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Feleset

Come vi regolate con gli "spiegoni"?

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uno dei miei traumi scolastici riguarda l'aver dovuto leggere le millemila pagine che Manzoni impiega per descrivere lo spillone con cui Agnese fermava i capelli.

E' stato uno dei motivi per i quali avevo abbandonato la lettura dei Promessi Sposi... :asd:

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Io continuo a ritenermi fortunato che (causa dimenticanza della mia prof, ma avremmo comunque trovato il modo di evitarlo) non ci abbiano mai costretto a leggere "I promessi sposi" alle superiori. Sia come trama che come personaggi (in fondo, tutti noi conosciamo gli elementi a memoria...) mi ha sempre ispirato astio.

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Io continuo a ritenermi fortunato che (causa dimenticanza della mia prof, ma avremmo comunque trovato il modo di evitarlo) non ci abbiano mai costretto a leggere "I promessi sposi" alle superiori.

:sss: Com'è stato possibile?

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Molto semplicemente, la prof se ne è bellamente dimenticata. Ci aveva ordinato di leggerlo. "Prossimamente farò una verifica".

Ovviamente nessuno aveva intenzione di leggerlo e nessuno lo fece. Avremmo anche trovato il modo di passare la verifica, ma grazie al cielo non tornò mai più sull'argomento, anche se a volte, nei mesi e negli anni successivi, fece più volte accenni come "dovrò farvi leggere I Promessi Sposi" o "I Promessi Sposi, che voi avete letto..."

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Ospite Prisca
Io continuo a ritenermi fortunato che non ci abbiano mai costretto a leggere "I promessi sposi"

Contento tu. ._.

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Assolutamente. La storia non mi attira per niente, quei pochi frammenti che ho letto non li ho graditi, e a parte un paio i personaggi sono estremamente diametrali: o positivi o negativi. Mi fermo qui, dovrebbe bastare. Non è la sede giusta per parlarne.

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Anch'io l'ho "evitato" alle superiori, pur dovendo comunque studiare trama, composizione, personaggi, ecc..

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Invece a me irrita l'astio per i Promessi Sposi, non perché li adori, ma perché la trovo una forma di anticonformismo talmente radicata da essere diventata una moda.

Un libro non ha mai ucciso nessuno, su.

Detto ciò, nessuno nella narrativa di genere contemporanea credo che si sognerebbe mai di inserire interi capitoli di spiegoni, quindi direi che il problema non si pone. Il punto è se è giusto evitare (e come evitare) di inserirne alcuni quando sembrerebbero necessari.

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Beh, non è proprio vero. In "Le particelle elementari" Houellebecq spende non so più quante pagine per raccontare la storia familiare dei protagonisti, a partire da tre o quattro generazioni prima.

E se non è uno spiegone questo allora non ho ancora capito cosa sia uno spiegone.

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Io ho dovuto studiarlo alle elementari (andavo dalle suore) alle medie (la prof era amica delle suore) e al liceo.

Pensate quanto mi piacciono I promessi sposi.

Eppure quando leggo i saggi di Eco o di Fruttero e Lucentini mi torna quasi (QUASI) voglia di riprenderlo, almeno di rileggere i passi citati.

Ma stiamo andando OT, eh.

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Sinceramente non ho nulla contro I Promessi Sposi, l'avevo iniziato a leggere per conto mio (senza l'imposizione della prof), ma in certi passaggi gli "spiegoni" mi avevano fatto un po' perdere l'entusiasmo... Per il resto nulla da ridire;)

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Ospite Linda Rando

uno dei miei traumi scolastici riguarda l'aver dovuto leggere le millemila pagine che Manzoni impiega per descrivere lo spillone con cui Agnese fermava i capelli. Odio gli "spiegoni". Spesse volte ci casco pure io scrivendo, ma poi, per fortuna, nelle riletture riesco a sfoltire parecchio.

Anche se poi credo che dipendano molto dal proprio stile narrativo, io per esempio utilizzando molto l'io narrante, sono costretto a "spiegare" di più rispetto a quelle poche volte che invece utilizzo l'io narrato.

Ehm, Manzoni scriveva nell'800, non so se mi spiego.

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Beh, non è proprio vero. In "Le particelle elementari" Houellebecq spende non so più quante pagine per raccontare la storia familiare dei protagonisti, a partire da tre o quattro generazioni prima.

E se non è uno spiegone questo allora non ho ancora capito cosa sia uno spiegone.

Beh, ci sono sempre le eccezioni. :)

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Sinceramente non ho nulla contro I Promessi Sposi, l'avevo iniziato a leggere per conto mio (senza l'imposizione della prof), ma in certi passaggi gli "spiegoni" mi avevano fatto un po' perdere l'entusiasmo... Per il resto nulla da ridire;)

Sì, lo immagino, infatti a noi la prof aveva fatto saltare i capitoli che parlavano solo di storia. Quello che voglio dire, però, è che non è che "I Promessi Sposi" siano anomali rispetto ai romanzi dell'epoca. Se si legge "Notre Dame de Paris" si nota lo stesso "problema", eppure non l'ha scritto né Manzoni né un italiano. La differenza è che mentre "I Promessi Sposi" vengono imposti in un'età in cui si è poco propensi a dare retta agli adulti, Hugo non se lo fila nessun professore di italiano.

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Ehm, Manzoni scriveva nell'800, non so se mi spiego.

si ma infatti il mio era solo un esempio di abuso di spiegazione. Poi che Manzoni vada criticato per altro, tipo il suo essere reazionario quando la letteratura stava prendendo strade ben diverse, e non per il suo romanzo, ci sta. Anche se a ben vedere Fedoro non avrebbe perso tempo a scrivere dieci pagine per uno spillone, ma vabbé lui era avanti almeno di un paio di secoli. E forse è questo che differenzia i grandi scrittori dai geni!

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Bah, io ho riletto i Promessi Sposi di recente per uno dei concorsi qui al WD, e devo dire che non ho trovato nessuno dei difetti normalmente attribuiti ai Promessi Sposi, anzi. Certo Verga scriveva meglio, ma ho il sospetto che se fossimo all'epoca verrebbe bollato di essere un bieco commerciale (come in effetti era del resto). In soldoni, i libri bisogna leggerli prima di giudicarli, o ammettere di non averli letti, e leggerli soprattutto senza paraocchi.

Per riprendere l'argomento per i capelli, Manzoni almeno aveva il buon gusto di avvertire il lettore che se non gli interessava lo spiegone poteva saltare il capitolo seguente, cosa che fa anche Eco ne Il nome della Rosa. A volte invece ci si ritrova nel bel mezzo di uno spiegone inutile senza neanche preavviso e uno passa i successivi cinque minuti a chiedersi: «Ma a che mi serve sapere la storia della sua vita fino alla diciassettesima generazione?»

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Non posso non pensareai Miserabili di Hugo. A un cero puntoHugo fa incontrare due personaggi che si sono conosciuti molti anni prima alla fine della battaglia di Waterloo. Prima di arrivare a dirlo parte con un'accuratissima (e notissima) descrizione della battaglia. Nell'edizione che avevo io erano ottanta pagine (ottanta!). Praticamente un piccolo romanzo a se, la cui unica funzione narrativa, e il nesso col resto della storia, è dire che i due si erano già brevemente incontrati.

Di fronte a Victor Hugo Manzoni era un dilettante.

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Chi odia i Promessi Sposi, dovrebbe leggere almeno il saggio di Eco su Sei passeggiate nei boschi d'autore (che oltretutto dovrebbe esser letto da chiunque voglia scrivere seriamente...)

Modificato da Vale

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Non posso non pensareai Miserabili di Hugo. A un cero puntoHugo fa incontrare due personaggi che si sono conosciuti molti anni prima alla fine della battaglia di Waterloo. Prima di arrivare a dirlo parte con un'accuratissima (e notissima) descrizione della battaglia. Nell'edizione che avevo io erano ottanta pagine (ottanta!). Praticamente un piccolo romanzo a se, la cui unica funzione narrativa, e il nesso col resto della storia, è dire che i due si erano già brevemente incontrati.

Di fronte a Victor Hugo Manzoni era un dilettante.

La differenza è che mentre "I Promessi Sposi" vengono imposti in un'età in cui si è poco propensi a dare retta agli adulti, Hugo non se lo fila nessun professore di italiano.

Mi quoto da sola. :D

E quoto swetty quando dice che prima di giudicare i romanzi bisognerebbe leggerli, allargando il discorso: prima di giudicare un romanzo è bene anche conoscere l'epoca o il genere in cui è collocato. Ho visto gli stessi ragazzini che insultavano "I Promessi Sposi" elogiare "Eragon".

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]La differenza è che mentre "I Promessi Sposi" vengono imposti in un'età in cui si è poco propensi a dare retta agli adulti, Hugo non se lo fila nessun professore di italiano.

Per forza, è francese. Ma pensa ai ragazzini francesi: loro non la scampano.

Aggiungo doverosamente che "I Miserabili" è un grandissimo romanzo. Però l'ottocento è l'ottocento. Perdonate la tautologia ma ci siamo capiti.

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Ehm, faccio outing, non ho letto i Promessi sposi. Mi pare che l'avessimo studiato per un anno intero, era praticamente una materia a se stante e anche il mio libro preferito sarebbe diventato un'angoscia. Leggevo i riassunti di qualche compagna, quando andava bene. (Ma a favore di Manzoni posso dire che studiavo ben poco. Non era lui, ero io :asd: ).

Infatti prima o poi vorrei leggerlo.

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Però l'ottocento è l'ottocento. Perdonate la tautologia ma ci siamo capiti.

Diciamo che i romanzi d'appendice pagati a righe sono i romanzi di appendice pagati a righe, l'ottocento non è proprio tutto uguale a sé stesso. :asd:

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Do il mio contributo all'OT confessandovi che io, i Promessi sposi, l'ho letto, se non con sommo piacere, perlomeno con contenuta soddisfazione, prima ancora che me lo propinassero a scuola. E la descrizione di Manzoni della forza distruttrice degli effetti della peste e dell'onda di disperazione, annichilimento e terrore che si porta dietro è straordinaria.

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Provo a far rientrare il discorso. Ma nella categoria "spiegoni" voi includete anche tutto l'infodump? Forse si tratta sempre di distinguere i piani descrittivi e la loro profondità, come diceva sweety mi pare sul Tondo Doni, armonicamente con capacità compositiva. Personalmente nella trivialità dei romanzi fantasy e affini elevo a grande regina la Rowling, che in quanto a efficacia popular resta imbattuta. Grandissimo show don't tell, spiegazioni suddive nei dialoghi e pillole di spiegazioni attraverso le reazioni dei personaggi. Per me, oggi si scrive così. Mi consigliate altri autori contemporanei che se la cavano bene con il genere e gli spiegoni? Esclusi Martin e Troisi succitati :testamuro:

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