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Ieri ho letto il Piccolo principe, e non c’è niente da dire, se non che mi ha ricordato di continuare a sognare (sono nel posto giusto! ;) )

 

Qualche ora fa ho terminato invece il racconto lungo (ma troppo breve - perché avrei voluto continuare a leggerlo) di @simone volponi, Il demone di Ninive.

Bello nella scrittura, senza troppi fronzoli che non si perde in dettagli inutili; un misto di avventura e sensualità che in più di qualche occasione mi ha strappato un sorriso (io e il mio amore per i protagonisti sfigatelli <3 ).

 

In lettura: Due cuori in affitto di Felicia Kingsely.

 

Saltare da un classico, a un horror e arrivare a un romance è n’attimo! :asd: 

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Ho finito 'La Stella Nera' di Gary Lachmann e l'ho trovato davvero illuminante. Ora ho iniziato 'L'Uomo che Vedeva gli Atomi', un romanzo di fantascienza di Murray Leinster. 

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2 ore fa, M.T. ha scritto:

anni fa c'erano dei postini che invece di consegnare la posta, la buttavano nei calanchi. Dei sacchi interi.

È capitato qualche caso del genere infatti :P

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Il ‎22‎/‎07‎/‎2019 alle 17:22, AdStr ha scritto:

Penso che King sia uno scrittore con la capacità di rendere interessante ciò che racconta, una dote preziosissima

 Vai di It, ora: non te ne pentirai.

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50 minuti fa, Kuno ha scritto:

Ho letto per la prima volta L’amore ai tempi del colera (in lista di attesa da due anni) che naturalmente mi è piaciuto molto. 

Ho programmato una rilettura quest’anno. È un libro che ti segna dentro. Tra i più belli mai letti. 

 

In questo periodo leggo poco, ma ieri sera ho finalmente terminato L’assassinio di Florence Nightingale Shore, un giallo interessante ambientato negli anni venti. Sarò di parte, adoro il Neri Pozza, ma è stata una lettura piacevole, sicuramente proseguirò con la serie di delitti Mitford. Tra le letture in corso, ho il saggio di Igor Sibaldi, Libro degli angeli (grazie per il suggerimento @M.T., è davvero particolare e trovo cose che si legano ad altre curiosità venute fuori da altre scoperte in questo periodo) e il romanzo di Stefano Massini Qualcosa sui Lehman (grazie @queffe, comincio a capire perché ti è piaciuto così tanto, ti aggiornerò a fine lettura). 

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2 ore fa, Emy ha scritto:

ho il saggio di Igor Sibaldi, Libro degli angeli

Una delle sue opere che più ho apprezzato insieme a Il libro delle epoche e il Mondo invisibile

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20 ore fa, Miss B. ha scritto:

Sto leggendo Il vento del Sud di Elmar Grin

L'ho visto nell'edizione Marcos y Marcos (garanzia di qualità) e volevo prenderlo senza conoscerlo. Grazie della segnalazione, @Miss B..

 

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18 ore fa, mercy ha scritto:

nonostante Gadda sia un affastellatore folle e usi la punteggiatura in modo criminale,

:asd::asd:

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1 ora fa, mercy ha scritto:

se uno è bravo è bravo.

E le regole può berle la mattina con il caffellatte.

(y)

Il problema nasce proprio quando uno non è bravo, ovverosia: per rompere gli schemi bisogna conoscerli ;)

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Letture estive:

L'uomo che guardava passare i treni di Simenon, che mi ha fatto passeggiare a braccetto con l'assassino piacevolmente (nella scrittura) e atrocemente (nell'itinerario).

Piove all'insù di Luca Rastello, piacevole sorpresa, che mi ha fatto tuffare nella Torino "di lotta" degli anni 70 e in un percorso di formazione ruggente e struggente.

La boutique del mistero di Buzzati, che mi ha fatto fluttuare negli empirei del surreale.

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Al momento sto leggendo Il Patto dei sette templari, di Guido Dieckmann. Purtroppo non mi sta piacendo granchè e la lettura va a rilento, quindi prima riuscirò a finirlo e prima inizierò, finalmente, la quadrilogia di Eragon. 

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18 ore fa, Ippolita2018 ha scritto:

<3

 

Vero @Ippolita2018? Oh, l'ho adorato, l'ho letto alle medie su richiesta della prof. di Italiano, penso per le vacanze di Natale. Alla fine ero così incredula che l'ho riletto, poi quando il libro si è rovinato l'ho ricomprato. Impossibile non averlo in casa.

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Io in questi giorni rileggo Roald Dahl, ho finito La fabbrica di cioccolata e quasi finito Le streghe. Matilde è sempre stato uno dei miei preferiti, a tutte le età. Mi sorprende sempre l'elasticità della lingua e delle immagini che è riuscito a creare, come l'estrema semplicità delle sue frasi. 

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Ho letto Cronache del Rum, di Hunter S. Thompson. Il romanzo non ha fatto altro che confermare il mio, ormai, amore viscerale per questo autore.

Ho letto La beffa del pallone e altri racconti, piccola raccolta di Edgar alla Poe. Poco da dire, è Poe.

Inizio completamente al buio riguardo al romanzo e l'autore Tra loro, di Richard Ford.

Modificato da Plata

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18 minuti fa, Cerusico ha scritto:

Negli autori nordici letti finora ho trovato una capacità di affabulazione indotta da una lingua libera, meno ingessata rispetto alla nostra letteratura, e a una strutturazione delle trame molto differente, a mio modo di vedere, rispetto agli standard più o meno universalmente accettati. Ci ritrovo poesia, un tocco malinconico e un'abilità tutta particolare di trattare con leggerezza argomenti profondi o delicatissimi.

Mi domando se questo sia frutto di una diversa impostazione mentale o se sia piuttosto Iperborea che seleziona con accuratezza gli autori da pubblicare. Concordo con te sul tuo giudizio sugli autori nordici, anch'io ho sempre trovato cose piacevoli in Iperborea, non sempre opere d'arte, ma sempre cose di una certa qualità (un po' come Keller editore).

Mi interessa soprattutto il tuo accenno a una lingua libera e meno ingessata. Intendi dire che sono aperti a un uso della lingua meno formale oppure che proprio le lingue nordiche favoriscono una maggiore libertà?

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Ho finito di leggere il romanzo di Sawyer che ho trovato interessante e allo stesso tempo molto noioso. Ora ho iniziato 'La Profezia della Curandera', un romanzo di Hernan Huarache Mamani. 

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25 minuti fa, Cerusico ha scritto:

Tuttavia, ho trovato una forma della frase molto, molto più libera, con incisi, coordinate plurime, frasi anche molto lunghe, a volte, con collegamenti non sempre del tutto immediati.

 

25 minuti fa, Cerusico ha scritto:

Considerato che, almeno secondo me, il risultato è molto buono e interessante anche nelle traduzioni italiane, penso che si potrebbe scrivere in quella maniera anche nella nostra lingua; per farlo, però, occorrerebbe uscire un po' dalle impostazioni rigide e - ammettiamolo - un po' burocratiche di cui ha sofferto e forse soffre ancora la nostra formazione.

In realtà l'italiano è una lingua che si presta molto alla strutturazione di frasi complesse, con multiple coordinate e subordinate. L'impostazione rigida è una cosa piuttosto recente che si accompagna alla fobia per aggettivi e avverbi e spesso la si riconduce alla prosa anglosassone, fatta di frasi brevi e semplici. Ma se frughiamo un po' nella arativa inglese possiamo scoprire abbastanza facilmente che non è vero nemmeno questo. Anche l'inglese si presta benissimo alla complessità delle frasi e vi sono scrittori che utilizzano a pieno tali potenzialità. Le frasi brevi, i periodi semplici e tutto il resto sono dettate da una moda temporanea, volta alla creazione di testi facilmente digeribili (e  commerciabili). In parte si tratta di una reazione giustificata contro un'eccessiva ampollosità di linguaggio utilizzata da certi scrittori del passato, ma molto è colpa di una voglia di sfornare prodotti facilmente vendibili.

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"Il mio sguardo indugia, scorrendo sul corpo di Nyx con un'empatia che non era mia intenzione provare. La tortura ha più strati, come la pelle, o i livelli dell'atmosfera che vanno da quelli dove si può respirare a quelli dove si esplode nello spazio. Al cuore della tortura c'è una brutalità che oltrepassa il dolore che viene inflitto. E ruba un'identità, un sé, un'anima. Il corpo dilaniato dal dolore è solo il simbolo di una lotta più profonda, che è incorporea. La lotta per essere. Che non consiste solo nel restare aggrappati alla coscienza, ma in una specie di radicale comprensione dei sentimenti altrui e nella percezione di esistere come un io in relazione con gli altri."

 

Il libro di Joan, Lidia Yuknavitch

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3 ore fa, Roberto Ballardini ha scritto:

 

Il libro di Joan, Lidia Yuknavitch

Io nel mio blog lo recensisco così: 

 

La scrittura è di qualità variabile, a tratti interessante, a tratti banale. Ogni tanto ci sono passi come questo del capitolo cinque:

Domrémy-la-Pucelle, Francia. Un paesaggio rurale, una ragazzina apparentemente come le altre.


Da bambina Joan andava nei boschi per giocare al suo gioco solitario preferito. Il genere di gioco praticato dai bambini che parlavano da soli, nascosti nella loro immaginazione. Ci sono moltitudini di bambini che vivono questo genere di vita, ai margini.

 

Se fosse un programma televisivo sarebbe una puntata di Blu notte di carlo Lucarelli, nella versione di Fabio de Luigi. Apparentemente sì.

Ma quello non è Mai dire Gol e non è un programma televisivo. È un libro complesso che stratifica molti livelli di significato, forse troppi per riuscire a reggerne il peso.

... 

:D

 

 

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"Marcovaldo". 

Di Calvino avevo letto soltanto alcuni dei libri meno facili, compresi i saggi di "Una pietra sopra" e "Le lezioni americane".

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@ivalibri Grazie a te. Non conosco Bataille. Rimedierò. :)

 

@libero_s Ciao Libero. 

1 ora fa, libero_s ha scritto:

Se fosse un programma televisivo sarebbe una puntata di Blu notte di carlo Lucarelli, nella versione di Fabio de Luigi. Apparentemente sì.

Non ci ho capito nulla, ma probabilmente è perché non guardo la televisione.

La prosa è un po' faticosa, ma molto viva, calda, bollente direi. Non l'ho trovata mai banale. C'è molto Vandermeer, certo, le descrizioni complesse e organiche, a tratti sfocate ma che lasciano sensazioni precise e indelebili. Ottimi spunti narrativi. A me è piaciuto moltissimo. :super: 

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4 minuti fa, Roberto Ballardini ha scritto:

Non ci ho capito nulla, ma probabilmente è perché non guardo la televisione.

Fabio De Luigi è un comico che prendeva in giro Carlo Lucccarelli e la sua trasmissione televisiva Blu notte. (

Ogni racconto iniziava con una descrizione come quella del libro della Yuknavitch.

 

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Sto leggendo Citrus, di Giovanni Mela ;).

Ben al di sopra delle aspettative, bello...a partire dalla grafica in copertina.

Spero abbia il successo che merita.

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