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Velvetacid

Murakami, Haruki

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Interessante quello che dice Nicolaj, di sicuro noi ci mettiamo molto di nostro. Io penso di averlo sempre letto con questo spirito altrimenti non avrei apprezzato libri come Dance Dance dance che potrebbero apparire inconcludenti senza il giusto, proprio e personale coinvolgimento. Ma se per me il pozzo dà determinate sensazioni una volta, e due, e che la terza il pozzo diventi una casa nella foresta, a un certo punto mi dico, Haruki-chan l'hai già usato questo, passa oltre :asd:

Anche le citazioni musicali di solito le trovavo bene amalgamate, anche se non conoscevo i pezzi di cui parlava non so come ma mi esaltavo lo stesso, capivo quello che diceva, in questo ogni volta pensavo, no! Mo' ricomincia.

Chissà a questo punto se sono io ad aver chiuso dei canali, o lui ad aver scritto qualcosa di meno coinvolgente. Questo dubbio non me lo toglierò mai.

Sefora, prova a leggere altro, anche a me che ho adorato altri suoi libri quello ha fatto lo stesso effetto. Io consiglio Dance Dance Dance :la:

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Non so. Sto finendo Dance dance dance. E non capisco se c'è un problema nel libro o in me. Mi aspettavo molto di più. Mi chiedo se il problema sia in una mia sopraggiunta incapacità di innamorarmi di un libro, e penso che questa possa essere una possibilità. Ho letto troppo, e sì, ha ragione mio marito, ho anche dimenticato troppo, e nella mia mente c'è una spece di insalata russa, ma quello che mi è rimasto è il ricordo di una gioia ineffabile che certi libri mi hanno dato. Il contenuto l'ho scordato, ma il piacere che ho provato lo ricordo ancora. Io quello cerco sempre, ma non lo trovo più.

Ogni volta, come una fidanzata respinta, resto delusa.

Anche questa volta, ma non so capire se è stato il libro, o io.

Di me ho già detto.

Il libro: non ho apprezzato questo intrecciarsi di piani, alla fine mi è sembrato un escamotage, di cui non avvertivo la necessità, nè il significato. e a tratti l'ho trovato prolisso, poco essenziale. Non ho trovato i personaggi indimenticabili, come chessò, quelli di Hischiguro, per esempio, qui mi sembrava tutto meno significativo, troppo individuale, Mi mancava un messaggio esistenziale umano, ho colto solo un senso particolare, ma io avrei bisogno di un valore universale.

Non so, sono confusa, ma sento che qualcosa non mi ha soddisfatta del tutto...

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E che bravo Nicolaj qua, e come quoto Nicolaj là.

L'idea però era mia eh, e a me non mi si fila nessuno! :tze:

*sta scherzando, scherza, santapolenta, scherza! :saltello: *

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Haruki è uno scrittore che ho scoperto grazie al mio professore di lettere che aveva letto tutti i suoi libri e che ci stava consigliando 1Q84. Dev'essere davvero interessante e spero di riuscire a comprare un suo libro e di leggerlo.

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Ho letto Kafka sulla spiaggia, mi ha soddisfatto a metà.

Quello che mi è piaciuto è la descrizione della vita giapponese vista da angolature molto inusuali. Mi ha veramente trasportato nel suo mondo.

Quella che non mi è piaciuta è la storia. Si tratta di una storia fantastica, senza una logica narrativa, ma solo in apparenza. Vi si legge un percorso di crescita, dall'adolescenza all'età matura. Mi fa venire in mente Herman Hesse, il Gioco delle perle di vetro o magari Narciso e Boccadoro. Due libri che non ho minimamente amato.

Il perché è molto semplice: manca il cattivo. Per cattivo non intendo, spero si capisca, qualcosa cone the Joker in Batman o la Spectre nei film di 007, intendo una forza che si opponga al progredire del protagonista. Un antagonista, ecco. Nel romanzo questo antagonista non c'è, e per me la mancanza si avverte. Il giovane Kafka deve solo aver pazienza e supererà tutte le prove che si trova davanti, perché niente gli si oppone. Persino quello che ha l'aspetto - l'apparenza - del cattivo, cioè la figura paterna che uccide i gatti, alla fine si rivela esclusivamente funzionale alla sua crescita. Che non vine mai realmente posta in dubbio.

Ecco, senza una dialettica tra forze contrastanti, in cui non si sappia come andrà a finire, un libro dopo un po' mi annoia. Per quanto bene sia scritto.

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Kafka è noioso forse proprio per la carenza di dialettica interna citata da Nanni. Cicciuzza non sembra apprezzare Dance. Anche Nerina (l'estimatrice convinta) e Angel qualche problema lo hanno.

Per il momento lascerò perdere Murakami! :asd:

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Profondi sensi di colpa verso Haruki-chan che ho amato come non mai :asd:

Per quanto forse la letteratura orientale possa avere schemi narrativi diversi, è vero quel che dice nanni, in Kafka manca questa dialettica che però in altri libri è presente. La fine del mondo e il paese delle meraviglie per me è perfetto, credo sia uno dei miei romanzi preferiti di sempre.

Magari leggete quello.

Haruki-chan, meglio così? :asd:

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Ospite Njagan

Unisco a questa altre due discussioni in Biblioteca già presenti.

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Se avete seguito l'altra e mia prima discussione, avrete capito che con i generi non ci so fare. Volevo sapere, dato che Internet non mi è stato di molto aiuto, in quali generi rientrano i libri di Murakami (in particolare "Nel segno della pecora", "L'uccello che girava le viti del mondo" e "1Q84"). Perché i fatti narrati si svolgono, tolto l'ultimo libro, nel nostro mondo, ma ci sono anche abilità fuori dal comune. Si tratta solo di narrativa non di genere?

Scusate se la domanda è stupida, con le categorie sono una frana.

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Premetto di aver letto davvero poco di Murakami ma ho un'amica appassionata che mi ha praticamente svelato e raccontato le trame di metà dei suoi libri (facendomi passare la voglia di leggerli, tra l'altro). Lei li paragonava, sottolineandone le differenze sostanziali, al realismo magico della Allende. Credo che possa rientrare in questo genere ma non ne sono affatto sicura, poiché parlo per informazioni indirette

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Sì, in effetti, guardando la pagina wikia sul Realismo magico Murakami è contato tra gli autori che lo impiegano.

Grazie, mi sei stata molto utile.

:D

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Io non credo tu sia una frana, ma ho l'impressione che tu sia troppo condizionato da questa cosa dei generi e, in tutta sincerità, non credo di comprenderne appieno la ragione: posso capire al limite per le cose che scrivi tu, ma cosa ti serve definire esattamente il genere di un romanzo scritto da un altro? :grat:

Ciò premesso, ho letto alcuni romanzi di Murakami, ma non quelli che citi tu: credo che appartengano a puro mainstream. Non mi sentirei di confinarlo all'interno della narrativa di genere...

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M'interessava il genere dei libri di Murakami perché ne ho uno che rientrebbe appieno nello stesso genere, tutto qui.

E sì, sono fissato coi generi. Dovrei imparare a lasciarli perdere.

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Sì, in effetti, guardando la pagina wikia sul Realismo magico Murakami è contato tra gli autori che lo impiegano.

Grazie, mi sei stata molto utile.

:D

Figurati, felice di esserlo stata! ^_^

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Rispondo qui a un intervento di Nicolaj apparso nel topic Che libro state leggendo?, così evitiamo di andare OT.

In realtà la tua interpretazione è tutto fuorché banale, e ti dirò di più: mi aiuta a vedere il testo sotto un'altra prospettiva. Avevo inteso anch'io come voluta la non evoluzione del protagonista, eppure per il finale mi aspettavo qualcosa di diverso, non so come spiegarlo, qualcosa di più "complesso", ma forse non avrebbe avuto ragione d'esistere. Il romanzo non ha questo tipo di pretesa, bensì, come dici tu, riflette sul quotidiano e sfrutta un elemento surreale (marchio dell'autore) per raccontare le vicende di una persona assolutamente normale.

Forse, allora, è proprio il surrealismo che mi ha convinto poco. Il motivo che spinge alla ricerca della pecora è sì potente, eppure alla fine viene smontato d'un colpo solo, così, come se fosse servito solo a muovere in tondo il protagonista.

Ho preferito decisamente Kafka sulla spiaggia, inutile negarlo (a me stesso, dico).

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Murakami, autentica fucina di storie. Prima di lui, di giapponese avevo letto soltanto Mishima - che mi ha letteralmente stregato - e non avrei mai pensato che un altro scrittore nipponico avrebbe fatto lo stesso.

Kafka sulla spiaggia è stato il primo, consigliatomi da un'amica di famiglia. Stupendo è dir poco. Un mesetto fa ho letto Nel segno della pecora. Lo presi a caso in una libreria tra i tanti di Murakami messi lì in offerta. Il genio è il suo, sebbene sia ancora un feto.

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Salazer ho letto solo ora il tuo post (pensa un po' che sbadato che sono :facepalm: ). E niente (nel senso che la tua opinione è rispettabilissima). Inserisco quest'altro post tanto per farlo sapere :facepalm:

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Io ho letto i primi due volumi di 1Q84 e penso sia un autore molto interessante. I giapponesi hanno questa maniera "evanescente" di scrivere (non saprei in che altro modo definirla...), mistica, quasi, che in Europa è molto meno comune, e personalmente mi strega. D'altro canto, trovo buffi i suoi personaggi, dotati di quella flemma tipicamente orientale che dalle nostre parti è smorzata e in USA è brutalmente soppiantata da un'intensa passionalità che non ha nulla a che spartirci. E' un autore diverso, di una diversità che mi affascina: punto all'ultimo della trilogia e a La ragazza dello Sputnik, per ora.

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Io ho solo letto "L'arte di correre" che è un saggio un po' romanzato sulla corsa e sulla sua attività di scrittore. Il suo stile non mi piace particolarmente, lo trovo scientifico, analizzatore, cerebrale, senza guizzi particolari. Ho letto anche l'inizio di "Dance Dance Dance" e l'impressione è la stessa. Ma ammetto che il mio è un giudizio troppo incompleto. 

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Io ho solo letto "L'arte di correre" che è un saggio un po' romanzato sulla corsa e sulla sua attività di scrittore. Il suo stile non mi piace particolarmente, lo trovo scientifico, analizzatore, cerebrale, senza guizzi particolari. Ho letto anche l'inizio di "Dance Dance Dance" e l'impressione è la stessa. Ma ammetto che il mio è un giudizio troppo incompleto. 

 

Dance Dance Dance è il "seguito" de Nel segno della pecora, quindi non è il romanzo ideale con cui cominciare. Il saggio non fa molto testo proprio perché si tratta di un altro tipo di lettura.

Se poi lo stile non ti garba, eh, c'è poco da fare. Io ti consiglio di tentare con Norwegian Wood, è meno mistico degli altri.

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Io ho solo letto "L'arte di correre" che è un saggio un po' romanzato sulla corsa e sulla sua attività di scrittore. Il suo stile non mi piace particolarmente, lo trovo scientifico, analizzatore, cerebrale, senza guizzi particolari. Ho letto anche l'inizio di "Dance Dance Dance" e l'impressione è la stessa. Ma ammetto che il mio è un giudizio troppo incompleto. 

 

Dance Dance Dance è il "seguito" de Nel segno della pecora, quindi non è il romanzo ideale con cui cominciare. Il saggio non fa molto testo proprio perché si tratta di un altro tipo di lettura.

Se poi lo stile non ti garba, eh, c'è poco da fare. Io ti consiglio di tentare con Norwegian Wood, è meno mistico degli altri.

 

 

Norwegian Wood era quello che, per temi e altro, mi interessava di più in effetti. Ho preso quei due in ebook perché erano in offerta e perché mi sono fidata delle recensioni che ho trovato in rete.

Sicuramente lo leggerò, sperando che mi sorprenda in positivo. 

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Sotto consiglio di amici follemente innamorati dei suoi libri, ho approfittato di alcuni scontri in Feltrinelli per recuperare "Sonno" e "Nel Segno Della Pecora".

A breve incomincio questo nuovo trip  :omicida:

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Me lo segno. Sto leggendo La fine del mondo e il paese delle meraviglie e sono conquistatissimo.

Questo e "L'uccello che girava le viti del mondo" restano due fra i miei libri preferiti di sempre

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Ospite Mirtillasmile

Io penso che Murakami sia una dei massimi scrittori contemporanei. Acuto osservatore della società e capace di toccare corde molto profonde e spingerti dopo la lettura dei uno dei suoi capolavori alla riflessione

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Io penso che Murakami sia una dei massimi scrittori contemporanei. Acuto osservatore della società e capace di toccare corde molto profonde e spingerti dopo la lettura dei uno dei suoi capolavori alla riflessione

 

Ciao Mirtilla! Le mie posizioni rispetto a questo autore rispecchiano molto il tuo punto di vista. Che libri hai letto?

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Ospite Mirtillasmile

Io penso che Murakami sia una dei massimi scrittori contemporanei. Acuto osservatore della società e capace di toccare corde molto profonde e spingerti dopo la lettura dei uno dei suoi capolavori alla riflessione

Ciao Mirtilla! Le mie posizioni rispetto a questo autore rispecchiano molto il tuo punto di vista. Che libri hai letto?

ciao Fading! Ho letto l uccelli che gira le viti del mondo, 19Q4, Tokyo blues, uomini senza donne, l incolore ( non ricordo il nome ????) e i suoi anni di pellegrinaggio, after dark, a sud confine a nord del sole.

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