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Il 18/5/2019 alle 18:22, MicheleP ha detto:

Ho finito adesso di giudicare il decimo incipit e devo ammetere che è stato difficile, molto difficile.

La qualità degli testi che ho ricevuto era scadente e di conseguenza lo sono stati i miei voti:  3;4;5;4;6;4;5;4;4;4

Leggendo il forum, mi è venuto il dubbio di essere oltremodo severo. Ho riflettuto su questo e vorrei condividere il mio pensiero.

 

Fatto numero 1:  il mio metro di confronto è ciò che leggo e non ciò che scrivo. Dunque, siccome leggo circa 50-55 romanzi all'anno, tutti scritti da autori affermati, mi basta davvero poco per essere disturbato. Purtroppo, quasi tutti i testi che ho letto erano banali, infarciti di errori, con punteggiature approsimative e trame inconsistenti. Sono stato sfortunato? Puo essere, ma mi è impossibile immaginare 9 di quegli incipit su uno scaffale di Feltrinelli.

 

Fatto numero 2: la media non è tutto. Significa che tra i 10 incipit ho letto la forma grezza di un capolavoro, molto grezza.  Una storia drammatica, capace di afferare un lettore sin dalle prime battute, trascinadolo in un mare di emozioni e sensazioni. Tuttavia, non ho mai letto tanti errori ortografici, tutti insieme, quanti ne ho incrociati in quelle pagine. Un disastro totale al quale ho attribuito 1 uccidendo la media.

 

Fatto numero 3: ne sono certo, molti di coloro che partecipano a IoScrittore non hanno mai letto un romanzo. Allora mi domando: può un vegetariano essere giudice ad un concorso di carne alla griglia? 

 

Fatto numero 4:  i nostri metri di misura sono differenti. Significa che per me, se in 20 pagine impeccabili ci sono due  "o detto"  il voto in grammatica è 4 (se sono di buon umore). 

 

Boh, non so. Il ricevere  un giudizio mi intriga e mi interessa, e scriverne è stato un esercizio interessante, eppure, resto diffidente. 

 

Ciao!

Ciao, siccome partecipo a questo concorso da parecchi anni e ne ho viste di tutti i colori mi permetto di farti delle osservazioni. Sarò sincera, sperando di non offenderti. Se tra gli incipit speri di trovare un testo simile a uno pubblicato sei uno sprovveduto, primo, perché un testo pubblicato è passato sotto una sfilza di professionisti ed è stato quindi ripulito e migliorato a tutti i livelli (trama, refusi, scorrevolezza ecc.). Secondo, se per un refuso metti un quattro sei veramente ingiusto. Un conto è notare che l'autore ha serie difficoltà con la lingua italiana, un altro è tagliare le gambe al prossimo per qualche refuso. Ecco, io penso che giudicare il lavoro altrui sia quanto di più difficile si possa fare. In primis perché non siamo dei professionisti dell'editoria né scrittori professionisti, al massimo saremo buoni lettori, ma nulla di più e come tali dobbiamo e possiamo giudicare. Quello che ho appreso nella mia lunga esperienza con IoS è questo: 

1) Un testo si fa leggere? Cioè anche se proprio non ti piace sei riuscito comunque a leggerlo senza fare pause o senza doverti costringere? 

2) Provi delle emozioni? Sì, ok, hai odiato quel personaggio, ma hai "sentito" qualcosa?

3) Magari non ti è piaciuto ma vorresti tanto sapere cosa ha poi combinato quel tale personaggio o cosa significava quella frase sibillina?

Ecco, se la risposta a tutte queste domande è "sì" allora l'autore sa il fatto suo, conosce la tecnica, sa dove vuole andare a parare, è consapevole dell'effetto che farà sul lettore e sa anche come realizzare quell'effetto.

Tutto qui. Semplice.

Infine, per esperienza, ti dico che ho avuto fra le mani un testo finalista (vincitore assoluto) che non era formalmente perfetto (perfettibile sì!) ma era narrativamente potente. Aveva quel quid che io ho saputo riconoscere perché sono andata oltre certe barriere mentali. Ho letto il testo come il frutto di uno scrittore esordiente e non un professionista con anni di esperienza alle spalle. Te lo dico perché mi pare di intuire che con il tuo rigido metro di  giudizio potresti affossare testi narrativamente validi anche se non perfetti.

Quindi occhio!

P.S.

Per la cronaca ho avuto tra le mani anche l'opera di uno scrittore che aveva pubblicato da anni con E/O e il suo testo era pieno di imperfezioni tanto che non ho creduto si trattasse di lui finché lui stesso non me lo ha confermato. Quindi occhio e 2!

;)

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Il 21/5/2019 alle 11:41, SeeEmilyPlay ha detto:

@jacopa Del Gado qui su WD ho incontrato persone davvero in gamba, quindi mi sento di escludere di poter avere l'incipit di qualcuno di voi, visto il livello dei miei incipit.

Credo sia inutile, ma provo a darti  qualche indizio. Ho tre MTS: uccello che vola, mata hari, morta che parla.

Uccelo che vola mi ha fatto molto ridere. :lol:

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Il 18/5/2019 alle 23:46, Beppecoraggio ha detto:

Siccome mi sono appena ritirato dal torneo, a questo punto posso rivelare il titolo del thriller con cui partecipavo: "Dio non c'è laggiù".

Se qualcuno di voi l'avesse letto e valutato (chiaramente a breve scomparirà), mi farebbe piacere conoscere i vostri giudizi, se avete tempo e voglia. 

 

In bocca al lupo, ragazzi!

 

Perché? :(

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Ragazzi, aiuto. Mi sono appena accorto di aver fatto un errore stupidissimo nel testo dell'incipit: il titolo. 
Il nome del mio romanzo è un (singolo) termine inglese (inglese per il semplice fatto che non esiste un vero equivalente in italiano), e per questo motivo tanto tempo decisi di aggiungere almeno un "sottotitolo" in italiano. Come capita spesso, però, poco prima che iniziasse la valutazione degli incipit ho cambiato idea sul sottotitolo. Credevo di averlo cambiato sia nei dati sul romanzo che nella copertina del testo dell'incipit, ma oggi ho riscaricato il file rtf dall'Area Utente e... c'è il sottotitolo vecchio. Quindi nel testo il titolo risulta diverso da come appare nel database di IoScrittore. 
Credete sarò svantaggiato per questo? :(

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Il 23/5/2019 alle 09:17, e-allora-avanti ha detto:

Cioè se il voto è basso è colpa sua, se è alto merito tuo

 

Esatto. Visto che ci prendiamo la responsabilità di valutare gli altri dovremmo essere in grado di valutare noi stessi.

So benissimo di non valere un'insufficienza. Quindi se il giudizio che leggo è insufficiente dubito delle qualità del valutatore.

Dalla sufficienza in su il voto è funzione tanto della bontà dell'incipit quanto della personalità del valutatore. Impossibile separare i due contributi, spero almeno in un giudizio concorde. Se più o meno tutte le valutazioni balleranno attorno alla sufficienza concluderò che la storia è debole; se invece si divideranno tra voti medi e voti alti... boh, non saprò cosa pensare.

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1 ora fa, NicoLeo ha detto:

Ragazzi, aiuto. Mi sono appena accorto di aver fatto un errore stupidissimo nel testo dell'incipit: il titolo. 
Il nome del mio romanzo è un (singolo) termine inglese (inglese per il semplice fatto che non esiste un vero equivalente in italiano), e per questo motivo tanto tempo decisi di aggiungere almeno un "sottotitolo" in italiano. Come capita spesso, però, poco prima che iniziasse la valutazione degli incipit ho cambiato idea sul sottotitolo. Credevo di averlo cambiato sia nei dati sul romanzo che nella copertina del testo dell'incipit, ma oggi ho riscaricato il file rtf dall'Area Utente e... c'è il sottotitolo vecchio. Quindi nel testo il titolo risulta diverso da come appare nel database di IoScrittore. 
Credete sarò svantaggiato per questo? :(

Guarda, a me sono capitati perfino incipit manchevoli dello pseudonimo in copertina! Credo che se si possa comunque risalire a te, Ios non ti squalifichera'. Hanno detto di non far caso nemmeno al rispetto delle regole formali come la doppia interlinea eccetera. Buona fortuna.

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Ospite e-allora-avanti
12 minuti fa, theco ha detto:

 

Esatto. Visto che ci prendiamo la responsabilità di valutare gli altri dovremmo essere in grado di valutare noi stessi.

So benissimo di non valere un'insufficienza. Quindi se il giudizio che leggo è insufficiente dubito delle qualità del valutatore.

Dalla sufficienza in su il voto è funzione tanto della bontà dell'incipit quanto della personalità del valutatore. Impossibile separare i due contributi, spero almeno in un giudizio concorde. Se più o meno tutte le valutazioni balleranno attorno alla sufficienza concluderò che la storia è debole; se invece si divideranno tra voti medi e voti alti... boh, non saprò cosa pensare.

Complimenti per la sicurezza.

Faccio presente che la Woolf pensava di Joyce (dopo averlo letto) che fosse solo uno sbarbatello che si grattava i foruncoli e chiudo.

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Dato per assodato che, per un editore, la prima qualità di un romanzo è la sua commerciabilità (che sia di genere o di 'livello' poco importa) è logico attendersi che il sistema IoS, essendo figlio di un editore, serva proprio a valutare in anticipo questa caratteristica.

La commerciabilità la decide il mercato, cioè i lettori e nel caso di Ios i lettori sono, se non ho capito male le cifre, quasi tremila.

Un campione molto più significativo, per esempio, dei 50 lettori del Calvino (per lo meno noti) o degli x invisibili e ignoti lettori del DeA.

Sarebbe logico attendere che i risultati di IoS, anche se magari non ci premiano personalmente, siano statisticamente più attendibili.

L'unico dubbio che mi resta riguarda la tipologia dei lettori, dato che qui sono tutti aspiranti scrittori.

Conosco molti lettori, dotati di grande esperienza e di una sensibilità incedibile, che non si sognerebbero mai di scrivere una riga, proprio perché noterebbero subito la loro inadeguatezza rispetto al livello di prim'ordine che amano leggere.

Purtroppo chi scrive, io per primo naturalmente, spesso non è più in grado di cogliere questa differenza: in IoS siamo tutti scrittori, ma siamo ancora valutatori attendibili?

Forse è questa la debolezza del metodo.

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Una domanda per chi ha già partecipato:
Le valutazioni ci arrivano subito dopo la data di scadenza? Oppure vengono rilasciate in contemporanea con la proclamazione dei 300 finalisti?

 

Io vorrei ritirare la mia opera prima della proclamazione perché forse dovrò firmare un contratto, ma dopo aver valutato tutti gli incipit con tanta cura mi dispiacerebbe non ricevere le valutazioni e non farle pervenire agli autori.

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2 minuti fa, e-allora-avanti ha detto:

Complimenti per la sicurezza.

Faccio presente che la Woolf pensava di Joyce (dopo averlo letto) che fosse solo uno sbarbatello che si grattava i foruncoli e chiudo.

Elio Vittorini ha bocciato Tomasi di Lampedusa, Cesare Pavese lo ha fatto con Primo Levi e Italo Calvino con Silvio D'arzo... e ce ne sono molti altri.

Se vuoi dirmi che gli scrittori affermati possono sbagliare le valutazioni sfondi una porta aperta.

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19 ore fa, Isadora ha detto:

Uccelo che vola mi ha fatto molto ridere. :lol:

Aspetta, che io non solo ti faccio ridere, ma proprio "accappottare" di brutto. Ho un incipit che definirei "erotico"! Gli indizi giusti potrebbero essere questi:

Ex signora noiosa... (e già dai presupposti, si capisce dove andremo a parare...)

Fungaccio peloso... (purtroppo!)

Blackendecker della Ciociaria (riferito, a quanto ho capito, alle speciali capacità trapanatorie di uno dei personaggi. Fortunatamente, limitate alla Ciociaria!)

Non oso immaginarmi il resto...

Dimmi, sei rimasta viva?

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11 minuti fa, Xal ha detto:

Una domanda per chi ha già partecipato:
Le valutazioni ci arrivano subito dopo la data di scadenza? Oppure vengono rilasciate in contemporanea con la proclamazione dei 300 finalisti?

 

Io vorrei ritirare la mia opera prima della proclamazione perché forse dovrò firmare un contratto, ma dopo aver valutato tutti gli incipit con tanta cura mi dispiacerebbe non ricevere le valutazioni e non farle pervenire agli autori.

Ti conviene aspettare le valutazioni degli altri. Dovrebbero arrivare prima della proclamazione dei trecento, o comunque contestualmente. Così saprai cosa pensano del tuo testo. Comunque, credo che l'opera la puoi ritirare in qualsiasi momento, anche se sei fra i trecento.

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Ospite e-allora-avanti
15 minuti fa, theco ha detto:

Elio Vittorini ha bocciato Tomasi di Lampedusa, Cesare Pavese lo ha fatto con Primo Levi e Italo Calvino con Silvio D'arzo... e ce ne sono molti altri.

Se vuoi dirmi che gli scrittori affermati possono sbagliare le valutazioni sfondi una porta aperta.

E se si sbagliano loro, noi comuni mortali...? 😂

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2 ore fa, NicoLeo ha detto:

Credete sarò svantaggiato per questo?

Ciao, non credo. Se è per attenersi al regolamento, sono del parere che si possano fare modifiche nel testo completo una volta superata la prima fase.

18 minuti fa, Xal ha detto:

Le valutazioni ci arrivano subito dopo la data di scadenza? Oppure vengono rilasciate in contemporanea con la proclamazione dei 300 finalisti?

Se mi ricordo bene, arrivano dopo la proclamazione dei trecento. In edizioni passate anche un paio di giorni dopo.

Mi auguro di esservi stato utile.

Alla prossima.

 

Edison 

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19 ore fa, Isadora ha detto:

Perché? :(

 

Il contratto che ho firmato con la grande CE ha alcuni vincoli, e per rispettarli, devo ritirarmi dal concorso!!! Vabbè...

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1 ora fa, theco ha detto:

 

Esatto. Visto che ci prendiamo la responsabilità di valutare gli altri dovremmo essere in grado di valutare noi stessi.

So benissimo di non valere un'insufficienza. Quindi se il giudizio che leggo è insufficiente dubito delle qualità del valutatore.

Dalla sufficienza in su il voto è funzione tanto della bontà dell'incipit quanto della personalità del valutatore. Impossibile separare i due contributi, spero almeno in un giudizio concorde. Se più o meno tutte le valutazioni balleranno attorno alla sufficienza concluderò che la storia è debole; se invece si divideranno tra voti medi e voti alti... boh, non saprò cosa pensare.

Si la penso anch’io in questo modo. Sicuramente non merito dei voti bassi, il testo è passato da una editor brava e sono stata mollata per sfortuna dalla mia agenzia all’ultimo, ma il testo è valido e di questo ne sono certa. Purtroppo però la storia non decolla nell’incipit e sono stata costretta a metterla in un genere non adatto perché è un mix e non potevo collocarla da nessuna parte, non mi stupirei di ricevere molti 6 e 7. Quindi probabilmente non passerò. Se mi ritrovassi con dei voti molto bassi, esattamente come te, reputerei i lettori incompetenti. Apprezzo la tua sincerità.

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Anche io, purtroppo, non sono convintissimo del mio incipit, nel senso che sono convinto la parte davvero coinvolgente venga dopo. E purtroppo, per una questione di capitoli, non ho neanche sfruttato al massimo il numero di caratteri disponibile... Mi sto un po' mangiando le mani per questo. Ma spero davvero che le valutazioni siano comunque buone. 

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È un problema rilevante perché per avere voti molto alti un incipit deve coinvolgere il lettore, e credo nel mio caso sia impossibile. Ci sono colpi di scena pazzeschi, è uno di quei romanzi dove non sai la verità fino a quando non arrivi in fondo, ma  quelle poche pagine sono solo introduttive del contesto, sarò penalizzata per forza.

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10 minuti fa, Amy ha detto:

È un problema rilevante perché per avere voti molto alti un incipit deve coinvolgere il lettore, e credo nel mio caso sia impossibile. Ci sono colpi di scena pazzeschi, è uno di quei romanzi dove non sai la verità fino a quando non arrivi in fondo, ma  quelle poche pagine sono solo introduttive del contesto, sarò penalizzata per forza.

Con questa formula è inevitabile.

Il mio incipit era un mts, che sta per mistery, thriller, suspense. .. potrò mai in questi genere scoprire le carte nelle prime 20 pagine? :sherlock:

Anzi è giocato proprio su un inversione di percezione nel finale... sorpresa!

 

Resta la sinossi, cimitero di ogni buona storia. Dall'incipit si possono valutare solo due cose: la correttezza sintattica e la capacità di invogliare la lettura del seguirò.  Il resto che chiede il concorso: originalità,  trama e personaggi sono una pia illusione da valutare. 

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46 minuti fa, Amy ha detto:

È un problema rilevante perché per avere voti molto alti un incipit deve coinvolgere il lettore, e credo nel mio caso sia impossibile. Ci sono colpi di scena pazzeschi, è uno di quei romanzi dove non sai la verità fino a quando non arrivi in fondo, ma  quelle poche pagine sono solo introduttive del contesto, sarò penalizzata per forza.

 

E' lecito mettere come incipit il primo capitolo invece del prologo, per capirci? ;) 

 

PS Il mio incipit per fortuna azzanna il lettore al collo :) 

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Buon pomeriggio,

 anch'io partecipo al concorso IoScrittore e devo dire che mi sto divertendo in quanto lo prendo per quello che è: un gioco. Tra l'altro sono convinto che codesti concorsi siano organizzati solamente allo scopo di generare interesse intorno alle case editrici che li promuovono (basti pensare a Dea Planeta che, evidentemente, non aveva nessuna intenzione di fare scouting).

In generale, penso che giudicare l'opera di uno scrittore dall'incipit sia un'attività alquanto oziosa: sfido chiunque a leggersi le prime 20 pagine dell'Ulisse di Joyce e dedurne di trovarsi al cospetto di uno dei romanzi fondamentali della letteratura mondiale. E' pur vero che gli editor nostrani valutano i manoscritti che giungono in redazione dalle prime 20 pagine -e dal curriculum (gulp!)- per cui bisogna adattarsi darwinianamente all'ambiente; si cerchi in rete l'intervista all'ineffabile Alice Di Stefano dove viene spiegato questo sofisticato procedimento.

D'altronde, sono a tutti noti gli immortali capolavori pubblicati da Fazi (uno fra tutti: "Melissa P").

Detto ciò, mi frulla in testa un pensierino malizioso: com'è che i grandi scrittori del nostro tempo (David Foster Wallace, Thomas Pynchon, Donna Tartt, James Ellroy, etc.) nascono sempre all'estero (specie negli USA), mentre le italiche punte di diamante sono Veronesi, Baricco, Baresani & co.?

Sarà colpa della televisione, di Internet, della Nutella? O magari il livello culturale e la preparazione professionale dei direttori editoriali, degli editor e degli agenti è piuttosto scadente?

Buon concorso à tout le monde.

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2 ore fa, Beppecoraggio ha detto:

 

Il contratto che ho firmato con la grande CE ha alcuni vincoli, e per rispettarli, devo ritirarmi dal concorso!!! Vabbè...

Questa è un'ottima ragione per ritirarsi allora! :yahoo:

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@Alex Corey devo dire che non sono d'accordo con quasi niente di ciò che hai scritto, ma non tutti i gusti possono essere alla menta...

Mi permetto di dissentire solo riguardo all'Ulisse di Joyce, capisco che non possa fare lo stesso effetto a tutti, ma è ovvio che l'incipit di Ulisse è geniale, forse il migliore che sia mai stato scritto, ogni volta che lo rileggo mi commuovo e provo invidia per non averlo scritto io. Per il resto pensala pure come vuoi. E tanti auguri per il concorso.

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2 ore fa, Lucio Siciliano ha detto:

Aspetta, che io non solo ti faccio ridere, ma proprio "accappottare" di brutto. Ho un incipit che definirei "erotico"! Gli indizi giusti potrebbero essere questi:

Ex signora noiosa... (e già dai presupposti, si capisce dove andremo a parare...)

Fungaccio peloso... (purtroppo!)

Blackendecker della Ciociaria (riferito, a quanto ho capito, alle speciali capacità trapanatorie di uno dei personaggi. Fortunatamente, limitate alla Ciociaria!)

Non oso immaginarmi il resto...

Dimmi, sei rimasta viva?

:huh:

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@Alex Corey al DeA ci avrei partecipato volentieri, ma non avevo il minimo di battute richieste. Oltretutto sono già una loro autrice quindi sarei stata avvantaggiata. Non condivido in pieno quello che scrivi, ci sono scrittori bravissimi anche in Italia. Il problema, almeno dal mio punto di vista, è un altro: se il tuo stile non è fortemente italianizzato sei penalizzato. 

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È cambiato il tipo di approccio alla lettura e bisogna per forza adeguarsi per conquistare il lettore subito. Un libro che non riesce a ottenere almeno un po' del nostro interesse nelle prime 20 pagine, purtroppo non ha nessuna speranza e gli scrittori dovrebbero adeguarsi di conseguenza. Quindi, penso che lunghe descrizioni meteorologiche o paesaggistiche andrebbero sostituite con un incipit in medias res e di più forte impatto, viste anche le differenti tecnologie di qui disponiamo adesso e ci portano a usufruire dei prodotti in modo diverso da come era prima. 

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Ovviamente non mi riferivo a questo tipo di incipit dove ci si dilunga in descrizioni fisiche o del paesaggio. Ci sono storie che iniziano dalla fine, a un istante dalla morte, oppure che iniziano con umorismo, ma c’è ne sono altrettante che per struttura della storia devono partire lentamente, e quindi possono far credere che quello sia il ritmo dell’intero romanzo, quando invece è una necessità per rendere le situazioni successive più credibili.

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