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Se valgono come letture, sto leggendo la guida al cashback, super cashback, lotteria scontrini e altre amenità; se ne esco fuori - anche per abbandono, magari, visto che sono di una noia mortale - sono indeciso se iniziare il Silmarillon di Tolkien o il Maloscritto di Alexmusic - a cui mando comunque un saluto se gli capita di leggere (ho scoperto che si è disiscritto).

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Poco tempo prima di Carrisi avevo finito "L'enigma della camera 622" di Joël Dicker (tocca fare copia e incolla per la dieresi). Non avevo mai letto nulla di lui finora.

 

L'ho preso per lo stesso identico motivo, ovvero thriller che funziona di autore che funziona, ma anche perché i mattoni sopra le 600 pagine mi stimolano, in genere rappresentano un prolungamento del piacere, per me, se sono scritti bene... ma non credo sia questo il caso, purtroppo.

 

In questo romanzo il protagonista è lui stesso, Joël Dicker, che all'inizio ha a che fare con un momento difficile, ovvero la scomparsa del suo editore Bernard de Fallois al quale era affezionatissimo, anche questo preso dalla realtà, e decide di andare in un albergo per prendersi un po' di vacanza. E nella prima parte del romanzo ci sono subito le prime magagne: io capisco che probabilmente per Dicker fosse come un padre (o un nonno), il suo pigmalione, colui senza il quale non sarebbe arrivato dov'è e tutto quanto. Capisco pure che abbia voluto fargli un omaggio/tributo. Ma qui si sfocia nel grottesco. Ci sono alcuni dialoghi in cui lui parla con altre persone di de Fallois e gli propina dei pipponi allucinanti sulla sua vita, su cosa faceva, le sue abitudini, i suoi modi di dire, cita alcuni momenti che hanno vissuto insieme... L'apoteosi è quando a un certo punto, sempre verso l'inizio, conosce una ragazza in albergo. Mentre ci parla, lo giuro, apre le virgolette, incolla la biografia di de Fallois e le chiude. Non credo di aver mai letto una roba del genere in un romanzo :facepalm:

 

Potevi fare una semplice dedica, potevi scrivere qualche pagina di prefazione o di postfazione, se proprio ci tenevi a raccontare qualcosa di quanto ha significato per te il tuo editore, ma non me lo puoi infilare così dentro il romanzo. Mi è venuta in mente la scena delle Comiche in cui Villaggio e Pozzetto hanno un'agenzia funebre e, mentre vestono un morto, la vedova disperata (cioè Dicker) gli si attacca gridando "Mio marito è morto! Cosa farò s.enza di lui!" e loro per liberarsi sono costretti a prenderla a sberle e a chiuderla nell'armadio, non so se ve la ricordate :asd: Ecco, ho dovuto prendere mentalmente a sberle questi dialoghi per andare avanti.

 

Per il resto, nonostante il linguaggio abbastanza terra terra, la trama è tutto sommato intrigante, non mancano rivelazioni interessanti e colpi di scena più dal sapore giallistico che thrilleristico, nel senso che pur parlando di un omicidio non c'è emotività e si punta tutto sull'intreccio e sulla narrazione in parallelo tra passato e presente. I personaggi sono abbastanza piatti, non ti affezioni a nessuno in particolare, ma essendo una storia che vive nel mondo della finanza, delle banche e della ricchezza è un po' difficile essere empatici.

 

In definitiva, per il momento, va in stand-by pure Dicker, e questo libro non mi sento di consigliarvelo a pieno.

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Ho finito 'Il Vichingo in Technicolor' di Harry Harrison e l'ho trovato godibile e divertente. Con il pretesto di un romanzo di fantascienza, l'autore fa un'acuta satira del mondo di Hollywood. Ora ho iniziato 'William S. Burroughs e il Culto del Rock'n'Roll', un saggio di Casey Rae sui rapporti tra il celebre autore del Pasto Nudo e il mondo della musica rock.

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Il 6/12/2020 alle 12:09, *Antares* ha scritto:

Non poco tempo fa ho letto I nerogatti di Sodw, primo volume di una trilogia fantascientifica. Mi è piaciuto molto (sia la trama non convenzionale che la scrittura) e penso che leggero anche gli altri. 

Anch'io ho letto I nerogatti di Sodw. Mi è piaciuto molto il personaggio di Devon. L'autore mi ha detto che a breve la trilogia dovrebbe uscire in volume unico. 

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Ho cominciato Faremo foresta di Ilaria Bernardini, un romanzo in parte autobiografico, che mi sembra molto bello sia come scrittura (sincera, snella) sia come storia e spunti (altrettanto sinceri). In più ho trovato questo pezzetto che mi ha fatto sorridere e riflettere parecchio ;): "Quella notte sono finita in ospedale (...) Lo stomaco mi si era stretto così tanto che non potevo respirare (...) Sul foglio di dimissioni la dottoressa aveva scritto "Labilità emotiva". Per alleggerire la questione, una volta a casa avevo aggiunto un apostrofo. La paziente manifesta ' l''abilità emotiva'."

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Al momento sto leggendo "L'arte di costruire un romanzo" di Elizabeth George per motivi didattici. Niente di rivoluzionario ma è comunque utile conoscere le tecniche dei grandi autori, poi in un secondo momento si valuta se fanno per te o meno. Inoltre, per interesse ma anche per la tematica, ho iniziato "L'esorcista". Mi trovo alle prime avvisaglie di possessione, per ora posso dire che il film è stato abbastanza fedele.

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Ho finito Uomini e Topi di Steinbeck, un po' arcaico, ma godibile visto l'impianto giostrato tutto sui dialoghi.

Iniziato "Il buio fuori" di McCarthy... vecchia carogna!

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Ho finito 'William S. Burroughs e il Culto del Rock'n'Roll' di Casey Rae e l'ho trovato ottimo. Il libro è una lettura imprescindibile per coloro che volessero esplorare i legami tra il genio de Il Pasto Nudo e artisti rock del calibro di David Bowie, Lou Reed, Beatles, Frank Zappa, Nirvana e così via. Adesso ho iniziato 'Abisso Profondo', un romanzo di fantascienza di James L. Cambias e per il momento mi sembra intrigante.

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Il 5/12/2020 alle 08:12, Piovasco ha scritto:

"il Conte di MonteCristo", scoraggiato dai più vado avanti!

 

Il 5/12/2020 alle 09:54, Ippolita2018 ha scritto:

Fai bene!

 

Come scrivevo a pagina 267 sono anche io alle prese col Conte. 

Non sono scoraggiato ma blocca altre letture visti i tempi che corrono :D :D Non ti scoraggiare!

Di Dumas padre non ho letto tantissimo (solo i tre moschettieri e vent'anni dopo, molto più "scanzonati" del Conte) ma lo adoro.

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Finito L'esorcista. 

 

Stile asciutto, senza fronzoli, horror inquietante, ben scritto. Il film è piuttosto fedele, non ho notato differenze macroscopiche, ho avuto solo la percezione che, in proporzione alla durata, l'arrivo di Padre Merrin avvenga un po' dopo nel libro rispetto al film.

 

La notte scorsa qui vicino c'è stato un terremoto di 3.6, niente di particolare, ma mi ha fatto tremare il letto. Nonostante avessi finito L'esorcista da poco tempo, il primo pensiero è stato comunque il terremoto :) Ormai nelle Marche abbiamo dovuto farci il callo :rolleyes:

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Sto leggendo Il popolo degli alberi di Hanya Yanagihara, l'autrice di Una vita come tante. Il popolo degli alberi è il suo primo romanzo, appena tradotto in italiano. Tematiche completamente diverse dal suo libro più famoso e non saprei se consigliarlo ai tanti che l'hanno amato. Si riconosce lo stile prolisso, in questo primo libro quasi barocco,  della scrittrice. A me sta piacendo molto.

Prossime letture appena acquistate: Il riflesso del passato di Dan Chaon (aspettative altissime dopo aver letto La volontà del male...) e Borgo Sud di Donatella di Pietrantonio (è la continuazione de L'Arminuta, di solito non compro le seconde puntate ma non ho resistito, vedremo se ne valeva la pena!).

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Ho finito 'Abisso Profondo' di James L. Cambias e l'ho trovato intrigante. Ora ho iniziato 'Movimenti Occulti ed Esoterici', un saggio a tematica cospirazionista di Kerry Bolton.

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Ho terminato la lettura di "L'assemblea degli animali" di Filelfo, una delle ultime uscite di Einaudi. Ne ero molto incuriosita: le recensioni gridano al capolavoro... a me non è piaciuto e non lo consiglierei nemmeno.

 

Ho apprezzato l'intento e il messaggio dell'anonimo Filelfo, ma il testo è davvero pesante. La scrittura è eccessivamente aulica e pomposa: può andare bene per 20 cartelle di lettura, ma non di più. Anche se il libro è breve, ci ho impiegato un'infinità ad arrivare in fondo, ogni pagina sembrava moltiplicarsi.

La trama, invece, è agli antipodi: pressoché inesistente. Gli animali si riuniscono in un'assemblea, decretano che l'essere umano fa schifo e quindi decidono di mandargli contro una pandemia. Questo il succo, e sarebbe potuto essere anche interessante – date le premesse dei primi capitoli –, peccato però che nello sviluppo, di fatto, non ci siano protagonisti veri e propri, ma diversi soggetti ricorrenti che vengono utilizzati solo come veicolo di considerazioni filosofiche. Dopo la "parte prima", che mi ha fatto ben sperare, è iniziato un malloppo filosofico senza più uno straccio di trama vera, dove a fatica si capisce che cosa succede (negli ultimi capitoli sembra tutto un trip da allucinogeni completamente privo di senso). Zero empatia, zero interesse.

Per il messaggio che porta il libro, e per l'introduzione in effetti geniale, mi sarei aspettata un testo più accessibile e godibile come tale, proprio in virtù di estendere il messaggio e sensibilizzare il pubblico.

Avrei preferito sapere da principio che è un testo più vicino alla saggistica filosofica che alla narrativa. Addirittura lo spacciano per fiaba. Insomma, molto delusa.

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Ho iniziato la lettura di " Antonino Pio e Marco Aurelio. Maestro e allievo all'apice dell'impero" di Andrea Carandini, saggio storico dedicato a due figure storiche (soprattutto Marco Aurelio per il suo spirito, anche filosofico) che mi interessano molto.

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3 ore fa, Carlo Mascellani ha scritto:

Mi sto dedicando alla lettura di "L'essere e il nulla" di Sartre. Complesso, ma molto illuminante. 

 

Si può non condividere le premesse filosofiche, ma resta un'opera di grande ricchezza di spunti tematici. Mi colpì in particolare l'ultima parte, un'affascinante "fenomenologia" del viscido, un'analisi del disgusto che la coscienza umana prova nei confronti di esso portata alla massima profondità.

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8 ore fa, greenintro ha scritto:

 

Si può non condividere le premesse filosofiche, ma resta un'opera di grande ricchezza di spunti tematici. Mi colpì in particolare l'ultima parte, un'affascinante "fenomenologia" del viscido, un'analisi del disgusto che la coscienza umana prova nei confronti di esso portata alla massima profondità.

Credo Sartre rappresenti una pietra militare a livello filosofico nel suo aver posto l'accento sulla responsabilità che ogni vita reca con sé nel proprio dispiegarsi, come anche nell'aver evidenziato la capacità dell'uomo di dare un proprio senso alle cose e alla sua vita con esse (un chiaro richiamo ad Heidegger...).

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Ho finito di leggere 'Movimenti Occulti e Sovversivi' di Kerry Bolton e l'ho trovato un saggio interessante. Ora ho iniziato 'L'Alveare Hellstorm', un romanzo di fantascienza di Frank Herbert, l'autore di Dune.

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4 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Ho appena cominciato L'idiota di Dostoevskij.

 

Un libro splendido. Ne ha parlato poco sopra @Andrea28. Ecco, devo dire che questo posticino in cui ognuno racconta le proprie letture mi mancherà moltissimo.

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