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Edgar Davis

Ricerca di un termine esatto

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E' una cosa di poco conto, ma ci tengo molto. Nel testo, ho scritto che uno dei protagonisti ha sentito solo parlare in via generica di una (religione/filosofia) che gli ricorda la storia che sta vivendo.

In pratica, era un uomo che viveva uccidendo e che ha avuto la sua occasione di rivalsa, ma non l'ha sfruttata al momento. Eppure, dopo molto tempo, gli si presenta quella stessa opportunità, e non è una possibilità qualsiasi, ma da cui può dipendere il destino di molte persone, quelle stesse che lui uccideva in passato.

Nel testo, all'inizio, avevo scritto Karma, ma non è esattamente quel che intendo.

Dovrebbe essere una sorta di rapporto con questo schema

azione intrapresa---->possibilità di cancellare con un solo gesto tutta la vergogna e il dolore provocato dall'azione precedente

(esempio) Un bel giorno, un becchino trova per strada un uomo in fin di vita e lo salva in extremis con una respirazione bocca a bocca. In quel caso tutti direbbero "Che roba!", oppure "Che segno del destino", ma non credo sia il caso di utilizzare uno di questi termini (SOPRATTUTTO il secondo.)

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Scusa Edgar, ma non vedo il nesso tra lo schema e l'esempio. Un becchino (perché poi un becchino?) o chiunque altro salverebbe una persona avendone la possibilità.

Se parliamo di redenzione morale e spirituale mai sentito parlare di cattolicesimo?

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Era un esempio quello seguente, solo per ribadire il concetto di "identità della persona" legato all'azione che compie. Presumo quindi che non mi sono spiegato bene. Provo con un altro esempio che può avere più valenze.

Sono un (pompiere, poliziotto, medico, insomma un uomo che mentre lavora può salvare la vita di molte persone.) Durante un'operazione, a causa delle mie azioni o di un piccolo errore (non è importante ai fini del concetto) uccido una persona (o ancora peggio, causo una carneficina, almeno nel caso del pompiere e del poliziotto.) Dopo un certo numero di anni, mi trovo davanti a una situazione in cui posso salvare uno dei parenti delle stesse persone di cui avevo causato la morte, oppure (nel caso del pompiere e del poliziotto) compiere una brillante operazione nello stesso luogo in cui avevo compiuto l'errore precedente.

Insomma, come ho già detto quelle tipiche situazioni in cui qualcuno direbbe "Che segno del destino!", oppure "Che caso!", oppure "Incredibile!". Spero di essermi spiegato adesso.

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Edgar hai mai visto il film "The Butterfly Effects"? Parla proprio di quello che dici tu, però... il portagonista torna veramnete indietro nel tempo. Potresti sfruttare questa cosa per creare TU qualcosa di nuovo (magari non effetto farfalla, hehe).

Effetto farfalla è una locuzione che racchiude in sé la nozione maggiormente tecnica di dipendenza sensibile alle condizioni iniziali, presente nella teoria del caos. L'idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.

« Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo »

(The Butterfly Effect, 2004)

Spero die sserti stato utile anche se forse non è proprio quello che cercavi... Tu parlavi più di Seconda Chanche forse..

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Ho visto il film e l'ho anche gradito. Ma comincio a credere che l'unico modo con cui posso chiamare una cosa simile è con il banale "destino". Al momento, ho optato per un termine errato pensato dal protagonista e con un asterisco che rimanda a una nota che spiega per l'appunto che non è il termine esatto, ma non dice neppure quello giusto.

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Spiegare in due parole quel che non sono riuscito a fare interamente in un romanzo di 300 e passa cartelle la vedo difficile. Ribadisco, speravo che esistesse un termine idoneo per una situazione disancorata totalmente dalla trama, in cui la possibilità di redenzione è "terrestre", ma che allo stesso tempo conserva in sé tracce di fatalismo.

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Da quel che ho capito Karma in effetti suona bene, anche se subito avevo pensato ad espiazione. Però non è corretto perchè tu vuoi un termine religioso o affine che si riferisca all'espiazione stessa.

Da Wikipedia:

Il termine espiazione deriva dal latino expiatio, purificare, purgare, stornare l'ira degli dèi con cerimonie religiose, tener lontano, rendere innocuo, rendere propizio, placare, calmare, soddisfare, scontare, pagare, punire, compensare, riparare, rimediare a.

http://it.wikipedia.org/wiki/Espiazione

questo è il link. ti consiglio vivamente di leggerlo perchè è di una profondità grandiosa. buon lavoro!

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Be', in effetti espiazione è il termine che più si avvicina al nocciolo della questione, sebbene - per quanto riguarda il personaggio in questione - si ripete un po' troppo spesso nel corso dell'intero romanzo, soprattutto se riferito a lui. Per quanto riguarda invece il concetto di "cavalcare la balena" è piuttosto intrigante e potrei anche riadattarla perché, sebbene il protagonista in questione appartiene a una radice culturale tipicamente americana, è un anti-conformista e potrebbe riflettere sulla situazione fin troppo "casuale" che gli sta avvenendo con termini militari (perché sì, lui lo era) oppure in maniera errata, come avevo già affermato, semplicemente perché non si confronta molto spesso con altre realtà o persone e ritiene corretto un termine che in realtà non lo è.

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Leggendo gli esempi che hai riportato, Edgar, mi fai venire in mente una sorta di legge del contrappasso al contrario. Non più il concetto filosofico-religioso che determina la pena che colpisce i colpevoli di un misfatto mediante il contrario della loro colpa (o per analogia ad essa), bensì una sorta di benevola Provvidenza che, in modo del tutto catartico, dà una seconda possibilità in analoga circostanza. Ma temo di non esserti comunque d'aiuto.

Forse l'espressione scherzo del destino completa l'accezione di destino da te utilizzata.

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Non mi riesce di farmi venire in mente cosa potrebbe andare come definizione. Più che di espiazione stai parlando di riscatto, della possibilità di riscattarsi offerta dal destino, di riabilitazione di una cattiva azione con una azione buona, giusto? Forse bisognerebbe cercare non nella religione/filosofia, ma nella mitologia greca...non riesco a ricordare ma ho la vaghissima sensazione che nella mitologia greca ci possa essere una leggenda di riscatto come questa, da cui poter prelevare la definizione che ti serve...però boh

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Il 20/2/2012 alle 10:05, Edgar Davis ha scritto:

Era un esempio quello seguente, solo per ribadire il concetto di "identità della persona" legato all'azione che compie. Presumo quindi che non mi sono spiegato bene. Provo con un altro esempio che può avere più valenze.

Sono un (pompiere, poliziotto, medico, insomma un uomo che mentre lavora può salvare la vita di molte persone.) Durante un'operazione, a causa delle mie azioni o di un piccolo errore (non è importante ai fini del concetto) uccido una persona (o ancora peggio, causo una carneficina, almeno nel caso del pompiere e del poliziotto.) Dopo un certo numero di anni, mi trovo davanti a una situazione in cui posso salvare uno dei parenti delle stesse persone di cui avevo causato la morte, oppure (nel caso del pompiere e del poliziotto) compiere una brillante operazione nello stesso luogo in cui avevo compiuto l'errore precedente.

Insomma, come ho già detto quelle tipiche situazioni in cui qualcuno direbbe "Che segno del destino!", oppure "Che caso!", oppure "Incredibile!". 

 

Nel frattempo, avrai risolto, @Edgar Davis  :) ma lascio una possibile alternativa (chissà che non possa servire in futuro):  "provvidenza" o "situazione provvidenziale".

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