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Joanna

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Voglio mettervi alla prova!

sì, dico davvero, voglio mettervi alla prova perchè non riesco a trovare un'idea interessante! e allora perchè non approfittare della vostra creatività ed empatia nei confronti di un'autrice in difficoltà?

Vi spiego, in modo molto sintetico e semplificato:

sto completando un giallo con una trama già strutturata in cui, ad un certo punto, compare un codice cifrato. Non è essenziale ai fini dello svolgimento, è un elemento in più che contribuisce ad alimentare le incognite.

Dopo una complicata decodifica (che mi dà molta soddisfazione), la protagonista scopre che si tratta del classico numero di conto bancario che il padre - potenziale vittima dell'assassino - le trasmette per entrare in possesso dei suoi averi qualora venisse ammazzato.

E il punto è proprio questo. Mi sembra troppo scontato e troppo semplice!

Ho considerato alcune alternative:

  • numero di una cassetta di sicurezza (che contiene cosa?)
  • numero telefonico (di chi e perchè?) - complicato perchè la decodifica non potrebbe contenere lo "0" di un prefisso, ma posso lavorarci
  • una data (di nascita? di chi e perchè? di un appuntamento?)

Cosa potrebbe essere e perché?

SBIZZARRITEVI! DATE SFOGO ALLA VOSTRA FANTASIA (perchè la mia è in crisi)!

Qualsiasi suggerimento verrà preso in considerazione.

Ringrazio fin da ora la buona volontà di chi vorrà darmi una mano.

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visto che siamo nell'era dell'informatica, e io sono un programmatore, se dovessi nascondere informazioni di questo tipo userei un sistema a chiave asimmetrica:

http://it.wikipedia.org/wiki/Crittografia_asimmetrica

il papà scrive il testo con tutte le informazioni che vuole dare, lo cifra con la chiave pubblica (che distrugge) e lascia la chiave privata alla figlia, anagrammata.

Nel file criptato può esserci di tutto, potrebbe essere anche un intero video.

L'unica cosa è usare una profondità di bit equiparata all'importanza dell'informazione, comunque non meno di 64 direi...

Volendo, se due chiavi ti sembrano complicate, si può usare anche una sola chiave con crittografica simmetrica, volendo.

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Scusa la domanda Joanna, ma non hai posto la stessa domanda più o meno un anno fa?

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Grazie Decimo, il suggerimento è prezioso anche se mi sembra un po' complicato per chi come me non capisce niente di informatica.Proverò a documentarmi.

Sì Swetty, hai ragione ma, come vedi, a un anno di distanza non sono ancora riuscita a trovare una soluzione soddisfacente e ho pensato di riprovarci.

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Swetty, avevo lavorato sul tuo suggerimento del codice postale. Quello che non ha funzionato è stata la motivazione che ha portato la protagonista in un determinato paese.

E la problematica è rimasta la stessa: dopo a cosa rappresenta il codice, mi manca il "perchè".

Comunque mi scuso se ho dato l'impressione di approfittare di voi.

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Ho idea, Joanna, che se ti manca il perché è difficile che chiunque riesca a darti un suggerimento, esattamente come avevo detto un anno fa:

Grazie swetty. Le tue idee mi piacciono, ma devo comunque inventarmi qualcosa da far succedere altrimenti cambia il significato del codice ma poi tutto si arena - come prima - con la sua identificazione.

Ti viene in mente qualcosa?

A questo punto bisognerebbe sapere qualcosa di più sulla trama, anche per capire come collegare il fatto del conto, il padre e la figlia...

Il problema non è approfittare (non ci sarebbe una sezione "consigli & co." se no), il problema è che hai lasciato la discussione dell'anno scorso a metà, dopodiché te ne sei tornata qui dopo un anno a chiedere esattamente la stessa cosa.

Cioè, in un anno non sei riuscita a trovare la soluzione, pur avendo tutti gli elementi che noi non abbiamo. Cosa speri di ottenere riproponendo esattamente la stessa domanda?

O detto in altri termini, se non trovi la risposta, forse è la domanda che è mal posta?

In ogni caso, la prossima volta riusa il topic dell'anno prima (così le persone evitano di darti risposte che già hai) e usa un titolo più significativo.

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Effettivamente, nell'anno trascorso non ho avuto moltissimo tempo da dedicare alla scrittura ed ora - che ne ho un po' di più - ho ripreso in mano il romanzo e relativi problemi.

Mi spiace, non sapevo di dover riprendere il vecchio topic (non ho molta dimestichezza con il web).

Probabilmente hai ragione, la domanda potrebbe essere formulata in un altro modo:

- avete un'idea qualsiasi di accadimento che può essere legato a un codice?

Vi ringrazio per la pazienza.

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Ospite Lem Mac Lem

Evita maiuscole, che equivalgono a urlare, e punti esclamativi come se piovesse, grazie.

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Numeri e lettere nella codifica: indicano due mosse sulla scacchiera rimasta nell'appartamento del padre (che era un giocatore di scacchi); al termine l'alfiere nero in f4, sotto la casella (di una scacchiera in legno evidentemente smontabile) c'è il nome di una donna.

Quella donna è la vera madre della protagonista ed ha tante cose da dirle...

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Numeri e lettere nella codifica: indicano due mosse sulla scacchiera rimasta nell'appartamento del padre (che era un giocatore di scacchi); al termine l'alfiere nero in f4, sotto la casella (di una scacchiera in legno evidentemente smontabile) c'è il nome di una donna.

Quella donna è la vera madre della protagonista ed ha tante cose da dirle...

Grazie Hugo.

Semplice ma efficace. Mi piace e credo che mi muoverò in questa direzione.

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Scusa Joanna, ma tutte le tue soluzioni sono banali. Cassette di sicurezza, numeri di telefono e compagnia bella sono già visti e rivisti alla nausea. Fossi in te, non mi fisserei tanto sul cosa. Ma sul come.

Se tutto è già sfruttato, sfruttalo per stupire.

Lei per esempio risale a un numero di telefono. Perfetto, a questo punto il lettore penserà: "Capirai, l'avrò letto/visto al cinema un migliaio di volte." L'eroina però fa il numero (o insomma indaga), e viene fuori che quel numero di telefono appartiene a uno morto dieci anni fa. O è il numero privato del Papa, o insomma qualsiasi cosa che mi faccia strabuzzare gli occhi e mi metta una voglia matta di continuare la lettura per scoprire: "Perché diavolo il padre le ha lasciato quel numero?"

Se si trattasse di una cassetta di sicurezza, magari l'apre e ci trova dentro una testa mozzata :omicida:

Io morirei dalla voglia di sapere perché.

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Scusa Joanna, ma tutte le tue soluzioni sono banali. Cassette di sicurezza, numeri di telefono e compagnia bella sono già visti e rivisti alla nausea. Fossi in te, non mi fisserei tanto sul cosa. Ma sul come.

Se tutto è già sfruttato, sfruttalo per stupire.

Lei per esempio risale a un numero di telefono. Perfetto, a questo punto il lettore penserà: "Capirai, l'avrò letto/visto al cinema un migliaio di volte." L'eroina però fa il numero (o insomma indaga), e viene fuori che quel numero di telefono appartiene a uno morto dieci anni fa. O è il numero privato del Papa, o insomma qualsiasi cosa che mi faccia strabuzzare gli occhi e mi metta una voglia matta di continuare la lettura per scoprire: "Perché diavolo il padre le ha lasciato quel numero?"

Se si trattasse di una cassetta di sicurezza, magari l'apre e ci trova dentro una testa mozzata :omicida:

Io morirei dalla voglia di sapere perché.

Hai ragione Galgano, è proprio perchè la mia soluzione sembrava troppo banale e sfruttata che cercavo qualche spunto diverso.

Il tuo suggerimento è prezioso.

Grazie

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scusa Joanna ma non capisco.

letta così sembra l'esempio classico di cui parlano ai corsi di scrittura, cioè il bel virtuosismo di cui l'autore è innamorato, ma che non serve a nulla alla storia.

Cioè sembra che tu abbia partorito un bel meccanismo di cifratura e decodifica e ora voglia a tutti i costi usarlo nella storia, ma non hai minimamente idea di come questo serva alla storia... o manca la storia.

se così fosse, io ti consiglierei di fare un passo indietro e procedere in senso inverso.

Prova a sganciarti dalla storia come è ora. Dimenticati del codice. Libera la fantasia e chiediti di cosa vorresti parlare. Cosa ti intrigherebbe... quale stranezza ti incuriosisce e ti invoglia a continuare la storia.

poi, sfruttando l'ottimo consiglio di Galgano, collega quel qualcosa al codice.

non so se ho reso la mia idea. ad una prima lettura forse può sembrare che io non abbia scritto niente di che ( e forse anche ad una seconda :-P) però quel che cerco di dirti è di provare a ragionare, ad inventare, libera da ogni vincolo. tanto poi un modo per collegare la nuova idea al codice lo trovi facilmente. più difficile trovare la nuova idea partendo solo dal codice.

ciaociao

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Concordo in pieno con Roninxx.

Se proprio dovessi scegliere, mi piace l'idea della data di nascita. Il padre in realtà aveva una doppia vita, e la protagonista scopre di avere una sorella che non ha mani consosciuto. La data è quella della sua nascita.

Certo, anche questo già letto e riletto, ma è più inportante il come lo si scrive, a mio parere.

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Io quoto Galgano, ha risposto quello che volevo risponderti anch'io. A dire il vero mi pare che non dovrebbe essere così difficile utilizzare il tuo codice per qualcosa che serve alla storia, avendo tu pensato e scritto la storia... Potrebbe trattarsi di una data che si riferice ad un episodio salinte del passato del padre, qualcosa che faccia rimanere appunto a bocca aperta. Qualcosa di grosso, che tenga il lettore sulle spine. Ritrovare l'informazione? Tramite un diario di una persona che all'epoca era vicina a lui.

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La tua fantasia è in crisi da un anno :asd:

Se è passato un anno e sei ancora allo stesso punto credo dovresti voltare pagina. Sono dell'idea che il gialo non può essere scritto a muzzo, deve essere completato in partenza, in modo da sapere già dove si vuole andare a parare e tutti gli indizi e i codici vari per risolvere il caso.

Se sta parte non è essenzale e tu ci stai dietro da un bel po' di tempo senza arrivare a una conclusione... io al posto tuo la leverei proprio. Tanto non è essenzialeXD

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Sono dell'idea che il gialo non può essere scritto a muzzo, deve essere completato in partenza, in modo da sapere già dove si vuole andare a parare e tutti gli indizi e i codici vari per risolvere il caso.

Non sono d'accordo su questo punto. Certo è vero che uno scheletro di massima occorre averlo in partenza, ma a me capita di autoalimentarmi e dunque la storia inizia in un punto preciso, poi l'ispirazione (chiamiamola così) mi porta da altre parti.

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