui, può avere di nuovo i poteri del fuoco. Attraverso del suo amico demone sa dell'omicidio, ma il diavolo che è il padre sa di una minaccia devastante.

Certo potrebbe essere banale, ma per me, ha una particolarità importante ovvero la figura del diavolo che si trasforma a diventare buono. L'ambientazione è una città inventata.

Ho anche intenzione di inserire delle creature infernali con una loro storia dietro e un'altra storia che si basi sull'omicidio in cui il demone conosce uno dei due detective che è in cerca di risposte. Naturalmente le due storie sono collegate.

E attraverso il cliché dell'incubo/realtà ricreo un doppio colpo di scena.

Sto riscrivendo una storia che era un seguito di un'altra storia. È un bizzarro fiction, sottogenere del Fantasy. Parla di una bomboletta spray parlante in cui dopo che il suo figlio è scomparso, scopre un video strano. Attraverso di esso con la sua famiglia andrà in un mondo che tutti noi conosciamo, ma ha anche delle caratteristiche uniche e all'apparenza sembrano illogiche, ma sono logiche invece.

Beh, di certo, non so quando le finirò perché ho talmente tante idee in testa interessanti, ma sto cercando di resistere il più possibile per continuare con queste due idee che mi emozionano tanto, soprattutto la seconda.

Quest'ultima perché  rappresenta per me, la vera perla delle idee perché posso sbizzarrirmi come credo e creare una storia originale senza dire che è un maledetto seguito, ma una storia completamente a parte. Inoltre se ripenso alla serie di generi che posso inserire, mi sento pronto per ricominciare a scrivere.

:D:yahoo:

      

      

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Io ho terminato un racconto che parla di un uomo malato di cancro, ma in questo momento ho un po' di scoramento, cerco motivazione per scrivere, di idee ne ho tante ma c'è troppa competizione, è un terno all'otto farsi leggere.

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58 minuti fa, elispy77 ha scritto:

di idee ne ho tante ma c'è troppa competizione, è un terno all'otto farsi leggere.

 

Ti capisco e credo che questo tipo di scoramento riguardi un po' tutti in un modo o nell'altro. L'importante è però farsi "trovare pronti", avere del materiale da sottoporre quando si presenta la giusta occasione. In questo senso, bisogna sempre andare avanti, scrivere anche senza un obiettivo ben preciso, macinare e produrre, perché poi arriva il momento in cui ti dici: "per fortuna che non mi sono arreso".

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34 minuti fa, Horselover Fat ha scritto:

 

Ti capisco e credo che questo tipo di scoramento riguardi un po' tutti in un modo o nell'altro. L'importante è però farsi "trovare pronti", avere del materiale da sottoporre quando si presenta la giusta occasione. In questo senso, bisogna sempre andare avanti, scrivere anche senza un obiettivo ben preciso, macinare e produrre, perché poi arriva il momento in cui ti dici: "per fortuna che non mi sono arreso".

 

Grazie mille per l'incoraggiamento, di solito sono io quella che sprona a proseguire nonostante tutto, ma leggiucchiando qua sembra più semplice tentare con la lotteria che non vedersi riconosciuti nelle proprie fatiche. Poi comunque un testo non verrà mai valutato con gli stessi occhi dell'autore, che ne conosce tutte le difficoltà (anche solo per il tirar fuori i propri vissuti da farli muovere nei personaggi). In generale ho capito una cosa: che meno si scrive per gli altri e più gli altri ti leggono, che l'amore vende tanto, che le trame drammatiche piacciono a pochi, forse perché prevalentemente la lettura è (ancora) vissuta come attività di svago e intrattenimento più che occasione per affondare la lama in vecchie cicatrici:hm:

 

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Non lo sto ancora scrivendo, ma lo sto progettando. È un fantasy sword and sorcery dove un mago che viene sbattuto fuori dall’accademia dei maghi per i pessimi voti trova la dea della morte addormentata in una capanna nel bosco. Il mondo è pieno di zombie, i maghi pagano un prezzo altissimo per usare la magia e il cattivo ha preso gli organi della dea e si è creato una morte personalizzata. 
È un retelling della bella addormentata, molto, molto dark. E senza sottotrama romance, ho già dato per un bel po’. 

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Uno dei principali motivi per cui sono tornato al WD dopo tanto tempo è proprio il romanzo (il mio primo e unico scritto "serio") che mi è nato negli ultimi due anni.

Ha avuto una genesi strana: è cresciuto attorno alla protagonista, un personaggio che ho inventato immaginando di inserirlo in un fumetto che mi piaceva.

Poi, man mano, me ne sono innamorato, e ho deciso di darle una storia e un mondo tutti suoi, che mi hanno accompagnato tenacemente fino ad adesso.

Il risultato è una specie di romanzo di formazione in un mondo pseudofantasy (pseudo perché le caratteristiche tipiche di quel genere, come la magia, vengono limitate o trattate con un'ottica razionale o prosaica).

Ora, intanto che raccolgo il coraggio per iniziare la mia prima collezione di due di picche editoriali, e nel frattempo lo risistemo, il WD mi è sembrato l'ideale sia per affinare le mie mediocri capacità, sia per disintossicarmi dallo sviluppo monotematico di quella storia e costringermi a fare qualcosa di nuovo. Oltre che per ricominciare a sfidare me stesso e le mie paure..

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Buona domenica @Ippolita2018 Non proprio  scrivendo, ma annoto dal romanzo poliziesco di @Marcello che colgo l'occasione di salutare, quello che mi incuriosisce di quest'opera sono i luoghi e la capacità di @Marcellodi ricordare esattamente nomi di vie, piazze, angolazioni e sbocchi delle varie città dove i protagonisti agiscono, man mano che leggo ho la sensazione di aggirarmi in questi luoghi, questo mi affascina e  desidero saperne il perchè. Ti auguro tanta fortuna 

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4 ore fa, flambar ha scritto:

man mano che leggo ho la sensazione di aggirarmi in questi luoghi, questo mi affascina e  desidero saperne il perchè.

Grazie per l'indicazione, @flambar: mi hai fatto venir voglia di leggere il libro di Marcello. Buona domenica e tanta fortuna anche a te.

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