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Nicolaj

I bambini, le lettere, la prima elementare

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Non ho memoria di questo tipo di dettagli di quando ero piccolo. Ma per il racconto che sto scrivendo mi serve capire, per cui sono curioso di vedere se qualcuno può risolvere il mio dilemma.

Il problema è il seguente: i bambini in prima elementare imparano a scrivere, giusto? Tuttavia, quando arrivano in prima elementare sanno già parlare, grossomodo. Ora, io mi chiedo, un bambino che sta per andare in prima elementare è in grado di dire che lettera sta pronunciando? Per esempio, se sentisse qualcuno che fa il suono della "erre moscia" direbbe che quel qualcuno pronuncia la "r" in modo strano? O si limiterebbe a dire che fa uno strano suono?

Altra piccola cosa. Ma all'asilo (la scuola d'infanzia) si gioca solamente? O si imparano anche le lettere (se sapessi questo potrei aver risolto il mio problema :asd: )? Per esempio io mi ricordo filastrocche sui colori, ma non riesco proprio a rammentare se ce ne fossero anche sulle lettere.

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Ospite Lem Mac Lem

Adesso alla materna si fanno esercizi di pregrafismo, i bambini arrivano in prima che sanno già cosa sono lettere e numeri, sanno tenere la penna in mano e, in definitiva, devono solo imparare a scrivere con una grafia decente. Per la erre moscia, se ne accorgono eccome, mio figlio sente ogni minima differenza di inflessione di ogni singola parola tra me (friulana), suo padre (romano) e i suoi compagni di classe. Lo stesso vale per loro, mi hanno chiesto tutti perché 'parlo strano' e ho dovuto fare un corso accelerato di accenti regionali :asd:

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Le competenze di un bambino che arriva in prima dalla scuola dell'infanzia dipendono da svariati fattori: gli stimoli ricevuti in ambito familiare, il team delle insegnanti, la loro metodologia, il gruppo classe nel quale è inserito, certo anche l' "intelligenza" e le abilità che il bambino sviluppa in base a predisposizioni, etc. Comunque, visto che alla scuola dell'infanzia non si gioca solamente (che poi anche e soprattutto il gioco, specialmente in questa fase, ha una enorme valenza formativa dal punto di vista socio-affettivo - fondamentale in questa età) ma si portano avanti tutta una serie di attività di manipolazione che dovrebbero fornire loro i prerequisiti per affrontare la prima senza problemi. L'approccio alle attività di pregrafismo rimane però essenzialmente ludico.

Quindi sono diversi gli scenari possibili: troverai chi riconosce già le lettere e i numeri, chi ha una infarinatura di lettura e chi, pur non essendone capace (come ritengo normale che sia), è comunque pronto a farlo; possiede tutti quei prerequisiti (ripeto sostanzialmente spazio-temporali e manipolativi) che famiglia e scuola gli hanno permesso di acquisire.

Nel tuo caso forse potrai trovare un bambino che riconosce la R anche se la maggior parte dirà "quel tipo parla in modo strano". è in prima elementare che si imparano le lettere dell'alfabeto (nel riconoscere l'associazione suono / grafia; poi anche in questo caso diversi approcci e diverse metodologie).

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I miei mi hanno raccontato che, quando ancora andavo all'asilo (era un asilo Montessori) avevano cominciato a insegnarmi a leggere l'abecedario. Così avevo imparato la pronuncia delle lettere una per una. Per strada vidi un cartello con un classico "attenti al cane" e lessi "attitienneti aelle ciane".

Non so se questo ti possa essere utile.

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Come ha detto Enoch, dipende dal bambino, dagli stimoli che ha avuto. Ci sono bambini che già riconoscono il valore sonoro delle lettere, altri che le sanno chiamare tutte per nome, ma non sanno associare il suono. Altri che ne riconoscono poche, o le sbagliano. A livello intuitivo ovviamente discriminano i suoni altrimenti non potrebbero capire e parlare, ma devono imparare a farlo coscientemente.

La scuola dell'infanzia, dipende anche qua. La tendenza è quella di fare pregrafismo, e comunque un bambino nella nostra società si trova spesso a interagire con le lettere e hanno tutti preconoscenze da cui partire, ma ci sono materne e materne...

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Molto utile tutto ciò che avete detto. Ho capito che nella pratica la situazione può essere molto varia. Ora, nel mio racconto potrei mettere un bambino come lo è stato Nanni, il che mi semplificherebbe una descrizione - riguardo appunto il modo di pronunciare delle lettere. Oppure potrei metterci un bambino "medio" (perdonatemi se uso questa parola assolutamente inappropriata; lo faccio per intendere quella parte di bambini, che credo siano la maggioranza, che non utilizzano un abecedario prima delle elementari), il che o mi ridurrebbe la descrizione a uno "strano modo di parlare" o mi costringerebbe ad escogitare qualche soluzione intermedia. Penso che opterò per quest'ultima scelta.

Vi ringrazio molto per la velocità e la precisione con cui mi avete aiutato.

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Per quanto riguarda la r moscia un bambino la potrebbe riconoscere come tale anche se non conosce la lettera r, basta che gli abbiano spiegato una volta che quel particolare suono ha quel nome.

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