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NayaN

Il talento.

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Mmmmh... il talento... Beh, prima di precipitarmi a scrivere ho letto tutte le risposte, e ho notato che per molti il talento corrisponde al genio^^ Per me non è così: il talento senza la passione è solo talento, la passione senza talento è solo passione, il talento con la passione dà vita al genio.

Ok, ora cerco di dare una mia definizione di "talento"... Il talento sostanzialmente è quel qualcosa di innato, e che quindi non si può acquisire, che ti consente di migliorare velocemente e di portare ad un alto livello tecnico una determinata attività. Tuttavia il talento da solo, senza la passione, la voglia di impegnarsi, non raggiungerà mai un apice (e con questo non critico chi butta via il proprio talento: ognuno scelga di fare della propria vita ciò che vuole^^). Inoltre sono convinta che una persona appassionata di qualcosa, ma senza quel non so che in più, possa raggiungere gli stessi livelli di una persona talentuosa ma senza passione (si capisce quello che ho detto? O.O), con la dovuta costanza. Insomma, per me il talento è un dono che ti avvantaggia in uno o più determinati campi, ma se non c'è la passione puoi anche buttarlo nel cestino (e mi sembra che qualcuno avesse detto più o meno la stessa cosa). Invece, il talento raffinato attraverso la passione, dà l'eccellenza. Ecco, io credo che si debba discutere di più su questo: a prescindere dai gusti, l'eccellenza, il frutto di talento e passione, è (o dovrebbe essere) qualcosa di indiscutibile. Che poi ciò che scaturisce dall'eccellenza possa piacere o non piacere, è un altro discorso, è appunto questione di gusti... (E allora non dovresti parlare di eccellenza, potreste dire voi xD Cercate di capirmi, non so come spiegarmi, quindi sto usando il termine "eccellenza" non come sinonimo di "perfezione" @__@) Sono d'accordo anche con chi diceva che esistono diversi tipi di talenti, ovvero che due persone possono avere talento ma in misura differente. Uhm, non sono sicura di essermi spiegata molto bene, quindi se non si è capito il discorso chiedete pure ulteriori chiarimenti...

Per quanto riguarda l'altro quesito posto nel topic, ovvero da cosa capiamo se un autore ha talento, devo dire che io in realtà non mi sono mai posta il problema: anche se uno scrittore non ha del talento oggettivo, eppure mi piace lo stesso, poco me ne frega xD Oltretutto non credo di avere ancora l'esperienza necessaria per saper distinguere un vero talento (o un vero genio)... Però posso dire cos'è che mi attira in generale come tipo di scrittura: dev'essere uno scritto fluente, non pesante ma abbastanza intenso, e devo potermi immedesimare nelle situazioni e nei personaggi. Inoltre una cosa molto importante per me, almeno nei romanzi, sono i dialghi: non devono (parlo sempre per me) essere quasi mai scontati, e mi piace l'alternanza tra battute e momenti più seri, dove sembra che ogni parola ti passi davanti una per una ma alla fine ti resta impresso solo il fulcro della frase, un qualcosa che ti colpisce nel profondo. Di nuovo, tempo di non essermi spiegata al meglio^^''

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come fatto notare da altri si confonde il talento con il genio.

il talento ce lo hanno in molti. è la predisposizione naturale a fare un qualcosa. ma è una cosa che va coltivata ed educata. un talento senza tecnica è niente. poi ci sono tanti livelli di talento, c'è chi ce l'ha appena accennato e chi molto. c'è chi è intonato e chi ha un orecchio assoluto.

il genio è un qualcosa di assoluto, che non rientra in schemi.

tornando all'esempio dei chitarristi, jimi hendrix era un genio, clapton è un grandissimo talento. clapton è entrato nella storia del rock, jimi hendrix l'ha cambiata.

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Il talento è la capacità di fare con estrema facilità e naturalezza ciò che una persona non di talento deve smazzarsi per farla, senza arrivare mai a certi livelli.

Trovo questa definizione davvero molto efficace :D Il talento, in qualsiasi campo, artistico, professionale, sportivo, è avere una marcia in più.

E aggiungerei che il talento è la base. Se c'è, si può costruire. Sono le fondamenta di una casa a cui aggiungere poi nozioni, teorie, esperienza, crescita, disciplina, fatica, allenamento, ecc. ecc. La differenza è che queste cose porteranno la persona di talento a costruire una casa solida, bella e piena di vita. La persona che non ha talento e non si applica costruirà una catapecchia instabile, quella che non ha talento ma si è applicata molto costruirà un edificio che assomiglierà a un guscio vuoto. Funzia, come parallelo? :roll:

Questo, in generale. Per lo scrivere, trovo che sia un po' più complicato. Nel senso, che non sono sicura che ci sia un unico tipo di talento, che possiamo applicare alla scrittura. Usare la lingua come un poeta, strapazzarla per creare abbinamenti nuovi e sorprendenti, nuovi modi di esprimere qualcosa, è un tipo di talento. Scrivere storie (l'antico "story-telling" che adoro), è un altro tipo di talento. Oggi mi sono imbattuta su un blog nell'inizio di un racconto - credo che fosse un racconto. Poteva anche essere una pagina di diario intimistica. Ne ho letto tre righe, l'autore si è lanciato in virtuosismi incredibili. Non è il tipo di cosa che crea risonanza, in me. Mi lascia indifferente. E' una questione molto personale, altri magari possono ammirarlo moltissimo. Mentre una storia ben scritta con personaggi a tutto tondo che mi trascinano nel loro mondo e mi ci intrappolano, beh, quella è un'altra... storia ;)

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Ecco, per la fretta (dovrei lavorare, qui al PC, invece mi sono messa a girovagare per il forum, senza l'intenzione di fermarmi molto, e poi...) non ho letto tutte le risposte - neanche ora, lo confesso :oops:

Ma questa

tornando all'esempio dei chitarristi, jimi hendrix era un genio, clapton è un grandissimo talento. clapton è entrato nella storia del rock, jimi hendrix l'ha cambiata.

mi piace davvero :D Sono d'accordo che il talento sia molto più comune del genio, e forse ha anche più a che fare con l'usare tutto ma proprio tutto il potenziale che tecnica e strumenti ti mettono a disposizione -> Clapton.

Il genio, come dicevate anche voi, trova soluzioni a cui nessuno ha ancora pensato, pensa fuori dagli schemi, vede finestre dove altri vedono solo muri, strade dove gli altri vedono ostacoli invalicabili. Il genio è colui che vede oltre le colonne di Ercole :)

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E aggiungerei che il talento è la base. Se c'è, si può costruire. Sono le fondamenta di una casa a cui aggiungere poi nozioni, teorie, esperienza, crescita, disciplina, fatica, allenamento, ecc. ecc. La differenza è che queste cose porteranno la persona di talento a costruire una casa solida, bella e piena di vita. La persona che non ha talento e non si applica costruirà una catapecchia instabile, quella che non ha talento ma si è applicata molto costruirà un edificio che assomiglierà a un guscio vuoto. Funzia, come parallelo? :roll:

Sì, funzia... E secondo me è applicabile anche alla scrittura. Ho letto svariati testi di persone che a mio modestissimo parere, il talento non sanno nemmeno dove stia di casa; polpettoni di aggettivi uno in fila all'altro, descrizioni minuziose fino allo svenimento, storie che non stavano in piedi manco col bostik. E si vedeva lontano un miglio che quei testi erano stati scritti con uno sforzo tremendo e un'indiscutibile buona volontà. Ma se di base la scintilla non c'è, c'è poco da fare.

Io credo che il talento sia qualcosa di difficilmente definibile, io me ne accorgo dai primi tre capoversi se un libro mi piace oppure no, e se il libro mi piace sono sicura che quell'autore, per i miei criteri di valutazione, è un autore di talento.

Tutto sommato potrei dire che per i miei criteri, il talento non lo tocchi, non lo inquadri, non lo imprigioni tra due punti. Il talento lo annusi, lo vivi, lo senti.

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Scintilla, sì, direi che è un termine perfetto :)

Ed è vero, i libri scritti "di sola tecnica" sono di un freddo e di uno sterile pazzesco. Su una recensione di anobii ho letto una frase che mi ha colpito, tanto che me la sono segnata (purtroppo non mi sono segnata l'autore, quindi non posso "creditarlo" :oops: ): "E' un ottimo esercizio di stile poco orientato, secondo me al piacere del lettore ed invece molto centrato al compiacimento dell'autore".

Divertirsi e (sperare di) divertire, questo per me è scrittura. Scrivere è comunicazione, dovrebbe esserlo, almeno. Non è una vetrina per (cercare di) far vedere quanto si è bravi. Riflettori puntati sul rapporto tra chi scrive e chi leggerà, non su di sé (autore).

Tutto sommato potrei dire che per i miei criteri, il talento non lo tocchi, non lo inquadri, non lo imprigioni tra due punti. Il talento lo annusi, lo vivi, lo senti.

Totalmente d'accordo :D

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Il talento per me è innato... ci si nasce... punto e basta.

Ma poi bisogna saperlo sviluppare perchè si nasce con la predisposizione per una certa cosa (ad esempio scrivere) o più cose ma poi bisogna imparare e studiare. Ad esempio nel nostro caso bisogna imparare prima a scrivere, leggere molto, conoscere le regole, ecc... perchè ovviamente non si nasce imparati. Quindi per me influiscono, oltre il talento, anche un buon insegnamento e coinvolgimento della persona a tale disciplina.

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Sì, funzia... E secondo me è applicabile anche alla scrittura. Ho letto svariati testi di persone che a mio modestissimo parere, il talento non sanno nemmeno dove stia di casa; polpettoni di aggettivi uno in fila all'altro, descrizioni minuziose fino allo svenimento, storie che non stavano in piedi manco col bostik. E si vedeva lontano un miglio che quei testi erano stati scritti con uno sforzo tremendo e un'indiscutibile buona volontà. Ma se di base la scintilla non c'è, c'è poco da fare.

Io credo che il talento sia qualcosa di difficilmente definibile, io me ne accorgo dai primi tre capoversi se un libro mi piace oppure no, e se il libro mi piace sono sicura che quell'autore, per i miei criteri di valutazione, è un autore di talento.

Tutto sommato potrei dire che per i miei criteri, il talento non lo tocchi, non lo inquadri, non lo imprigioni tra due punti. Il talento lo annusi, lo vivi, lo senti.

Concordo, ma io credo di talenti ce ne siano in giro, ma non tutti lo sanno sfruttare al meglio. Il confronto, in teoria, serve a questo: a indirizzarlo meglio.

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Sì, funzia... E secondo me è applicabile anche alla scrittura. Ho letto svariati testi di persone che a mio modestissimo parere, il talento non sanno nemmeno dove stia di casa; polpettoni di aggettivi uno in fila all'altro, descrizioni minuziose fino allo svenimento, storie che non stavano in piedi manco col bostik. E si vedeva lontano un miglio che quei testi erano stati scritti con uno sforzo tremendo e un'indiscutibile buona volontà. Ma se di base la scintilla non c'è, c'è poco da fare.

Io credo che il talento sia qualcosa di difficilmente definibile, io me ne accorgo dai primi tre capoversi se un libro mi piace oppure no, e se il libro mi piace sono sicura che quell'autore, per i miei criteri di valutazione, è un autore di talento.

Tutto sommato potrei dire che per i miei criteri, il talento non lo tocchi, non lo inquadri, non lo imprigioni tra due punti. Il talento lo annusi, lo vivi, lo senti.

Concordo, ma io credo di talenti ce ne siano in giro, ma non tutti lo sanno sfruttare al meglio. Il confronto, in teoria, serve a questo: a indirizzarlo meglio.

Concordo!

Perchè avere talento è un conto... ma saperlo usare è un altro.

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Concordo pienamente con l'ultima affermazione di Sharry: saperlo usare è un'altra cosa. Una persona può nascere con una qualità particolare (che secondo me risiede in ogni individuo) e non scoprirla mai, o non farne buon uso, o non coltivarla, o non apprezzarla etc.

Avrei una domanda pure io, adesso, però: per curiosità (sperando di non cadere in off-topic), in che cosa consiste il talento nella scrittura? In fondo, è un po' il centro di tutto il nostro lavoro, di tutti i nostri impegni la scrittura. Tutti coltiviamo (almeno penso xD) il sogno più o meno esplicito di trasmettere emozioni alle altre persone attraverso la nostra letteratura. E (anche questa è una supposizione) forse tutti riteniamo di possedere qualcosa di peculiare, quasi unico, o almeno diverso. E che cos'è, appunto, questo 'diverso'?

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Secondo si può essere buoni scrittori pur non avendo talento. La scrittura è comunque fatta di tecniche, regole, costrutti. Il talento è quel tocco in più, la capacità di tradurre in parole le immagini ed i sentimenti, di rendere accattivante una storia, vuol dire essere in grado di prendere in mano il lettore e trasportarlo nel tuo mondo trasformandolo anche nel suo.

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Concordo pienamente con l'ultima affermazione di Sharry: saperlo usare è un'altra cosa. Una persona può nascere con una qualità particolare (che secondo me risiede in ogni individuo) e non scoprirla mai, o non farne buon uso, o non coltivarla, o non apprezzarla etc.

Avrei una domanda pure io, adesso, però: per curiosità (sperando di non cadere in off-topic), in che cosa consiste il talento nella scrittura? In fondo, è un po' il centro di tutto il nostro lavoro, di tutti i nostri impegni la scrittura. Tutti coltiviamo (almeno penso xD) il sogno più o meno esplicito di trasmettere emozioni alle altre persone attraverso la nostra letteratura. E (anche questa è una supposizione) forse tutti riteniamo di possedere qualcosa di peculiare, quasi unico, o almeno diverso. E che cos'è, appunto, questo 'diverso'?

Bè ognugno di noi è diverso da qualsiasi altro individuo. Di conseguenza anche il modo di scrivere è diverso. Non esisterà mai uno scrittore che scrive uguale ad un altro. Ci possono essere più o meno assomigliaze ma mai sarà identico. Credo che sia questo il motivo per cui ognuno di noi si sente unico nel suo modo di esprimersi e strasmettere emozioni. Perchè appunto è così... noi siamo unici! Il nostro modo di pensare è unico e quindi anche ciò che scriviamo che non è altro che la "proiezione" dei nostri pensieri su carta e sotto forma di parole.

Ma il talento non centra in questo contesto. Il talento è quando esprimiamo con chiarezza, semplicità e naturalezza ciò che vogliamo far capire al lettore. Cosa dove io, dal punto di vista personale, avvolte trovo problemi xD

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Ospite

È la domanda che mi pongo spesso, anche e soprattutto leggendo alcuni post qui al WD. C'è chi dice che per essere un bravo scrittore bisogna aver talento, senza di quello non si arriverà mai a scrivere qualcosa di valore. C'è chi invece, come me, crede che se il talento c'è, si ha un netto vantaggio rispetto agli altri, ma solo se questo talento viene coltivato e sviluppato a dovere. Però sono anche dell'opinione che chi non ha talento, ma una forte disciplina, possa scrivere letteratura di valore, anche ai giorni nostri. Insomma, credo che chi non ha talento possa comunque farcela lavorando assiduamente sui propri scritti.

Detto questo, io non credo di aver del talento e purtroppo non faccio parte neanche della seconda categoria, sono abbastanza pigra, ecco.

Voi che ne pensate? È essenziale avere del talento? E voi ritenete di averlo?

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Io tendenzialmente la penso come te, Silver. Se hai del talento sei evidentemente avvantaggiato, perché ti viene automatico scrivere. Insomma, se è qualcosa che hai dentro di te è normale che tu sia facilitato.

Io non so se ho talento, so che ho passione. Che però non è la stessa cosa.

Ho sempre romanzato tutto ciò che mi turbava nella vita. E' sempre stato un modo per esorcizzare le paure, le ansie, i timori. Ho avuto persone che mi hanno apprezzato, che mi hanno dato consigli e ancora me ne danno... però il talento non credo di averlo.

Inoltre io non so come si faccia a riconoscere il talento. Lo ammetto.

Forse è talentuosa la ragazza di 14 anni che ha narrato di un incontro con il personaggio di Ofelia (del libro "Scarlett" di Barbara Baraldi) e che secondo me è da tenere d'occhio (cfr. sito di Barbara Baraldi).

Ma che ne so, uno che arriva alla pubblicazione a 30 anni, è talentuoso o ci ha lavorato con insistenza e passione? E come facciamo a capire come ci è arrivato a scrivere ciò che ha scritto?

E il talento (oltre che una moneta) è qualcosa con cui si nasce? Voi mi rispondere che è un'inclinazione naturale... ma il talento senza sforzo ed esercizio, serve davvero a qualcosa?

Io parlerei di attitudine alla scrittura. C'è chi è più portato... probabilmente, e chi meno. Ma anche se ci sei portato, però non hai costanza forse potrai fare una o due operette discrete... e poi?

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Ospite

Più che altro, quello che vorrei dire io è: è il talento che le CE cercano? Forse quelle che curano le loro collane e tengono alla qualità dei loro prodotti.

Ma sinceramente, io credo che ormai si punti solo sulla commerciabilità di un opera, trascurando il talento dello scrittore, discorso che riguarda soprattutto le big.

Comunque per me è indubbio che se uno sa scrivere ed è talentuoso nel farlo possa essere agevolato (e non poco) nel trovare una destinazione editoriale soddisfacente. Ma accanto a questo io aggiungerei anche la frtuna di ritrovarsi il proprio scritto nelle mani giuste e nel momento giusto.

Voi che ne pensate? È essenziale avere del talento? E voi ritenete di averlo?

Beh, forse a questa domanda dovrebbero rispondere gli altri, riguardo a me. Più che di talento, io credo di avere delle buone prospettive di miglioramento, se continuo a imparare cose sulla scrittura come sto facendo ora, anche e soprattutto grazie a questo forum. I miei agenti mi hanno detto che ce l'ho, o quantomeno che parto già con ottime basi. Ma non lo scrivo per vanto. So solo che devo migliorare, e parecchio.

Più che altro, credo che le mia qualità migliori siano le mie capacità immaginative, ancor di più che l'essere in grado di scriverla decentemente...

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Io ho smesso di farmi questa domanda.

Io scriverei sempre, ma non sempre riesco a mettere effettivamente qualcosa su carta. Inoltre, voglio che quello che scrivo soddisfi innanzitutto me, prima di piacere a qualcun altro. Pertanto, non sto a pensare se è quello che vorrebbe una casa editrice o un lettore di fanfiction... penso solo a come migliorare il mio stile, ma soprattutto per me stesso. In parole povere, voglio essere riconosciuto come un bravo scrittore da me prima che dagli altri. Chiamiamola una ricerca del talento interiore. C'è o non c'è? Ai posteri l'ardua sentenza.

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Premessa: credo che ci sia già una discussione aperta sull'argomento, casomai i mod possono accorparla.

C'è chi invece, come me, crede che se il talento c'è, si ha un netto vantaggio rispetto agli altri, ma solo se questo talento viene coltivato e sviluppato a dovere.

Questo lo credo anche io. E lo credeva anche Gesù, e lo spiegava benissimo con la parabola dei talenti.

Però sono anche dell'opinione che chi non ha talento, ma una forte disciplina, possa scrivere letteratura di valore, anche ai giorni nostri.

Ovvio che può farlo. La differenza è che chi ha talento riesce a fare la stessa cosa con la metà dello sforzo e aggiungendo quella sfumatura in più.

Per fare un paragone calcistico, Di Natale fa più gol di Maradona, ma Maradona, che mangiava come un porco, beveva si drogava, non si allenava a dovere, faceva tardi la notte, etc... faceva cose col pallone che altri si sognavano.

Voi che ne pensate? È essenziale avere del talento? E voi ritenete di averlo?

Cosa penso? Che il talento ha vari gradi e livelli. Può essercene poco e molto sviluppato, e può essercene molto ma non sfruttato, il ché fa del primo uno scrittore migliore del secondo.

Essenziale? Assolutamente no.

Se penso di averlo? Assolutamente sì.

Con una precisazione: averlo e pensare di averlo non è la stessa cosa. Chi può affermare con obiettività e certezza chi ha talento e chi non ce l'ha?

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Io parlerei di attitudine alla scrittura. C'è chi è più portato... probabilmente, e chi meno. Ma anche se ci sei portato, però non hai costanza forse potrai fare una o due operette discrete... e poi?

Concordo con te in tutto quello che hai detto e questa frase la quoto direttamente.

Beh, forse a questa domanda dovrebbero rispondere gli altri, riguardo a me. Più che di talento, io credo di avere delle buone prospettive di miglioramento, se continuo a imparare cose sulla scrittura come sto facendo ora, anche e soprattutto grazie a questo forum. I miei agenti mi hanno detto che ce l'ho, o quantomeno che parto già con ottime basi. Ma non lo scrivo per vanto. So solo che devo migliorare, e parecchio.

Più che altro, credo che le mia qualità migliori siano le mie capacità immaginative, ancor di più che l'essere in grado di scriverla decentemente...

Ecco, questa è una delle cose che mi interessano. Tu dici che dovrebbero rispondere gli altri a questa domanda e io sono d'accordissimo con te. Ma c'è chi "sa" di avere talento e allora mi interesserebbe sapere da queste persone come fanno a saperlo. Anch'io, come tutti credo qui al WD (ovvio) ho la passione per la scrittura e so di dover migliorare tanto. Ma chi sa di avere talento, come fa a saperlo? È più della "semplice" passione per la scrittura? Più di quell'"attitudine alla scrittura" di cui scrive Lutastyle?

Ah, e inoltre, se sono gli altri a dover dire se abbiamo talento o meno, mi pongo un'altra domanda. Se ad esempio una persona crede che uno scrittore abbia talento, ma un'altra che ha letto gli stessi libri di quell'autore invece crede il contrario? Allora quest'autore ha o non ha talento? Boh.

In parole povere, voglio essere riconosciuto come un bravo scrittore da me prima che dagli altri. Chiamiamola una ricerca del talento interiore. C'è o non c'è? Ai posteri l'ardua sentenza.

Questa è la ricerca di un po' tutti credo, ma credo anche che noi stessi siamo a volte i nostri critici peggiori. Sei consapevole che potresti non essere mai soddisfatto dei tuoi scritti? :Hush: Te lo chiedo perché è una cosa a cui ogni tanto penso. Anche quando rileggo i racconti che sono passati a una selezione e che quindi per altri sono stati ritenuti "di valore" (o almeno "passabili" XD), mi ritrovo a guardare la pagine e a pensare: ma siamo sicuri che abbiano letto bene? :Hush:

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Premessa: credo che ci sia già una discussione aperta sull'argomento, casomai i mod possono accorparla.

Ho cercato, ma non l'ho trovata, se c'è mi scuso. Ma l'unica che ho trovato parlava dello scrittore ideale. Io volevo proprio soffermarmi sul talento :D

Se penso di averlo? Assolutamente sì.

Con una precisazione: averlo e pensare di averlo non è la stessa cosa. Chi può affermare con obiettività e certezza chi ha talento e chi non ce l'ha?

Ok, finalmente uno che dice di averlo XD. E capisco anche la differenza tra averlo e pensare di averlo. Ma... cosa ti fa pensare di averlo? (Non è una provocazione, né una critica, Jack, mi raccomando, non fraintendere!) Cioè, cos'è che hai "in più" rispetto a chi non ha talento? Solo il fatto di riuscire a scrivere un libro con meno difficoltà di altri?

Anche a me piacerebbe sapere chi può affermare con obiettività chi ha talento o no, ma credo che la risposta sia "nessuno".

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La penso come Jack.

Se ho talento? Non saprei. Spesso mi chiedo se questo è il mestiere adatto a me. La costanza di stare tutti i giorni otto ore a scrivere. La fatica. Il dolore per le cose che devono essere scritte.

A volte vorrei aver studiato da dentista.

a intervalli più o meno regolari ale mi fa un bel discorsetto su quanto sono brava quando mi impegno e imbrocco la "via".

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È la domanda che mi pongo spesso, anche e soprattutto leggendo alcuni post qui al WD. C'è chi dice che per essere un bravo scrittore bisogna aver talento, senza di quello non si arriverà mai a scrivere qualcosa di valore. C'è chi invece, come me, crede che se il talento c'è, si ha un netto vantaggio rispetto agli altri, ma solo se questo talento viene coltivato e sviluppato a dovere. Però sono anche dell'opinione che chi non ha talento, ma una forte disciplina, possa scrivere letteratura di valore, anche ai giorni nostri. Insomma, credo che chi non ha talento possa comunque farcela lavorando assiduamente sui propri scritti.

Detto questo, io non credo di aver del talento e purtroppo non faccio parte neanche della seconda categoria, sono abbastanza pigra, ecco.

Voi che ne pensate? È essenziale avere del talento? E voi ritenete di averlo?

Ciao,

Secondo me per diventare degli scrittori più che discreti, anche buoni, "basta" lavorare di brutto e avere molta

disciplina: bisogna lavorare come matti e avere una volontà di ferro.

Per diventare grandi scrittori?... Bisogna lavorare come matti e avere un talento sopra la media.

Per diventare immortali? Lavorare come matti ed essere un genio, cosa rara.

Può essere che mi sbagli, ma secondo me è così. Mi pare di aver scritto: "Lavorare come matti", vero?:-)

Ciao a tutti!

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Silver,

parto da questa frase di Jack:

...il talento ha vari gradi e livelli.

perche' secondo me e' parte della risposta.

Oltre ai gradi e ai livelli, il talento ha anche molti colori e sfumature.

Per esempio, sempre secondo me, e' talento di uno scrittore anche capire cosa ispira il mercato e cosa no, dunque come incanalare le proprie capacita' creative. Ed e' talento perche' non si tratta di piegarsi alla moda ma di trarre in modo naturale ispirazione dal clima della stagione. Viene da se' che se uno scrittore ha questa felice percettivita', la dose di talento che dovrebbe avere per emergere dalla massa puo' essere meno accentuato di quanto ci si aspetterebbe perche' parte con un vantaggio.

Poi il talento inteso nella normale accezione rende un autore di best seller anche capace di produrre capolavori.

Ora, dire pubblicamente che si ha talento oppure no e' solo riflesso della sicurezza che ognuno ha di se stesso.

Jack e' stato coraggioso perche' anche solo dichiarare di pensare di avere talento e' certo impegnativo.

Tuttavia lo pensa chiunque ha l'ardire di inviare un manoscritto a una CE: l'atto equivale a una dichiarazione.

Dunque io l'ho dichiarato esattamente come la maggior parte degli utenti del WD. icon_cheesygrin.gif

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Tuttavia lo pensa chiunque ha l'ardire di inviare un manoscritto a una CE: l'atto equivale a una dichiarazione. Dunque io l'ho dichiarato esattamente come la maggior parte degli utenti del WD.

Giusto. Il problema è il dopo: risposta negativa (o non risposta) delle CE = mancanza di talento? (ma qui si aprirebbe un'altra discussione fiume...)

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Tuttavia lo pensa chiunque ha l'ardire di inviare un manoscritto a una CE: l'atto equivale a una dichiarazione. Dunque io l'ho dichiarato esattamente come la maggior parte degli utenti del WD.

Giusto. Il problema è il dopo: risposta negativa (o non risposta) delle CE = mancanza di talento? (ma qui si aprirebbe un'altra discussione fiume...)

Secondo me non è proprio così! Nel momento in cui mando il dattiloscritto alla CE è perché sono convinta di aver fatto un buon lavoro. Non è detto che sia convinta di aver talento, non sapendo bene cos'è il talento. Non so se mi sono spiegata... blink1.gif

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Silver,

parto da questa frase di Jack:

...il talento ha vari gradi e livelli.

perche' secondo me e' parte della risposta.

Oltre ai gradi e ai livelli, il talento ha anche molti colori e sfumature.

Per esempio, sempre secondo me, e' talento di uno scrittore anche capire cosa ispira il mercato e cosa no, dunque come incanalare le proprie capacita' creative. Ed e' talento perche' non si tratta di piegarsi alla moda ma di trarre in modo naturale ispirazione dal clima della stagione. Viene da se' che se uno scrittore ha questa felice percettivita', la dose di talento che dovrebbe avere per emergere dalla massa puo' essere meno accentuato di quanto ci si aspetterebbe perche' parte con un vantaggio.

Poi il talento inteso nella normale accezione rende un autore di best seller anche capace di produrre capolavori.

Ora, dire pubblicamente che si ha talento oppure no e' solo riflesso della sicurezza che ognuno ha di se stesso.

Jack e' stato coraggioso perche' anche solo dichiarare di pensare di avere talento e' certo impegnativo.

Tuttavia lo pensa chiunque ha l'ardire di inviare un manoscritto a una CE: l'atto equivale a una dichiarazione.

Dunque io l'ho dichiarato esattamente come la maggior parte degli utenti del WD. icon_cheesygrin.gif

Sulla prima parte concordo.

Sulla seconda un po' meno :) Ali e Lutastyle hanno in realtà già espresso i miei dubbi. Non sono d'accordo sul fatto che inviare un manoscritto a una CE significhi dichiarare di avere talento. Proprio perché sono dell'opinione che chi non ha talento ma disciplina possa fare un ottimo lavoro e quindi spedire il suo manoscritto a una CE proprio come chi crede semplicemente di avere talento.

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Secondo me non è proprio così! Nel momento in cui mando il dattiloscritto alla CE è perché sono convinta di aver fatto un buon lavoro. Non è detto che sia convinta di aver talento, non sapendo bene cos'è il talento. Non so se mi sono spiegata... blink1.gif

Secondo me chi e' convinto di aver fatto un buon lavoro e tanto gli basta per inviare un manoscritto,

e' un ottimista. Significa supporre che un lavoro con buone caratteristiche abbia di per se' visibilita' sufficiente per emergere dal mucchio delle centinaia di manoscritti che arrivano sulle scrivanie dei valutatori.

Oppure piu' che essere ottimista, e questo e' l'altro lato della medaglia,

pensa che il 99% dei manoscritti prodotti dagli altri non raggiunga nemmeno la soglia della bonta'. Dunque si, questo tizio non invia perche' crede di avere talento ma forse pensa che tutti gli altri di talento non ne abbiano affatto! icon_wink.gif

Edit: mancava una i

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Concordo con Silver: inviare un manoscritto a una CE non significa automaticamente dichiarare di avere talento, semmai significa che si crede nei propri mezzi e nel proprio lavoro.

Cioè, cos'è che hai "in più" rispetto a chi non ha talento? Solo il fatto di riuscire a scrivere un libro con meno difficoltà di altri?

Anche a me piacerebbe sapere chi può affermare con obiettività chi ha talento o no, ma credo che la risposta sia "nessuno".

Sì, l'ho detto prima: non è una cosa affermabile con obiettività. Il giudizio è inevitabilmente soggettivo.

Veniamo alla questione principale, e cioè, cosa mi porta a pensare di avere talento.

Io lo penso (a torto o a ragione) per un insieme di fattori concomitanti, che vanno dalla facilità e dalla capacità nell'utilizzo della parola scritta, alla capacità di imbastire trame complicate, ma appassionanti e credibili, prive di buchi, allestite con cura maniacale fin nei minimi dettagli. E poi il riscontro esterno, che va dal semplice riscontro positivo in chi legge (vari complimenti o commenti positivi) alla pubblicazione di due romanzi, al rendersi conto di riuscire a mettere per iscritto ciò che si prova, e la consapevolezza di riuscire a trasmettere e far provare gli stessi sentimenti in chi legge.

Ora, non penso di essere un grande artista, sto coi piedi ben piantati a terra, vedo intorno a me gente molto più brava, capace e talentuosa. Ma ciò per me è uno stimolo a migliorare, non uno stimolo a sminuire le mie capacità.

Quindi, con tutta l'umiltà del caso (e chi mi conosce lo sa che accetto e faccio tesoro di ogni critica, che non contesto mai un detrattore) senza voler fare lo sbruffone, se penso, per tutto ciò che ho detto, di avere del talento, mi sembra ipocrita negarlo.

Per gli stessi motivi, e con lo stesso "metro di giudizio" penso che nel WD ci sono due utenti particolarmente talentuosi, di sicuro molto più del sottoscritto, e sono Lemming e Alain.

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Proprio perché sono dell'opinione che chi non ha talento ma disciplina possa fare un ottimo lavoro e quindi spedire il suo manoscritto a una CE proprio come chi crede semplicemente di avere talento.

Silver,

forse sarebbe corretto fare una distinzione di genere. Per un saggio, ad esempio, vale senz'altro quello che dici tu.

Pero' il King degli ultimi tempi che di disciplina (e di mestiere) secondo me ne ha parecchia, mi ha delusa ripetutamente nel momento in cui si e' esaurita in lui la vena magica che probabilmente era la vera linfa del suo talento (tanto che si era ritirato)...

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A me alcuni degli ultimi romanzi di King piacciono davvero tanto. Penso che per alcune cose sia migliorato.

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Proprio perché sono dell'opinione che chi non ha talento ma disciplina possa fare un ottimo lavoro e quindi spedire il suo manoscritto a una CE proprio come chi crede semplicemente di avere talento.

Silver,

forse sarebbe corretto fare una distinzione di genere. Per un saggio, ad esempio, vale senz'altro quello che dici tu.

Pero' il King degli ultimi tempi che di disciplina (e di mestiere) secondo me ne ha parecchia, mi ha delusa ripetutamente nel momento in cui si e' esaurita in lui la vena magica che probabilmente era la vera linfa del suo talento (tanto che si era ritirato)...

Però non scambierei talento con ispirazione.

Il talento secondo me sta anche nel prendere una trama, diciamo banale, e renderla diversa, superiore, quasi da farla apparire originale...

Per i saggi, beh è ovvio che si tratta di cose diverse.

Innanzi tutto per scrivere un saggio occorre una grossa conoscenza dell'argomento e spesso non ti inventi niente.

In quel caso occorre saper scrivere bene. icon_cheesygrin.gif

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