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Terminato Suite Francese di Irene Nemirovskij, che mi ripromettevo di leggere da un po', perché mi era piaciuto il film. Il libro è molto diverso, se possibile ancora migliore, anche se è un progetto incompiuto. Credo di aver sottolineato frasi in tutte le pagine, perché ci sono descrizioni e riflessioni stupende. Dopo aver letto qualche pagina, mi sentivo ispirata per scrivere anch'io. Credo di aver trovato una gemella letteraria, molte sue frasi avrei potuto scriverle io, solo che lei ha messo giù quelle stesse immagini e idee in modo più immediato ed elegante. Bellissima lettura, credo proprio che leggerò altro di suo.

Ho iniziato anche due capitoli di Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut. Avevo grandi aspettative, ma sto facendo fatica, lo stile mi risulta un po' ostico. Magari andando avanti migliora...

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Il Signore degli Anelli... ps, metto i puntini di sospensione perché, oltre che leggere per il gusto di leggere questo pilastro del fantasy che è indiscutibile, sto tentando di fare anche una lettura di analisi del testo per capire cosa non sbagliare della mia scrittura. Insomma, Tolkien non è solo maestro del fantasy ma se afferrato bene il suo lavoro, può essere ed anzi è una Palestra da tenere bene in conto se si vuole creare il fantasy vero, per quanto ammetto di apprezzare ed aver letto anche il Trono di Spade di Martin (che ovviamente è un altro tipo di fantasy e non si può paragonare per ovvie ragioni; non in senso negativo, chiaro).

 

Ultimamente però sto anche leggendo il Saggio su Roma di Alberto Angela!

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Ho letto L’elefante scomparso e altri racconti, di Murakami.

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Narrativa

Casa di foglie di Mark Danielewski. La mia prima volta con la scrittura ergodica. Una strabiliante esperienza di lettura. Per chi ama maneggiare ancora un libro cartaceo, dato che per leggerlo devi proprio rigirartelo tra le mani :D

Il 42° parallelo di John Dos Passos. Una lettura più d'antan, ma appassionante e specchio del suo tempo.

 

Poesia

Lavorare stanca di Cesare Pavese

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Ho finito il saggio 'Cospirazioni Contro l'Umanità' di Salvador Freixedo e Magdalena Del Amo, interessante, anche se a tratti superficiale nel modo di trattare certi argomenti. Tuttavia, è un libro importante, specialmente perché uscito in questi grami tempi di insulsaggini politicamente corrette e buonismi d'accatto. Ora ho iniziato 'Storie di Altri Universi', una raccolta di racconti di fantascienza di R.A. Lafferty. 

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Ho finito Eleanor Oliphan sta benissimo di Gail Honeyman, bella l'idea di affrontare la solitudine, mi è dispiaciuto che l'autrice abbia dovuto giustificarla con un trauma. Come se gli esseri umani soffrissero di solitudine solo per ragioni legate a traumi forti che hanno segnato la loro vita, non viene affrontato come male della società moderna, solo come la conseguenza di un evento violento.

Ora ho iniziato Gulag: Storia dei campi di concentramento sovietici, di Anne Applebaum che ho intenzione di affiancare a qualcosa di più leggero, possibilmente per ragazzi, ma ancora non so cosa. 

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Il 8/2/2020 alle 16:48, Silverwillow ha scritto:

Terminato Suite Francese di Irene Nemirovskij, che mi ripromettevo di leggere da un po', perché mi era piaciuto il film. Il libro è molto diverso, se possibile ancora migliore, anche se è un progetto incompiuto. Credo di aver sottolineato frasi in tutte le pagine, perché ci sono descrizioni e riflessioni stupende. Dopo aver letto qualche pagina, mi sentivo ispirata per scrivere anch'io. Credo di aver trovato una gemella letteraria, molte sue frasi avrei potuto scriverle io, solo che lei ha messo giù quelle stesse immagini e idee in modo più immediato ed elegante. Bellissima lettura, credo proprio che leggerò altro di suo.

Suite francese è il capolavoro mancato della Nemirovskij. Purtroppo la sua morte prematura non le ha permesso di portare a termine quello che si intuisce che poteva essere il suo testo migliore. È infatti un testo corale, complesso e articolato, di grande respiro. È già una fortuna che sia riuscito ad arrivare a noi vista la storia rocambolesca del suo salvataggio.

Di questa autrice mi è piaciuto molto "Due" e i racconti, in cui si può apprezzare la sua grandezza. 

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4 ore fa, ivalibri ha scritto:

Di questa autrice mi è piaciuto molto "Due" e i racconti, in cui si può apprezzare la sua grandezza.

Grazie, allora magari inizierò da questi.(y) Suite francese mi è sembrato troppo moderno in alcuni punti, quindi mi è rimasto il dubbio di quanto l'editing o la traduzione abbiano cambiato il testo originale. Forse negli scritti più vecchi si coglie meglio lo stile dell'autrice.

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Ho terminato dopo più di un mese “La Pietra per gli occhi” di Roberto Tiraboschi... non mi è piaciuto, infatti ho impiegato una vita a finirlo, ma non era neanche così brutto da lasciarlo perdere del tutto.

 

Sto leggendo “Pelle di foca” di Su Bristow, romanzo tratto dall’omonima fiaba/leggenda scozzese (che già conoscevo, per questo mi ha incuriosito la drammatizzazione). Sono a metà ed è davvero un ottimo romanzo. Un po’ crudo, soprattutto all’inizio, ma meritevole.

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Finito Mattatoio n.5. All'inizio ho fatto un po' fatica, perché non è un romanzo convenzionale. La storia è molto contorta e frammentaria, ma mi sono accorta andando avanti che la forma rispecchia il tema, che al di là dell'episodio specifico (il bombardamento su Dresda) vuole mettere in luce proprio l'assurdità della guerra. Ho apprezzato molto l'ironia con cui è scritto, che dice più di mille descrizioni drammatiche. In definitiva mi è piaciuto molto.

Poi ho finito La bambina e il nazista, di cui ho letto recensioni entusiastiche. Una totale delusione: ambientazione storica stiracchiata, trama banale e personaggi stereotipati. Mi aspettavo una storia di redenzione e speranza, ma il protagonista è talmente privo di personalità che non si può nemmeno parlare di un cambiamento in positivo. L'impressione che mi lascia questo tipo di romanzi è che si siano sfruttati avvenimenti tremendi per vendere lacrime facili, anziché per risvegliare riflessioni utili e profonde. Peccato.

 

 

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Ho finito ieri Hania. Il cavaliere di luce di Silvana de Mari. La trama mi sembrava interessante e in effetti l'idea alla base del romanzo lo è, ma onestamente non lo consiglierei. La trama è abbastanza inconsistente, non è scritto in maniera eccellente, alcune scelte sono quantomeno discutibili e, tanto per gradire, non ho ben capito esattamente quale fosse il piano dell'antagonista.

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Il 15/2/2020 alle 16:49, Silverwillow ha scritto:

Mattatoio n.5.

Bellissimo.

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Dunque, ho letto cose:

 

  • Restiamo così quando ve ne andate, Cristò, TerraRossa: una bella voce, un tipo di storia che personalmente tendo ad apprezzare, narratore piuttosto atipico, gestione dei tempi della narrazione altrettanto curiosa. Forse il finale non mi ha del tutto convinto, ma è senza dubbio un testo interessante che mi ha fatto scoprire una CE da tenere d'occhio.
  • Febbre, Jonathan Bazzi, Fandango: racconto sulla vicenda personale dell'autore, omosessuale cresciuto a Rozzano e che racconta in parallelo il presente, in cui scopre di essere sieropositivo, e il suo passato difficile. Non l'ho apprezzato particolarmente, innanzitutto per stile - basta, basta, basta e ancora basta con questo minimalismo sfrenato, tre parole e a capo, basta - ma anche per tono. Inoltre, davvero troppo facile vendersi con una storia come questa, l'ho percepita come una mossa commerciale e non autentica. Insomma, no.
  • Veleno, Pablo Trincia, Einaudi: reportage di una storia vera, quella di una serie di casi riguardanti bambini allontanati dalle proprie famiglie negli anni Novanta in Emilia Romagna. Inquietante in entrambe le fasi: quella iniziale di indagine, tra narrazioni di satanismo, uccisioni di gatti e bambini, riti nei cimiteri, e quella finale in cui subentrano tutti i dubbi su quelle versioni dei fatti. Interessante come le informazioni e le narrazioni influenzino se stesse, come si moltiplichino, come siano pilotabili.
  • Cattedrale, Raymond Carver, Einaudi: non avevo mai letto nulla di Carver, pur conoscendolo già abbastanza bene per aver letto analisi della sua produzione. Come immaginavo, non è decisamente la mia tazza di tè. L'ho letto bene, comunque, ma il suo sguardo non mi attrae, il suo stile ancora meno.
  • La libertà, Ben Okri, La Nave di Teseo: un romanzo strano quanto affascinante. L'autore è nigeriano (credo sia il primo autore africano che leggo) e racconta una storia che miscela il distopico col fantastico in una grande metafora sulla libertà personale, sul libero arbitrio, sulle forme di controllo e sull'implacabile bisogno umano di affermare la propria autonomia. Curioso anche nella forma, molto raccontato, con capitoli brevissimi. Pieno di simboli e pregno di un fascino misterioso e inafferrabile. Non sono certo di aver capito bene tutto, però la lettura è stata avvolgente e ipnotica.
  • Una passeggiata nella zona, Markijan Kamysh, Keller: resoconto delle molteplici visite che l'autore, un ragazzo ucraino figlio di un uomo morto per via delle conseguenze delle sue attività a Chernogyl, compie nella Zona di esclusione. L'ho trovato intrigante come ogni cosa distante dal mio mondo e dalla mia quotidianità, mi sono sentito trascinato in luoghi inquietanti e abbandonati, che l'autore riesce a rivestire di fascino e significato. Una bella scrittura, uno sguardo non banale.
  • Non lasciarmi, Kazuo Ishiguro, Einaudi: mi chiedo come faccia Ishiguro a convincermi nonostante il suo modo di costruire le storie mi lascia piuttosto tiepido. Dopo Quel che resta del giorno, anche con Non lasciarmi è riuscito, soprattutto nelle ultime pagine, a coinvolgermi, e questo lo fa anche grazie a tutto ciò che c'è stato prima, quelle stesse pagine che avevo voltato un po' svogliato. Immagina un mondo distopico di cui non offre molti dettagli, limitandosi alle dinamiche relazionali tra i tre personaggi principali. Riesce ad analizzare i rapporti in maniera profonda, narrandoli in modo non banale, con una ricostruzione a ritroso che affascina per maestria e coerenza.
  • Di tutte le ricchezze, Stefano Benni, Feltrinelli: una specie di fiaba per adulti che ho letto con piacere, per quanto mi sia sembrata troppo leggera.

 

 

 

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Sto leggendo "la notte... l'attesa" di Salvatore Adamo.

Non so cosa dire, nel complesso la trama non mi prende ma mi piace molto com'è scritto. L'autore divaga molto e il presente si mescola al passato che si mescola all'evento ricordato nel passato che si mescola ai ricordi che si mescola al presente che si mescola all'evento ricordato nel presente che ritorna presente che diventa passato... Non c'è una vera e propria trama ma la trama è tutto il vissuto del protagonista.

Più lo leggo più mi ricorda alcuni racconti e alcune atmosfere di @AndC. :D

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Attacco di lettura contemporanea:

"Gli anni al contrario" di Nadia Terranova
"M" di Scurati
"La straniera" di Claudia Durastante
"Cemento" di Thomas Bernhard
"I ragazzi della nickel" di Colson Whitehead
"Si spengono le stelle" di Matteo Raimondi
"il gigante sepolto" di Kazuo Ishiguro

Ho finito "Persone normali" di Sally Rooney: studio caratteriale molto interessante, a tratti un po' manicheo per i miei gusti, ma un buon risultato.
 

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Terminato Starsight di Brandon Sanderson (che mi è piaciuto molto), sto finendo Rejoice di Steven Erikson per poi poter cominciare Il capitalismo della sorveglianza di Shoshana Zuboff.

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Il codice dello scorpione (Arturo Perez-Reverte) profonda delusione. L'ho trovato scialbo sia nella trama che nella scrittura.

Spoiler

a essere cattivo mi viene da reputarlo una marchetta per la pensione

 

La vita segreta degli scrittori (Guillaime Musso) lettura in calando, buone le premesse ma poi l'intreccio si va troppo intrecciando da risultare posticcio. Inoltre è un tantino citazionista, vabbé che un buon scrittore deve essere innanzitutto un gran lettore ma far dialogare pure i personaggi per citazioni lo trovo presuntuoso prima che innaturale.

 

Forse sono io in un periodo con la rogna addosso, mah! Ora vado con "Tante piccole sedie rosse" di Edna O'Brien. Sperando in bene.

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Finito "Pelle di foca" di Su Bristow. Penso che lo inserirò nella lista dei miei libri preferiti, l'ho trovato un romanzo ottimo sotto qualsiasi aspetto. Nonostante conoscessi già la leggenda da cui è tratto (che è riportata anche all'inizio del libro), il finale arriva con un impatto fortissimo.

Non conosco la natura del premio letterario che ha vinto il romanzo, ma di certo è più che meritato.

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Ciao.

Sto leggendo "Aglio, olio e assassino" di Pino Imperatore. Primo libro che leggo di quest'autore.

Alla prossima.

 

Edison

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Sto leggendo "La signora del lago" si Andrzej Sapkowski (ho dovuto cercare su Google il nome perché non mi ricordo mai qual è la combinazione esatta di consonanti che lo compone). Sono a metà circa e se continua così potrò dire che è il secondo che preferisco di questo autore, dopo "Il guardiano degli innocenti". Trovo molto interessante sia la struttura narrativa, costituita da un intreccio molto particolare, che lo stile, parecchio divertente.

 

Devo dire, inoltre, che devo a questo libro una profonda rivalutazione dell'utilizzo delle figure retoriche nell'ambito della prosa. Il perché si può dedurre da questo esempio memorabile:

Quota

Geralt schizzò come una merda da un tubo di scolo e piombò di schianto su un mucchio di legno imputridito.

:love2:

 

Spoiler

Ringrazio @AdStr per avermi fatto conoscere questo autore. Una delle tante belle cose che ha voluto condividere con me :rosa:

 

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2 ore fa, Miss Ribston ha scritto:

Sto leggendo "La signora del lago" si Andrzej Sapkowski (ho dovuto cercare su Google il nome perché non mi ricordo mai qual è la combinazione esatta di consonanti che lo compone). Sono a metà circa e se continua così potrò dire che è il secondo che preferisco di questo autore, dopo "Il guardiano degli innocenti"

Di questo autore ho apprezzato le due antologie di racconti  (una è appunto Il guardiano degli Innocenti); con i romanzi per me cala.

 

2 ore fa, Miss Ribston ha scritto:

Devo dire, inoltre, che devo a questo libro una profonda rivalutazione dell'utilizzo delle figure retoriche nell'ambito della prosa. Il perché si può dedurre da questo esempio memorabile:

Quota

Geralt schizzò come una merda da un tubo di scolo e piombò di schianto su un mucchio di legno imputridito.

:love2:

Se ti piace questo stile, allora ti consiglio Joe Abercrombie.

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2 ore fa, M.T. ha scritto:

Se ti piace questo stile, allora ti consiglio Joe Abercrombie.

Con la differenza che Abercrombie scrive BENE. (E con questo commento ho rinfocolato il sentimento di odio atavico che mi lega a @Miss Ribston e @AdStr) :D 

 

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4 minuti fa, libero_s ha scritto:

Con la differenza che Abercrombie scrive BENE. (E con questo commento ho rinfocolato il sentimento di odio atavico che mi lega a @Miss Ribston e @AdStr) :D 

 

considera che lo stile di Sapkowki è degli anni 90, mentre Abercrombie è di circa venti anni dopo.

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Adesso, M.T. ha scritto:

considera che lo stile di Sapkowki è degli anni 90, mentre Abercrombie è di circa venti anni dopo.

non è solo quello, leggo volentieri scrittori degli anni '90, '80, '70 e indietro fino all'Epopea di Gilgames. Il problema con Sapkowksi è che (a mio insindacabile giudizio) scrive proprio male, lo trovo insopportabile.

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30 minuti fa, libero_s ha scritto:

Il problema con Sapkowksi è che (a mio insindacabile giudizio) scrive proprio male, lo trovo insopportabile.

Per me il meglio l'ha dato nei racconti; con qualcosa di più lungo perde quel qualcosa che rendeva piacevole leggerlo.

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Io mi sto dando alla lettura di un giovane autore esordiente, un certo Dostoevskij. Delitto e castigo, ovviamente, per cominciare. Una lettura leggera, insomma, che sto alternando con La foresta di cristallo di Ballard.

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28 minuti fa, Joyopi ha scritto:

un giovane autore esordiente, un certo Dostoevskij. Delitto e castigo, ovviamente, per cominciare.

<3

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5 ore fa, Joyopi ha scritto:

Io mi sto dando alla lettura di un giovane autore esordiente, un certo Dostoevskij. Delitto e castigo, ovviamente, per cominciare.

Devo aver letto qualcosa di suo, mi pare. Ma per me è una meteora, non avrà successo. 

:asd:

  • Divertente 2

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Il 25/2/2020 alle 18:15, M.T. ha scritto:

Se ti piace questo stile, allora ti consiglio Joe Abercrombie. 

(y) grazie!

 

Il 25/2/2020 alle 20:46, libero_s ha scritto:

Con la differenza che Abercrombie scrive BENE. (E con questo commento ho rinfocolato il sentimento di odio atavico che mi lega a @Miss Ribston e @AdStr) :D

xD odio atavico ricambiato :P

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