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Ho finito di leggere il romanzo di Sawyer che ho trovato interessante e allo stesso tempo molto noioso. Ora ho iniziato 'La Profezia della Curandera', un romanzo di Hernan Huarache Mamani. 

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25 minuti fa, Cerusico ha scritto:

Tuttavia, ho trovato una forma della frase molto, molto più libera, con incisi, coordinate plurime, frasi anche molto lunghe, a volte, con collegamenti non sempre del tutto immediati.

 

25 minuti fa, Cerusico ha scritto:

Considerato che, almeno secondo me, il risultato è molto buono e interessante anche nelle traduzioni italiane, penso che si potrebbe scrivere in quella maniera anche nella nostra lingua; per farlo, però, occorrerebbe uscire un po' dalle impostazioni rigide e - ammettiamolo - un po' burocratiche di cui ha sofferto e forse soffre ancora la nostra formazione.

In realtà l'italiano è una lingua che si presta molto alla strutturazione di frasi complesse, con multiple coordinate e subordinate. L'impostazione rigida è una cosa piuttosto recente che si accompagna alla fobia per aggettivi e avverbi e spesso la si riconduce alla prosa anglosassone, fatta di frasi brevi e semplici. Ma se frughiamo un po' nella arativa inglese possiamo scoprire abbastanza facilmente che non è vero nemmeno questo. Anche l'inglese si presta benissimo alla complessità delle frasi e vi sono scrittori che utilizzano a pieno tali potenzialità. Le frasi brevi, i periodi semplici e tutto il resto sono dettate da una moda temporanea, volta alla creazione di testi facilmente digeribili (e  commerciabili). In parte si tratta di una reazione giustificata contro un'eccessiva ampollosità di linguaggio utilizzata da certi scrittori del passato, ma molto è colpa di una voglia di sfornare prodotti facilmente vendibili.

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3 minuti fa, libero_s ha scritto:

In realtà l'italiano è una lingua che si presta molto alla strutturazione di frasi complesse, con multiple coordinate e subordinate.

 

Pienamente d'accordo con te, infatti è un'impostazione generale degli autori, non un limite della lingua. Anzi, l'italiano permette tutto, con una ricchezza di vocaboli e di scelte sintattiche davvero notevole.

 

Non ho citato il resto del tuo intervento, ma mi trovi d'accordo sulle considerazioni stilistiche generali, frutto di una certa tendenza retaggio - credo - dell'opera di Hemingway e Carver, che però, almeno in parte e secondo me, è stata travisata ed estremizzata, indicandola come rotta unica verso la buona prosa.

 

Ad ogni modo, temo che siamo off topic :D in generale, e per concludere, che ben vengano autori in grado di utilizzare la prosa in base alle esigenze comunicative e al tono che intendono dare alle storie.

  • Grazie 1

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"Il mio sguardo indugia, scorrendo sul corpo di Nyx con un'empatia che non era mia intenzione provare. La tortura ha più strati, come la pelle, o i livelli dell'atmosfera che vanno da quelli dove si può respirare a quelli dove si esplode nello spazio. Al cuore della tortura c'è una brutalità che oltrepassa il dolore che viene inflitto. E ruba un'identità, un sé, un'anima. Il corpo dilaniato dal dolore è solo il simbolo di una lotta più profonda, che è incorporea. La lotta per essere. Che non consiste solo nel restare aggrappati alla coscienza, ma in una specie di radicale comprensione dei sentimenti altrui e nella percezione di esistere come un io in relazione con gli altri."

 

Il libro di Joan, Lidia Yuknavitch

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3 ore fa, Roberto Ballardini ha scritto:

 

Il libro di Joan, Lidia Yuknavitch

Io nel mio blog lo recensisco così: 

 

La scrittura è di qualità variabile, a tratti interessante, a tratti banale. Ogni tanto ci sono passi come questo del capitolo cinque:

Domrémy-la-Pucelle, Francia. Un paesaggio rurale, una ragazzina apparentemente come le altre.


Da bambina Joan andava nei boschi per giocare al suo gioco solitario preferito. Il genere di gioco praticato dai bambini che parlavano da soli, nascosti nella loro immaginazione. Ci sono moltitudini di bambini che vivono questo genere di vita, ai margini.

 

Se fosse un programma televisivo sarebbe una puntata di Blu notte di carlo Lucarelli, nella versione di Fabio de Luigi. Apparentemente sì.

Ma quello non è Mai dire Gol e non è un programma televisivo. È un libro complesso che stratifica molti livelli di significato, forse troppi per riuscire a reggerne il peso.

... 

:D

 

 

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"Marcovaldo". 

Di Calvino avevo letto soltanto alcuni dei libri meno facili, compresi i saggi di "Una pietra sopra" e "Le lezioni americane".

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@ivalibri Grazie a te. Non conosco Bataille. Rimedierò. :)

 

@libero_s Ciao Libero. 

1 ora fa, libero_s ha scritto:

Se fosse un programma televisivo sarebbe una puntata di Blu notte di carlo Lucarelli, nella versione di Fabio de Luigi. Apparentemente sì.

Non ci ho capito nulla, ma probabilmente è perché non guardo la televisione.

La prosa è un po' faticosa, ma molto viva, calda, bollente direi. Non l'ho trovata mai banale. C'è molto Vandermeer, certo, le descrizioni complesse e organiche, a tratti sfocate ma che lasciano sensazioni precise e indelebili. Ottimi spunti narrativi. A me è piaciuto moltissimo. :super: 

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4 minuti fa, Roberto Ballardini ha scritto:

Non ci ho capito nulla, ma probabilmente è perché non guardo la televisione.

Fabio De Luigi è un comico che prendeva in giro Carlo Lucccarelli e la sua trasmissione televisiva Blu notte. (

Ogni racconto iniziava con una descrizione come quella del libro della Yuknavitch.

 

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Sto leggendo Citrus, di Giovanni Mela ;).

Ben al di sopra delle aspettative, bello...a partire dalla grafica in copertina.

Spero abbia il successo che merita.

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L'elenco telefonico di Atlantide - T. Avoledo - Recensione: così così.

 

Il mistero di Capo Spagna - E. Queen - Recensione: buono.

 

La Terra Rossa - W.H. Hudson - Recensione: straordinario, fantastico imperdibile!

(N.B. La Terra Rossa è traduzione poco felice di The Purple Land, Nadal e il Roland Garros non c'entrano niente).

Così due recensori ben più autorevoli:

- «La Terra Rossa è uno dei pochissimi libri felici che ci siano al mondo»  (J.L. Borges).

- «Non è possibile dire come quest’uomo raggiunga i suoi effetti. Scrive come l’erba cresce» (J. Conrad)

 

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8 minuti fa, massimopud ha scritto:

L'elenco telefonico di Atlantide - T. Avoledo - Recensione: così così.

 

a me Avoledo piace moltissimo, l'unico difetto che trovo in quel libro è il finale

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5 minuti fa, libero_s ha scritto:

a me Avoledo piace moltissimo, l'unico difetto che trovo in quel libro è il finale

 

Io ho letto solo questo libro, può darsi che gli altri siano migliori. Oltre al finale (attaccato con lo scotch e chiaramente ispirato, diciamo così, a P.K. Dick), non mi sono piaciute altre cose: la valanga di citazioni di libri, canzoni e film per illustrarci il pantheon personale dell'autore; il pre-finale, con la moralina del ritorno in seno alla famiglia, e anche qualche altra cosa qua e là.

Secondo me è un libro di medio livello, sarebbe stato migliore se l'autore non avesse voluto metterci dentro quasi tutto se stesso, come capita molto spesso nel libro d'esordio. 

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Il 1/8/2019 alle 18:54, Plata ha scritto:

Inizio completamente al buio riguardo al romanzo e l'autore Tra loro, di Richard Ford.

Rimandata la lettura più avanti. 

Ho letto The Body, di King. Di questo autore ho letto poco e questo è il primo romanzo ad avermi davvero catturato. Enorme. Chapeau. 

Sto rileggendo, quasi finito, Trastulli di animali, di Yukio Mishima. Su di lui non ho mai avuto dubbi e le riletture sono quasi meglio della prima volta. 

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Il 12/8/2019 alle 10:08, ivalibri ha scritto:

George Bataille

Devo leggerlo

 

4 ore fa, massimopud ha scritto:

L'elenco telefonico di Atlantide

Ce l'hanno il 118?

 

 

Oggi mi è arrivato "Vite pericolose di bravi ragazzi" di Chris Furham, prima e unica opera dell'autore morto a 31 anni. A parte la bellezza del volumetto edito dalla defunta (credo) Isbn, l'ho comprato perché la trama mi stuzzica (ma va?). In coda.

Intanto finito "The Getaway Man" di Andrew Vachss. Se vi piacciono gli hardboiled e le letture asciutte e bumbum ve lo consiglio. 

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1 ora fa, Plata ha scritto:

The Body, di King. Di questo autore ho letto poco 

Male, molto male!

Finito proprio un romanzo di King (Shining) e la raccolta di Buzzati, ho iniziato Gli indifferenti di Alberto Moravia, una lettura leggera, estiva diciamo, e La fine e il mio inizio di Terzani. 

Ho lasciato scegliere al caso tirando a sorte tra i titoli in coda sul mio eBook. :)

 

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11 minuti fa, Joyopi ha scritto:

La fine e il mio inizio di Terzani. 

Bellissimo. Mi ha colpito molto, ogni tanto rileggo i passaggi.

 

In questo periodo sto leggendo un po’ di cose, ma al momento sono letteralmente rapita (da ieri pomeriggio) da Il ritmatista di Sanderson. Dai tempi di Harry Potter che un romanzo giovanile non mi prendeva così tanto. 

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3 ore fa, Plata ha scritto:

Rimandata la lettura più avanti. 

pesantuccio Ford, vero?

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13 minuti fa, Marcello ha scritto:

pesantuccio Ford, vero?

Conosci?

In realtà non l'ho nemmeno aperto; tengo i libri che voglio leggere vicino al letto, a volte m'innamoro e tradisco le promesse letture. 

Modificato da Plata

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2 ore fa, Plata ha scritto:

Conosci?

Be' sì: è uno dei grandi nomi della narrativa statunitense, vincitore del Pulitzer.

Scrive tomoni ragguardevoli e non facili, in genere.

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Ho appena finito Lasciar andare, di Philip Roth. Avevo letto Pastorale americana e non era riuscita a togliermela di dosso. Con questo libro, che è il suo romanzo d'esordio, l'approccio è stato diverso. Mi ha trascinato in avanti portandosi sempre un leggero enigma con sé e se lo è tenuto, alla fine. Quindi, ora, ho un senso di sospensione, il che non è necessariamente un male.

Ora sto leggendo Firmino, di Dan Savage, per decomprimermi da Roth, che ho messo sul podio d'onore della mia libreria.

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7 ore fa, Plata ha scritto:

Ho letto The Body, di King. Di questo autore ho letto poco e questo è il primo romanzo ad avermi davvero catturato. Enorme. Chapeau. 

da cui hanno tratto il bel film Stand by me.

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Sto leggendo "In fuga", una raccolta di racconti di Alice Munro. L'ho appena iniziato, ma sono sicuro che non mi deluderà. Ho già letto "La danza delle ombre felici" e "Chi ti credi di essere", di questa bravissima scrittrice, due raccolte di racconti semplicemente straordinari.

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Io ho quasi finito di leggere "L'Agnese va a morire", un libro sulla resistenza, tratto da una storia vera. 

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Il 12/8/2019 alle 12:37, Roberto Ballardini ha scritto:

La prosa è un po' faticosa, ma molto viva, calda, bollente direi. Non l'ho trovata mai banale. C'è molto Vandermeer, certo, le descrizioni complesse e organiche, a tratti sfocate ma che lasciano sensazioni precise e indelebili. Ottimi spunti narrativi. A me è piaciuto moltissimo

Vedo che citi VanderMeer, sei un lettore di fantascienza? 

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Il 12/8/2019 alle 12:37, Roberto Ballardini ha scritto:

. Non conosco Bataille. Rimedierò.

 

23 ore fa, simone volponi ha scritto:
Il 12/8/2019 alle 10:08, ivalibri ha scritto:

George Bataille

Devo leggerlo

Non vi deluderà.

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19 ore fa, Elisa Audino ha scritto:

Avevo letto Pastorale americana e non era riuscita a togliermela di dosso.

Non riesco a finirlo.

Che ne pensi della sfilza di avverbi in "mente"? Un bel romanzo, ma porca miseria se pesante.

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27 minuti fa, simone volponi ha scritto:

Non riesco a finirlo.

Che ne pensi della sfilza di avverbi in "mente"? Un bel romanzo, ma porca miseria se pesante.

Mon dieu, appena torno a casa vado a cercare tutti gli avverbi. L'ho letto d'un fiato, credo in due o tre giorni e rimane uno dei migliori romanzi mai letti. Premetto che amo lo sproloquio degli scrittori ebraici e Philip Roth ha lo stesso gusto della parola, forse anche dell'elenco (ossessivo?) in cui puoi aver ritrovato gli avverbi. Lo metto accanto a Foer, sulla sua linea. 

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Finito L'uccello che girava le viti del mondo di Murakami, che mi ha più deluso ed estenuato che avvinto. Con ciò non voglio dire che sia proprio da buttare. Poi mi ha indispettito (e non sono un intransigente) l'abuso degli avverbi "lentamente" e "indefinitamente". Del primo ce n'è proprio una valanga (non so se più addebitabile ai bioritmi giapponesi o alla traduzione), del secondo decisamente meno ma comunque troppi per ciò che vanno a definire. Scavare indefinitamente (per esempio) che sta a significare? Fin quando non si arriva al centro della terra? A me da più l'impressione di una scrittura a cottimo. Forse che esistono contratti editoriali in base al numero di parole? :)

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Ho iniziato "L'ombra di Cesare" di Andrea Frediani. Prima pagina e mezzo al presente, poi va di passato... si parte bene diciamo :D Ma questi sono dettagli che uno coglie con l'occhio marpione da autore.

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