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Dandy

Letteratura postmoderna

Post raccomandati

invece è un libro del 2000, cioè quando aveva 30 anni.. mica tanto un ragazzino.. o mi sfugge qualcosa :blowup: ?

No no, aveva più o meno trent'anni quando lo ha scritto. Ho detto ragazzino perché boh, lo sento molto giovane. Il fatto che sia stato un candidato al pulitzer lo fa ancora più ragazzino ai miei occhi, per contrasto :lol:

Se la mia milf (la mia ragazza che ha trent'anni) ci sente dire che non è più una ragazza, ci uccide :saltello:

Eggers mi è sembrato tutt'altro che un genio... E, con tante scuse per la tua ragazza, sarebbe ora di archiviare le adolescenze prolungate!

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Eggers mi è sembrato tutt'altro che un genio... E, con tante scuse per la tua ragazza, sarebbe ora di archiviare le adolescenze prolungate!

Sefora, quella sulla mia ragazza era una battuta. :asd: Siamo in dolce attesa e abbiamo un mutuo, il tempo delle mele è finito da un bel po'.

Eggers... sì, le prime pagine sono un po' autoreferenziali e pesantine, ma fa parte della sperimentazione linguistica. Cioè, avete visto che nella primissima pagina, dove solitamente sono scritti i termini del copyright, ha pure inserito la scala dell'orientamento sessuale?

Io l'ho un po' amato. Gli ho voluto tanto bene.

Poi il romanzo, sopratutto nella prima parte dopo le prefazione, è molto carino.

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Eggers mi è sembrato tutt'altro che un genio...

Io non condivido questo post per nulla. Argomenta per cortesia. Non è un genio perchè non ti piace il tuo stile? Perchè lo trovi banale? Perchè non lo hai mai letto ma a pelle non ti attira?

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Avrei dovuto scrivere "genio", per rimarcare l' evidente riferimento al titolo del libro. Che ho letto, si capisce: non mi azzardo a giudicare per sentito dire. Tra il surreale e l'iperrealista. Innovativo in lingua originale, secondo i critici, e magari gradevole per ingenua furbizia. Interessante per il quadro familiare sgangherato, diffuso negli Usa ( e anche altrove) e azzeccato puntare su mercato dell'assurdo. Direi che basta

Modificato da sefora

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[

Sefora, quella sulla mia ragazza era una battuta. :asd: Siamo in dolce attesa e abbiamo un mutuo, il tempo delle mele è finito da un bel po'.

Scusatemi tanto :sorry: e una montagna di felicitazioni! Sono nonna e mi rallegro di cuore :love: :love: :love: per queste belle notizie. La mia uscita poco opportuna scaturiva dalla conoscenza diretta di non pochi "bamboccioni" non lontani dalla quarantina!

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Scusatemi tanto :sorry: e una montagna di felicitazioni! Sono nonna e mi rallegro di cuore :love: :love: :love: per queste belle notizie. La mia uscita poco opportuna scaturiva dalla conoscenza diretta di non pochi "bamboccioni" non lontani dalla quarantina!

Non c'è bisogno di scusarsi! :lol: Grazie per le felicitazioni sefora, smackete. :P

Il titolo del romanzo di Eggers è autoironico...

Lo specifica nella premessa, e si è detto preoccupato che lo si potesse fraintendere. Anche se sotto sotto, dice lui nella premessa (se non ricordo male) lui davvero si sente un genio. E, consapevole di ciò, capisce che è presuntuoso. Cosciente di essere cosciente di essere presuntuoso, ritorna a sentirsi un genio, quindi cosciente di essere cosciente di essere cosciente di essere un genio, sa di essere presuntuoso, e così via, ad infinitum.

C'erano varie proposte di titoli, e alla fine lui, seguendo il consiglio dei suoi amici, sceglie questo, per rimarcare il concetto di giovinezza come esplosione vitale (nel senso filosofico post hegeliano), come presunzione di essere il più forte, il più figo, il più fantastico essere umano insieme a Toph e ai suoi amici (tra l'altro questo è un elemento di generosità che mi commuove).

Insomma, è controverso, molto ambiguo. Fa ironia di sé stesso, ma attuando la dialettica ad infinitum di cui sopra, dà all'opera intera uno spessore incredibile. Il Pulitzer non sarebbe stato meritato, secondo me. Forse Eggers ha scritto un'opera più grande di quanto potesse pensare, visto che il desiderio dell'autore era apparire solo come forte e orginale. Invece il valore del romanzo lo supera. :saltello:

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Beh, scomodare Hegel mi sembra eccessivo... Va detto che gli americani praticano una speculazione sui generis, molto assertiva per noi europei. Riconosco anche di non essere il lettore di riferimento più adatto per Eggers. Il libro mi ha comunque divertita!

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Io sto leggendo "Erano solo ragazzi in cammino" di Dave Eggers, e mi sta piacendo tantissimo..

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Mh, grazie Dandy, me lo segno.

Beh, scomodare Hegel mi sembra eccessivo... Va detto che gli americani praticano una speculazione sui generis, molto assertiva per noi europei. Riconosco anche di non essere il lettore di riferimento più adatto per Eggers. Il libro mi ha comunque divertita!

Non Hegel, ma tutto quel bagaglio culturale e filosofico dopo Hegel (che poi è il postmodernismo). Lo sto studiando adesso, ora vedo posthegel ovunque :trollface:

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Non Hegel, ma tutto quel bagaglio culturale e filosofico dopo Hegel (che poi è il postmodernismo). Lo sto studiando adesso, ora vedo posthegel ovunque :trollface:

Citavo Hegel tanto per semplificare. Il suo fantasma si aggira ovunque si filosofi ( e magari filosofeggi!) Non andrei tanto indietro con la "nascita" del postmodernismo. Nietzsche/ Heidegger e poi Derrida, Lyotard, Foucault, tanto per intenderci. Mi sono "formata" sul pensiero debole, ma adesso il povero Vattimo deve vedersela con Ferraris. Mi sa che siamo alle esequie del postmod. :omicida:

Modificato da sefora

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Ospite

Concordo con la valutazione di molti autori che avete nominato, ma mi permetto di dire che Infinite Jest è atrocemente brutto :asd:

Dite: perché?

L'ho scritto su IBS:

Abbandonato, ahimé, a pagina 143 malgrado le molte recensioni positive che si trovano in rete. Dopo la scena iniziale di forte impatto, il romanzo conferma le carenze riscontrate già in quella scena: i personaggi sembrano identici, l'ambientazione è farraginosa, nei dialoghi è difficile riconoscere chi parla, l'ironia è cerebrale e chiusa su se stessa, gli episodi non scorrono, le sorprese annunciate non si verificano, la trama non esiste. Eppure Cortazar, Bolano, Pynchon ci hanno resi capaci di digerire le cose più complesse! Qui, invece, l'impressione resta quella di un polpettone corale privo di vita e della volontà di raccontarla. Se un elenco telefonico mi permette ancora di sognare, in questo romanzo sembra si vieti al lettore di sviluppare fantasie su ciò che legge, frustrando categoricamente ogni sua aspettativa.

-> insomma, non mi è piaciuto. :pedosguardo:

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Aggiungo qualche esempio di letteratura postmoderna non sempre di grande successo - almeno in Italia - ma certamente importante a livello critico:

Ingeborg Bachmann - Malina.

Thomas Bernhard - Perturbamento (o anche Il soccombente, che per questioni relative alla manipolazione argomento esibisce tratti postmodernisti ancora più esasperati pur non mostrando il funambolismo verbele di Perturbamento)

Peter Handke - Infelicità senza desideri (o La breve lettera del lungo addio, che non ho però letto)

In area russofona si distinguono i lavori di Andrei Bitov (La casa di Pushkin) e Viktor Pelevin (Babylon), che devo ancora leggere.

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Sottolineo anch'io il valore dei testi che Albieg ha citato della Bachmann e di Bernhard (fra i tanti, consiglierei di quest'ultimo anche "La partita a carte" che, stranamente, non è stato pubblicato dall'Adelphi ma dall'Einaudi - un piccolo libro illuminante e allucinato).

Provo a consigliare anche Ionesco e tutto il suo teatro, anche se non so se la scrittura teatrale possa rientrare in questa discussione.

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