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  2. Heartmind

    [FdI 2018-2] Se e Sé

    @AndreaSilver Salve, Testa o cuore? una battaglia che si consuma dentro ognuno, Luca Galli ha smesso di combattere da molto, e forse ormai non c'è più tempo. il racconto è una metefora delle vite possibili, bello mi è piaciuto moltissimo!
  3. luca c.

    [FdI 2018-2] Il vigile Urbano e l'apifobia

    Ciao, carissimo. Credevo di averci dato giù pesante, ma forse non ho osato abbastanza, a quanto pare. Ti ringrazio per questo appunto, non me lo aspettavo. Per la terza tappa vedrò di lavorare di più anche su questo aspetto. In questi giorni passerò a leggerti. A presto.
  4. Macleo

    [FdI 2018 - 2] Tanto impegno per nulla

    Quindi, viste le rughe, doveva aver più di 40 anni. Avrei scritto proprio così, mentre "non doveva aver meno di" mi confonde. Metterei anche una virgola dopo "anni". Buon risultato per una fievole luce, molto lontana e nascosta dietro ad una fitta siepe Strano che i loro suoni risultassero lontani e deboli Il tempo presente avrebbe dovuto iniziare qui Forse intendevi dire 666 tipi di armi da fuoco in Italia, diversamente l'applicazione del ministro sembra fuori luogo. Il tuo intento anti armi è chiaro, ma risulta un po' confuso e l'attacco al Trota si perde, anche perché il soggetto è stato indagato e condannato in primo grado per ben altro. Inoltre metti un po' troppi particolari, alcuni in contraddizione fra loro. Direi che dovresti ricercare più semplicità e linearità, sia nella trama che nelle espressioni. Poi sarà tutto ok.
  5. IlMioNomeTrue

    [FdI 2018-2] Il vigile Urbano e l'apifobia

    Ciao. Punteggiatura ed errori grammaticali a parte (la magggior parte sono evidenti, sono certo siano dovuti principalmente ad una rilettura poco attenta) è davvero carino come testo. Hai scelto lo stesso genere dell'altro racconto e secondo me questo è migliore: l'ho trovato organizzato meglio dell'altro, ma anche qua alcune parti (generalmente quelle descrittive) rallentano il ritmo. Vuoi essere comico e ci riesci, però, citando Befana Profana nell'altro racconto: "Io calcherei un po' la mano sull'effetto surreale". Buona continuazione .
  6. bwv582

    [FdI 2018-2] La Villa Bianca

    Ciao @Befana Profana, non so cosa dire, questo racconto è davvero splendido. La scrittura è nostalgica e sembra quasi un sogno, un ricordo di un qualche momento migliore nella vita, un sogno che cresce come un idillio per poi cedere al tempo che passa. Ho avuto una notevole tristezza nella ricerca "esplicita" del ricordo e nella realtà che alla fine bussa in questo sogno È molto bello, si riesce a sentire il fruscio degli alberi, la brezza leggera, l'atmosfera tranquilla e agiata di una storia che vola sulle nuvole e che è solo di rado interrotta da dettagli fisici - il genere erotico esplicito non mi piace per niente, quindi per me è un apprezzamento - che ne avrebbero anche alterato questa atmosfera così delicata e sensuale. Un "Lolito" non necessariamente spinto dove sono i sentimenti e le sensazioni a dettare l'atmosfera del racconto. Buon proseguimento con il FdI.
  7. Heartmind

    [FdI 2018-2] Libero

    Grazie @Cicciuzza @Befana Profana @Rica @luca c. @Ezbereth @-Omega- @Talia @camparino @bwv582 Grazie a tutti per i vostri commenti. Ma se qualcuno di voi possiede Il Potere chiedo per favore, restituite l'acca a quella povera "a", l'avete vista come soffre! Ho gli incubi, la notte non dormo,
  8. ivanbliminse

    Sofia

    Sofia abitava in una vecchia palazzina,con l'intonaco che perdeva qualche pezzo,le persiane ormai vecchie,la ringhiera della scala non molto affidabile,ma era l'unico appartamento che poteva permettersi in quanto si era trasferita da poco tempo e avendo iniziato a lavorare da qualche mese. Ma piano piano si stava abituando a vivere in quella casa,soprattutto perchè abitava da sola e cosi poteva godere di molte libertà,non dovendo più condividere l'alloggio con i genitori e con la sorella.Un altro fattore positivo era la vista di un bellissimo parco,uno dei pochi spazi verdi di quella grande città, poteva anche beneficiare di una terrazza che però comunicava con tutto il piano. Quell'anno l'estate era molto torrida,le temperature sfioravano i 30 gradi e quelle vecchie case di cemento non rendevano la situazione migliore.Sofia di notte non riusciva a dormire,neanche liberandosi dei vestiti e rimanendo in intimo riusciva a resistere all'afa,l'unica soluzione era spalancare le finestre nella speranza di sentire della leggera brezza. Aprì la portafinestra della sua camera,un po' titubante perchè i terrazzi erano comunicanti,aveva paura che uno sconosciuto o un vicino potesse spiarla mentre dormiva o peggio ancora si introducesse nella sua stanza,ma alla fine provata dal caldo si stese nel letto,qualche gocciolina di sudore scendeva dal suo corpo,si tolse il reggiseno,facendo apparire un seno sodo,una piccola corrente d'aria la fece rabbrividire,d'istinto passò una mano sul suo petto,si soffermò sul capezzo già turgido,lo accarezzò e lentamente abbassò le dita,accarezzandosi il suo ombelico,passò le dita tra le sue cosce e nel bordo del suo perizoma per far aumentare l'eccitazione,ormai la voglia aveva preso il sopravvento,si sfilo l'ultimo pezzo rimasto,il suo corpo nudo era disteso nel letto,gocce di sudore scivolarono su tutto il corpo ma le sue dita continuarono a massaggiare il suo organo.Iniziò a sentire dei brividi,emise dei piccoli gemiti,un calore invase il suo corpo e si lasciò andare,mordendosi le labbra per non dare voce al suo orgasmo,ormai stanza ma soddisfatta si addormentò in poco tempo. La mattina seguente le prime luci dell'alba la svegliarono,si accorse di essere ancora tutta nuda,subito pensò alla figura che avrebbe fatto se qualcuno avesse assistito alla sera precedente ma quei pensieri le passarono dalla mente perchè per sua fortuna l'appartamento vicino era vuoto,così si fece una doccia pronta ad affrontare una nuova giornata. Purtroppo il lavoro le occupava molto tempo,quindi le relazioni sociali erano ridotte al minimo,anche perchè in ufficio le impiegate non erano molte socievoli,forse preoccupate da una collega più giovane,mentre il palazzo dove abitava era composto da qualche coppia anziana o da vecchie zitelle neanche molto simpatiche Le giornate composte dalla solita routine passavano velocemente,ormai si era abituata a quella vita,si godeva la libertà di vivere da sola,nonostante la sera arrivasse a casa stanca e ogni tanto si lasciava andare con la fantasia,magari con l'immagine di qualche ragazzo incontrato per strada. Era passato quasi un mese,il caldo si faceva sempre più insopportabile,cosi appena tornata a casa si buttava sotto la doccia,per rinfrescarsi ma la sensazione dell'acqua fredda che scivolava sul suo corpo caldo e la spugna che strofinava i suoi seni delicatamente,produssero dei brividi di piacere,cosi indirizzò il getto della doccia sulle sue cosce fino ad arrivare lentamente in mezzo alle sue gambe,provocandole un piacere incontrollabile,perse ogni inibizione,con le mani iniziò a toccarsi tutto il corpo,prima i suoi capezzoli turgidi,poi verso il basso,le sue dita sfioravano la sua vagina mentre l'acqua continuava a scorrere,l'eccitazione si faceva sempre più forte tanto da mordersi il labbro...pochi minuti raggiunse l'orgasmo. Uscì dalla doccia,indossando l'accappatoio, si mise sul letto visibilmente soddisfatta e felice si addormentò. La mattina seguente la sveglia non era scattata,si alzò perchè svegliata da alcuni rumori,non fece neanche colazione e si affrettò a vestirsi velocemente,con il timore di arrivare in ritardo fece le scale a due gradini per volta ma per la fretta non si accorse che stava per andare a sbattere contro un ragazzo,non riuscì a frenare in tempo,finendogli addosso. Fu un momento abbastanza imbarazzante,il suo viso arrossì,ma subito gli chiese scusa e riprese la sua corsa. Prese l'autobus per un pelo,trovò un posto vicino al finestrino e seduta si mise a pensare a quel ragazzo,aveva un fisico atletico,robusto ma non palestrato,le sue braccia forti era riuscite a fermarla in tempo,quella stretta le aveva dato un senso di sicurezza,fu incontro breve ma piacevole,si vergognava anche ad ammetterlo con se stessa ma quello fu l'unico contatto maschile da quando si era trasferita. La giornata passò in fretta,ritornando a casa sperava di incontrare quel giovane,augurandosi di trovare il coraggio per presentarsi, immaginava di uscire con lui,per bere o mangiare qualcosa,ma anche di rivedere quel corpo tonico,magari senza vestiti...un piccolo sorriso apparve per quel pensiero. Purtroppo per lei non accadde nulla di tutto ciò,un po sconsolatasi fece la doccia per rinfrescarsi,con l'accappatoio legato andò ad aprire le persiane,si stese nel letto,nuda,con una piacevole brezza che le accarezzava il corpo,ma il pensiero di quell'incontro le provocò un brivido,subito i suoi capezzoli diventarono turgidi,quella volta l'eccitazione era più forte,la fantasia di essere posseduta da quel ragazzo la faceva impazzire,iniziò a toccarsi dappertutto lasciandosi andare a dei gemiti,dei gridolini,forse anche troppo forti,ma quella sera aveva perso il freno dell'inibizione,le dita dei piedi si arricciavano,piccoli spasmi involontari anticipavano un orgasmo molto forte,aveva di nuovo il viso rosso,le gocce di sudore scivolarono sul suo corpo,si addormentò dopo pochi minuti. Quella mattina ,svegliata dalle prime luci del sole,si accorse di essersi addormentata di nuovo nuda,così andò a chiudere subito la finestra per godere di qualche ora di sonno in più,ma un particolare la svegliò di colpo,le persiane di fronte erano aperte,qualcuno si era trasferito,in un attimo molti pensieri le balenarono in testa,si chiese se l'avessero vista nuda o peggio ancora se l'avessero ascoltata mentre stava gemendo. Si rimise nel letto,sotto il lenzuolo un pò preoccupata e pensierosa di chi potesse essere il suo nuovo vicino,non riuscì più a prendere sonno. Fece colazione,si vesti per andare al lavoro,un pò turbata,stava chiudendo la porta quando sentì uno scatto di una serratura,stava per conoscere il suo dirimpettaio,il cuore le batteva più forte,sperava che l'alloggio fosse occupato da qualche coppia anziana,invece con stupore apparve il ragazzo con cui si era scontrata il giorno prima. La notte prima aveva pensato molto a lui ma la paura che qualcuno l'avesse vista in quell'atteggiamento le aveva fatto dimenticare tutto,cosi si trovarono di nuovo faccia a faccia,fu nuovamente imbarazzante,un lungo silenzio per fortuna interrotto dalla sua voce,mi chiamo marco disse,lei un pò impacciata si presentò. Fecero le scale insieme,per quel breve tratto la conversazione apparve più naturale,anche lui si era appena trasferito per lavoro,notò piacevolmente che lo sguardo di lui era attirato dal suo seno,si sentii lusingata,ma purtroppo però i rispettivi uffici erano molto distanti tra loro e quindi si divisero in breve tempo. Sofia quel giorno era molto distratta,la sua mente era occupata solamente dal suo vicino,sperava che fosse l'inizio di qualcosa,ma l'attrazione fisica in quel momento era molto alta,non vedeva l'ora di finire nuovamente nelle sue braccia,magari senza vestiti,con i suoi seni che si toccavano con i suoi pettorali,ma un rimprovero del suo capo fece finire quel suo sogno a occhi aperti. Passò qualche giorno ma non rivide marco,aveva il morale sotto le scarpe,si era già illusa,quando un pomeriggio,tornata dal lavoro lo incrociò per le scale,stava trasportando degli scatoloni,infatti le spiegò che era andato a casa a prendere ancora delle cose,quell'incontro mutò notevolmente il suo umore. Aprì la porta di casa sempre sorridendo,si preparò da mangiare e dopo si fece una doccia,il mattino seguente si doveva alzare prima quindi si stese dopo pochi minuti nel letto. Non si era più toccata da qualche giorno,il desiderio era calato non avendo più visto quel ragazzo che scatenava la sua fantasia ma l'incontro cambiò tutto,l'eccitazione si era fatta di nuovo sentire,raggiunse in fretta l'orgasmo e si addormentò dopo poco tempo senza preoccuparsi di rivestirsi o di chiudere le persiane. La notte trascorse tranquillamente,anche se aveva fatto un sogno strano,molto eccitante,aveva immaginato di fare l'amore con Marco,sembrava di sentire i suoi bicipiti che la stringevano,la sua bocca che toccava ogni parte del suo corpo,incominciando dal collo per scendere piano piano giù,nei suoi seni sodi con i capezzoli turgidi,che una mano accarezzò,con la lingua finì nell'ombelico fino ad arrivare sulle cosce,che si allargavano sentendo la sua testa avvicinarsi,baciò la sua vagina e infilò la sua lingua dentro,un vortice di eccitazione stava per raggiungerla,appoggiò le mani ai suoi capelli perchè non smettesse quel movimento,si morse anche il labbro. Ormai la sua vagina era umida,cosi lui staccò la testa e si tolse i boxer,mostrando un membro nel pieno della sua erezione,si avvicinò a lei e la baciò,con le mani allargò le sue cosce e incominciò a penetrarla. I loro corpi erano intrecciati,le gambe di sofia avvolgevano la schiena di marco,le loro bocche continuarono a sfiorarsi,c'era molta intesa,i movimenti sembravano sincronizzati,lui continuò con quel movimento,lei si lasciò andare,perse l'inibizione sentendo quel membro duro dentro di lei che andava su e giù. Ai suoi gemiti si unirono anche quelli del ragazzo,che terminò il loro rapporto dentro,sofia si sentii inondare da un liquido caldo,si abbracciarono per un po di tempo. Si svegliò con le prime luci dell'alba,visibilmente soddisfatta da quel sogno che le era sembrato cosi reale,quando ad un tratto le sorse un dubbio,si chiese se non fosse successo tutto veramente,quando alzandosi trovò un biglietto sul tavolo con scritto:grazie della fantastica notte.
  9. Heartmind

    [FdI 2018 - 2] Tanto impegno per nulla

    @IlMioNomeTrue Hej, ho letto due volte e... poi ho capito!. Brava bel racconto!
  10. Cicciuzza

    [FdI 2018-2] Libero

    Credevo di conoscere a memoria l’opera omnia di Fabrizio de Andrè (che come avrai visto è uo dei tormentoni che accompagnano i miei MI) ma questa frase mi era sfuggita. Torno a studiare Veniamo al racconto. Amche in questo brano vedo un imponente uso di anafore. È una scelta stilistica cosi drastica e che caratterizza tutta la struttura del racconto che ovviamente non può essere messa in discussione. Libero viene ripetuto nella sua duplice accezione di aggettivo e nome proprio quasi a ogni capoverso. Indubbiamente è una scelta che attira l’attenzione, ma occhio che può appesantire tutto il racconto. Il testo quindi dovrebbe diventare in tutta la parte di narrazione, molto semplice e immediato da seguire. Qui ci siamo e non ci siamo, perché a volte la lettura inciampa sulle domande ma chi è? Che fa? Perché? Il tema poi in realtà appare in tutte le sue implicazioni, il conflitto con i genitori si comprende bene attraverso l’uso di appellativi distaccati e anaffettivi, il tormento che spinge il ragazzo alla violenza legandolo a un ruolo che non può accettare ha una sua spiegazione e la soluzione finale con quel padre algido che salva il figlio dalla galera solo per il proprio timore di benpensante ha una sua evidente crudeltà. A mio avviso devi solo dosare acceleratore (anafore e non detti) e freno. Comunque un testo intelligente
  11. Heartmind

    [FdI 2018-2] Il funerale di Sciapiro

    @simone volponi Ciao, non lo so ma io non ho riso, a me ha fatto tanta tristezza questa storia. Triste il protagonista con le mutande macchiate, Tristi i suoi pensieri da schifoso maiale. Triste Romina che ha scordato di essere una bambina Triste la realtà cruda che inzuppa la tua storia, no non fa ridere per nulla. Complimenti il racconto ti è riuscito molto bene se l'intenzione è un invito a riflettere. Troppe bambine sono vittime di pensieri e di atti orribili.
  12. IlMioNomeTrue

    [FdI 2018-2] Un'altra occasione

    Cito e sottoscrivo. Non infierisco visto che han già detto tutto, anche con più brutalità di come avrei fatto io . Posso solamente incitarti a fare di meglio. Ma non lo faccio, mi limito a dirti che lo farò . Buona continuazione .
  13. Oggi
  14. IlMioNomeTrue

    [Fdl 2018-2] Corro

    Ciao. Oltre a qualche errore grammaticale, la trama non mi ha proprio convinto. Il protagonista l'ho trovato troppo buono, troppo vittima che si compiange (lo avrei preferito certamente di più se tu lo avessi raccontato in terza persona singolare: mi sarebbe sembrato più una vittima capace di rialzarsi, invece di una che si compatisce). Ho apprezzato invece lo stile calzante di lui che corre. Perfetto. Buona continuazione .
  15. _mar_

    Posto: 3B

    Una macchia sul vetro attirò la sua attenzione. Una macchia piccola e tonda, quasi invisibile ad uno sguardo ingenuo ma estremamente irritante quando salta all'occhio. Forse era inchiostro, di quelli che usano i ragazzi per scrivere frasi d’amore o citazioni romantiche, o magari un semplice batuffolo di polvere depositatosi lì per caso. Occupava perfettamente il centro dello spazio e di volta in volta anche quello delle montagne, degli alberi, dei cartelli stradali… un punto, un impercettibile punto su una superficie che ebbe il potere di cambiare le cose, di trasformare un semplice tragitto in un viaggio. Mi aveva colpito da subito, quando salì sul treno per prendere posto. I suoi occhi stanchi osservavano con indifferenza il vuoto dinanzi a loro, disturbati di tanto in tanto dalle ciocche di capelli che scendevano lungo il viso incorniciando una leggera malinconia. Avvolta in un giaccone di lana, stava raggomitolata per non sentire il freddo dei propri pensieri. Aveva un’aria familiare e misteriosa allo stesso tempo. Fu quando frenammo di botto che si accorse del puntino sul vetro del finestrino. Era stato lì tutto quel tempo, aveva assistito all'arrivo dei passeggeri e al suo arrivo, l'aveva vista scegliere quel posto, l'aveva osservata mentre sedeva confusamente guardandosi intorno, aveva attraversato gli stessi ponti e le stesse strade.. Eppure lei non lo aveva mai visto. Solo ora, fermi, si era resa conto della sua presenza. All'inizio ne fu un po’ infastidita, si capiva dallo sguardo accigliato che per un attimo attraversò il suo volto. <<Dev'essere una persona molto precisa>> pensai <<una di quelle persone che si aspettano che tutto vada secondo i propri piani, che si innervosisce se il tappeto non è perfettamente allineato con le mattonelle del pavimento o se i libri non sono impilati orizzontalmente>>. Fissava quel puntino come se lo stesse studiando, ne era incantata. Avvicinava più volte le dita al vetro per avere un contatto con la sua pelle, forse sperava che il puntino venisse via con lei una volta allontanato il dito dal finestrino, ma più provava, più questo non accadeva, e più questo non accadeva, più il suo interesse diventava ossessivo. Lo osservava e lo accarezzava, lo accarezzava e lo osservava, nient’altro era presente in quel momento. Arrivai alla conclusione che quel puntino avesse disturbato i suoi pensieri prendendone il posto e che lei non avesse per niente voglia di essere disturbata, doveva liberarsene. Più la osservavo e più mi rendevo conto, non ne conosco il motivo, di provare invidia, così cominciai ad ispezionare il vetro del mio finestrino, magari anche io avrei trovato un punto incantato. Mi sforzai di trovare qualcosa di “magico” ma l’unica cosa che riuscii a vedere furono le impronte delle mia dita. Deluso, tornai a contemplare la mia scena preferita. <<Se fossimo noi quel puntino? Siamo presenti ma invisibili a noi stessi, piccoli tra la gente e immersi in un grande vortice. Viviamo la vita come inetti, il tempo vola e compiamo azioni di cui spesso ci pentiamo. Se solo ci fermassimo un attimo, come questo treno, ci accorgeremmo di esserci, di esistere, e che questo ha importanza per ciò che pensiamo e facciamo. Possiamo scegliere di essere un puntino invisibile o un puntino che cambia le cose. In entrambi i casi la scelta ci rende vivi>>. Potevo scegliere di alzarmi e andare a parlare con quella ragazza per capire cosa avesse di così speciale o di così terribile quella macchia, oppure potevo stare seduto al mio posto e continuare a viaggiare con la mente. Non ebbi il tempo di scegliere perchè improvvisamente la ragazza buttò via il giaccone che la copriva, si alzò, prese lo zaino e si avviò verso l'uscita. Il treno ripartì e lei prenotò la fermata, i miei occhi la seguirono finché non scomparve tra la gente. Erano le 9.30 del mattino, mancava ancora un po’ alla mia destinazione, il sole cominciava a intiepidirsi e illuminava il vagone di una soffusa luce calda, si vedevano con chiarezza i granelli del pulviscolo che ondeggiavano qua e là sballottati dai passeggeri, il cui chiasso faceva da sottofondo all’annuncio: “prossima fermata…”. L’inconfondibile stridio delle rotaie si fece sempre più intenso e il treno rallentò fino a fermarsi.
  16. IlMioNomeTrue

    Tutto scompare

    Che fosse un sogno era chiaro; quello lo hai espresso bene, come anche il resto delle sensazioni. Però, anche se non reale, a me è venuto naturale attribuire la frase citata sopra a un possibile ricordo di una violenza. Buona continuazione con la storia .
  17. Teiera

    Silvia Meucci

    Grazie mille a entrambi :-)
  18. Maddalena Capra Lebout

    Lorem Ipsum

    Non esiste!!! Han detto 40 giorni (lavorativi, con in mezzo agosto diciamo che fa fine settembre): gli do questi. Poi basta. Anche con gli editori comunque ho lo stesso problema. Finora ho avuto solo proposte indecenti, allora a un certo punto uno deve fare una scelta, che non esclude più nemmeno l'autopubblicazione, magari nutrita di recensioni di qualche buon'anima dei miei blog fan: forse dovrei darmi un time limit: è un romanzo in giro da quasi due anni, già editato con un editor, in parte. La prima stesura fu anni fa. In mezzo ho fatto un figlio, un blog, un altro romanzo. Insomma io credo che il tempo conti, perché poi quel testo, per quanto vivo nei concetti che vogliamo comunicare, però perde rincorsa.
  19. IlMioNomeTrue

    [FdI 2018 - 2] Tanto impegno per nulla

    Pardon. Hai pure scritto al femminile. L'obiettivo era certamente quello di far pensare inizialmente ad una violenza domestica (non a caso viene presentata una donna che scappa da un uomo e poco dopo una coppia che litiga) così da poter stupire con il finale. Forse l'ho reso troppo confuso. Mea culpa.
  20. Heartmind

    Ferragosto d'Inchiostro 2018 - Seconda tappa

    Ciao il vostro contatore mi da 5538 caratteri Word 5576 non so spiegare il perchè @wyjkz31
  21. Maddalena Capra Lebout

    Come promesso

    Eh eh, ci ho appena provato, ecco sono riuscita. Grazie.
  22. IlMioNomeTrue

    [FdI 2018-2] Lolita

    Ciao. Certi punti (.) non li ho apprezzati e credo che mai lo farò, però devo dire che l'ho letto decisamente meglio del precedente; l'atmosfera e tutto il racconto in sé sono piacevoli. In generale, mi è sembrato un racconto semplice, che si basa su un solo concetto: Lolita vuole essere una "lolita" e a me questa semplicità non è dispiaciuta. Buona continuazione .
  23. luca c.

    [FdI 2018-2] Il vigile Urbano e l'apifobia

    @Cicciuzza grazie del passaggio. In questi giorni ricambierò. @Macleo Così, a memoria, mi pare che sia la prima volta che non stronchi di netto un mio racconto: molto felice di questo. Grazie del passaggio.
  24. Emy

    [FdI 2018 - 2] Tanto impegno per nulla

    @IlMioNomeTrue hai ragione. Avevo letto coltello e la mia testa è partita in quarta. Credendo che fosse il coltello mi si era scombinato tutto. Perché evidentemente avevo collegato il coltello al grembiule. Addirittura dici che gli spara ma il mio cervello non l'aveva colto. Ora tutto torna. Sin dal principio io ero convinta fosse una specie di incubo della stessa donna dall'inizio della storia, quella che fugge dal compagno. E avevo collegato la fuga alla violenza domestica perché anche nella scena nella cucina la donna sembra essere minacciata dall'uomo. Da qui poi le mie osservazioni sulla campagna contro le armi. Scusami tanto per il misunderstanding Gentilissima
  25. PierS

    PierS alias Pierangelo alias Pier

    Grazie del benvenuto, @Unius. In effetti sto ancora cercando la mia strada, ma perlomeno mi sono liberato, seppur gioco forza, di certi vincoli mentali imposti. Ora bisogna vedere se arriverò a ritrovare anche la libertà fisica, figlia dell'indipendenza che al momento è un vago miraggio. Mi mancano esperienze come la tua. Anche se non conosco la tua storia, le tue parole sembrano pregne di "vissuto". Petra, ahimè, l'ho vista solo nei film! Ti auguro di ritrovare ciò che più ti fa sentire libero Ciao Pier
  26. IlMioNomeTrue

    [FdI 2018 - 2] Tanto impegno per nulla

    @Emy Ciao. Sulla frase della porta hai ragione al 100%. La mia stona davvero tanto. Grazie di avermelo fatto notare. L'ho scritta sia al presente sia al passato; ed in una terza versione era in prima persona singolare, con l'osservatore che commentava lo spot. Capisco la tua propensione verso il presente, anche io inizialmente lo preferivo, però alla fine ho scelto di tenere il passato in quanto mantiene più distacco fra il lettore e le vicende. Per l'improvviso cambio di tempo verbale suppongo di aver fatto qualche casino con i copia-incolla di alcune frasi... un errore grossolano che non era minimamente voluto; l'avevo anche scritta al passato, ma devo averla persa da qualche parte . Ho notato di essere abbastanza sbadato a riguardo, è già la seconda volta su due. Suppongo di non essere l'unico con la testa fra le nuvole . Senza offesa, s'intende, però immagino tu pensassi ad altro mentre mi commentavi, perchè nessuno ha mai estratto un coltello, men che meno la donna (non viene mai nemmeno citato, se non alla fine in chiave ironica). Lo spot è suddiviso in 4 scene: 1) La coppietta che litiga fino a che la ragazza non spara al compagno. 2) Il bambino che si fa male con un fucile per incidente. 3) 2 pazzi che sparano in mezzo ad una piazza. 4) La donna protagonista che cerca di scappare inutilmente dal proietttile sparato ad inizio storia dal compagno. In tutte e 4 le fasi ci sono armi da fuoco e sono l'unica connessione dell'intero racconto, quindi non so che dirti... apprezzo questo tuo commento generale ma non l'ho proprio capito . Grazie del commento. Gentilissimo .
  27. Lizzy

    Zeroventi. O dell'amore

    A me piace, anche perché ho sempre apprezzato il tentativo di dare voce agli "ultimi" o di mostrare senza ipocrisie le molte sfaccettature della realtà, che è fatta anche di situazioni come questa, spesso rimosse dalla coscienza individuale e collettiva. Al di là di ciò, a mio parere è un testo molto commovente, che esprime un dolore profondo e un altrettanto profondo senso di impotenza. In un’esistenza devastata come quella del protagonista, aggrapparsi all’amore e al perdono è un atto di grande umanità, che suscita infinita tenerezza. Da questo punto di vista, il racconto ha il pregio di far emergere come, in una situazione di squallore materiale e morale, vi sia comunque una persona in grado di provare un grande amore, un amore che si riversa su tutti, sul gatto che ha ucciso Tarta e Ruga e sul padre ridotto in condizioni pietose. In sintesi, è l'amore senza condizioni, che affiora dove molti riterrebbero di non poterlo trovare. Ipotizzo che la scelta di impiegare tutte quelle virgole dipenda dalla volontà di conferire un tono concitato alla narrazione.
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