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  2. Niko

    [MI 119] Dietro la basilica

    @Poeta Zaza ricorda che non si possono assegnare punti reputazione in questa sezione.
  3. Kikki

    [MI 119] Dietro la basilica

    Ciao @Poeta Zaza piacere di conoscerti trovo che tu abbia una scrittura particolare, molto lineare e priva di abbellimenti superflui. Limi tutto fino all'osso, forse in qualche occasione un po' troppo. Per i miei gusti, ovviamente, che aggiungo anche dove non dovrei Ho notato anche alcune d eufoniche che, personalmente, non mi piacciono, ma sono di scelta personale. mi viene da chiedermi potremmo dire chi? Chi è il soggetto qui? Noi lettori? La distanza che si avverte nel testo viene proprio da qui, da questo narratore onnisciente che vede e sa tutto, ma che guarda da lontano e osserva. Secondo me, in un testo del genere e così corto, ci sarebbe stata bene la prima persona che ci avrebbe portato più all'altezza del professore, ci avrebbe messo nelle sue scarpe. qui semplificherei: Senza smettere di pensare invertirei: dall'agenzia turistica locale Avrei messo i pensieri del professore tra virgolette, per differenziarlo dal testo. Trovo che le parti filosofiche non siano del tutto giustificate, per quello che so del personaggio, avrebbe benissimo potuto pensare al giardinaggio e per me avrebbe avuto la stessa valenza narrativa. Quello che voglio dire è che non trovo nella descrizione del protagonista degli elementi che spieghino perché mentre va in giro durante il suo giorno libero pensi a citazioni filosofiche. Apprezzo la tua scrittura asciutta, ma non sono riuscita ad apprezzare completamente il racconto, sento che manca qualcosa e che traballa un po' nel cercare una ragione di essere. Scusa @Poeta Zaza, alla prossima
  4. ma.sca

    Stand degli esordienti indipendenti alle fiere?

    Ho fatto un giro su assoseu e nel regolamento dice che non si occupa più di fiere, rimanda al Collettivo Scrittori Uniti. Sul sito c'è il regolamento e la politica sui costi
  5. H3c70r

    Nani!

    Complimenti a @Edu per la sua Ermengardola! Purtroppo Dolo è già presente in lista (e Bandolo della Matassa si salva solo perchè più nobile dell'umile Bandolo), quindi si riparte da... 637) Quisquiliala: Piccola nana alquanto affascinante, dalla voce suadente come quella delle sirene. Ha preferito restare vicino al suo lago sotterraneo, piuttosto che partecipare al casting della Disney, per non perdere... clienti. Infatti "Ti perdi in quisquiliale!" è la tipica citazione nanica di chi accusa colui che non ha voglia di picconare in miniera. KGUCJROXEZPBD Q ALIHVTMWFSY
  6. Lauram

    [MI 119] Prima dell'alba

    La poesia dei luoghi ordinari. il tuo racconto è poesia... Anche io inizialmente avrei voluto parlare della cucina, lì trovavamo da bambini i regali della Befana... Per noi mamme è veramente un luogo magico che conserviamo nella mente e trasportiamo ai nostri figli; mi piace quando i mei fanno i compiti in cucina mentre io allestisco la tavola da stiro, tre paia di occhi chini nel proprio impegno, ma che se si sollevano trovano amore e calore (non del ferro da stiro eh! ) Il tuo racconto mi è piaciuto moltissimo. Mi hai trasportata lì con te, o con chi sia la protagonista, e credimi sto scrivendo questo commento con i brividi che stanno perdendo intensità, ma che ancora sono vivi nelle sensazioni. Bel pezzo.
  7. Poeta Zaza

    Il gioco delle Consonanti

    bravissima @Darkmiryam centrato in pieno!
  8. ma.sca

    Stand degli esordienti indipendenti alle fiere?

    Io non so per quale mese del 2019 avrò il libro pubblicato, ma sarei interessata per il futuro perciò seguo il thread. Intanto cerco informazioni su questa seu. Buona giornata!
  9. Kikki

    [MI 119] Storia di una promessa

    Buongiorno @Unius, tornano le cicale e i cieli accecanti del Mediterraneo . Un racconto molto nel tuo stile, ricordi e terra e quel tono sommesso che trovo ti contraddistingua. in questa frase toglierei e poi, li sostituirei con una virgola questa non la capisco bene, non la sento adeguata al momento che immagino di confronto: il nipote che fa pressione al nonno perché gli racconti di più di questo misterioso Franz che getta tutti nel mutismo. Toglierei anche il poi a inizio frase. Hai già messo una riga di interruzione e il poi si prende altro tempo, non mi sembra necessario. qui eviterei la ripetizione, magari si erano scambiati alcune parole o qualcosa di simile io avrei messo sappia. Magari era inteso a far capire che il nonno parla più dialetto e quindi fa qualche errore con l'italiano, però, se questo fosse il caso, credo avresti dovuto batterci di più perché non trovo altre anomalie nel suo modo di parlare mi piace molto questa frase perché ma? Io lo toglierei Mi è piaciuto @Unius anche se credo che non fossi al massimo come in altri tuoi scritti, trovo che qui tu abbia raccontato molto, anche parti che avrebbero potuto giovarsi di un dialogo. Grazie della lettura
  10. OMST6912280

    Il Fratellino di Orchidea - Cap. VI

    *Avevamo lasciato la protagonista al termine di una contrattazione con un losco robivecchi.* Trecentodieci crediti! Non era andata bene, era andata strabenissimo! Era uscita di casa con le gambe che le tremavano per la paura, e ci stava tornando con le gambe che tremavano per l’emozione. Trecentodieci, e aveva temuto che non ne avrebbe fatti più di cinquanta. Era stato il tentativo dello zozzone di fregarla con quell’offerta misera. Si, quello aveva scatenato quel misto di stizza, ostinazione, e risolutezza. Non era cosa da poco, un conto era passare inosservata, svicolare come faceva di solito, tutt’altra cosa era affrontare apertamente uno come lo zozzone, che sarà stato anche vecchio, ma di certo non era una mezza cartuccia. Si sentì in grado di fare qualsiasi cosa. Sapeva di avere carattere, ma non si sarebbe mai aspettata, di essere così tosta. Per riempire il frigo ne sarebbero bastati sessanta o settanta. Quel ripostiglio era una miniera d’oro, era bastato prendere le prime cose che le erano cadute addosso, ma ce n’era da fare almeno altri venti viaggi. Avrebbe potuto comprare da mangiare per settimane senza dover più per forza aspettare – e sperare - che super-fluo ricomparisse quando gli pareva, come era solito fare, e li omaggiasse di quei quattro avanzi, di quella miseria che gli faceva cadere dall’alto come fosse chissà quale benedizione. Qualche straccio recuperato chissà dove, e le rimanenze ormai invendibili di qualche fast food erano il premio per essersi concessi il privilegio di poter ospitare in casa il grand’uomo. Sua madre, incapace di provvedere a sé stessa, aveva barattato le chiavi di casa e il suo letto per degli scarti, qualche spicciolo, e qualcosa da fumare. Rabbrividì al pensiero di cosa si sarebbe potuta fumare se solo avesse messo le mani su trecentodieci crediti. La donna entrò in ascensore all’improvviso, interrompendo bruscamente i suoi ragionamenti. La conosceva, era quella che sequestrava i palloni e i giochi ai bambini del palazzo con la scusa che facevano troppo rumore. Finalmente aveva scoperto che fine facevano, quei giochi. Lo scantinato da cui era appena uscita ne era pieno. I soldi erano nella tasca posteriore dei pantaloni, l’unica non bucata, e le mani scattarono istintivamente a protezione del tesoro. Pessima mossa. La donna iniziò a fissarla. Poi avvicinò la faccia alla sua. «Cosa nascondi dietro la schiena? Avrai mica rubato qualcosa?» Trattenne il respiro. “Un rapace, ecco cos’è: un vecchio, grosso avvoltoio avido” pensò. Aveva più volte cercato un termine per definirla, ma aveva trovato quello giusto solo ora che si trovava a pochi centimetri da lei, in una posizione nettamente sfavorevole. L’arrivo dell’ascensore al piano ruppe in quell’istante la tensione «si faccia i cazzi suoi» le rispose, e si precipitò fuori lasciandola con un palmo di naso, quella minuta ragazzina che non diceva mai parolacce, ma che quel giorno aveva tenuto testa allo zozzone. A casa era rimasto tutto esattamente come un’ora prima. Il piccolo continuava a non lamentarsi, e a succhiare un cucchiaio di legno che Orchidea gli aveva dato prima di uscire. Sua madre aveva perfezionato la simbiosi con lo schermo, e ora respirava a tempo con l’esibizione canora di turno. «Mamma» le disse «io devo andare a prendere qualcosa da mangiare». Silenzio. «Mamma mi stai ascoltando?» “No, non sta ascoltando”. Il pensiero di quello che stava per fare le dava una sensazione orribile. Sentiva cuore e stomaco stretti in una morsa. A malincuore si rivolse all’unica presenza vigile in quella casa. «Ehi piccolo, ascolta, io devo andare. Pensi di riuscire a stare da solo per un po’?». Smise di succhiare il cucchiaio, e le sorrise. Con la bocca, con gli occhi. Un sorriso totale. Come un simile sorriso potesse illuminare il volto di un bambino che non conosceva altro che quello squallore, era un mistero che non riusciva a spiegarsi. Lo adorava. Andava pazza per quel piccoletto fin dalla prima volta che l’aveva visto. Aveva accompagnato il suo primo respiro, l’aveva avvolto in un asciugamano, e l’aveva tenuto in braccio. L’aveva aiutato a nascere lei, proprio lì in quella stanza. Non si sarebbe mai perdonata se gli fosse successo qualcosa. «Facciamo così» continuò «tu adesso starai qui, vicino alla mamma, e guarderai le canzoni in TV. Non devi per nessun motivo muoverti di qui, capito?». Il piccolo fece cenno di sì con la testa. «Bravo il mio tipetto sveglio. Non parli, però lo so che capisci tutto» gli disse sorridendogli a sua volta. Andò in bagno, chiuse la porta, e tirò fuori i soldi. Erano tanti, troppi. Portarli tutti con sé sarebbe stato decisamente troppo rischioso. E stupido. Ne prese sessanta e se li infilò in un calzino. Nascose il resto, e tornò dal fratello. «Starò via poco. Poi tu, io, e se vuole anche la mamma, faremo una bella festa. Tu prova a dormire, così arriverò più in fretta. Se ne trovo ti prendo qualche caramella». Gli diede un bacio sulla guancia. «Ti voglio bene piccolo mio. Non sai quanto». Prese lo zaino, quello che aveva sempre desiderato di poter usare per la scuola, un giorno. Mise una coperta sul piccolo, rannicchiato sul divano vicino alla madre, e si voltò per uscire. Poi, arrivata alla porta, tornò indietro. Mise una seconda coperta anche addosso a sua madre, sperando di trovarla scongelata al suo ritorno, uscì, e chiuse la porta dietro di sé. Questa volta optò per le scale, dove aveva meno probabilità di incontrare la confiscatrice di palloni. Preferiva non eccedere nell’approfittare della fortuna avuta fino a quel momento. A quell’orario non c’era molta gente in giro. Incontrò solo Giorgione, un ragazzino di undici anni, più alto della norma, di corporatura alquanto robusta, sempre trasandato, e dedito a un passatempo digito-nasale che gli era valso il soprannome di ‘trivella’. «Ciao Orky, che fai, scappi di casa?» disse, vedendo lo zaino. «Devo andare a comprare qualcosa da mangiare, il tizio che sta con mia madre non si vede da giorni. Siamo a secco» «Fino al negozio da sola? Non hai paura?» le chiese ancora. La natura lo aveva dotato di coraggio in misura inversamente proporzionale alla mole. «Un po’, ma corro veloce» gli rispose strizzandogli l’occhio. «Scusa se non mi fermo» aggiunse frettolosamente «non ho molto tempo, il piccolo è da solo con mia madre», e proseguì di corsa verso l’uscita lasciando l’amico alle sue attività estrattive. All’esterno si concesse qualche minuto per pianificare nel dettaglio il percorso più sicuro. Conosceva a memoria tutti i punti più pericolosi, e le vie alternative per evitarli. La strada le era familiare, ma preferiva avere ben chiare in mente tutte le possibili scelte in caso di imprevisti. In quel periodo le giornate stavano cominciando ad accorciarsi, ma se faceva in fretta sarebbe tornata prima del buio.
  11. Lauram

    [MI 119] Tutta colpa del sale

    Ciao @Talia carino il tuo racconto, divertente e fluido, si legge senza intoppi. Mi sono piaciute queste tue frasi. Un racconto simpatico, credo che la chiusa frettolosa si regga in questo contesto, la psicologia e le liti nascoste dei due si spostano in secondo piano, facendo risaltare l'ronia. Mi è piaciuto
  12. Ippolita2018

    Nuova recluta

    Benvenuta, @Ardesia!
  13. OMST6912280

    Non il classico bastardo [Capitolo 3 di 12]

    Ciao @Mauro86, come gia' detto, mi piace il tema e lo svolgimento della storia. Anch'io come gli altri penso che in futuro potresti riprenderlo e "allungare" le descrizioni in una seconda stesura. La storia, comunque, e' una di quelle che "catturano". Mi incuriosisce il termine "sianpsi" usato in quel contesto. Non so se lo avrei usato, ma sono scelte. Continuo a seguire, anche se a rilento. A presto.
  14. Aster

    Dubbi sui Contratti editoriali

    Mi sorprende il poco tempo che ti viene lasciato per rivedere le bozze. Tre giorni sono pochissimo. A me è capitato di farlo, comunque: mi erano state inviate le bozze editate, e così ho corretto un paio di errori dell'editor.
  15. CorvoRosso

    Infiniti mondi

    Mirko Hilbrat con il suo fantasy sfida Terry Brooks e la sua intramontabile saga di Shannara: https://www.scrittorindipendenti.com/2018/11/disfida-nr-83-le-gocce-di-lazhull-la.html
  16. Bloody Rabbit

    Un saluto agli amici del forum

    Grazie per il benvenuto
  17. Ginia

    Tra vene accartocciate.

    @EmperorOfDisaster... le parole nella tua poesia mi richiamano alla mente (forse perché donna di una certa età) quei giri di lavatrice che facevo da ragazza: tiravo fuori tutto dal cesto dei panni sporchi e ficcavo il malloppo, indiscriminatamente, nella bocca dell'elettrodomestico facendo partire il programma su uno standard "40 gradi". Non c'era nessuna preoccupazione per la natura, la tipologia, la delicatezza dei capi. A volte ne veniva fuori un bucato in cui tutto aveva perso il colore per assumerne uno indefinibile. La tua poesia ha ai miei orecchi quel colore indefinibile. Le parole mi paiono buttate dentro un po' a casaccio, senza troppa cura. Io non ti conosco, tuttavia se scrivi per un pubblico, la maggior parte dei tuoi lettori non ti conosce. La tua frase : mi conferma un po' l'idea che usi le parole non ponderandone il contenuto. È vero che c'è anche il cioccolato al peperoncino, ma quel "carnale, violento ed esistenzialista" faccio fatica a figurarmelo convergente su una persona sola. Mi spieghi? I tuoi sentimenti sono preziosi, come lo sono quelli di ogni essere umano, e hanno un valore. Se vuoi che questo valore sia preservato trasformandolo in parole, le parole devono essere scelte con la stessa morbosa cura con cui il pasticcere del ristorante stellato sceglie la ciliegina da mettere sul dolce. È un lavoraccio!! Detto questo, sono solo le mie impressoni, e fidati di più di quello che ti dice chi di poesia se ne intende più di me!!
  18. Kikki

    [MI 119] Nonno Pietro e le case di Dovia

    Buongiorno @Marcello bella l'atmosfera del tuo racconto. Sono stata solo una volta a Predappio e, ad essere sincera, non mi ha colpita, ricordo solo un palazzone bianco in una piazza, ma era tanti anni fa, chissà cosa ricordo. A leggerla però nel tuo racconto mi viene voglia di tornarci. L'immagine che apre la storia mi fa tenerezza e mi sa di favola, rimane questa sensazione, proprio perché il nonno non risponde e lascia che il nipote la viva come meglio crede, che tanto per la verità e la crudeltà c'è sempre tempo e non c'è verso di evitarle. Trovo che anche il linguaggio del bambino sia in linea con un bambino di quei tempi, così come le cose che nota. A me è piaciuto, grazie per la bella lettura
  19. Oggi
  20. Darkmiryam

    L'ultimo film che avete visto

    Davvero? Io ho amato il primo ed ero curiosissima di vedere il secondo! Ma è un obbrobrio perché è una copia spudorata del primo oppure perché è proprio fatto con il cu..ore spezzato?
  21. Macleo

    [MI 119] Prenotazione obbligatoria

    Grazie ad @Alba360, @Poeta Zaza e ancora a @Ghigo per le sue preziose annotazioni.
  22. Darkmiryam

    Il gioco delle Consonanti

    Ci provo! La tua speranza non è a terra, presa a calci dai passanti. È sotto il battito del cuore che ha perso un colpo ma riparte. @Poeta Zaza ci ho preso?
  23. Kikki

    [MI 119] Il parchetto

    Buongiorno @M.T., che malinconia! Nonostante affermi subito che sta bene nella sua vecchiaia, il tono è dimesso per tutto il racconto e l'atmosfera generale è di nostalgia, benché tu chiuda dicendo Ho notato anche che tendi a ripetere concetti e immagini, su questo andiamo molto d'accordo, anche io lo faccio sempre e soprattutto in questo racconto in cui non ho avuto tempo di rileggere... un circo! In ogni caso, sarà perché lo faccio anche io, non so, ma a me non disturbano durante la lettura, sento che hanno un valore evocativo che davvero mi rinforzano immagine e sensazione. Mi è piaciuto il tuo racconto, grazie della lettura
  24. Darkmiryam

    Jukebox

    Stamattina mi serve una sveglia bella carica. Direi che possiamo fare un salto in Russia con un po' di pagan folk... Metal!
  25. Kikki

    [MI119] Non ti lascerò cadere

    Buongiorno @Lauram ho letto tutti i commenti e ho visto che sei già stata analizzata abbastanza. Vorrei aggiungere solo una cosa al discorso sulla comprensibilità e immediatezza del testo, credo che sia tutta colpa del fatto che hai cambiato punto di vista ogni paragrafo: prima è la mamma, poi la barbie, poi la bimba, poi la bimba cresciuta. Insomma, 8000 caratteri sono pochini per cambiare così tante volte e per questo ne è uscita una situazione poco chiara. Prova a rimetterlo a posto tenendo un solo punto di vista, che so, anche quello della barbie che vede tutto, anche la crescita della protagonista. A me la storia piace molto, è molto tenera, a parte questo problema del punto di vista e qualche soggetto mancante a me sembra un buon lavoro.
  26. Lauram

    [MI 119] Oggi ho colto un fiore

    Buongiorno @caipiroska Il tuo è un racconto toccante, difficile da commentare per l'argomento trattato. Posso dirti che anche io ho pensato che fossero due donne. Ti evidenzio i tratti che mi sono sembrati più originali nelle descrizioni. Bella frase. In una parola tutto un arco di tempo. Mi piace anche questa. Le cose che mi sono piaciute un po' meno sono le ripetizioni di "marmo" (ma forse sono volute.) Lo spieghi in tutto il racconto il perché... secondo me. Perché lasciare dubbi a un lettore su un qualcosa che poi viene eviscerato comunque, come per dire: posso raccontare questo, ma non è tutto. Ciao
  27. Talia

    [MI119] Non ti lascerò cadere

    Ciao @Lauram, molto dolce il tuo racconto. Mi è piaciuto il messaggio, che almeno io ho visto, del fatto che un tempo bastava una scatola di cartone per scatenare la fantasia e non importava se non si avevano tutti gli accessori (Ken ccompreso) ci si inventava qualcosa e ci si divertiva lo stesso. Peccato che adesso le scatole delle scarpe non servono più ai bimbi (in realtà non è vero, devi sapere che con le scatole da scarpe o altri scatoloni, un po' di carta alluminio, colla e altra carta colorata ho costruito per le mie figlie i fornelli, il forno, il microonde e la lavatrice. È stato un duro lavoro di patchwork ma il risultato è fenomenale e loro si divertono un sacco). Sei stata molto brava nella parte centrale a creare l'effetto sorpresa, mi hai spiazzata all'inizio, sopratutto due cose non mi tornavano finché pensavo ad una persona reale. Questo Abbinsto a questo Ma come poteva 7na perdona poco atletica e legata nei movimenti osare tanto? Poi ho capito, ho riletto il pezzo e quella parte mi è piaciuta e mi ha fatto sorridere. La scrittura è buona, senza intoppi e scorrevole. Ottima prova! Talia
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