Category : Fare rete

Il Comitato di Lettura


Ed eccoci qua, cari lettori, per segnalarvi una nuova iniziativa targata WD! Perché, come sempre sostengo io, il nostro sogno è scrivere, ma anche leggere bei libri e, a quanto pare, recensirli.

Sì, avete capito bene, parliamo di recensioni. Ma andiamo con ordine:

Lo abbiamo iniziato a rodare qualche mese fa, e ci è piaciuto davvero tanto, per cui vi annunciamo con piacere che ha aperto i battenti ufficialmente il nostro Comitato di lettura!
In breve, brevissimo, di cosa stiamo parlando?
Di un gruppo di lettori esperti e accaniti di marchio Writer’s Dream che hanno deciso di voler dedicare un po’ di tempo alla propria attività preferita: leggere e scrivere recensioni sincere sui testi che transitano tra le loro mani.

A chi è destinato?: a tutti gli autori esordienti/emergenti che hanno pubblicato un libro con una delle case editrici presenti nella nostra lista free.
Avete letto bene: Editori. Per il momento i testi auto-pubblicati non sono compresi nella cernita per pure motivazioni organizzative. Ma non demordete, presto ci saranno novità anche in questo ambito.

In questo momento abbiamo già delle letture in corso, ma non preoccupatevi, con un po’ di pazienza, ci sarà lo spazio per tutti quanti!
Chi volesse saperne di più, trovate qui il regolamento dell’iniziativa, che vi consiglio sin d’ora di consultare!
Un paio di suggerimenti:
– Non facciamo recensioni a pagamento
– Non leviamo/cancelliamo le recensioni su richiesta: chi ce la chiede lo fa a suo rischio e pericolo di poter ricevere delle critiche

Inoltre, le più belle recensioni di quei libri che ci hanno convinto di più, verranno postate anche sul blog del WD.
Per cui, cosa aspettate? Fatevi avanti!
E con questo, dal forum, il vostro Frà vi saluta, alla prossima!

#IoLeggoDifferente – Il comunicato stampa


differente

 

Cari lettori, in queste settimane anche il Writer’s Dream è stato in contatto con una nuova iniziativa che, sin da subito, ha attirato la nostra attenzione: si tratta di Io Leggo Differente (#ioleggodifferente). Nata dall’idea di un gruppo di autori ed editori, con l’intento di far conoscere ai lettori una moltitudine di libri, spesso belli e interessanti, che rimangono a volte esclusi dal circuito della filiera libraria. Oggi questo progetto sta muovendo i primi passi nel web e con piacere, anche noi, ne condividiamo la mission partendo dal loro comunicato Stampa. Eccolo qua, mi raccomando, aderite e condividete, ma soprattutto ricordatevelo. #ioleggodifferente. E tu?
In Italia si legge poco. E quei pochi leggono sempre gli stessi. E’ un fatto. Questione di visibilità, di ben orchestrate campagne marketing, di un monopolio editoriale conclamato. Difficile convincere un non lettore ad appassionarsi alle pagine scritte o allo schermo di un e-reader, lo sappiamo. Ma è altrettanto difficile far sì che un lettore forte, di quelli che leggono più di un libro al mese, scopra un panorama narrativo diverso da quello che gli viene proposto sugli scaffali delle grandi librerie di catena. Ed è per raggiungere quel lettore che nasce ‪#‎ioleggodifferente.
Differente non vuol dire migliore, vuol dire diverso. Ci sono molti autori validi, pubblicati da case editrici piccole e indipendenti, che non riescono materialmente a raggiungere i lettori. Manca la distribuzione, manca la pubblicità, manca la volontà, anche, di andare “a caccia” di qualcosa di diverso, di un nome nuovo, di storie inconsuete.
#ioleggodifferente nasce per favorire l’incontro tra scritture poco conosciute e lettori.
#ioleggodifferente è su twitter: https://twitter.com/leggodifferente
e su Facebook con la pagina https://www.facebook.com/ioleggodifferente
#ioleggodifferente è su instagram, su pinterest, su google+
#ioleggodifferente è una rete di blog che da sempre si interessano di scrittori e scritture differenti.
#ioleggodifferente sarà un sito (di prossima pubblicazione).
#ioleggodifferente è, soprattutto, voglia di agire adesso: gli autori che aderiscono al progetto mettono a disposizione una copia di un loro libro; uno stralcio verrà pubblicato sul sito. Chi vorrà lo leggerà e lo commenterà. L’autore, a proprio insindacabile giudizio, regalerà a un lettore/commentatore una copia del libro. Il lettore riceverà il libro e ne documenterà l’arrivo con una foto che verrà pubblicata sul sito, sui blog e su tutti i social coinvolti. Il lettore leggerà il libro, lo commenterà (a proprio insindacabile giudizio), poi sceglierà un altro lettore cui passarlo. E la procedura riprenderà in una catena di lettura/passaparola che può allargarsi ai librai che vorranno partecipare, mettendo in vetrina uno o più libri DIFFERENTI consigliandoli ai propri clienti (con l’indispensabile complicità degli editori coinvolti).
Invitiamo editori, autori, lettori e librai interessati ai libri DIFFERENTI:
a seguire #ioleggodifferente sulla pagina fb e sugli altri social e/o
a collaborare attivamente alle iniziative in preparazione iscrivendosi al gruppo fb  #ioleggodifferente.
A breve il sito e molte novità: restate in contatto!

 

 

Editori allo scoperto: fare rete nell’editoria


Sono anni, anni, anni che ripeto una cosa: occorre fare rete. Lo scrissi in tempi non sospetti (Divide et impera è del 2010, Sul concetto di community dell’estate 2013) che la nostra grande pecca – e per “nostra” intendo del mondo editoriale – è quella di badare al proprio orticello, senza mai preoccuparsi dei problemi altrui.

Finalmente qualcuno è uscito allo scoperto. Letteralmente.

Editori allo scoperto è una nuova ed entusiasmante realtà il cui scopo è esattamente quello di fare rete: cercare e creare contatto con il pubblico e i lettori – chi già legge e chi è ancora lontano dal mondo dei libri – fare reading, creare una vita culturale cittadina.
Sì, perché Editori allo scoperto è una realtà tutta palermitana, che coinvolge editori tutti rigorosamente non a pagamento.
Citando dal loro sito:

Editori allo scoperto racchiude sotto un unico titolo una vasta gamma di eventi culturali e momenti d’incontro organizzati dalle piccole case editrici indipendenti di Palermo che vogliono collaborare e fare rete.
Gli editori che hanno aderito creeranno insieme occasioni per promuovere la lettura e la conoscenza delle piccole realtà editoriali in contesti diversi, anche al di fuori dei luoghi solitamente deputati.
Gli editori promuoveranno in prima persona il proprio lavoro e le proprie scelte editoriali cercando un rapporto diretto con il pubblico e un dialogo con l’intera città.

  • Editori allo scoperto nasce perché solo facendo rete si può spuntarla.
  • Editori allo scoperto scommette sul rapporto diretto con il pubblico perché un libro è diverso da una news e ha bisogno di tempo per essere apprezzato e per essere compreso.
  • Editori allo scoperto intende promuovere il rapporto diretto fra le persone, perché c’è bisogno di dialogo, di confronto e di immaginare insieme un altro modo di andare avanti.
  • Editori allo scoperto mette in campo una serie di idee basate sulla collaborazione fra editori e pubblico, non più inteso come interlocutore passivo, semplice auditorium, ma come parte attiva di un grande progetto editoriale.

Chi sono i protagonisti? Glifo Edizioni, Corrimano Edizioni, Il Palindromo Edizioni, Edizioni Leima, Navarra Editore, Torri del Vento Edizioni, Urban Apnea Edizioni, Istituto Poligrafico Europeo, Mesogea, AAS PressSpazio Cultura Edizioni, Edizioni Caracol21 Editore e Qanat Edizioni.

Non sono riuscita purtroppo a partecipare ai due incontri inaugurali; ho avuto però l’immenso piacere di conoscere bene Urban Apnea Edizioni e i loro componenti (e di acquistare un loro libro – cartaceo, perché loro distribuiscono online del tutto gratuitamente i loro testi – e una bellissima maglietta in fibra di bambù).

Seguirò e seguiremo da vicino questa nuova rete che ha tutte le carte in regola per creare – finalmente – uno splendido movimento culturale direttamente sul territorio.

La cultura che muore, ovvero la storia di una biblioteca che chiude


La biblioteca in questione è quella della mia città – città d’adozione, ché io sono padovana – ovvero l’Accademia dei Concordi di Rovigo. La notizia (sebbene non del tutto inaspettata) mi ha causato un mix di stordimento, dolore, incredulità e rabbia.
Tanta rabbia.

 Sullo stato dell’Accademia dei Concordi e dei servizi che offre, a rischio per l’alta esposizione debitoria a causa dei contributi non elargiti dal Comune, il sindaco Bruno Piva aveva dichiarato ieri, venerdì 27 giugno: “Vogliamo modificare il contratto, passando dall’attuale contributo ad una posta di bilancio”.

Intanto che l’amministrazione pensa come fare il Consiglio direttivo dell’Accademia ha deliberato la chiusura del servizio pubblico di biblioteca, sala studenti e sala lettura dei giornali comprese, a partire dal prossimo 7 luglio e sino a quando il Comune di Rovigo non ottempererà a quanto contrattualmente previsto e legittimamente richiesto, ovvero l’assegnazione effettiva dell’importo sopra indicato, anche rateizzato;

Mancano i fondi, e la cosa si trascina da tanto, troppo tempo. Così, la biblioteca di Rovigo chiude. Una biblioteca con un numero altissimo di testi, di grande rilevanza sul territorio, è costretta a cessare il servizio.
Non ho parole per commentare la notizia, solo un’immensa amarezza e una rabbia altrettanto vasta. Su Facebook è nata una pagina di protesta, intitolata Accademia dei Concordi – La cultura non può morire che nel giro di 24 ore ha raccolto quasi 4000 like.

Non so quanto possa servire, ma voglio ugualmente unire la mia voce e quella di Writer’s Dream a quella della protesta per la chiusura della nostra biblioteca.

Letti di Notte 2014


Anche quest’anno, il 21 di Giugno, l’arrivo dell’estate può essere vissuto in mezzo ai libri e alla cultura.
Letti di notte è un evento letterario diffuso, che si svolge in diversi momenti della serata del 21 giugno in diversi luoghi che abbracciano tutta l’Italia, con un unico motto: La notte appartiene ai lettori. Per cui troverete diverse librerie, biblioteche, associazioni ed editori aperti per la notte con manifestazioni, rassegne, presentazioni e letture condivise. Perché in fondo Letti di notte non è altro che la notte bianca dei lettori.

Questo è il trailer:

Qui invece troverete i vari appuntamenti, gli editori coinvolti, i singoli programmi suddivisi per Regione. provate a cercare il luogo più vicino a voi e fateci un salto: avere mai provato l’ebbrezza di vivere un libro, in compagnia di tanti altri lettori, di notte?

 

Ulteriori informazioni, su Letteratura Rinnovabile.

 

Nativi Digitali Party a Bologna


Li conoscete i Nativi Digitali? Se la risposta è no vedete di rimediare, e alla svelta. Ci hanno invitato tutti al loro party, che si terrà il 7 giugno a Bologna:

10363421_574697662644869_4350804779676668324_n

Con la scusa che non abbiamo mai fatto una festa di inaugurazione, invitiamo tutti gli utenti di Writer’s Dream interessati a partecipare al nostro piccolo evento, alle 16.30 del sabato (7 giugno) pomeriggio come alle medie!
L’evento si terrà presso Osteria La Matta (via Zucchini 9, Bologna, facilmente raggiungibile in treno o in macchina da fuori e a piedi dal centro di Bologna); sì, tranquilli, è previsto il rinfresco!

In realtà l’evento vuole essere quanto più lontano possibile dalla solita presentazione autoreferenziale, ma un modo per dare voci ad autori e blogger e fare quattro chiacchiere sull’editoria, digitale e non, in un contesto informale.

Vi lasciamo con il link all’evento su Facebook.

Intervista a Eugenio Saguatti con giveaway incluso


Perché fare le cose a metà? Oggi si intervista Eugenio Saguatti in occasione dell’uscita dell’antologia Diari dal sottosuolo e in più si fa un giveaway.
Ma andiamo con ordine. Per cominciare: che diavolo è Diari dal sottosuolo?

Diari-Cover-Esecutivo

È disponibile da lunedì 28 aprile l’antologia collettiva Diari dal Sottosuolo, a cura di Diario di Pensieri Persi. La raccolta nasce come best of dei racconti Urban Fantasy che hanno partecipato al concorso Chrysalide indetto nel 2013 da Mondadori. La redazione di Diario di Pensieri Persi, sotto la guida di Alessandra Zengo, ha scelto cinque dei racconti migliori, a cui si uniscono i contributi di Laura MacLem (L’incanto di cenere, Asengard), di Gisella Laterza (Di me diranno che ho ucciso un angelo, Rizzoli) e di Stefania Auci, Giulia Marengo e Romina Casagrande. A impreziosire l’antologia la prefazione di Valeria David e la postfazione dedicata all’Urban Fantasy a cura di Luca Tarenzi. La cover del volume è stata realizzata dall’artista spagnolo di fama internazionale Mario S. Nevado dello studio Aégis.

L’agghiacciante nenia di una sirena assetata di sangue. Una giovane strega desiderosa di vendetta che invoca demoni oscuri. Un uomo disposto a tutto pur di ricordare il suo passato. Città immaginarie, portali che separano il quotidiano dall’incubo. Echi provenienti dall’abisso dell’animo umano e che affiorano minacciosi come ombre. Tra le pagine di questi racconti, tutto può accadere. Una straordinaria antologia che coglie con un unico sguardo il mondo del sovrannaturale. Diari dal Sottosuolo ci inizia al perturbante confronto con un universo dalle tinte cupe e dai labili confini, quello dello Urban Fantasy, nel quale risuonano le voci di dieci talentuosi autori italiani che credono nella suggestione del diverso e nel fascino dell’orrore.

E ora iniziamo con l’intervista a Eugenio. Poi parliamo del giveaway.

La prima domanda è d’obbligo: Chi è Eugenio, direttamente dalla sua penna e in cinque righe.

Mi metti in crisi. Diciamo che a 46 anni ancora mi chiedo cosa farò da grande. Uh, avevi detto cinque righe? Vabbè, me le tengo per dopo.

 

Il tuo racconto apre degli spiragli piuttosto interessanti perché riesce a proiettare il lettore nei mali della società moderna e nei danni che l’umanità perpetra nella natura e nella segregazione delle diversità, anche razziali. Da qui la domanda mi sorge spontanea: secondo te chi vincerà le elezioni europee?

No dai, scherzavo. Mi piacerebbe sapere però se il tuo intento narrativo con “Nati nel  buio” fosse quello di fare una disamina dei comportamenti umani e far sorgere nel lettore dei dubbi etici sull’umanità, proprio come è accaduto a me.

Quali elezioni europee? Scherzavo.

Mi tocca deluderti, almeno in parte. Il mio primo intento è raccontare una storia che sequestri il lettore e lo porti altrove. Per riuscirci, o almeno per provarci, è fondamentale metterci dentro argomenti che abbiano in sé forza sufficiente e che appassionino me per primo. Parto spesso da quel che mi sta attorno e che mi ha colpito.

Mi piace l’idea di non dare risposte precotte. Sono contento quando il lettore pensa “Cosa farei io al posto di quel personaggio?”

 

Di solito il genere fantastico viene concepito come un ambito di pura evasione, anche se invece esistono tanti esempi dove il romanzo fantasy diventa la metafora di una critica, a volte aspra, alla società moderna o ai mali della storia. Mi viene in mente per esempio, “Queste oscure materie” di Pullman. Quanto il desiderio di raccontare con la propria visione ciò che hai intorno influisce nella tua pratica di scrittore fantastico (di genere, oltre che come persona)?

Secondo me il fantastico in generale (fantascienza, horror, fantasy e i possibili intrecci) è un punto d’osservazione privilegiato sulla realtà. Prendi un tema forte, cambi i termini di paragone, trasporti il tutto su un altro mondo e ti sei scrollato di dosso i pregiudizi che ti porteresti dietro se scrivessi un racconto realistico.

Per esempio: immaginiamo un pianeta dove si combatte da secoli una guerra tra uomini blu e uomini verdi. Entrambe le fazioni accusano gli avversari di crudeltà insopportabili e anche di aver dato inizio al conflitto. È l’ideale per mostrare l’assurdità della situazione, con la libertà che ci permette l’ambientazione di fantasia.

 

Momento pubblicità: ti va di dire ai nostri lettori perché devono leggere “Nati nel buio” della raccolta “Diari dal sottosuolo”?

Ahia. Sono pessimo nel marketing. Dunque… non è che DEVONO leggerlo. Potrebbero trovarlo interessante se amano la contaminazione tra i generi del fantastico. “Nati nel buio” è un misto di urban fantasy, dark, fantascienza. E forse qualcos’altro ancora che sfugge anche a me. C’è odore di I guardiani della notte di Luk’janenko e Bladerunner.

Facciamo un gioco, ti va? Io ti nomino 5 aspetti del mondo della letteratura e del web, tu mi rispondi a ciascuna con un flash, una definizione lampo a parole tue.

D’accordo. Vado eh?

Fantasy -> Un genere che ha dato tanto e potrebbe dare ancora se trattato con passione e rispetto.

EAP -> Cacca. Tempo e soldi buttati via.

Autopubblicazione -> Una via difficilissima, ma a volte l’unica percorribile.

Linda Rando -> Il primo aggettivo che mi viene in mente non è riferibile. Il secondo è “coraggiosa”. (Ciao Linda!)

Premio Letterario -> Uh. Ah. Oh. Questo è un campo minato. Mi gioco il jolly e spendo le righe risparmiate in apertura. Premi letterari in Italia ce n’è un bigoncio, dal Bagutta che è il più antico al Festival della Cipolla di Casestorte di Sotto. Quelli seri sono importantissimi, altri sono vere e proprie truffe. Consiglierei di informarsi bene prima di spedire un proprio scritto. C’è una quota di partecipazione? In cosa consiste il premio? Da chi è composta la giuria? I diritti sull’opera per quanto tempo vengono ceduti?

 

Anno 2014: Eugenio Saguatti vince il Premio Strega con il suo romanzo di genere: cosa provi e come festeggi?

Cosa proverei non ho idea, un premio di quella fama non so cosa mi scatenerebbe. Probabilmente un infarto. Festeggerei con bagordi a sfinimento, poi sotto con un altro romanzo, subito.

Vuoi dare qualche consiglio ai nostri lettori che vogliono cimentarsi nel mondo della scrittura di genere fantastico?

A costo di sembrare pedante, ne do due:

• documentarsi bene su tutto ciò che è possibile;

• creare un universo coerente e credibile.
La magia, o la tecnologia futura, o il soprannaturale non giustificano tutto. Il patto tra autore e lettore è fragile, basta poco per spezzarlo.

 

Com’è nata la collaborazione con Diario dei Pensieri persi e finora, (in confidenza, promettiamo che non lo riferiamo alla redazione!) come ti è sembrata l’esperienza?

Quei gran cialtro… bravi ragazzi. Anzi, ragazze, visto che sono quasi tutte donne.

Questa antologia doveva uscire in origine con Mondadori. Non so cosa sia andato storto, ma non se n’è più fatto nulla. La redazione di Diario dei pensieri persi, che aveva curato anche la pre-selezione dei racconti, ha recuperato il malloppo, ci ha lavorato su e l’ha portato a forma compiuta.

La mia editor è stata Emanuela Taylor, che si è rivelata qualcosa di simile a una stalker (ciao Taylor!). Attenta, puntigliosa, ma anche aperta all’ascolto e rispettosa. Una rarità. Lavorare in questo modo non è nemmeno lavorare, è un piacere. Mi auguro si possa fare altro insieme. Senza doppi sensi. Mmmh… be’, un po’ sì.

 

Grazie Eugenio per la tua collaborazione!

Grazie a voi per l’ospitalità. Buona lettura.

E il giveaway?

Facile.
Per partecipare vi basterà lasciare condividere il post su Facebook o Twitter; dopodiché, lasciate qui un commento qui sotto che abbia a che fare con l’intervista o l’antologia; potete essere seri o simpatici, carini e gentili oppure antipatici e bastardi, fate quel che vi pare. Il commento lo potete riportare anche sul social, ma è fondamentale che lo scriviate qui, nello spazio commenti.

Avete sette giorni a partire da oggi, quindi la partecipazione si chiuderà il 5 giugno a mezzanotte.
Il vincitore, che verrà scelto secondo il commento giudicato più brillante, riceverà una copia digitale dell’antologia. E non pensiate che sia un premio di poco conto: i ricavati dell’antologia vanno tutti ad Emergency, quindi è un vero e proprio regalo quello che riceverete.

E ora… via libera ai commenti! 😀

RovigoRacconta: il festival di libri, musica e teatro


logo_rovigoracconta (1)

 

Rovigo è una cittadina (che fa pure provincia) persa nel cuore del Veneto. Ed è dove, grosso modo, vivo io. Non è una città viva, tantomeno sotto il profilo culturale. Per questo quando Mattia Signorini (scrittore e fondatore della scuola di scrittura creativa Palomar, nonché ex collaboratore dell’agenzia letteraria di Vicki Satlow) mi ha parlato di questo festival ne sono stata assolutamente entusiasta. (Avrei dovuto e voluto partecipare anche io, ma impegni di lavoro me ne hanno tenuta lontana. Me ne pento amaramente, ma tant’è: sono sfortunata, me ne devo fare una ragione).

ROVIGORACCONTA è il nuovo festival di libri, musica e teatro che si svolgerà nei più suggestivi spazi del centro storico di Rovigo sabato 31 maggio domenica 1 giugno 2014.

Due giorni per undici incontri con i più importanti scrittori e artisti della scena nazionale.

Il tema di questa prima edizione è il viaggio.

ROVIGORACCONTA sarà presentato da Christian Mascheroni e Marta Perego, i conduttori di Ti racconto un libro, in onda su Iris, Mediaset.

Il programma è ricchissimo e gli artisti presenti ancor di più: tra i tanti ci saranno Andrea Scanzi e Giulio Casale, che metteranno in scena il loro spettacolo “Le cattive strade”; ci saranno Andrea VitaliVioletta Bellocchio e parecchi altri nomi che vi invito ad andarvi a scoprire da soli.

Ci sarà anche uno spazio per i bambini, con delle letture animate a cura di Tadabimbi.

logo_rovigoracconta mappa_2

 

Naturalmente, dato che il festival si svolge in due giorni, non mancano le convenzioni per mangiare e dormire.

Inoltre, dato che in questo periodo al Palazzo Roverella di Rovigo è ospitata la mostra L’ossessione nordica c’è una convenzione ulteriore:

Nei giorni del Festival l’ingresso alla mostra L’OSSESSIONE NORDICA, che ha già superato i 40000 spettatori, è offerto da ROVIGORACCONTA a un prezzo fantastico per un numero limitato di biglietti, che puoi acquistare al costo di 1€ direttamente all’INFOPOINT.
In caso di esaurimento dei biglietti disponibili l’ingresso alla mostra sarà comunque offerto per tutti al prezzo speciale di 6€ con acquisto del biglietto direttamente a Palazzo Roverella.
La mostra L’OSSESSIONE NORDICA nei giorni del Festival è aperta dalle ore 9 alle ore 20.

Non avete motivo di mancare. Non avete proprio motivo: da qualsiasi parte d’Italia veniate, Trenitalia vi dà la possibilità di arrivare in questa cittadina che sembra piccola e sperduta e invece è collegata pure con le Frecce. Venite, partecipate e divertitevi. Sennò vi veniamo a cercare a casa.

Book Night Moon – La terza edizione della notte bianca dei lettori


Le notti bianche nelle città ci assediano: serate in cui i negozi sono aperti fino a mezzanotte, in cui fanno sconti (forse) e dove si suona musica che a definir scadente le si fa un complimento.

La Book Night Moon è tutt’altra cosa. Organizzata da Diario di pensieri persi, ideata da Elena Bigoni, è ormai giunta alla sua terza edizione, dopo aver riscosso un successo clamoroso nelle precedenti occasioni.
Dove si svolge? Non in un luogo fisico, bensì su Facebook (su una pagina dedicata) e su Twitter – anche se, personalmente, preferisco l’area di Facebook per un evento del genere: più facile discutere, più facile continuare una discussione e non perdersi nel marasma di un flusso continuo.

Ecco la presentazione ufficiale dell’evento:

La redazione di Diario di Pensieri Persi è lieta di invitarvi alla terza edizione della Book Night Moon – La notte bianca dei lettori, evento virtuale nato da un’idea di Elena Bigoni che si terrà sabato 31 maggio a partire dalle 21.00. Come già lo scorso anno, l’evento chiuderà la manifestazione culturale Il maggio dei libri.

In questo spazio virtuale voi lettori potrete incontrarvi e trascorrere insieme a noi “la vostra notte bianca” parlando dei libri che avete amato, state leggendo, e di quelli che vi accompagneranno durante la lunga maratona notturna.
Lo staff di Diario vi accompagnerà in questo viaggio letterario notturno proponendo diverse iniziative di intrattenimento: argomenti di riflessione sulla lettura, il mondo letterario, giochi di vario genere e sorprese appetitose.

The Book Night Moon è un vero e proprio raduno virtuale dove le distanze fisiche non contano e l’Italia sarà unita all’insegna di quella grande passione comune che risponde al nome di lettura
Per partecipare alla Book Night Moon è sufficiente aderire all’evento o Twittare utilizzando l’hashtag #BookNightMoon e menzionando @RedazioneDiario. La Notte bianca è un appuntamento pensato per autori, case editrici e semplici lettori, un modo per confrontare idee ed esperienze e scoprire nuovi interessi parlando di libri e leggendo (per chi ci riesce).

La redazione di Diario di Pensieri Persi vi aspetta sulla pagina dell’evento e su Twitter dalle 21.00 alle 03.00 antimeridiane di domenica 1 giugno. L’evento è aperto, per cui ognuno è libero di invitare i proprio amici.

Vi aspettiamo!
La redazione

Non vi dico #savethedate perché ho letto su Facebook una cara vecchia amica un tempo editrice dire (giustamente) “al prossimo #savethedate rispondo “in chiavetta o su dropbox?” ma voi organizzatevi e non scordatevi l’appuntamento. Qui tutti i dettagli.

#25N: Giornata contro la violenza sulle donne – Il giorno dopo


Ieri siamo stati in silenzio, non abbiamo parlato. È un bene che esista la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, è bene che se ne parli e che si utilizzino i termini corretti per farlo. Tuttavia, come molte delle persone che ieri ne hanno parlato pensiamo che un solo giorno all’anno non sia sufficiente. Noi, in questi spazi, parliamo di altro: editoria, scrittura, libri… cultura, in una parola sola. E il nostro collettivo non può rimanere insensibile o in silenzio di fronte a tematiche come queste.

Come in tanti, ieri, hanno ricordato, la cultura è alla base di ogni cosa. Senza partire dalla cultura non si può e non si potrà mai risolvere il problema della violenza sulle donne – né ogni altro problema relativo all’uguaglianza e ai diritti umani.

Loredana Lipperini parlava dei testi scolastici per le elementari, di come siano carichi di stereotipi e sottolineino la divisioni di ruoli tra uomo e donna in ogni pagina:

Per usare le parole di Chiara, madre di una bambina che frequenta la seconda elementare:  In tutte le storie in cui si parla della famiglia c’è una mamma che fa biscotti e cioccolato caldo e torte, le bambine sono confuse e spaventate e puliscono con la magia le loro stanze! Le bambine sono sempre in minoranza, sono quelle che scoprono i fiori mentre gli uomini scoprono cimeli di famiglia fantastici, che parlano dei fratellini e se raccontano una fiaba parlano di principi e principesse, mentre  i maschi parlano di draghi e robot”.
Qualsiasi discorso sul 25 novembre, qualsiasi manifestazione, rivendicazione, riflessione sui ruoli, non può che partire da qui. Finché non si agisce sui testi scolastici, su chi li scrive, propone, adotta, un lavoro già lungo diventerà impossibile.

Un anarchic@, su Femminismo a sud, sottolinea a sua volta l’importanza fondamentale della cultura e della costruzione di rapporti liberi per cambiare lo status delle cose:

L’unica possibilità è costruire delle relazioni libere e libertarie, che sovvertano questa opprimente cultura del dominio. Perché non la si può abbattere un lato per volta, la violenza sulle donne è quella fisica, ma anche quella di chi vuole impedire una libera sessualità e controllare i corpi, pregando “per le vittime dell’aborto”; o quella del capitalismo che affama sempre più persone, uomini o donne che siano. Saranno delle relazioni liberate e liberatorie a demolire il dominio. Sotto qualunque aspetto si mostri.

Eretica, sul Fatto Quotidiano, parla invece di come la Giornata sia diventata marketing, come spesso – sempre? – accade quando si tratta di manifestazioni internazionali e su larga scala, quando la protesta diventa un rito:

Novembre è un bel mese dopotutto. Si festeggia “la violenza sulle donne”. Si contano i cadaveri di donne uccise. Parlamentari vanno in tour a fare marketing istituzionale e a raccontare di averci “messe in sicurezza” con un decreto che nessuna di noi ha voluto. Il colore rosso diventa simbolo di vittimizzazione invece che di forza e ribellione.

Nelle fiaccolate dedicate al martirio vedi agitare ceri e forconi in egual misura. Alcune aziende useranno la parola “femminicidio” come brand per ricavare introiti. […] In televisione racconteranno che gli uomini hanno un lato “oscuro”. Le donne che sono state uccise, però, un pochino, certo, se la sono voluta. Si fa attenzione a non far passare messaggi eccessivamente critici nei confronti della narrazione dominante

E infine una bella e lunga riflessione su Sud-de-genere, dove si parla di obiettori di coscienza, di patriarcato e di piccoli gesti quotidiani personali per partire e continuare con il cambio di rotta:

E siccome credo che  bisogna andare alla radice dei problemi, che la violenza di genere ha una provenienza ben precisa (millenni di patriarcato), e che nel mio microcosmo anche io posso provare a fare qualcosa di simbolico/concreto,  quest’anno  ho deciso di stilare per il 25 novembre una  lista – passibile di aggiornamento/revisione – di piccole cose da tenere bene a mente e da fare. […] la violenza contro le donne non si combatte con immagini che la esprimono o tramite la vittimizzazione di presunti soggetti,  deboli per natura.

1 2