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maximo

Prima pubblicazione: quali volumi di vendita attendersi?

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Cosa deve aspettarsi realisticamente un esordiente che pubblica con una piccola CE free? 2.000 copie è un ottimo risultato? Quanti esordienti raggiungono le 20.000 copie? E le 200.000 ? Ci sono dati statistici a riguardo?

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Ospite Ice*

In media un esordiente quando va bene con una piccola CE vende 200 copie, arrivare a 2000 sarebbe non solo ottimo ma quasi sorprendente XD

Le 20.000 le raggiungi solo pubblicando con una BIG e anche lì non è detto, è tutta questione di fortuna...

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20.000 copie? 200.000? :asd:

Sei in Italia, cioè in un mercato microscopico.

Con una piccola CE, a meno di essere il classico fenomeno editoriale, a quanto ne so sei fortunato se afferri qualche centinaio di copie vendute. Poi non so.

Invece un big chissà quanto vende, in Italia. Valutando che gli italiani sono pochi, e che pochi leggono, secondo me sono cifre imbarazzanti anche quelle.

Non sono mai riuscito a trovare dati numerici.. qualcuno ne ha?

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Il mio piccolo editore ha stampato 1000 copie. Dovrei avere a breve i dati delle vendite, li posterò :sornione:; mi associo a chi ritiene 200/300 copie un buon risultato... Quanto ai dati sulla lettura, l'Istat li fornisce ogni anno: sconfortanti. Qui il 2010 http://www.istat.it/it/archivio/27201

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Ospite Jack Shark

Le cifre di Ice sono assolutamente corrette.

La media è sotto le 100 copie, 200 è già un buon risultato. 20.000 è fantascienza.

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Che poi dipende tanto del genere, pure. Se vendi 200 copie di un libro di poesie sei veramente un dio.

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20.000 copie? 200.000? :asd:

Sei in Italia, cioè in un mercato microscopico.

Con una piccola CE, a meno di essere il classico fenomeno editoriale, a quanto ne so sei fortunato se afferri qualche centinaio di copie vendute. Poi non so.

Invece un big chissà quanto vende, in Italia. Valutando che gli italiani sono pochi, e che pochi leggono, secondo me sono cifre imbarazzanti anche quelle.

Non sono mai riuscito a trovare dati numerici.. qualcuno ne ha?

Non ho dati di vendita anche perché è difficile trovarli e poi bisogna guardare in quanto tempo però ti posso anche confermare che se si pubblica con una big quelle cifre non sono così esorbitanti.

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In effetti, quelle cifre vengono ogni tanto raggiunte da un esordiente fortunato. Tanto per confortare Maximo, Viola di Grado, pubblicato da e/o - una casa editrice media, non un big - pare abbia venduto tutta la tiratura di 15.000 copie. :saltello: Non so se ne hanno fatto una seconda.

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Ospite Jack Shark

Non ho dati di vendita anche perché è difficile trovarli e poi bisogna guardare in quanto tempo però ti posso anche confermare che se si pubblica con una big quelle cifre non sono così esorbitanti.

In realtà ogni anno le big pubblicano moltissimi libri, e pochissimi arrivano a quelle cifre. Chi ci arriva da esordiente è considerato un fenomeno letterario, e i fenomeni sono piuttosto rari soprattutto in Italia.

Pubblicare con una big significa avere un gran supporto, che però da solo non garantisce le vendite.

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Beh, il gran supporto garantisce le vendite, secondo me. Non vendite stellari, ma sicuramente ogni libro che esce con una big vende un bel po'.

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Ospite Jack Shark

Beh, il gran supporto garantisce le vendite, secondo me. Non vendite stellari, ma sicuramente ogni libro che esce con una big vende un bel po'.

Che intendi per un bel po'?

Ho fatto alcune ricerche in giro. Ovviamente dati ufficiali non esistono, ma con buona approssimazione e attraverso un incrocio di statistiche ci si arriva.

Premessa: secondo l'istat il 75% degli editori italiani vende in media meno di 1000 copie per ogni libro messo in vendita.

Con ogni libro si intende dalla bibbia al libro di pincopalla...

Prendiamo il maggiore editore italiano: Mondadori

In italia si vendono ogni anno circa 250 milioni di libri. (ho trovato cifre varie e contrastanti, ma la media è più o meno questa)

Mondadori afferma di avere circa un quarto del mercato, e cioè che vende (non dice il numero, lo presumo io) almeno 80 milioni di libri.

Mondadori afferma di stampare circa 8000 libri all'anno che fanno una media di 10.000 copie a titolo.

Ovviamente solo un terzo (sempre fonte tratta dal sito Mondadori) sono novità, e di questo terzo, solo una parte sono italiani, e solo una parte degli italiano sono esordienti.

Escludendo i casi letterari, è verosimile pensare che un esordiente venda meno di un autore conosciuto, e un autore conosciuto venda meno di un autore storico (che fa parte delle non-novità)

E' quindi verosimile pensare che un esordiente pubblicato con Mondadori abbia una vendiata media che oscillerà fra le 1000 e le 5000 copie.

Per concludere, se pubblicando col più grande editore italiano, posso contare su una vendita media del genere, io non la definirei "un bel po'"

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Senza contare che anche la spinta del grande editore non è sempre sufficiente perché altrimenti non si spiegherebbe come mai il terzo volume della saga di D'Andrea sarà pubblicato solo come ebook. Evidentemente sia il primo che il secondo volume non hanno venduto così bene da giustificare un cartaceo.@(n)Euro diciamo che per una casa editrice piccola quei numeri sono "un bel po'" ma non per una casa editrice come la mondadori o altra big

Modificato da Memory

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E' quindi verosimile pensare che un esordiente pubblicato con Mondadori abbia una vendiata media che oscillerà fra le 1000 e le 5000 copie.

Ma è una media annua e Mondadori può anche permettersi qualche ristampa. Quindi sono pur sempre altri numeri rispetto alla piccola editoria.

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Ospite Jack Shark

Beh, per me è "un bel po'", invece.

Se fosse poesia sì, ma per un romanzo di narrativa tali cifre significanno nella quasi totalità dei casi una remissione.

Non per niente i bilanci Mondadori sono sempre in rosso...

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Ospite Jack Shark

E' quindi verosimile pensare che un esordiente pubblicato con Mondadori abbia una vendiata media che oscillerà fra le 1000 e le 5000 copie.

Ma è una media annua e Mondadori può anche permettersi qualche ristampa. Quindi sono pur sempre altri numeri rispetto alla piccola editoria.

Ci mancherebbe solo che Mondadori non avesse alti numeri rispetto a un piccolo editore, considerando che magari un piccolo in libreria neanche ci arriva e Mondadori si fa tutte le librerie e la grande distribuzione.

Ma i numeri "garanti" dal grande editore non sono comunque così "garantiti"

Insomma, il libro non si vende da solo, solo perché è Mondadori. Se fa schifo, la gente non lo compra, o comunque ne comprano in numero risibile rispetto alle potenzialità offerte dalla big in questione.

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Ospite Jack Shark

Una CE fa delle previsioni di mercato e in base ai dati ottenuti stabilisce il periodo di pubblicazione e la tiratura iniziale.

Be' non tutte.

Molte CE hanno tirature standard, sia per la prima che per le successive edizioni, e tale tiratura è indicata anche nelle proposte di contratto, quindi ben prima che si parli di generi o date di uscita.

Probabilmente le CE più piccole programmano le tirature in base alla media di vendita delle proprie opere, mentre le più grandi, che possono permetterselo, fanno previsioni di mercato e programmano lanci pubblicitari con largo anticipo.

In ogni caso, come già detto, la tiratura non fa le vendite.

Ciò che influisce maggiormente sulle vendite è il layout, e cioè l'esposizione del libro nelle librerie.

Se un libro è esposto bene in vista in alte pile nelle maggiori librerie, questo porterà molte più vendite rispetto a un libro magari molto pubblicizzato in riviste di settore ma difficilmente "trovabile" sugli scaffali, indipendentemente dalla CE.

(parlando sempre di CE grandi, ovvio.)

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Una CE fa delle previsioni di mercato e in base ai dati ottenuti stabilisce il periodo di pubblicazione e la tiratura iniziale.

Be' non tutte.

Molte CE hanno tirature standard, sia per la prima che per le successive edizioni, e tale tiratura è indicata anche nelle proposte di contratto, quindi ben prima che si parli di generi o date di uscita.

Probabilmente le CE più piccole programmano le tirature in base alla media di vendita delle proprie opere, mentre le più grandi, che possono permetterselo, fanno previsioni di mercato e programmano lanci pubblicitari con largo anticipo.

In ogni caso, come già detto, la tiratura non fa le vendite.

Ciò che influisce maggiormente sulle vendite è il layout, e cioè l'esposizione del libro nelle librerie.

Se un libro è esposto bene in vista in alte pile nelle maggiori librerie, questo porterà molte più vendite rispetto a un libro magari molto pubblicizzato in riviste di settore ma difficilmente "trovabile" sugli scaffali, indipendentemente dalla CE.

(parlando sempre di CE grandi, ovvio.)

Sono d'accordo!

Parlavo appunto delle grandi CE.

Cedo che nelle loro previsioni di mercato mettano in conto anche il lancio pubblicitario altrimenti non potrebbero uscire con una tiratura di 20.000 e pubblicizzare un libro rischiando di venderne soltanto 5.000. Nelle loro previsioni metteranno anche l'investimento economico sull'opera (Quanto vogliono spingere quel determinato libro)

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Sul sito di 0111 Edizioni c'è una sezione dedicata alle vendite, coi dati per ogni autore. A parte un caso sopra i 4000 giustamente celebrato in home page, e qualcuno sopra i 500, tutti gli altri riportano numeri altamente depressivi. Ovviamente è solo un esempio, ma dopo aver letto i vostri commenti, credo proprio sia la regola. A questo punto direi che il sogno non è tanto la "stampa" , quanto la "vera" pubblicazione.

Modificato da Rose Tyler
Eliminato il corsivo

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Ospite Linda Rando

Maximo, cortesemente, attieniti al regolamento e non modificare le impostazioni del font.

Comunque, cosa sarebbe la "vera" pubblicazione? Non è che se vendi duecento copie non sei stato "veramente" pubblicato. Il mercato è quel che è, e al di fuori dei casi letterari di grandi editori cifre a quattro zeri non ne venderai mai.

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D'accordo, se una CE free mi fa un contratto di pubblicazione e poi vendo 10 copie "sono stato pubblicato". Alla lettera, non fa una grinza. Questo è un mondo in cui i sogni sono come le ciliegie. Prima sognavo di completare un buon romanzo, poi di trovare una agenzia seria, poi ancora di trovare una CE free, adesso di vendere almeno 2000 copie. Step by step, senza fretta. E senza illusioni.

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Ospite Jack Shark

2000 copie è un obiettivo raggiungibile con una CE di medie dimensioni (con la microeditoria è quasi impossibile) a patto però che tu ti dia molto da fare soprattutto organizzandoti personalmente un gran numero di presentazioni.

Alla fine il tuo guadagno sarebbe bruciato dalle spese, però ti troveresti un buon biglietto da visita per una successiva pubblicazione, che sarebbe già corredata di un potenziale bacino di lettori.

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Visto che mi piace giocare con i numeri, ho letto attentamente questa discussione.

Il problema maggiore che in assenza di un ente certificatore di vendite (la FIMI per l'industria musicale) è difficile credere o pensare di capire quanto piu o meno vende un libro.

Quello che è certo è che le tirature vengono stabilite in base a precise regole di mercato e quindi decise a priori.

Se ora come ora i gialli scandinavi vendono alla grande le tirature sono maggiori. (giusto per fare un esempio)

Detto questo, dando una sbirciata alle dichiarazioni dei redditi di alcuni scrittori, di scrittura ci si vive eccome, e credetemi che 20000 copie non sono difficili da raggiungere per nessuno che pubblica con una big o CE di medio livello e i numeri , almeno quelli ufficiali, parlano chiaro. (e non prendo in considerazione casi letterari eclatanti anzi..)

Se mondadori ha un bilancio in rosso non significa che non va a guadagno dalla vendita dei libri, anzi il problema semmai è nei costi di gestione, ma questo ad uno scrittore poco importa... i bilanci sono una cosa FAVOLOSA.

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Ospite Jack Shark

Visto che mi piace giocare con i numeri, ho letto attentamente questa discussione.

Il problema maggiore che in assenza di un ente certificatore di vendite (la FIMI per l'industria musicale) è difficile credere o pensare di capire quanto piu o meno vende un libro.

Quello che è certo è che le tirature vengono stabilite in base a precise regole di mercato e quindi decise a priori.

Se ora come ora i gialli scandinavi vendono alla grande le tirature sono maggiori. (giusto per fare un esempio)

Detto questo, dando una sbirciata alle dichiarazioni dei redditi di alcuni scrittori, di scrittura ci si vive eccome, e credetemi che 20000 copie non sono difficili da raggiungere per nessuno che pubblica con una big o CE di medio livello e i numeri , almeno quelli ufficiali, parlano chiaro. (e non prendo in considerazione casi letterari eclatanti anzi..)

Se mondadori ha un bilancio in rosso non significa che non va a guadagno dalla vendita dei libri, anzi il problema semmai è nei costi di gestione, ma questo ad uno scrittore poco importa... i bilanci sono una cosa FAVOLOSA.

Oh, non solo i bilanci. Anche le dichiarazione dei redditi sono una cosa FAVOLOSA

Comunque non so quali dichiarazioni tu abbia visto ma, premesso che non esistono dati ufficiali di vendite libri, se prendi tutte le classifiche dei libri più venduti in Italia, ti renderai conto che il 99% degli scrittori fa in realtà un altro lavoro, e quindi il dato della dichiarazione dei redditi non è affatto attendibile. (se consideri che io ho pubblicato due romanzi e guardi la mia dichiarazione dei redditi, penseresti che io sia un clamoroso caso editoriale...)

Se ogni scrittore pubblicato da una big vendesse 20.000 copie, in Italia si venderebbero più libri che in tutta l'Europa messa insieme...

Modificato da Jack Shark

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Visto che mi piace giocare con i numeri, ho letto attentamente questa discussione.

Il problema maggiore che in assenza di un ente certificatore di vendite (la FIMI per l'industria musicale) è difficile credere o pensare di capire quanto piu o meno vende un libro.

Quello che è certo è che le tirature vengono stabilite in base a precise regole di mercato e quindi decise a priori.

Se ora come ora i gialli scandinavi vendono alla grande le tirature sono maggiori. (giusto per fare un esempio)

Detto questo, dando una sbirciata alle dichiarazioni dei redditi di alcuni scrittori, di scrittura ci si vive eccome, e credetemi che 20000 copie non sono difficili da raggiungere per nessuno che pubblica con una big o CE di medio livello e i numeri , almeno quelli ufficiali, parlano chiaro. (e non prendo in considerazione casi letterari eclatanti anzi..)

Se mondadori ha un bilancio in rosso non significa che non va a guadagno dalla vendita dei libri, anzi il problema semmai è nei costi di gestione, ma questo ad uno scrittore poco importa... i bilanci sono una cosa FAVOLOSA.

Oh, non solo i bilanci. Anche le dichiarazione dei redditi sono una cosa FAVOLOSA

Comunque non so quali dichiarazioni tu abbia visto ma, premesso che non esistono dati ufficiali di vendite libri, se prendi tutte le classifiche dei libri più venduti in Italia, ti renderai conto che il 99% degli scrittori fa in realtà un altro lavoro, e quindi il dato della dichiarazione dei redditi non è affatto attendibile. (se consideri che io ho pubblicato due romanzi e guardi la mia dichiarazione dei redditi, penseresti che io sia un clamoroso caso editoriale...)

Se ogni scrittore pubblicato da una big vendesse 20.000 copie, in Italia si venderebbero più libri che in tutta l'Europa messa insieme...

Ma no dai anche se prendi il gruppo mauri spagnol che dichiara 13 milioni di copie l'anno , ora non conosco il dato preciso di quanto pubblicazioni facciano all'anno , diciamo 150, sarebbero circa 87000 copie per autore, ora fare una media sembra oltremodo brutale, ma è giusto per dare una cifra, ma vedi che alla fine non è che siano piccoli numeri.

Poi cmq nelle dichiarazioni il reddito da lavoro dipende o assimilato è dichiarato separatamente.

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Ospite Jack Shark

Vedi? I dati sono sempre approssimativi. Sai delle copie totali ma non sai il numero di pubblicazioni annue. Dove lo tiri fuori quel 150?

Mondadori ne dichiara più di 8000 all'anno con una vendita "presunta" di 50 milioni. Se quelle 150 fossero 1500, ecco che le copie diventerebbero 8.700.

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