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Ho appena finito di ascoltare l’audio racconto The Wonderful Wizard of Oz (obviously in inglese): conta come (ri)lettura? Anche nella versione minion, 55 min, mi ha regalato le emozioni d’infanzia (è stato uno dei miei libri preferiti e ogni tanto lo rileggo in inglese, ascoltarlo è stato un po’ diverso).

12 minuti fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

L'ho letto anch'io, piaciuto moltissimo,  ma appena lo finisci mi piacerebbe avere un confronto... sul finale, magari anche con @Emy e @Eudes

Yes! Quasi quasi lo riproporrei come lettura di gruppo. Ci state?

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6 minuti fa, Ton ha detto:


:asd: l'ho detto che è una questione principalmente fonetica e ogni lingua c'ha la sua. Non pretendo che sia uguale, ma penso che molto spesso si preferisce una traduzione letterale ad una di forma che credo renderebbe meglio il senso originale, o almeno l'atmosfera e i "suoni". Non mi sto assolutamente spiegando :gesù:

 

Su questo ti do assolutamente ragione @Ton

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22 minuti fa, Ton ha detto:

ma penso che molto spesso si preferisce una traduzione letterale

A me sembra il contrario, a dire il vero: molto spesso i titoli vengono modificati proprio perché si ritiene che la traduzione letterale non sia efficace nella nostra lingua (e qualche volta è così), ma spesso accade che si perda il senso originario del titolo.  Pensa a "Il silenzio degli innocenti", dove è stata travisata la sostanza stessa del titolo, soltanto perché "agnelli" non si adattava al titolo di un thriller.

E aggiungo che "Il racconto dell'ancella" a me pare un gran bel titolo.

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@Marcello non si discute con i maestri :no: se mi dici così dovrò rivalutare la faccenda :D 

@Emy per me va bene :) non so cosa comporta il gruppo di lettura però, ora ci guardo

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11 minuti fa, Ton ha detto:

@Emy per me va bene :) non so cosa comporta il gruppo di lettura però, ora ci guard

Un gruppo di persone legge lo stesso libro e poi lo commenta su supervisione di un moderatore scelto tra gli stessi lettori. :) 

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5 minuti fa, Emy ha detto:

Un gruppo di persone legge lo stesso libro e poi lo commenta su supervisione di un moderatore scelto tra gli stessi lettori. :) 


Capito, grazie :) ci sto!

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Se @Eudes, @Adelaide J. Pellitteri e @Ton sono d'accordo, io farei la proposta e vediamo chi si unisce a noi. Ci vuole un numero preciso di partecipanti per far partire il gruppo. Ho letto Il mondo di Sofia tantissimi anni fa, non lo ricordo in dettagli e mi sembra l'occasione giusta per rileggerlo (volevo farlo già da un po'). Che ne dite, ragazzi?

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1 ora fa, Ton ha detto:

 non si discute con i maestri :no: se mi dici così dovrò rivalutare la faccenda :D 

:D Con un passato di ventinove anni in libreria un po' di esperienza di titoli me la sono fatta, ma è la mia opinione, eh! ;)

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Visto che parliamo di thriller, qualcuno saprebbe consigliarmi un qualcosa di simile alla serie di Strike di Galbraith/Rowling? Se è una serie incentrata sullo sviluppo del personaggio anche meglio.

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Ho letto Atti osceni in luogo privato di Missiroli: bocciato. :no:

L’inizio mi aveva convinto, ma poi la storia è morta lì. A me piacciono parecchio i romanzi di formazione e i mainstream in cui “”non succede niente””, quando l’autore è in grado di tirarmi giù in profondità finché non arrivo a tanto così dall’affogare. Leggendo Atti osceni sono sempre rimasto nella parte della piscina dove si tocca, invece. La scrittura raffinata e fighettina può affascinare, ma qui mi pare tutta apparenza, tutta superficie. Un romanzo hipster, insomma.

Peccato, so che è piaciuto a molti.

Prima o poi leggerò altro di Missiroli.

 

Però mi ha fatto venire voglia di riprendere Carver, a proposito di autori che ti affogano. Ci faccio un tuffo, visto che la roba nuova che ho ordinato arriverà in ritardo.

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@Kuno Carver è un mito. Tutti quelli che adorano infarcire i loro scritti di descrizioni inutili dovrebbero leggerlo. E inchinarsi umilmente al maestro. :)

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@SeeEmilyPlay è inquietante perché in Carver non ci sono lunghe descrizioni, nessun evento straordinario, niente buoni e niente cattivi, nessun finale con morale, anzi: di solito manca proprio un finale, una conclusione. Se uno ci pensa a libro chiuso gli viene da chiedersi “ma allora che diavolo c’è qui dentro?”. Carver è inimitabile. E mi fa cacare sotto dalla paura.

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@Kuno sì, un po' fa paura, ma con il fatto che le frasi sono scarne, quasi poetiche, negli spazi che mancano puoi inserire quello che vuoi, oppure iniziare a domandarti quante cose potenzialmente voleva dirti quando ha scritto quel racconto. E mentre ti fai queste domande rimani folgorato. Adoro il suo stile, mi piacerebbe riuscire anche solo vagamente a imitarlo.

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1 ora fa, Kuno ha detto:

A me piacciono parecchio i romanzi di formazione e i mainstream in cui “”non succede niente””, quando l’autore è in grado di tirarmi giù in profondità finché non arrivo a tanto così dall’affogare. 

Fantastico. :) 

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1 ora fa, Kuno ha detto:

Ho letto Atti osceni in luogo privato di Missiroli: bocciato. :no:

L’inizio mi aveva convinto, ma poi la storia è morta lì. A me piacciono parecchio i romanzi di formazione e i mainstream in cui “”non succede niente””, quando l’autore è in grado di tirarmi giù in profondità finché non arrivo a tanto così dall’affogare. Leggendo Atti osceni sono sempre rimasto nella parte della piscina dove si tocca, invece. La scrittura raffinata e fighettina può affascinare, ma qui mi pare tutta apparenza, tutta superficie. Un romanzo hipster, insomma.

Peccato, so che è piaciuto a molti.

Prima o poi leggerò altro di Missiroli.

 

Però mi ha fatto venire voglia di riprendere Carver, a proposito di autori che ti affogano. Ci faccio un tuffo, visto che la roba nuova che ho ordinato arriverà in ritardo.

Mssiroli è un autore decisamente sopravvalutato. Avevo letto il suo romanzo d'esordio, pubblicato da Fanucci, il cui titolo adesso non ricordo, ed era il vuoto totale. Secondo me, non vale la pena leggerlo ulteriormente.

 

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Ho finito 'Educazione Siberiana' di Nicolai Lilin che ho trovato interessante, anche se non molto inventivo dal punto di vista della scrittura. Ora ho iniziato 'A Volte Ritorno' di John Niven.

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Sto leggendo 'Il libro di un uomo solo', di Gao Xingjian, premio Nobel nel 2000. È un mondo intero che traspare dai ricordi di un esiliato, in una camera d'albergo. Sono solo a un quarto, ma mi ha caricato di commozione.

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1 ora fa, SeeEmilyPlay ha detto:

Carver è un mito

Carver è inarrivabile, consiglio anche tutte le sue poesie, oltre ai racconti.

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Lucernario di Saramago l'ho trovato amaramente delizioso. C'è forse un filino di retorica, ma trovandosi all'interno di dialoghi risulta funzionale.

Ora vado a leggere Kafka sulla spiaggia di Murakami.

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Poe l'ho letto poco e male. Volevo rimediare e per strafare ho preso questo:

 

photo6023674259953530067.jpg

 

(sembrava più piccolo dalle foto su IBS :D)

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@SeeEmilyPlay @AdStr non infierite, dovrebbe prendere posto su uno scaffale mezzomarcio già sovraccarico. E io dormo con la testa sotto quello scaffale.

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49 minuti fa, Kuno ha detto:

Poe l'ho letto poco e male. Volevo rimediare e per strafare ho preso questo:

 

photo6023674259953530067.jpg

 

(sembrava più piccolo dalle foto su IBS :D)

Maledetta Mondadori, ci sono cascato pure io. Sto spendendo un patrimonio. 

 

Sto leggendo Il fascio comunista, di Antonio Pennacchi, e per adesso lo trovo gradevole. 

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Finito ieri sera il romanzo di @M.T. (di cui parlerò in settimana per il comitato nostro), tra tanta roba in coda oggi riprendo Il guardiano degli innocenti di Sapkowski per la gioia di @The_Butcher_of_Blaviken. Sarò ancora nella fase fantasy per tutto il mese già che il prossimo turno tocca a Il clan delle nuvole di @Plata 

Modificato da Emy
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Appena terminato, Il giorno del diavolo, di Andrew Michael Hurley e prima L'uomo del censimento di China Mieville. Le recensioni sono sul mio blog :)

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Di recente ho letto:

 

Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami, che mi è piaciuto molto più di quanto mi aspettassi dalle premesse. L’ho trovato un romanzo in cui lo spessore dei personaggi rende la storia tridimensionale nonostante la fortissima tendenza al simbolo. Lo consiglio vivamente a tutti coloro che si sentono disposti a mettere in pausa la voglia di aderenza al vero, la ricerca di sensatezza, per lasciarsi guidare in un universo con le sue regole, di cui per giunta vediamo solo un riflesso tenue;

 

La città dell’assedio del nostro Luca Buggio (@LuckyLuccs). Solido secondo episodio della trilogia, che a mio parere offre un’esperienza di lettura migliore del suo ottimo prequel. Dopo un inizio in cui ho faticato a immergermi per via dei “riassunti delle puntate precedenti”, la storia è poi decollata entrando più a fondo nelle psicologie dei protagonisti; proprio il loro sviluppo fa sì che, secondo me, il romanzo compia un ulteriore passo avanti dal punto di vista qualitativo rispetto a La città delle streghe.

Confermo il mio giudizio più che positivo su Luca come autore e sulla sua saga torinese. :D 

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3 ore fa, AdStr ha detto:

Di recente ho letto:

 

Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami, che mi è piaciuto molto più di quanto mi aspettassi dalle premesse. L’ho trovato un romanzo in cui lo spessore dei personaggi rende la storia tridimensionale nonostante la fortissima tendenza al simbolo. Lo consiglio vivamente a tutti coloro che si sentono disposti a mettere in pausa la voglia di aderenza al vero, la ricerca di sensatezza, per lasciarsi guidare in un universo con le sue regole, di cui per giunta vediamo solo un riflesso tenue;

 

La città dell’assedio del nostro Luca Buggio (@LuckyLuccs). Solido secondo episodio della trilogia, che a mio parere offre un’esperienza di lettura migliore del suo ottimo prequel. Dopo un inizio in cui ho faticato a immergermi per via dei “riassunti delle puntate precedenti”, la storia è poi decollata entrando più a fondo nelle psicologie dei protagonisti; proprio il loro sviluppo fa sì che, secondo me, il romanzo compia un ulteriore passo avanti dal punto di vista qualitativo rispetto a La città delle streghe.

Confermo il mio giudizio più che positivo su Luca come autore e sulla sua saga torinese. :D 

Grazie. Un tuo parere vale tantissimo per me!

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Ho finito 'A Volte Ritorno' di John Niven che ho trovato interessante e divertente per certi versi, ma anche un po' risaputo. Inserire la figura di Gesù in un contesto contemporaneo a scopi satirici mi sembra ormai, più che provocatorio, risaputo, appunto. In ogni caso, il giudizio complessivo è positivo. Ora ho iniziato 'Caccia Alla Fenice', un romanzo di fantascienza di Michael Swanwick. 

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