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Ho finito 'Gli Aiutatori Invisibili' di Leadbeater e l'ho trovato interessante. Ora ho iniziato il quarto volume di 'Terra e Spazio', una raccolta di racconti di fantascienza di Arhur C. Clarke. 

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Ho appena finito di leggere e recensire Quello che abbiamo in testa di Sumaya Abdel Kader, una giovane italiana di famiglia giordana che lavora come mediatrice culturale ed è consigliere comunale a Milano. Anello di congiunzione tra due mondi, seppure con personaggi finti, ci racconta storie vere. 

Una lettura necessaria, oggi più che mai, per comprendere chi ci vive accanto e sembra non somigliarci affatto.

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Leggo Mr. Mercedes di Stephen King (era scivolato in fondo alla coda di lettura). È il primo romanzo di King che leggo e mi sta piacendo molto: ne apprezzo lo stile semplice e spiazzante, pieno di anticipazioni, flashback e cambi repentini del punto di vista. Sembrava un poliziesco classico, dove l'ex commissario ormai in pensione si trova a indagare su un caso ancora aperto... e invece, tutto a un tratto, salta fuori proprio l'assassino. Si sa chi è, viene dichiarato in un modo che non ti aspetti, e la narrazione viene portata avanti sui due piani differenti di poliziotto e assassino.

Per ora, lo trovo un ottimo romanzo.

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Mi "tocca": Master di scrittura creativa di Jessica Page Morrell, Dino Audino editore. Molto istruttivo, anche se, talvolta, ovvio.

Lo consiglio a chi, come me, è un dilettante autodidatta. 

(Dilettante autodidatta come i trentatré trentini che vennero giù da Trento tutti e trentatré trotterellando...) 

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Sto leggendo Gli anni dell'Observer, di George Orwell. È un testo recuperato quasi per caso, che sto leggendo in questi giorni, è raccoglie i 100 articoli scritti dal grande George Orwell per l'Observer, dal 42 fino alla sua morte prematura. A parte che è interessantissimo leggere la ricostruzione storica e le opinioni, tutte argomentate, dei fatti dell'epoca, vale la pena leggerlo solo per la citazione del suo saggio sulla politica e lingua inglese:" Un uomo può iniziare a bere perché si sente un fallito, e diventarlo ancora più completamente perché beve. Lo stesso sta ora avvenendo con la lingua inglese. Poiché i nostri pensieri sono fatui, la lingua diventa sgradevole e sciatta, ma la trascuratezza della lingua favorisce a sua volta la tendenza ad avere fatui pensieri". E questo vale anche per il dilagare della consuetudine di poter offendere le persone ad alta voce, di poter esprimere un pensiero convinti che ne abbia uguale forza. No, la parola ha potere performativo, non neutro. 

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Sono finalmente riuscito a leggere "Moby Dick" e "Mentre morivo" che mi mancavano. Ora rileggerò Pinocchio (aspettavo da 35 anni) e leggerò il giovane Visinoni: "Il caso letterario dell'anno": qualcuno di voi l'ha letto?

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Ho finito di leggere il quarto volume di 'Terra e Spazio', una raccolta di racconti di Arthur C. Clarke che ho trovato molto inventivi. Ora ho iniziato 'Sapienza Antica', un saggio di Teosofia di Annie Besant. 

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Io sto leggendo Spettri in palio di Cristina Brambilla; si tratta di un libro usato comprato molto tempo fa e ora che l'ho aperto ho scoperto che qualcuno, magari l'autrice che si è persa la copia, o un'aspirante scrittore, ha analizzato tutto il testo decostruendolo e mettendone in evidenza i meccanismi. Non mi era mai successo, ma lo trovo davvero interessentae, è come leggere due libri in uno. 

Ho cominciato anche un saggio di Alison Lurie sulla letteratura per l'infanzia, Boys and girls forever.

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Non credo avrò tempo di leggere altra narrativa fino a febbraio, quindi posso già fare un bilancio di fine anno.

Le tre cosebelle scoperte nel 2019 che ho preferito sono:

 

  1. Horse Destroys the Universe, dell'animatore freelance Cyriak Harris*
  2. Trilogia della città di K., di Agota Kristof
  3. L'incubo di Hill House, di Shirley Jackson

 

*autore, tra le altre cose, del mio video preferito di sempre: cows & cows & cows

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21 ore fa, Kuno ha scritto:

L'incubo di Hill House, di Shirley Jackson

 

@Kuno, ha nulla a che fare con la serie "The haunting of Hill house"? :umh:

 

Ho appena finito di leggere in rapidissima sequenza il romanzo "La notte della colpa", di Vito Catalano (nipote di Leonardo Sciascia) e "Geppetto", interessante e toccante graphic novel che racconta la storia di un padre, e soprattutto di un uomo, prima della nascita di Pinocchio.

Ora mi attende già "Bugie" di T.M. Logan.

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Ho iniziato oggi “Nel silenzio delle nostre parole” di Simona Sparaco. Devo dire che per ora ha catturato la mia attenzione. I primi capitoli promettono bene.

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Il 10/12/2019 alle 09:24, ElleryQ ha scritto:

ha nulla a che fare con la serie "The haunting of Hill house"? :umh:

Non la conosco, ma The haunting of Hill House è il titolo originale del libri, quindi direi di sì :D 

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18 minuti fa, mercy ha scritto:

Golem XIV, Stanisław Lem.

Non c'è niente come la fantascienza polacca degli anni '80.

Recentemente ho visto Solaris, con George Clooney, e mi è sembrato un bel film. Poi ho scoperto che è considerato un romance di serie b :asd:, in confronto alla vera fantascienza dell'originale sovietico degli anni '70 e, soprattutto, in confronto al romanzo di Stanisław Lem :aka:.

Mi hai dato la botta finale: penso proprio che sia venuto il tempo di provare la fantascienza polacca...

 

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1 minuto fa, queffe ha scritto:

penso proprio che sia venuto il tempo di provare la fantascienza polacca...

 

Però con i sottotitoli in bulgaro...

 

Scherzo, Solaris (il libro) è un capolavoro, da leggere senza sottotitoli.

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7 minuti fa, queffe ha scritto:

Recentemente ho visto Solaris, con George Clooney, e mi è sembrato un bel film.

:no:

8 minuti fa, queffe ha scritto:

romance di serie b

Non avrei saputo dirlo con parole migliori.

 

9 minuti fa, queffe ha scritto:

penso proprio che sia venuto il tempo di provare la fantascienza polacca...

È sempre il tempo giusto per provarla. :D 

Quanto a Lem, è un narratore (e saggista) eccezionale, raro caso in cui uno scienziato e un romanziere convivono nello stesso autore dando ciascuno il meglio di sé... senza contare il fatto che è stato testimone (e critico) della Seconda Guerra Mondiale e della storia della Polonia durante il regime sovietico. Insomma,@queffe, io lo sponsorizzo. In caso, potrai venire a lamentartene...

 

 

 

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A ciascuno il suo, di Leonardo Sciascia. 

Non si muore tutte le mattine, di Vinicio Capossela. 

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Il 10/12/2019 alle 09:24, ElleryQ ha scritto:

 

@Kuno, ha nulla a che fare con la serie "The haunting of Hill house"? :umh:

 

Ho appena finito di leggere in rapidissima sequenza il romanzo "La notte della colpa", di Vito Catalano (nipote di Leonardo Sciascia) e "Geppetto", interessante e toccante graphic novel che racconta la storia di un padre, e soprattutto di un uomo, prima della nascita di Pinocchio.

Ora mi attende già "Bugie" di T.M. Logan.

Ha a che fare solo con il titolo. Il libro ha determinati personaggi, mentre la serie ne ha altri. L'unica cosa in comune è la casa.

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Leggo Carlos Algeri in spagnolo Cualquiera puede ser héroe, scritto davvero bene secondo me. Sapendo che è molto ironico ero partita prevenuta, ma ha uno stile che avvolge e ti fa scordare di tutto quanto non riguardi la storia.

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Io sto leggendo "La grande truffa" di John Grisham. L'inizio è un po' lento, ma dopo si riprende. Solo che essendo io studentessa universitaria mi sta mettendo un po' d'ansia (anche se la situazione in america è un po' diversa).

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Finito "Nel silenzio delle nostre parole" della Sparaco, confermo le impressioni positive dell'inizio lettura. Questo libro ha un gran pregio: i personaggi sono il fulcro della narrazione e sono talmente ben descritti, soprattutto sotto il profilo psicologico, che sono rimasta colpita. È un romanzo che oserei definire corale, ma abbastanza ben fatto. Non mi hanno convinto certe scelte stilistiche, così come il passaggio in più riprese dal passato al presente, come il tempo di narrazione ovviamente, ma devo ammettere che la storia  mi ha commosso e che ho pure pianto. Stasera passo a "L'emporio dei piccoli miracoli" di Keigo Higashino, di cui mi hanno parlato assai bene. Vedremo. È da un po' che non leggo autori asiatici. :asd:

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Ho finito 'Sapienza Antica' di Annie Besant che ho trovato molto poetico e suggestivo. Ora ho iniziato 'Manifestazioni Spiritiche', un testo di occultismo di Allan Kardec. 

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Mi sono sempre chiesto come una persona come Allan Kardec fosse finito a occuparsi di spiritismo. Voglio dire, conosco la sua storia, ma mi stupisce che nonostante la sua razionalità e il suo pragmatismo si sia allontanato così tanto dalla scienza. @sergio lynch

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1 ora fa, Ljuset ha scritto:

Mi sono sempre chiesto come una persona come Allan Kardec fosse finito a occuparsi di spiritismo. Voglio dire, conosco la sua storia, ma mi stupisce che nonostante la sua razionalità e il suo pragmatismo si sia allontanato così tanto dalla scienza. @sergio lynch

In realtà, non si è allontanato dalla scienza, ma ha studiato il fenomeno dello spiritismo con metodo scientifico, giungendo alla conclusione che in questi fenomeni non c'era nulla di paranormale e che erano provocati da qualche capacità insita in alcuni esseri umani non ancora ben compresi dalla scienza. In ogni caso, molti uomini di cultura hanno una mentalità aperta e possono pure occuparsi di cose diametralmente opposte. 

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22 minuti fa, sergio lynch ha scritto:

molti uomini di cultura hanno una mentalità aperta e possono pure occuparsi di cose diametralmente opposte

Hai ragione. Il primo che mi vien in mente è Newton.

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