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Elanor

Documentazione da fantascienza

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Ultimamente, grazie a un telefilm di cui non dirò il nome (tanto, non credo sia difficile scoprirlo... :P), ho scoperto, anche se poco, il mondo della fantascienza; e devo dire che mi piace!

Ma so a che cosa sto andando incontro: a mio dire, la fantascienza, come il romanzo storico, è uno dei generi più difficili perché ha bisogno di un'attenta documentazione. Io non rimango fedele a un unico genere, però ho bisogno di solide basi, prima di buttarmi, perciò... mi consigliate qualcosa con cui partire a documentarmi? Qualche libro sul genere e altre cose scientifiche, nozioni che bisogna conoscere a tutti i costi?

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Eh, Ela, il campo è talmente vasto che non ho idea di dove cominciare... puoi cercare di stabilire una serie di argomenti di cui tratterai nei tuoi racconti (o nel tuo romanzo) e scriverceli qui.

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Temo che una definizione precisa ed esaustiva di fantascienza non esista. Concordo con Vale, devi essere tu a definire il campo in cui muoverti, poi ti potranno essere forniti dei consigli su cosa leggere.

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Eh, Ela, il campo è talmente vasto che non ho idea di dove cominciare... puoi cercare di stabilire una serie di argomenti di cui tratterai nei tuoi racconti (o nel tuo romanzo) e scriverceli qui.

concordo in pieno, soprattutto parlando di documentazione scientifica c'è davvero troppa roba, si passa per l'informatica, la fisica, la biologia e praticamente ogni scienza

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puoi parlare di fantascienza anche senza andare troppo nel tecnico, comunque... se leggi raccolta di autori "classici" noterai che anche quelli che spesso si davano a "tecnicismi" hanno scritto anche tanti racconti che non hanno bisogno di praticamente alcuna documentazione specifica. L'importante è saper orientarsi nel genere, secondo me, poi se non si ha un gran bagaglio scientifico sulle spalle si può anche dribblare il problema.

Io ti consiglierei di darti alla lettura di raccontini sci-fi, ce ne sono a bizzeffe, per conoscere meglio il genere, e nel frattempo quando vuoi scriverne uno tu di fare semplicemente attenzione a non scadere nell'assurdo o nel ridicolo. Per fare un esempio stupido, se scegli di inserire un mutante nella tua storia e ci tieni proprio a spiegare com'è avvenuta questa mutazione informati un po' su genetica&co prima di scrivere cose che oggi suonerebbero troppo ingenue o palesemente false.

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Idee precise ancora non ne ho, mi dispiace, mi sono bloccata proprio perché non volevo far correre troppo l'immaginazione e poi dovermi bloccare a "studiare"... Certo, so già che molto probabilmente ci sarà una fusione con il fantasy (dopotutto, a ben pensarci, se si finisce in un altro pianeta quanta differenza c'è tra questi generi?). Credo che per il momento proverò a leggere qualche racconto, tanto per farmi un'idea più precisa...

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Per abitare su un altro pianeta ci sono prima tutta una serie di domande.

È un pianeta roccioso? Quanto È grande? com'È composta l'atmosfera? Azoto, ossigeno, CO2? C'È acqua allo stato liquido? Com'È la temperatura media? Il suo sole com'È, a che classe appartiene, che età ha?

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Per abitare su un altro pianeta ci sono prima tutta una serie di domande.

È un pianeta roccioso? Quanto È grande? com'È composta l'atmosfera? Azoto, ossigeno, CO2? C'È acqua allo stato liquido? Com'È la temperatura media? Il suo sole com'È, a che classe appartiene, che età ha?

Ma io mi diverto a lavorare su queste cose! :cookie: E poi creare delle creature nuove nuove...

:sss: ma non È che sto divagando troppo, vero?

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Beh, in tal caso potresti leggere un manuale di astronomia, qualcosa di biologia...

Tutte materie che non ho mai studiato; potrebbero essermi utili anche per qualche test all'università... :)

Potrei iniziare dall'astronomia, mi ispira maggiormente... :)

E intanto comincio con le domande (buttatemi pure su siti, che altrimenti vi stresso troppo!): quali sono le differenti professioni "a livello tecnico-costruttore" alla Nasa? E qualcuno sa più o meno a che età si comincia a lavorare (sempre alla Nasa) alla progettazione e costruzione di missili/navicelle/& co?

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Non so rispondere a queste domande. Io quando uscii dal liceo mi iscrissi a ingegneria aerospaziale (volevo costruire l'enterprise), ai tempi ingegneria si suddivideva già nelle sue varie brache, ma la roba "figa" veniva al terzo anno. Il biennio era uguale per tutti, anche se noi di aerospaziale avevamo libri grossi il doppio degli altri.

Io ho mollato dopo aver passato un anno a cazzeggiare tra mensa e bar in facoltà, e aver deciso che piuttosto che costruire un'astronave mi divertivo di più a descrivere le vicende di chi l'avrebbe guidata.

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Non so rispondere a queste domande. Io quando uscii dal liceo mi iscrissi a ingegneria aerospaziale (volevo costruire l'enterprise), ai tempi ingegneria si suddivideva già nelle sue varie brache, ma la roba "figa" veniva al terzo anno. Il biennio era uguale per tutti, anche se noi di aerospaziale avevamo libri grossi il doppio degli altri.

Io ho mollato dopo aver passato un anno a cazzeggiare tra mensa e bar in facoltà, e aver deciso che piuttosto che costruire un'astronave mi divertivo di più a descrivere le vicende di chi l'avrebbe guidata.

Sul serio volevi costruire astronavi? Io aerei... :)

Chiudendo l'OT, credo che mi informerò (vorrei buttarci dentro la Nasa e chi ci lavora, quindi devo stare attenta a questo), anche se non so nemmeno da dove partire per informazioni del genere... :asd:

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Se ti interessa la vita alla NASA, prova Se il sole muore di Oriana Fallaci. E anche Bradbury.

Non ti aspettare che la carriera ingegneristica sia qualcosa di predefinito. In realtà comunque fino ai 50 è difficile che si progetti qualcosa, forse piccole parti. Ma non è che c'è uno che progetta e gli altri che fanno, sono progetti complessi, con centinaia di persone che ci lavorano, ognuna delle quali porta avanti un piccolo pezzetto. Ma anche così è una visione semplicistica, perché poi ci sono le componenti esterne, i consulenti, appalti e subappalti, ecc. ecc.

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Io ti consiglierei per prima cosa di leggere quanta più narrativa possibile di questo genere. Non tralasciare i must (tipo Asimov), ma allo stesso tempo cerca anche qualcosa di meno famoso. Alla fine scoprirai da sola quale sottogenere o quali tematiche ti interessano di più.

La documentazione è importante, ma prima di tutto servono autori da cui prendere spunti. :)

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Ospite Lem Mac Lem

Idee precise ancora non ne ho, mi dispiace, mi sono bloccata proprio perché non volevo far correre troppo l'immaginazione e poi dovermi bloccare a "studiare"... Certo, so già che molto probabilmente ci sarà una fusione con il fantasy (dopotutto, a ben pensarci, se si finisce in un altro pianeta quanta differenza c'è tra questi generi?)

*affila la scure*

*impone alla sua personalità integralista di calmarsi*

*interviene quella più o meno ragionevole*

La differenza è che se spieghi in maniera (fanta)scientifica gli avvenimenti del pianeta, scrivi fantascienza, se al contrario rigetti il tecnicismo in favore del misticismo, scrivi fantasy. Se spieghi scientificamente una cosa, non può essere fantasy, se una cosa non ha una spiegazione scientifica ma magica, è fantasy e non può essere fantascienza.

*torna la personalità armata di scure*

Che poi, mica penserai di poter scrivere fantasy senza documentarti, VERO?

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Scrivere fantascienza è un'occasione molto stimolante per ragionare sui problemi della società attuale, non è sempre necessario sfoderare mirabolanti scoperte tecnologiche o conoscenze scientifiche da docente universitario. Io, da cialtrona qual sono, ho scritto molti racconti di fantascienza liberando prima di tutto la fantasia e solo dopo accanendomi ad approfondire la parte relativa alla documentazione.

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*porge nutella a Lem, l'avvolge nella copertina e la porta via*

Su, su, buona, non è successo nulla, su.

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Se ti interessa la vita alla NASA, prova Se il sole muore di Oriana Fallaci. E anche Bradbury.

Non ti aspettare che la carriera ingegneristica sia qualcosa di predefinito. In realtà comunque fino ai 50 è difficile che si progetti qualcosa, forse piccole parti. Ma non è che c'è uno che progetta e gli altri che fanno, sono progetti complessi, con centinaia di persone che ci lavorano, ognuna delle quali porta avanti un piccolo pezzetto. Ma anche così è una visione semplicistica, perché poi ci sono le componenti esterne, i consulenti, appalti e subappalti, ecc. ecc.

Spiego: la mia idea per la partenza era di un alieno che, approfittando delle sembianze che le erano capitate, diventava amica di una ragazza il cui padre lavorava nella Nasa, in modo poi da poterlo "sfruttare" per farsi costruire un mezzo per farla tornare a casa (questo moooolto semplificato); insomma, volevo sapere un'età da dargli, e credo sia possibile, giusto?

Io ti consiglierei per prima cosa di leggere quanta più narrativa possibile di questo genere. Non tralasciare i must (tipo Asimov), ma allo stesso tempo cerca anche qualcosa di meno famoso. Alla fine scoprirai da sola quale sottogenere o quali tematiche ti interessano di più.

La documentazione è importante, ma prima di tutto servono autori da cui prendere spunti. :)

Infatti comincerò il prima possibile a spulciare i libri... :)

Idee precise ancora non ne ho, mi dispiace, mi sono bloccata proprio perché non volevo far correre troppo l'immaginazione e poi dovermi bloccare a "studiare"... Certo, so già che molto probabilmente ci sarà una fusione con il fantasy (dopotutto, a ben pensarci, se si finisce in un altro pianeta quanta differenza c'è tra questi generi?)

*affila la scure*

*impone alla sua personalità integralista di calmarsi*

*interviene quella più o meno ragionevole*

La differenza è che se spieghi in maniera (fanta)scientifica gli avvenimenti del pianeta, scrivi fantascienza, se al contrario rigetti il tecnicismo in favore del misticismo, scrivi fantasy. Se spieghi scientificamente una cosa, non può essere fantasy, se una cosa non ha una spiegazione scientifica ma magica, è fantasy e non può essere fantascienza.

*torna la personalità armata di scure*

Che poi, mica penserai di poter scrivere fantasy senza documentarti, VERO?

*prende scudo*

Ehm, ma forse ci siamo spiegati male... Il punto è: posso inventare un mondo, farci vivere creature sotto base scientifica e logica sì, ma dopo devo descrivere tutto o, posti i limiti, posso lasciar libera la mia fantasia, o tutto deve essere prefissato? :sss:

E poi Lem, io fantay per il momento non ne voglio proprio scrivere... :asd:

Scrivere fantascienza è un'occasione molto stimolante per ragionare sui problemi della società attuale, non è sempre necessario sfoderare mirabolanti scoperte tecnologiche o conoscenze scientifiche da docente universitario. Io, da cialtrona qual sono, ho scritto molti racconti di fantascienza liberando prima di tutto la fantasia e solo dopo accanendomi ad approfondire la parte relativa alla documentazione.

E infatti, io vorrei lasciar libera la fantasia, ovviamente rispettando la logica e la scienza (altrimenti, ciao ciao al genere), però prima di buttarmi a capofitto volevo prepararmi: anche perché mi è più facile rimandare l'inizio che interrompere la scrittura, poi lascio tutto lì...

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la tua idea non è che mi convinca troppo, perché dubito fortemente che uno scienziato della nasa possa costruire un'astronave di quel calibro, ma magari potrebbe riparare quella su cui è arrivato l'alieno. Per quanto riguarda invece l'aspetto dell'alieno ti consiglierei di dare un'occhiata alla teoria secondo la quale l'evoluzione segue un numero finito di accorgimenti all'ambiente e che farebbe sì che specie di pianeti diversi abbiano caretteristiche simili, purtroppo non mi ricordo più di chi era :blush2:

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la tua idea non è che mi convinca troppo, perché dubito fortemente che uno scienziato della nasa possa costruire un'astronave di quel calibro, ma magari potrebbe riparare quella su cui è arrivato l'alieno. Per quanto riguarda invece l'aspetto dell'alieno ti consiglierei di dare un'occhiata alla teoria secondo la quale l'evoluzione segue un numero finito di accorgimenti all'ambiente e che farebbe sì che specie di pianeti diversi abbiano caretteristiche simili, purtroppo non mi ricordo più di chi era :blush2:

Proverò a cercare quella teoria, me gusta... :)

Più che altro, sempre parlando di trama non ancora definita, all'alieno basterebbe un "appoggio", poi farebbe principalmente lui...

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ti consiglierei di dare un'occhiata alla teoria secondo la quale l'evoluzione segue un numero finito di accorgimenti all'ambiente e che farebbe sì che specie di pianeti diversi abbiano caretteristiche simili

Attenzione, questa teoria non solo è parecchio contestata - è vero che ci sono molti esempi di convergenza evolutiva ma, tanto per dire, i canguri australiani occupano la nicchia che nell'emisfero nord occupano i mammiferi ungulati come cervi, bovini eccetera, e sono molti diversi - ma ha, nell'ambito della fantascienza, conseguenze nefaste.

Per esempio l'orrida tendenza a mostrare gli alieni come "umani con bozzi e creste" tipica di star treck. In generale la buona fantascienza mostra gli alieni per quello che dovrebbero essere: alieni. Cioè esseri molto diversi da noi sia per aspetto che per psicologia.

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Per esempio l'orrida tendenza a mostrare gli alieni come "umani con bozzi e creste" tipica di star treck. In generale la buona fantascienza mostra gli alieni per quello che dovrebbero essere: alieni. Cioè esseri molto diversi da noi sia per aspetto che per psicologia.

Nei telefilm è una questione pratica: ancora nessuno è riuscito a scritturare alieni veri e quindi bisogna truccare degli umani. Però nella prima serie di Star Trek sono comparsi alieni in forma di puro pensiero, di amebe giganti, di pianeti vivi, di cellule neuronali, di pietre, di peluche e persino un'entità che vive nel computer di bordo. Più altre che adesso mi sfuggono.

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Sì, è vero. Però a un certo punto il modello "umano con bozzi" è diventato una specie di cliche che ha investito anche la narrativa scritta.

Intendiamoci, che nella fantascienza degli anni sessanta e settanta (o precedente), specie nella space opera, si incontrino continuamente alieni che sono molto simili a noi ci stà, non è che uno debba rinunciare a leggerla, però riproporla oggi non mi sembra una buona idea, a meno che non sia fatto con intento parodistico. Ci sono una quantità di metodi per aggirare il problema. Spesso si immagina che ci sia stata una precedente colonizzazione della galassia, per cui gli abitanti degli altri pianeti siano lontani dicendenti dei terrestri (o che i terrestri siano i lontani discendenti degli abitanti di altri pianeti) però, a mio parere, quello che conta è l'atteggiamento mentale. Prendiamo la LeGuin, che utilizza questo sistema. Quando poi va a descrivere questi umani-alieni si focalizza non sulle somiglianze, ma sulle differenze, perché questa è la cosa interessante. Altrimenti non c'è ragione di scrivere fantascienza. Ne "La mano sinistra delle tenebre" gli abitanti del pianeta Inverno appaiono, a prima vista, degli esseri umani assolutamente normali. Solo andando avanti con la lettura si scopre - mi scuso per lo spoiler ma lo si scopre abbastanza presto - che sono tutti androgini funzionali. Vanno in calore in periodi determinati e ogni volta, a secondo delle circostanze, lo fanno come maschi e come femmine. Se lo fanno come femmine possono rimanere incinti e partorire.

L'intero romanzo può essere letto sia come un'avvincente avventura ricca di colpi di scena che come una rigorosa analisi di come possa strutturarsi una società in cui il sesso delle persone non sia determinato a priori e, di conseguenza per confronto, di come la suddivisione in sessi - più o meno - fissi sia importante nel determinare i modi della nostra società.

Per carità, poi ci sta tutto, anche che si incontrino mondi alieni i cui abitanti sono identici a noi solo che, siccome l'ambiente in cui vivono è ricco di rame, hanno la pelle verde, però quella che interessa a me, che ci siano o no degli alieni, è la visione di realtà alternative, non il rendere familiare (e spesso banale) ciò che familiare non dovrebbe essere per sua natura.

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ti consiglierei di dare un'occhiata alla teoria secondo la quale l'evoluzione segue un numero finito di accorgimenti all'ambiente e che farebbe sì che specie di pianeti diversi abbiano caretteristiche simili

Attenzione, questa teoria non solo è parecchio contestata - è vero che ci sono molti esempi di convergenza evolutiva ma, tanto per dire, i canguri australiani occupano la nicchia che nell'emisfero nord occupano i mammiferi ungulati come cervi, bovini eccetera, e sono molti diversi - ma ha, nell'ambito della fantascienza, conseguenze nefaste.

Per esempio l'orrida tendenza a mostrare gli alieni come "umani con bozzi e creste" tipica di star treck. In generale la buona fantascienza mostra gli alieni per quello che dovrebbero essere: alieni. Cioè esseri molto diversi da noi sia per aspetto che per psicologia.

su questo non posso far altro che darti ragione, ma se l'alieno deve potersi confondere con gli umani credo che questa teoria se ben inserita nella storia possa sembrare abbastanza "vera" da dare plausibilità alla storia, poi se devo essere sincero preferisco anch'io storie in cui gli alieni non hanno nulla a che spartire con gli umani.

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Il 27/1/2012 alle 19:42, Sygrid ha scritto:

Scrivere fantascienza è un'occasione molto stimolante per ragionare sui problemi della società attuale, non è sempre necessario sfoderare mirabolanti scoperte tecnologiche o conoscenze scientifiche da docente universitario. Io, da cialtrona qual sono, ho scritto molti racconti di fantascienza liberando prima di tutto la fantasia e solo dopo accanendomi ad approfondire la parte relativa alla documentazione.

 

Allora non è poi così tanto strano che da appassionata del genere fantasy quale sono che la mia creatività sia andata a parare sui mutanti. Appartengono quindi a questo genere? 

 

 

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