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Mariodm

Come si organizza la presentazione di un libro?

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On 21/12/2016 at 12:43, JPK Dike ha detto:

Mi spiegate a cosa serve una presentazione, in proprio o con la CE, quando esiste Internet? O si è un Big e allora sono eventi PER il pubblico, oppure se si è esordienti o medi non vedo l'utilità ma solo perdità di tempo.

A cosa serve? A creare un momento di condivisione coi lettori attuali e potenziali, per cui il tuo nome, il titolo del tuo libro, rimanga legato a un'esperienza piacevole e calda. In sostanza per creare un legame coi lettori.

Incuriosire, divertire, stuzzicare - in una parola sedurre, raccontando storie:  intorno al libro (i personaggi, l'ambientazione...), al proprio lavoro. Non è quello che fanno gli scrittori, e che piace ai lettori, le storie?

 

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1 ora fa, franka ha detto:

A cosa serve? A creare un momento di condivisione coi lettori attuali e potenziali, per cui il tuo nome, il titolo del tuo libro, rimanga legato a un'esperienza piacevole e calda. In sostanza per creare un legame coi lettori.

Incuriosire, divertire, stuzzicare - in una parola sedurre, raccontando storie:  intorno al libro (i personaggi, l'ambientazione...), al proprio lavoro. Non è quello che fanno gli scrittori, e che piace ai lettori, le storie?

 

 

Come avevo detto. Serve a dare un premio al lettore fidelizzato, che ti ha letto e ti ha apprezzato. Ma come strumento per far conoscere il proprio libro a futuri lettori resta scadente.

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@JPK Dike Veramente io ho scritto creare un legame coi lettori attuali e potenziali.

E lo dico da lettrice. A me è capitato di andare a presentazioni di autori che non conoscevo, magari a un festival, una manifestazione, in biblioteca, o insieme a un amico, e le volte in cui l'autore era in gamba, in grado di creare una bella atmosfera, di coinvolgere il pubblico, di raccontare l'opera in modo stuzzicante o interessante, ho finito per comprare il libro. Ovviamente erano comunque libri nelle mie corde, nel senso che a una presentazione di paranormal romance per dire non ci sarei proprio andata, però erano tutti libri che altrimenti non avrei mai comprato, semplicemente perché nemmeno sapevo che esistessero: adesso invece li conosco; quelli che ho apprezzato, a mia volta li ho consigliati, o regalati, o ho cercato altre cose dello stesso autore, ne ho parlato sul mio profilo social, ecc.

In una realtà dove la quantità di titoli pubblicati ogni anno è esorbitante, e il tuo libro galleggia in un mare indistinto di concorrenti, avere l'attenzione totale ed esclusiva di un gruppo di persone per mezz'ora secondo me è prezioso. Certo è un processo artigianale, e poco efficiente, un pugno di lettori alla volta.

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34 minuti fa, franka ha detto:

Ovviamente erano comunque libri nelle mie corde, nel senso che a una presentazione di paranormal romance per dire non ci sarei proprio andata, però erano tutti libri che altrimenti non avrei mai comprato, semplicemente perché nemmeno sapevo che esistessero: adesso invece li conosco; quelli che ho apprezzato, a mia volta li ho consigliati, o regalati, o ho cercato altre cose dello stesso autore, ne ho parlato sul mio profilo social, ecc.

In una realtà dove la quantità di titoli pubblicati ogni anno è esorbitante, e il tuo libro galleggia in un mare indistinto di concorrenti, avere l'attenzione totale ed esclusiva di un gruppo di persone per mezz'ora secondo me è prezioso. Certo è un processo artigianale, e poco efficiente, un pugno di lettori alla volta.

Continuo a dire che manca l'emoticon con l'applauso; il mio comunque te lo sei guadagnato tutto, @franka !

In un'altra discussione si parla di passaparola: bene, questo è uno dei modi migliori per innescarlo.  Quel pugno di persone hanno una vita di relazione: se il libro si rivelerà davvero interessante ne parleranno in termini entusiastici, lo consiglieranno e lo regaleranno ad altre persone che a loro volta... 

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@franka Sarò io mezzo autistico, ma per me non c'è nulla di più noioso di un estraneo che cerca di convincermi a comprare il suo libro. Sia una fiera o una presentazione. Proprio fastidioso. Se voglio un libro lo cerco io e scelgo personalmente se comprarlo o no. Senza aiuti o presentazioni farlocche. 

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7 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Se voglio un libro lo cerco

Ma devi sapere che esiste per cercarlo!

Le presentazioni servono a quello: a farsi conoscere, non ad appioppare tre libri ad altrettanti sconosciuti.  Sei uno scrittore che cerca di farsi conoscere, non il titolare di un negozio di souvenir che cerca di abbindolare un turista di passaggio.

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3 minuti fa, Marcello ha detto:

Ma devi sapere che esiste per cercarlo!

Le presentazioni servono a quello: a farsi conoscere, non ad appioppare tre libri ad altrettanti sconosciuti.  Sei uno scrittore che cerca di farsi conoscere, non il titolare di un negozio di souvenir che cerca di abbindolare un turista di passaggio.

 

Ma infatti non sto dicendo che fate male. Riporto solo la mia idea e il mio sentire. Non ci posso far nulla se sono un po' un orso indisponente xD

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1 minuto fa, JPK Dike ha detto:

Non ci posso far nulla se sono un po' un orso indisponente

:pat: 

Sto stilando il calendario di presentazioni del mio nuovo romanzo: ti manderò un biglietto personalizzato d'invito! :sorrisoidiota: 

 

Scherzo, ovviamente: è giusto che tu riporti quello che senti, per carità :)

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29 minuti fa, JPK Dike ha detto:

@franka Sarò io mezzo autistico, ma per me non c'è nulla di più noioso di un estraneo che cerca di convincermi a comprare il suo libro. Sia una fiera o una presentazione. Proprio fastidioso. Se voglio un libro lo cerco io e scelgo personalmente se comprarlo o no. Senza aiuti o presentazioni farlocche. 

 

Permettimi di dissentire, sulla base della mia esperienza di autore autopubblicato (come te): secondo me sottovaluti un aspetto molto importante. Una persona che decide di venire a sentirti a una presentazione ha già un fatto un passo verso di te, non sei tu che lo fermi per strada e lo convinci a comprare un set di pentole. Ha visto una locandina o un post, ha pensare "mm, forse è interessante", si è preparato, ha preso la macchina e si è seduto, paziente, ad aspettare che parli. Ti ha già scelto, ti ha già cercato, e ti ha già dato il permesso di cercare di convincerlo. Sta a te, autore, ascoltare il richiamo e soddisfarlo, o negarti.

 

Da un punto di vista più pratico, la presentazione è il momento in cui l'estraneo diventa lettore, e il lettore diventa fan, quello che poi compra qualsiasi cosa con scritto il tuo nome sopra. In termini di promozione non è il sistema più efficiente (grazie ai social, lo stesso tempo, denaro ed energia può essere speso in modi migliori), ma dal punto di vista umano è insostituibile. 

 

Infine, ultimo aspetto importante per un autore self, il guadagno: non avendo intermediari, se riesci a piazzare abbastanza copie hai margini molto alti, durante una presentazione. Oh, io ho fatto una quarantina di presentazioni, con una media di 20-30 libri venduti a presentazione...

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@Marcello @Francesco Wil Grandis Ok ci penserò. Ma non ora che ho solo un libricino da 150. Per quanto decente possa essere, mi sentirei idiota a presentarlo. Dal prossimo anno quando ne avrò tre fuori e qualcosa di serio di cui parlare. Al momento mi sento solo di scrivere e migliorarmi. 

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1 minuto fa, JPK Dike ha detto:

@Marcello @Francesco Wil Grandis Ok ci penserò. Ma non ora che ho solo un libricino da 150. Per quanto decente possa essere, mi sentirei idiota a presentarlo. Dal prossimo anno quando ne avrò tre fuori e qualcosa di serio di cui parlare. Al momento mi sento solo di scrivere e migliorarmi. 

E poi faremo una presentazione a tre, vero @Francesco Wil Grandis ?  :facepalm: 

 

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3 minuti fa, Marcello ha detto:

E poi faremo una presentazione a tre, vero @Francesco Wil Grandis ?  :facepalm: 

 

 

Perché no? :) anzi potreste (la butto là) fare un evento del Writer's Dream, in cui gli scrittori che vogliono presentare le loro opere abbiano un spazio per farlo. Forse anche @JPK Dike sarebbe meno orso :asd:

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Sì però guardate di scrivere qualcosa di allegro e solare voi, almeno si bilancia le mie avventure dove non ne va bene mezza.

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59 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Sì però guardate di scrivere qualcosa di allegro e solare voi, almeno si bilancia le mie avventure dove non ne va bene mezza.

Certo, dirò ai miei killer di essere particolarmente benevoli per l'occasione :sorrisoidiota: 

 

Ok, vi ho portato fuori strada io, ritorniamo in topic se no ci linciano.

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Spoiler

mi offro per fare da moderatrice dell'incontro e per raccogliere le scommesse su chi vincerà lo scontro scambio di idee

 

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Ospite Andrea.Dee

Ho appena (quasi) finito di organizzare una presentazione in un locale. Con musicisti Jazz/blues e attore che legge. È stato un carnaio. I musicisti vengono gratis altrimenti erano almeno 50 euro a testa. L'attore ha la testa tra le nuvole e l'ho dovuto chiamare dieci volte sentendomi pure sbuffare per ricordargli le cose. Che poi buon'anima mi ha pure trovato il locale. Più le prove in sala prova tutti assieme. Il tutto per vendere le 12 copie che mi sono fatto arrivare dall'editore che magari neanche riesco a piazzare e successivamente dovrò vendere ai contatti.

Altrimenti vai in una libreria. Io sono distribuito quindi semplicemente si ordinano le copie dal distributore e fai in modo che venga della gente (mi fu detto chiaramente se vengono in pochi non te la faccio fare), cosa difficile già se la presentazione si svolge di pomeriggio durante la settimana.

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On giovedì 24 marzo 2016 at 15:24, Marcello ha detto:

Se invece lavori con editori che ti hanno imposto l'acquisto di un certo numero di copie, allora sarai tu a sostituirti all'editore.  Compri un bollettario da Buffetti (un paio di euro di spesa) e sei tu stesso a consegnare le copie in libreria, a prendere accordi con il libraio e a ritirare l'invenduto.

 

Tenete conto però che non sempre è possibile farlo.

Mondadori, Ubik,... e le librerie locali accettano che sia l'autore a consegnare le copie. Ti rilasciano una ricevuta. Si prendono il 20% del prezzo di copertina. A me hanno chiesto dalle 5 alle 10 copie.

Io il bollettario l'ho comprato per censire  i libri che vendevo personalmente, e non mi veniva richiesto il suo utilizzo per la cessione delle copie alle librerie. In questo caso il commercialista acquisirà la ricevuta fornita dal libraio.  

Se vai a consegnare nelle librerie della tua zona di solito lasciano le tue copie nel settore dedicato agli artisti locali, ma puà capitare che le suddividano in relazione alla tematica del libro.

Con la Giunti invece non è possibile consegnare le copie che la tua CE ti ha fornito. La filiale che interessi si rivolgerà o al fornitore o direttamente alla CE.

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Proprio ieri sono stata a una presentazione particolare, che vi descrivo, perché credo possa dare degli spunti alla discussione.

Si tratta di un young adult italiano che sta avendo un buon successo, pubblicato da grande CE , scritto da un prof di liceo (non so, si possono citare opere già pubblicate, tipo case study?).

Si svolgeva nel cortile all'aperto di una biblioteca civica, nel pubblico forse una cinquantina di persone.

L'autore è un prof appunto, e aveva coinvolto alcuni suoi studenti: due recitavano alcuni dialoghi del libro (i cui protagonisti sono appunto due adolescenti), altri suonavano e cantavano brani musicali in qualche modo connessi al romanzo. Altro espediente (e rimando alla scuola) era una lavagna, che veniva usata per vari scopi. Ad esempio: la protagonista del romanzo ha il vezzo di "collezionare" parole intraducibili da tutte le lingue del mondo; l'autore ne ha scritte alcune sulla lavagna, chiedeva al pubblico se ne conoscevano il significato, poi le spiegava ecc.  Il tutto in modo simpatico. Per i miei gusti la cosa si è protratta un po' troppo, ma è anche vero che io mi trovavo lì per caso con delle amiche, non conoscevo l'autore e il libro è di un genere che non mi interessa per niente. Ad ogni modo se dovessi per dire regalare o consigliare un young adult (un genere che non conosco e non leggo, appunto) sicuramente penserò a questo. Il banco delle copie comunque era quasi vuoto già pochi minuti dopo la fine della presentazione, mntre passavo ho visto una persona comprarne tre.

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Di recente sono stata un'altra presentazione, nella biblioteca del mio comune per una manifestazione libresca locale che c'è ogni anno. Locale era anche lo scrittore.

Ho trovato la presentazione davvero mal riuscita: pur essendo il romanzo un giallo, che per antonomasia dovrebbe agganciare la curiosità dei lettori, non mi è venuta nessuna voglia di comprare il libro (è pure di un genere che amo!). Il relatore (un criminologo) era pomposo e non sapeva raccontare, né stuzzicare l'interesse, e invece di delineare gli aspetti peculiari del romanzo, si dilungava e divagava su questioni di massimi sistemi. Ma, più grave, anche da parte dello scrittore, gli elementi base della storia sono stati raccontati in modo confuso, per niente stuzzicante (Certo si tratta di una manifestazione di paese, senza pretese, però l'anno prima, stesso posto, stesso contesto, stesso genere di libro, era rislutata in una serata coinvolgente per la capacità e la simpatia di autore e relatore - scrittore anch'egli. Infine comprai il libro di entrambi).

Mi è tornata in mente imbattendomi oggi in questo articolo sui difetti più comuni delle presentazioni, e come migliorarle, che ho pensato di condividere con voi.

https://riccardogazzaniga.com/10-cose-non-funzionano-nelle-presentazioni-libri/

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4 minuti fa, franka ha detto:

Mi è tornata in mente imbattendomi oggi in questo articolo sui difetti più comuni delle presentazioni,

Sì, brava a segnalarlo.  Era stato citato da poco nell'altra discussione che riguarda le presentazioni.

5 minuti fa, franka ha detto:

Il relatore (un criminologo) era pomposo e non sapeva raccontare, né stuzzicare l'interesse, e invece di delineare gli aspetti peculiari del romanzo, si dilungava e divagava su questioni di massimi sistemi.

Questo purtroppo capita spesso, quando il relatore vuole "rubare la scena" all'autore e finisce per parlare di sé, o comunque di argomenti marginali.

Mi è successo anche il mese scorso di assistere a una presentazione dove il relatore – un giornalista, in quel caso – era riluttante a cedere il microfono all'autore.  Per fortuna lo scrittore sapeva invece come intrattenere la platea, senza farla addormentare.

11 minuti fa, franka ha detto:

Ma, più grave, anche da parte dello scrittore, gli elementi base della storia sono stati raccontati in modo confuso, per niente stuzzicante

Eh be', allora... :)

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le presentazioni servono per creare un legame diretto, fisico, tra autore e lettore. E' una cosa che si costruisce piano piano, perché anche lo scrittore deve imparare a farle. Per cui anche le presentazioni in cui non c'è quasi nessuno, quelle dove ti trovi davanti 4 persone (cosa che capita anche agli scrittori affermati, per gli esordienti è la norma), sono comunque "palestra". Imparare a raccontare quello che hai scritto, senza dire quasi nulla della trama, è un esercizio fondamentale anche per capire che cosa scrivi, perché e per chi.

 

p.s. @Marcello questo sabato abbiamo una presentazione in contemporanea

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2 ore fa, Lorenzo Sartori ha detto:

. @Marcello questo sabato abbiamo una presentazione in contemporanea

:asd: Ed è la seconda volta in poco tempo: in luglio mi è arrivato un invito a una presentazione, non ricordo più di chi, ed ero in Salento: stesso giorno e stessa ora, ma a qualche centinaio di chilometri di distanza :lol:

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10 minuti fa, AndreaLuna ha detto:

va bene, ma il passo precedente è...come  convincere qualcuno a farti fare la presentazione del libro?

Vivi in un deserto?

Non ci sono librerie, biblioteche, pub, caffè letterari... ?

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9 ore fa, AndreaLuna ha detto:

non mi sono spiegata. come fai a convicere librerie, biblioteche e affini a farti fare presentazione.... 

Ci si parla?

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9 ore fa, AndreaLuna ha detto:

e  forse non  lo sai... ma nel deserto c'è vita:)

Infatti ho sentito dire che apriranno parecchi Mondadori bookstore nel Sahara nell'anno nuovo... :sorrisoidiota: 

Come vuoi che si faccia?  Ci si presenta con gentilezza e si chiede la disponibilità per fare la presentazione del proprio libro, perché si vive in quella città da vent'anni, perché si è conosciuti in zona, perché il libro è ambientato lì, perché si lavora nel sociale e l'argomento è di stretta attualità, perché tuo zio è stato il sindaco, perché...  

Sei tu a conoscere i motivi per cui il tuo libro potrebbe interessare i clienti di quel locale, o i frequentatori di quell'associazione, biblioteca, centro culturale... Li devi contattare di persona, perché se attendi che ti vengano a cercare loro è facile che questo non capiti mai. ;)

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Dopo innumerevoli rifiuti, dopo un difficile lavoro di selezione, dopo un attento labor limae, dopo 5 anni dal primo invio del manoscritto a un editore, sono riuscito, infine, a trovare una casa editrice (No EAP ovviamente) interessata a pubblicare la mia raccolta poetica. Quale immensa soddisfazione quella di non pagare per poter vedere pubblicato il proprio lavoro, soprattutto quando si tratta di poesia! Essendo il libro prossimo all'uscita, ho cominciato a contattare alcune librerie (piuttosto delle librerie che affiancano alla vendita dei libri anche la ristorazione, librerie bar, caffè letterari ecc.) per poter organizzare le prime presentazioni. Ebbene, le librerie cominciano a rispondere e, non senza una punta di amarezza, mi rendo conto che tutte chiedono allo scrittore un “contributo di rimborso spese” per la presentazione (in alcuni casi fino a 200€!). La mia domanda è: è normale che una libreria chieda di “affittare” i propri spazi per la presentazione di libri? È normale che, dopo aver rifiutato decine di proposte di pubblicazione a pagamento si debba comunque, alla fine, dover pagare qualcuno?

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