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Ospite Bradipi

Tu mi chiedi una poesia

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Ospite Bradipi

Tu mi chiedi una poesia

o almeno una parola

per tirarti un po’ su

come se fossi la cartina

di un bacetto perugina

E ci resti male

se sto zitto

(Spera che nessuno

ti senta parlare allo specchio)

BRADIPINO

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Mi chiedi una poesia

come chiederesti un'aspirina

al farmacista

o un esorcismo al prete.

In questi casi

è saggio

poeticamente

tacere

ci penserà lo specchio.

Forse

EDIT- scusami, non è un commento, è quello che mi hai trasmesso. Un' analisi ironica e, per certi versi desolante, del ruolo della poesia e del poeta nella mente dei moderni ignavi, seduti in poltrona con la moglie (o il marito) in cucina che prepara la cena.

Forse non ci ho capito un "fico secco", in questo caso ti chiedo scusa.

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Non ci ho capito molto, però è intrigante. Mi sembra che il tu si riferisca a una persona infelice e scontenta, e tuttavia chiusa al rapporto con gli altri. Una persona che si parla addosso, insomma, che parla allo specchio per non essere contraddetta o spronata a reagire. Le cartine dei baci Perugina sono simpatiche e nulla più: se è questo che il tu ti chiede (un bene di consumo, come dice Enoch), allora fai bene a non rispondere. Resta il fatto che se la parola è sincera, se è il tramite di un rapporto profondo, allora è molto di più di una cartina Perugina, e anche la poesia può avere questa funzione (già nell'antica Roma i poeti scrivevano consolationes per gli amici afflitti...)

Enoch, mi piace la tua interpretazione e il ritmo che sempre sai dare ai versi.

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Questa poesia la trovo più profonda e particolare delle altre che hai postato. La prima parte è molto chiara, ma con gli ultimi due versi rovesci il tutto, crei un certo dubbio nell'interpretazione.

(Spera che nessuno

ti senta parlare allo specchio)

Io personalmente lo vedo come un problema insito nel secondo personaggio della poesia, ossia il Tu. Secondo me è come se si rendesse manifesta l'incapacità di alcune persone di parlare ad altri se non a se stessi. Si sottolinea l'incapacità di vedere le esigenze e i punti di vista altrui. Poi non so se è giusta XD questa è la mia personale interpretazione.

Per il resto, non presenta difficoltà semantiche. Credo che qualcuno di più pignolo potrebbe dirti che nei bacetti perugina non ci sono i bigliettini, ma solo nei baci (sono una grande esperta :asd:), ma credo che bacetti rientri meglio nel contesto musicale. Poi mi piace l'elenco che hai creato di suffissi -ina, -etto e -ina. Il primo e l'ultimo rimano, fanno parte di parole non derivate (a differenza del secondo termine), ma crea un effetto quasi di "falsi alterati", trasmettendo l'idea di qualcosa di piccolo e delicato.

Tu mi chiedi una poesia

o almeno una parola

per tirarti un po’ su

qui crei un bel ritmo grazie alla ripetizione della "p". Secondo me al secondo verso potresti quindi sostituire o almeno con "perlomeno".

Alla prossima :)

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<p><em>Linee guida: quando commenti una poesia, cerca di toccare i punti <strong>originalità del tema e svolgimento della tematica, musicalità e scelta dei vocaboli, impressioni personali</strong> (emozioni suscitate, l'interpretazione che ne è stata data). </em></p>

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Credo che qualcuno di più pignolo potrebbe dirti che nei bacetti perugina non ci sono i bigliettini, ma solo nei baci (sono una grande esperta :asd:), ma credo che bacetti rientri meglio nel contesto musicale.

Devo contraddirti: ho mangiato l'altro giorno un bacetto, e aveva il bigliettino! :asd:

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Credo che qualcuno di più pignolo potrebbe dirti che nei bacetti perugina non ci sono i bigliettini, ma solo nei baci (sono una grande esperta :asd:), ma credo che bacetti rientri meglio nel contesto musicale.

Devo contraddirti: ho mangiato l'altro giorno un bacetto, e aveva il bigliettino! :asd:

:ohh: questa è un'ottima notizia

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Il tono dissacrante ma al contempo "tenero" di questo testo me lo fa adorare. Mi piace tanto la poesia che si ciba di luoghi comuni, di piccole cose, di rapporti portati attraverso la poesia in un contesto dilatato e specifico. Amo la poesia che, con semplicità e tocco narrativo, mi porta chiudermi in me stesso portando i versi con me. Per questo apprezzo enormemente questo testo.

Gli ultimi due versi a mio parere rompono l'incanto e sono superflui. Mi hanno fatto quasi innervosire. Svelano rozzamente un intento secondario. Ma penso che è questo che volevi.

Molto bravo. A presto.

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La richiesta è di un conforto che una poesia o una parola dolce possono donare, la richiesta è disattesa con superficialità, paragonandola ad un gesto usuale e banale, bigliettino del perugina, e non prendendo in considerazione l’importanza dovuta al momento che sta vivendo di chi voleva le si dedicasse il gesto gentile , infatti ci resta male e parla da sola allo specchio come a dire, quando devi esserci non ci sei. La poesia è semplice, ma dai contenuti condivisi da tutte le coppie, che in certi momenti evidenzia appunto l’incomprensione di certe occasioni di quando si ha bisogno di un’ attenzione.

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Probabilmente scriverò un commento assurdo.

Mi piace molto questo scritto.La mia interpretazione,però, è quella di una specie di sfida strascicata con se stesso messa in ballo dal poeta.Una sfida con se stesso...il tu è la stessa persona che parla,come entrare da una finestra in un'altra dimensione che ha una finestra che sfocia in un'altra dimensione ancora e così via. Sottolinea il riproporsi di stati d'animo contrastanti che vive uno scrittore di poesie: passando per il banale bacetto perugina allo sconforto dell'assenza d'ispirazione E ci resti male - se sto zitto ed infine alla quasi pazzia (Spera che nessuno - ti senta parlare allo specchio). Questi ultimi due versi riportano sulla Terra l'autore da tutta quella alienazione:Bellissimi.

Ultima particolarità che ho notato: cartina e non carta...questo mi ha dato l'idea di una cartina di sigaretta,così leggera al bruciarsi,così effimera come le frasi sui bigliettino dei baci perugina.

Wow! (Ma forse ho esagerato)

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