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-hope-

Non può essere

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Ho commentato qui: http://www.writersdream.org/forum/topic/10048-la-storia-di-erik/

Ehm, è la prima volta che pubblico qui un mio racconto e spero di non aver sbagliato nulla.

Non sono molto brava, ma faccio del mio meglio e credo in ciò che scrivo.

Accetto molto volentieri pareri e consigli, positivi e negativi, perchè mi aiutano molto a migliorarmi.

Spero vi piaccia, anche se è breve...

---------------

Rimasi immobile. Cos’altro potevo fare se non continuare a guardare l’orrore? Impossibile dimenticare: io e te felici camminavamo lungo il marciapiede e poi? Vuoto. Qualcuno a forte velocità ci venne a sbattere incontro, anzi colpì te che per difendermi ti sei messo davanti. Come posso dimenticare il tuo coraggio e la tua paura insieme quando l’auto ti colpì facendoti cadere e morire sul colpo? Impossibile. Eppure io sono ancora qui davanti a te a farti compagnia nonostante io so che tu ormai non sei più qui. Non riesco neanche a piangere nonostante io sia disperata. E lui… lui che ti è venuto addosso è ancora vivo e sano, senza neanche un graffio, preoccupato della sua Mercedes nera. Ha a mala pena chiamato i soccorsi ed è venuto a ringhiarmi contro. Non può essere: eravamo felici e la nostra felicità ci è stata strappata in un istante. Deve essere punito… si, punito giustamente. Io ti amavo, ti amo. Non ci sei più, come faccio a sopportarlo? Vorrei raggiungerti e se lo facessi? Mi ameresti ancora o lì non ti ricorderesti neppure chi sono?

I soccorsi arrivarono poco dopo e non poterono che accertare ciò che già sapevo: eri morto, non c’eri più. Portarono via l’uomo per interrogarlo e mi chiesero cosa fosse successo. Non riuscii a piangere: com’era possibile?

Ti portarono via di lì e io immobile non potei fare nulla per replicare. Ti volevo ancora qui, con me. Ma era inutile… non si poteva.

Decisi poco dopo il mio destino: ti amavo troppo per rimanere ancora qui. Corsi a casa, scrissi un messaggio su un foglio e andai vicino al fiume. Calde lacrime mi rigarono il viso ma ero decisa. L’avrei fatto. Entrai in acqua e quest’ultima mi annebbiò la vista e poco dopo mi regalò la morte.

Sì… era quello che volevo: ci saremmo rincontrati e finalmente avremmo vissuto felici. Per sempre.

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( io e te felici camminavamo lungo il marciapiede e poi? Vuoto.)

Qui sostituirei con un - noi due camminavamo lungo il marciapiede e poi... il vuoto.

(Qualcuno a forte velocità ci venne a sbattere incontro, anzi colpì te che per difendermi ti sei messo davanti.)

Qualcuno a forte velocità ci investì, anzi, tu finisti sotto le sue ruote, ti bastò un secondo per decidere, io dovevo vivere così mi spingesti lontano.

( Non riesco neanche a piangere nonostante io sia disperata.)

Non riesco a piangere nonostante la disperazione.

Queste sono solo alcune delle correzioni che ho pensato di farti, spero non ti dia fastidio.

Il testo secondo me è da rivedere, ci sono molte ripetizioni e forse alcune frasi non aiutano

a capirlo a fondo.

L'idea è chiara ma dovresti strutturarla meglio, il fatto che la tua protagonista abbia trovato

al suo dolore una risposta come il suicidio mi lascia perplessa ma è una mia idea.

Il suo uomo si è sacrificato per lei, voleva che vivesse, che avesse altre possibilità, il minimo

che lei potrebbe fare è provare a vivere ed essere forte, infondo glielo deve.

A rileggerti e buon lavoro.

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Grazie mille per le correzioni! :D

Il suo uomo si è sacrificato per lei, voleva che vivesse, che avesse altre possibilità, il minimo

che lei potrebbe fare è provare a vivere ed essere forte, infondo glielo deve.

Beh, può essere, ma quando l'ho scritto (di getto) diciamo che mi è venuta fuori così: in quanto lei lo amava troppo ha pensato di raggiungerlo nonostante egli le avesse salvato la vita...

Grazie ancora per le correzioni... Lo rivedrò perchè in effetti hai ragione: son presenti numeri errori...

A rileggerti e buon lavoro.

Grazie...

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Ospite Signor Ford

Credo che forse la brevità del testo sia un'arma a doppio taglio in questo caso. E' evocativo, ma tutta l'atmosfera ha secondo me poco spazio per esprimersi in tutto il suo potenziale. Dettagli:

Qualcuno a forte velocità ci venne a sbattere incontro,
se il verbo è sbattere, ci sta meglio contro.

anzi colpì te che per difendermi ti sei messo davanti.
ecco qua non riesco a visualizzare la scena: se si è messo davanti a lei per proteggerla dall'auto? Letta così sembrerebbe che anche l'auto potesse essere di fronte a loro, e quindi dovrebbe aver travolto entrambi.

Ha a mala pena chiamato i soccorsi ed è venuto a ringhiarmi contro.
Mi sembra un po' inverosimile: Lui rischia l'omicidio colposo

Non posso dire che sia brutto come testo, un buon tentativo lo è indubbiamente, solo che secondo me dovevi dargli maggiore risalto, con qualche dettaglio in più.

A rileggerti!

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Grazie mille del commento e dei consigli...

ecco qua non riesco a visualizzare la scena: se si è messo davanti a lei per proteggerla dall'auto? Letta così sembrerebbe che anche l'auto potesse essere di fronte a loro, e quindi dovrebbe aver travolto entrambi.

o.o in effetti hai ragione... devo modificare o.o

Grazie x avermelo fatto notare.

Mi sembra un po' inverosimile: Lui rischia l'omicidio colposo

Anche qui hai ragione... o.o

Mi sa che è meglio che io la rilegga e la modifichi un po' ;) ehehe

L'ho scritta di getto e riletta solo un paio di volte, quindi gli errori son presenti. Thanks per avermeli fatti notare,

Non posso dire che sia brutto come testo, un buon tentativo lo è indubbiamente, solo che secondo me dovevi dargli maggiore risalto, con qualche dettaglio in più.

Farò del mio meglio nei prossimi racconti! :)

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Ciao!

Allora, l'unica cosa che mi preme suggerirti è di modificare questa frase:

Ha a mala pena chiamato i soccorsi ed è venuto a ringhiarmi contro

O sposti "a mala pena" prima dell'ausiliare, o lo sposti dopo tutto il verbo: così è troppo recalcitrante.

Passando al testo, devo dirti che l'ho trovato abbastanza scialbo.

Un uso eccessivo di puntini di sospensione non ha alzato il livello di gradimento. Il punto forte io l'ho trovato in questo accostamento:

Calde lacrime.

Per me ha significato molto: ho interpretato il tepore delle lacrime come causato dall'amore perduto, una metafora per esprimere quanto fosse difficile dimenticare e, al tempo stesso, quanto questi medesimi ricordi siano fonte di calore dove ancora poter trovare rifugio.

Inoltre, permettimi di dire che non l'ho trovato molto originale. L'uomo o la donna che si toglie la vita dopo la morte della persona amata è una scena spesso vista e rivista, letta e digerita. E di certo la brevità del testo non aiuta neanche a fare in tempo a pensare ad altro: il finale è quello, si prevede, si sa. Non c'è amara sorpresa, non c'è abbastanza malinconia e tristezza.

Quello che ho avvertito è stato solo un attimo di smarrimento immedesimandomi con grande sforzo nella protagonista, ma ciò non basta.

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Ospite
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