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Ho finito il romanzo di Mike Resnick che ho trovato davvero noioso. Ora ho iniziato 'Transurfing', un saggio di Steven Bailery sulle tecniche, appunto, del cosiddetto Transurfing. 

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Blackmore S.,  Consciousness. A very short introduction. Un manualetto introduttivo al problema della 'coscienza' (non in senso morale eh, ma in senso neurologico-biologico tipo "ehi, esisto!"). Interessante quanto... inquietante? Sono ancora appena a metà e già sono arrivato a pensare che la realtà sia tutta un'illusione. ._.

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Il signore delle mosche. Gran bel libro, direi.

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Il 4/12/2018 alle 11:04, Cerusico ha detto:

Confermo le impressioni positive su Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti: thriller ben costruito, scritto come si deve, con personaggi mai troppo caricati e un killer sicuramente insolito.

 

Di contro, ho finito di leggere La sostanza del male di Luca D'Andrea (Einaudi, 2016). Altro thriller, altro esordio, altro buon successo commerciale. Ma il livello è completamente diverso. Mi azzardo a dire che sia tra le cose peggiori che ho letto quest'anno:

 

Ricordavo di aver letto un commento positivo al libro di Ilaria Tuti e sono andato a ricercarmelo. In realtà sto facendo una certa fatica ad andare avanti. Avevo trovato il primo capitolo nella rivista Il Libraio e mi aveva incuriosito, ricordavo delle recensioni positive e ho deciso di prenderlo. Sicuramente paragonato a La sostanza del male viene voglia di gridare "Nobel subito!", ma ho l'impressione che l'incipit fosse la parte migliore.

Proverò a perseverare :)

 

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Sono a metà di "a sangue freddo" di truman capote. Non ho mai letto niente di suo e mi piace il suo stile freddo e distaccato, ma, per quanto lo si debba essere di fronte a un caso di cronaca, alla fine risulta un pochino pesante. Vorrei leggere altro di suo, e credo che l'altra sua opera più famosa sia "colazione da tiffany", peccato che non sia riuscita ad arrivare in fondo al film...

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1 ora fa, libero_s ha detto:

Sicuramente paragonato a La sostanza del male viene voglia di gridare "Nobel subito!"

Di quello sono riuscito a leggere soltanto tre pagine e per fortuna che lo avevo preso in biblioteca...

Quello della Tuti incuriosisce anche me, perché ho letto recensioni molto positive e so che è in corso di traduzione in parecchie lingue...

Mi tieni aggiornato di come procede la lettura @libero_s , se non ti dispiace?

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Sto leggendo "The Scarab Murder Case" di S.S. Van Dine.

Molto intrigante!

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L'uomo delle rune.

Mi aspettavo un fantasy di tutt'altro tipo. Le prime 30 pagine non mi hanno entusiasmato, invece nelle successive l'esperienza di lettura è migliorata molto. Mi ha stupito perché 3/4 del romanzo sono incentrati solo sulla crescita e formazione dei protagonisti, in storie separate che non s'intrecciano fino all'ultima parte del libro. L'autore si è preso i suoi tempi per far partire la storia, ma se li è presi bene.

Sono curioso di leggere i prossimi.

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Il 18/4/2019 alle 13:10, Marcello ha detto:

Mi tieni aggiornato di come procede la lettura @libero_s , se non ti dispiace?

Eccomi qui, terminata la lettura di Fiori sopra l'inferno di Ilaria Tuti.

Premetto che non è il mio genere di letture preferite, per cui il mio metro di giudizio è probabilmente un po' più severo del necessario, comunque nel complesso il libro non è male.

Sullo stesso genere mi è capitato in mano ben di peggio. Non mi ha preso moltissimo come libro, ma non mi è nemmeno venuta la voglia di scagliarlo dalla finestra.

Pregi e difetti:

Il libro non è scritto male, niente di spettacolare, ma non è male. Ricordo @Marcello che tempo fa avevamo commentato due best seller che avevano un po' deluso entrambi, La ragazza del treno e La verità sul caso Harry Quebert. Entrami quei libri sono scritti meglio, in entrambi i casi la trama era la parte più difettosa (soprattutto in quello della Hawkins), ma la scrittura era decisamente sopra la media. In questo caso la scrittura non è particolarmente buona, ma non è male.

Per buona parte del libro rimane il dubbio se quello che si sta leggendo sia un thriller o un horror paranormale e direi che questo dubbio è la molla che spinge a proseguire la lettura, la curiosità di vedere dove andrà  parare l'autrice.

Anche per questo motivo le parti migliori sono quelle più descrittive e più "misteriose". Sono delle parti in cui prevale questa ambiguità. Non si tratta di un'ambiguità sottile e raffinata, generata magari da un narratore inaffidabile, è invece un'ambiguità piuttosto costruita, è come guardare un prestigiatore, sai che ti sta ingannando, ma stai al gioco lo stesso. Qui il narratore è affidabile e onnisciente ed è chiarissimo che sa tutto della vicenda come è altrettanto chiaro che ti sta mostrando le cose in modo artificialmente ambiguo. Nonostante questo si sta al gioco volentieri.

Le parti "normali", quelle in cui si vedono in azione i personaggio più importanti sono invece un po' legnose. Non ci sono particolare difetti nella trama, sono più che altro i personaggi a non essere a loro agio. Mi  sembrano degli attori che recitano con scarsa convinzione delle parti non adatte a loro. I dialoghi e il modo di rapportarsi dei personaggi sono sempre un po' falsi, non in modo terribile, ma rimane sempre un po' di insoddisfazione. Forse il tentativo di uscire dagli stereotipi ha creato proprio dei personaggi stereotipati che non si muovono nella vicenda con scioltezza. Dal mio punto di vista direi che l'autrice non è riuscita a creare una grande empatia verso i suoi personaggi, non si sente tanto la pressione di voler scoprire se e come se la caveranno, è proprio più la curiosità di scoprire le carte dell'autrice che fa andare avanti nella lettura.

Nel complesso direi che è un libro che si può leggere, anche divertendosi, senza aspettarsi troppo.

Recentemente mi è capitato di leggere un altro libro che si muove sul crinale fra il giallo e il paranormale, senza lasciar mai capire al lettore da che lato propende e l'ho trovato decisamente più interessante. Si tratta di L'eredità delle dee di Kateřina Tučková, pubblicato da Keller Editore. Un libro decisamente più complesso e raffinato, più lontano dal classico thriller, con un'indagine che è più etnografica che poliziesca che trasporta in un mondo rurale aspro e affascinante.

Keller Editore, per chi non lo conosce, è una specie di piccolo Adelphi. Nel suo catalogo puoi certamente trovare anche libri che non ti piacciono, di un genere che non sopporti, con una scrittura che ti infastidisce, si tratta di gusti, ma puoi stare tranquillo che si tratterà comunque di libri di qualità. A differenza di quanto capita con altri editori, non mi è mai capitato di provare la voglia di bruciare un libro di Keller Editore.

Visto che la mi recensione è rivolta a un giallista aggiungo, sempre di Keller Editore, Piano D di Simon Urban. È un giallo più classico (omicidio, poliziotti ecc.), ma ambientato in una ucronia. L'autore immagina una Germania ancora divisa fra est e ovest in un mondo in cui il muro di Berlino non è mai caduto. Un mondo parallelo al nostro e non molto diverso, è solo la storia degli ultimi anni a essere andata in modo un po' differente.

 

 

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Grazie infinite @libero_s : una recensione encomiabile, non volevo farti lavorare tanto <3.

Mi sei stato di grande aiuto: gli elementi che reputi più difettosi sono quelli che di solito più apprezzo in un libro e di conseguenza il romanzo in questione scende di parecchie posizioni nella lista pressoché infinita dei libri che vorrei leggere.

Mi segno invece quelli di Keller, che non conoscevo anche se la qualità dell'editore mi è ben nota.

Ti sono grato una volta di più: grazie mille. ;)

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"Savant" di Jøn Mirko, thriller sui cui risvolti non posso ancora pronunciarmi, ma credo ne vedrò delle belle. A un quinto del libro, posso dire che mi sta prendendo un bel po'. 
 

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Ho letto:

Viaggio al termine della notte di Celine: molto denso, leggevo due pagine e chiudevo il libro. Ci ho messo una vita. 

A briglia sciolta di Mishima: mi è piaciuto più del primo capitolo della tetralogia, Neve di primavera. Lo consiglio.

2001: Odissea nello spazio di Clarke: piaciuto, ma trovo sia invecchiato male.

 

Adesso scorro qualche pagina qua ché sono a corto di idee.

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Ho letto un sacco di cose dall'ultima volta che ho postato qui. L'ultima - nonché il romanzo che ho preferito in assoluto tra quelli letti negli scorsi mesi - è Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli (del quale ho letto anche il valido, seppur inferiore, Fedeltà), che intercetta una forma di sensibilità simile alla mia e che, in virtù di questo, mi ha investito emotivamente dalla prima all'ultima pagina.

 

Uno dei più bei romanzi che mi sia capitato di leggere, da un bel po' di tempo a questa parte.

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Ho finito il libro di Stephen Bailey e l'ho trovato interessante. Ora ho iniziato 'Scontro Finale', un romanzo di fantascienza molto visionaria di Ted Reynolds.

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22.11.63 di Stephen King. Ma è dura. XD

E "Scrivere" di Anne Lamott.

 

Ho finito da poco "Assassinio tra i Druidi", che, pur essendo un po' "attempato", mi è tanto piaciuto. :)

Nessun fantasy, per ora, anche se dovrei riprendere il secondo di Terramare.:libro:

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Il 18/4/2019 alle 12:01, AnnaL. ha detto:

Sono a metà di "a sangue freddo" di truman capote. Non ho mai letto niente di suo e mi piace il suo stile freddo e distaccato, ma, per quanto lo si debba essere di fronte a un caso di cronaca, alla fine risulta un pochino pesante. Vorrei leggere altro di suo, e credo che l'altra sua opera più famosa sia "colazione da tiffany", peccato che non sia riuscita ad arrivare in fondo al film...

"A sangue freddo" mi è piaciuto molto, e anche "Altre voci, altre stanze". Nonostante "Colazione da Tiffany" sia uno dei miei film preferiti, il libro non l'ho letto. 

 

Sono ancora in compagnia di Céline, che ho messo in standby, ma prima o poi arriverò alla conclusione. Ho finito "2001: Odissea nello spazio" di Clarke, non è stato male ma mi ha fatto capire che non sono proprio tagliata per la fantascienza. Nel frattempo ho letto un romanzo in spagnolo, seconda parte di una duologia ambientata nei Balcani (finito ieri sera). In inglese invece sto leggendo "The code of the extraordinary mind" di Vishen Lakhiani, il fondatore di Mindwalley. Stasera ho iniziato, per il nostro Comitato di lettura, "Strade nascoste" di @M.T.. Per la gioia di @The_Butcher_of_Blaviken, ho messo in coda (visto che sono nella fase fantasy :asd:) la raccolta di racconti "Il guardiano degli innocenti" di Andrzey Sapkowski. 

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Il 20/4/2019 alle 23:10, libero_s ha detto:

che tempo fa avevamo commentato due best seller che avevano un po' deluso entrambi, La ragazza del treno

Sono l'unica ad averlo mollato? 

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Adesso, Emy ha detto:
Il 20/4/2019 alle 23:10, libero_s ha detto:

che tempo fa avevamo commentato due best seller che avevano un po' deluso entrambi, La ragazza del treno

Sono l'unica ad averlo mollato? 

 

Come scrittura non era affatto male. L'autrice è stata molto brava nel creare empatia, la protagonista era ottimamente caratterizzata. La trama invece era debole e senza senso. 

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1 ora fa, libero_s ha detto:

 

Come scrittura non era affatto male. L'autrice è stata molto brava nel creare empatia, la protagonista era ottimamente caratterizzata. La trama invece era debole e senza senso. 

Dici che devo dargli una chance? :asd: La trama era orribile, infatti per questo l’ho mollato.

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23 minuti fa, Emy ha detto:

Dici che devo dargli una chance? :asd: La trama era orribile, infatti per questo l’ho mollato.

Io l'ho finito. Ma non mi ha particolarmente entusiasmato. Tanto è vero che l'ho regalato. Non lo volevo nella mia libreria, nel posto dei libri che mi sono rimasti dentro. Una lettura semplice, diretta, senza troppi fronzoli ma anche senza sorprese, piatta al limite del banale. Una storia quasi già sentita. Insomma, niente di che.

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Letto Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer. Anche se sarebbe più corretto dire che l'ho divorato avidamente. Sono rimasto rapito e coinvolto emotivamente (ebbene sì, la lacrimuccia è affiorata) dalla voce narrante del piccolo protagonista nella sua particolare elaborazione di un lutto.

Ora sto leggendo Pastorale americana di Philip Roth, stilisticamente denso. Dopo le prime pagine pensavo che lo avrei miseramente abortito, invece sono già a un terzo del libro e quindi fiducioso di portarlo a termine. 

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Ho finito Scontro Finale di Ted Reynolds che ho trovato molto inventivo e originale. Con il pretesto di una storia di fantascienza, affronta tematiche spirituali e religiose in maniera molto acuta e coinvolgente. Ora ho iniziato Engine City, un romanzo di fantascienza di Ken McLeod. 

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Finito la Pastorale americana, che mi è piaciuto per il sapore epico della storia ma mi ha estenuato nell'uso indiscriminato di incisi e digressioni a ogni piè sospinto. Ora mi rituffo nella scrittura estrosa di Safran Foer alla scoperta della sua opera prima Ogni cosa è illuminata.

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Ho letto Neanche gli dei di Asimov. Molto bello.

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Ho finito il libro di Ken McLeod che, francamente, ho trovato noioso. Ora ho incominciato 'Luna Nuova', un romanzo di fantascienza di Ian McDonald.

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Lista aggiornata:

- L'arcobaleno della gravità, Thomas Pynchon
- Neverwhere, Neil Gaiman

- Mentre morivo di Faulkner <3<3<3
- Altri libertini, Pier Vittorio Tondelli
- Q di Luther Blissett/Collettivo Wu Ming
- Il sistema periodico, Primo Levi
- America di Kafka, appena finito
- Dizionario appassionato di Napoli, Jean-Noel Schifano
- Il processo di Kafka (rilettura)
- L'Aleph di Borges (rilettura)
- Tipi psicologici di Jung (rilettura)

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Il 25/4/2019 alle 15:32, Vincenzo Iennaco ha detto:

Letto Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer. Anche se sarebbe più corretto dire che l'ho divorato avidamente. Sono rimasto rapito e coinvolto emotivamente (ebbene sì, la lacrimuccia è affiorata) dalla voce narrante del piccolo protagonista nella sua particolare elaborazione di un lutto.

 

Finito un paio di sere fa. L'ho adorato, soprattutto nella parte del bambino: i suoi testi, il suo modo di ragionare sulle cose, il suo modo di affrontare la tragica perdita del padre mi hanno coinvolto e colpito tantissimo. Credo sia un romanzo davvero bello.

 

Ora ho in lettura Fiori per Algernon.

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Terminato Ogni cosa è illuminata di Safran Foer, che mi è piaciuto sì (scrittura magnetica) e no (intreccio intricato). In lettura, per la narrativa: La paranza dei bambini di Roberto Saviano; per la poesia: Il sangue amaro di Valerio Magrelli.

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Sto leggendo un saggio di Geoges Duby, "I peccati delle donne nel Medioevo", ed è davvero molto illuminante. Certi pregiudizi, nati nel XII secolo, sono ancora vivi e difficili da sradicare oggi.

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