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13 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Ho finito di leggere La morte a Venezia di Mann, straordinario.  Sono convinta che chiunque di voi lo abbia letto abbia sentito il mio stesso impulso, quello di riscrivere la storia dal punto di vista del ragazzo

<3

13 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Sto proseguendo con Tonio  Kroger (...), non lascia intravedere un progetto finale, uno scopo, una meta che il lettore abbia voglia di raggiungere.

Il contrasto arte-vita spaventa. La sanità, la normalità, possono includere l'idea del sublime? 

Non vituperate questo amore, Lisaveta: è buono ed è fecondo; struggimento e malinconica invidia vi si trovano, e un tantino di sprezzo e una grande, casta felicità.

Che belle letture, Adelaide :)

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8 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

l contrasto arte-vita spaventa. La sanità, la normalità, possono includere l'idea del sublime? 

Non vituperate questo amore, Lisaveta: è buono ed è fecondo; struggimento e malinconica invidia vi si trovano, e un tantino di sprezzo e una grande, casta felicità.

Non ci sono ancora arrivata con la lettura, di certo dovrò ricredermi. :rosa:

  • Grazie 1

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Siccome non ho tempo per leggere ho iniziato contemporaneamente: Bartleby, lo scrivano di Melville e Le ragioni della follia di Fabio Giorgino :facepalm:

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8 ore fa, Marcello ha scritto:

Bartleby, lo scrivano di Melville

Un gran bel libro, è breve e bizzarro...e non parla di balene, esattamente l'opposto di quanto uno potrebbe aspettarsi.

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1 minuto fa, libero_s ha scritto:

Un gran bel libro, è breve e bizzarro...e non parla di balene, esattamente l'opposto di quanto uno potrebbe aspettarsi.

(y)

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Scusate se abbasso il livello delle letture, ma sto leggendo Nel profondo della foresta di Holly Black e lo trovo davvero piacevole e spensierato, una vera favola :libro:

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Io ho appena finito di leggere "Il problema dei tre corpi" di Liu e iniziato McEwan Macchine come me.

Il libro di Liu definito "il cambio di passo della fantascienza mondiale" non mi ha entusiasmato. Troppo scientifico ed enciclopedico in alcuni tratti e in altre parti troppo "cinese", nel senso che alcune parti erano ambientate in epoche storiche con riferimenti alla storia cinese antica, a me purtroppo sconosciuta.

Niente da dire invece sulla trama e sui personaggi. Comunque opinione personale visto che è molto apprezzato.

Di McEwan vi dirò in seguito, ho letto poche pagine. Ma come scrive!

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Il 3/11/2019 alle 13:11, bwv582 ha scritto:

Ho finito ieri il quarto (Harry Potter e il calice di fuoco) [...]

Ho iniziato l'ultimo della saga classica (Harry Potter e i doni della morte). Più che altro vorrei sapere da quale libro è stato preso il film Harry Potter e il principe mezzosangue visto che tra libro e film ci sono più differenze che analogie... :umh:

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"I have called on the Goddess and found her within myself"

Il romanzo "Le Nebbie di Avalon" di Marion Zimmer Bradley è stato pubblicato recentemente in italiano diviso in 2 volumi, ma l'originale risale a una edizione degli anni '80. Il ciclo bretone su Re Artù e i suoi cavalieri viene raccontato dal punto di vista di tutti i personaggi femminili: così la Dama del Lago ci fa vivere i progetti politici in una luce mistica, la Regina Gwenwyfar dà occasione di approfondire la strana psicologia del rapporto tra Artù e il suo fidato Lancelet, lo sguardo critico della Sacerdotessa e maga Morgaine metterà in luce le limitazioni che spesso il cristianesimo comporta e fa da esempio per le donne che vogliono essere libere, fiere e comprensive. Consiglio questo libro per chi è incuriosito dall'esplosivo mix di cultura pagana e cristiana, fantasia e politica, repressione sessuale e desiderio, familiarità e straniamento che una leggenda con cui siamo cresciuti, rivista in un' ottica di contestazione femminista, può esprimere al meglio.

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Il 13/11/2019 alle 09:25, Adelaide J. Pellitteri ha scritto:

Sto proseguendo con Tonio Krogen, compreso nello stesso volume (e del quale conoscevo l'esistenza), ok, confesso non mi sta prendendo più di tanto, sebbene la scrittura sia la stessa, qui diventa ridondante, non lascia intravedere un progetto finale, uno scopo, una meta che il lettore abbia voglia di raggiungere. Una lunga dissertazione sull'essere artisti (anzi sulla loro triste vita). 

Io, invece, l'ho trovato un capolavoro. Rende a meraviglia la solitudine di chi è "condannato" ad essere un intellettuale, incapace di raggiungere chi sa vivere con leggerezza. Hans Hansen e Ingeborg Holm, che ritrova dopo tanti anni senza avere il coraggio di avvicinarli, rappresentano ciò il protagonista non potrà mai essere. Sotto questo aspetto Kroger non è dissimile dall'Aschenbach di Morte a Venezia.

  • Grazie 1

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2 ore fa, Moon-Ray (Greta) ha scritto:

Il romanzo "Le Nebbie di Avalon" di Marion Zimmer Bradley è stato pubblicato recentemente in italiano diviso in 2 volumi, ma l'originale risale a una edizione degli anni '80.

Non capisco certe scelte editoriali che dividono in due i volumi. Fortunatamente ho l'edizione Tea di qualche anno fa (del 2003); una buona lettura.

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6 minuti fa, futurio ha scritto:

meraviglia la solitudine di chi è "condannato" ad essere un intellettuale, incapace di raggiungere chi sa vivere con leggerezza. Hans Hansen e Ingeborg Holm, che ritrova dopo tanti anni senza avere il coraggio di avvicinarli, rappresentano ciò il protagonista non potrà mai essere. Sotto questo aspetto Kroger non è dissimile dall'Aschenbach di Morte a Venezia

Quando ho commentato ero alle prime pagine e, lo ammetto, mi sono dovuta ricredere. Un personaggio con la sua struggente melanconia, in lotta con il suo spirito sofferente di artista, con la voglia della "normalita", che soffre tutti i disagi del comprendere senza sapersi risolvere. Bello, concordo. Mann: impareggiabile narratore di sentimenti (prolisso nell'uso degli aggettivi  ma era la scrittura dell'epoca a volerlo :D). 

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Ho appena finito L'isola dell'abbandono, di Chiara Gamberale. Me lo sono letteralmente fumato in una sera. È una storia che profuma di assenza, domande esistenziali continue ed è un vorticoso dialogo, ininterrotto.

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Sto leggendo "Molto forte, incredibilmente vicino" di Foer, ed è carino, anche se mi aspettavo un capolavoro, per quello che ho sentito in giro. Sono a metà, all'inizio è un po' confuso, ammetto che ho continuato a leggerlo perché la scrittura mi piace, e il personaggio principale è davvero divertente. Magari la seconda metà mi riserverà delle sorprese. Stay tuned.

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Ho finito La schiappa di Jerry Spinelli che mi ha fatto ridere moltissimo e ho iniziato Ti rubo la vita di Cinzia Leone che non sono ancora ben sicura se mi convince o no

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A proposito di show don't tell, sto leggicchiando una ristampa del 2008 de “I cento cavalieri”, di Valerio Massimo Manfredi,  Oscar Mondadori. Leggicchio perché si tratta di tredici racconti, e il genere "antologia" non è di mio gradimento.

L’autore esordisce con “I cento cavalieri”, trama interessante  (ma troppi i personaggi, almeno per me) ambientata lungo il Po lutulento e regale della Ferrara del 1582. Testo un po’ appesantito dal troppo show

Mollo per leggere un vero romanzo?

Riproviamo con il secondo brano: “Hotel Bruni”.

Questo mi piace, e me lo bevo in una mezzoretta. Perché? 

Ricorda i racconti di mio suocero: quando era bambino, agli inizi del secolo scorso, i contadini, mezzadri o piccoli possidenti,  offrivano ricovero e ospitalità nella stalla ai senzatetto.

Ma anche il modo di scrivere è cambiato radicalmente: quasi tutto tell.

Che i racconti di Manfredi siano un esercizio di stile?

Mi toccherà andare avanti…

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27 minuti fa, simone volponi ha scritto:
7 ore fa, Kikki ha scritto:

La chiappa di Jerry Spinelli

Interessante...

l'ho detto subito che faceva ridere!

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L.A. Confidential di James Ellroy finito quasi un mese fa, The body di King e I Langolieri sempre del Re.

Sugli ultimi due ho poco da dire, il Re non si discute: o lo odi o lo ami, io propendo per la seconda. Per quanto riguarda L.A Confidential il discorso si complica. Le prime sessanta pagine sono un incubo, un incubo vero. È confusionario, sconclusionato, descrizioni nulle, introduce un quantitativo spropositato di personaggi facendoti venire voglia di fare Harakiri con il mestolo della cucina. Dico sul serio: è un libro che sembra scritto sotto effetto di cocaina. Ho pensato di lasciarlo a pagina cento, poi ho deciso di arrivare alla fine e mi sono dovuto ricredere su tutto. È stato in grado di dipingere la bile e le fognature umane di L.A. in modo magistrale, lo stile è arido e nevrotico, ma alla fine l'ho amato moltissimo. Trama pura, senza fronzoli.

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"Tutti gli altri rapporti della sua vita erano soggetti al tempo e al mutamento, fluttuavano, cambiavano natura, ma il suo legame con Reine-Marie era eterno e assoluto.

...In testa gli girava una domanda: se l'amore ci segue come un'ombra nel corso dei secoli, sarà in grado di farlo anche l'odio?"

 

Louise Penny, Case di vetro.

 

Riscopro in questo libro di genere (si fa per dire) il piacere di rimanere attaccato a un romanzo, quella sottile attrazione per cui non vorresti chiuderlo mai. E dire che contravviene fin dall'inizio a tutte le normali menate su come acchiappare un lettore. Un incipit quasi noioso, un caos di nomi fin dai primi capitoli.

Breve osservazione venale sulla narrativa: in quarta di copertina apprendo che il libro ha venduto oltre 5.000.000 di copie nei soli Stati Uniti. Io l'ho pagato 15,00€, un prezzo nemmeno esoso presumo, certo nemmeno il prezzo maggiore a cui sia stato venduto, ma ho fatto il calcolo su questo e...

Oltre 75.000.000 milioni di euro con un solo libro!!! Ma ci rendiamo conto? Wow, è come essere un boss del narcotraffico senza dover ammazzare nessuno. fantastico!:super:

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Ho finito di leggere Inverso di William Gibson e l'ho trovato molto inventivo e visionario. Ora ho iniziato Gli Aiutatori Invisibili, un classico testo di esoterismo di C.W. Leadbeater. 

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Io ho finito di leggere 7-7-2007 di Manzini, incuriosito dalla trama della serie TV di Rocco Schiavone. Influenzato forse dall'ottima recitazione degli interpreti, mi aspettavo di più dal libro.

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12 ore fa, cynthia collu ha scritto:

se lo desideri, fammi poi sapere che ne pensi. 

Volentieri, @cynthia collu , ti scrivo in privato quando finirò di leggerlo (presto, perché mi manca poco!)

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Il 18/11/2019 alle 19:23, bwv582 ha scritto:

Ho iniziato l'ultimo della saga classica (Harry Potter e i doni della morte).

Terminato, molto bello anche questo come il precedente. Tra l'altro ha una dinamica diversa dai film, il secondo film riguarda l'ultimo 30-35% del libro e anche qui, come il precedente, molte scene sono state adattate. Va beh, almeno non è proprio tratto da un'altra opera come il precedente.

 

Visto che c'ero, ho letto anche il seguito - la maledizione dell'erede.

Praticamente Dragon Ball super: rivalutato Vegeta Draco Malfoy, eventi e personaggi messi un po' a caso e trattati stile YA e la narrazione... sarebbe anche una storia interessante, ma la narrazione... la narrazione!

Passi l'esistenza di soli dialoghi - è un'opera teatrale -, ma che tutto il libro sia un susseguirsi di scenette lunghe una facciatina con profondità zero che appena ci entri dentro puff e si va altrove è una cosa che mi ha davvero fatto venire i nervi a ogni pagina.

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Ho finito Ti rubo la vita di Cinzia Leone che mi è davvero piaciuto, all'inizio non credevo che mi sarei appassionata e invece mi dispiace molto che sia finito e cercherò altriromanzi di questa scrittrice che non conoscevo. Ora sono passata a Le nuvole da latte di Loredana Frescura che io trovo davvero troppo didascalico e invece ha vinto un premio!

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Non so se i romanzi grafici contano (dovrebbero!) ma ho appena terminato Lo scultore di Scott McLeod.
Romantico, drammatico, tragico, divertente, escatologico. McLeod è veramente un artista a tutto tondo.

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