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Ospite Bradipi

Ambiguità e sintesi

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Ospite

La morte di Beniamino Placido mi ha fatto ricordare alcuni suoi articoli che parlavano di critica letteraria.

Beniamino Placido era un intellettuale a tutto tondo il quale con leggerezza faceva balenare un concetto anche complesso.

Tenterò di riproporveli, si parva licet componere magnis.

- Poetica dell’ambiguità. La tesi di William Empson nel suo libro “Sette tipi di ambiguità” è che un testo per essere poetico debba essere non perfettamente chiaro. Personalmente non ho mai letto questo libro che non è disponibile, ma mi convince: i testi che tentano di essere “a prova di interpretazioni errate” sono noiosissimi. Ad esempio se leggiamo la scheda di un farmaco (http://www.fcr.re.it/database/fcr/sids. ... enDocument ) o una legge (http://www.handylex.org/stato/l050292.shtml ), il testo è un “mattone” è il fraintendimento sempre pronto (“fatta la legge trovato l’inganno” recita un proverbio).

Voce di Wiki relativa: http://it.wikipedia.org/wiki/Ambiguit%C3%A0

Da notare che Perlman Elliot ha pubblicato un romanzo con lo stesso titolo dove la stessa storia è narrata da sette soggetti.

- Poetica della sintesi: meno si scrive più si lascia al lettore da immaginare maggiore è l’effetto. L’esempio che Placido riportava era:

“Costui, da una sua finestrina che dominava un cortiletto di quel quartiere, avendo veduta Gertrude qualche volta passare o girandolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall'empietà dell'impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso. La sventurata rispose.” Promessi Sposi, Alessandro Manzoni, cap. X.

In tre sole, semplici parole tutta una storia. Non è necessario altro per immaginare la vicenda della monaca di Monza.

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