Category : Editoria

AgeBook


AgeBook è un editore digitale. La casa editrice premette che può offrire un contratto per pubblicazione cartacea, ebook oppure per lasciare le opere free, liberamente scaricabili dal sito.

La casa editrice non pubblica un genere preciso. Essendo un editore digitale, la distribuzione viene effettuata solo online; per la promozione, nella pagina dedicata si dice che AgeBook “collabora con BIC Licensing allo scopo di formulare progetti e proposte di libri e giochi multimediali utilizzanti sia i Characters gestiti dalla BIC Licensing che Characters personalizzati, al fine di soddisfare le richieste derivanti dall’Industria Produttiva e dalle Agenzie di Comunicazione promo-pubblicitarie.”

http://www.agebook.com/

Ad Est dell’Equatore


Ad Est dell’Equatore è una casa editrice che non pubblica nessun genere particolare: pubblica un po’ tutti i generi, a patto che i manoscritti non superino le 200’000 battute (e che, naturalmente, siano libri validi).
E’ distribuita da NDA.

I manoscritti possono essere inviati sia via posta che email, allegando al manoscritto (intero, niente capitoli sciolti) una scheda biografica e una sinossi.

http://www.adestdellequatore.com/

Accademia Vis Vitalis


Accademia Vis Vitalis è una associazione editrice che ha come centro il benessere, fisico, spirituale, mentale e tutto ciò che può portare l’individuo a stare bene.
Le pubblicazioni riguardano il benessere, la medicina alternativa, esoterismo e divulgazione scientifica.

La casa editrice ha sede a Torino e non chiede contributi.

http://www.accademia-visvitalis.org/italiano/home.htm

80144 Edizioni


Con questo post diamo il via a una specie di “censimento” delle case editrici free: una sorta di miniguida che sarà suddivisa per generi, per permettere di individuare più agevolmente gli editori con le collane adatte al proprio manoscritto.

Oggi parliamo di 80144, una casa editrice molto particolare che verte sul genere comico/umoristico ed erotico.
Nella collana “Passato” troviamo antologie di racconti, fumetti, e anche cd musicali. Predomina la linea “Toilet”, la collana di racconti da leggere al bagno.
Nel “Presente” ci sono romanzi, sempre di genere erotico e comico, mentre il “Futuro” è un bando di ricerca per dei racconti.

La 80144 è decisamente stravagante, e la stravaganza era rispecchiata anche nello stand che avevano al Salone del libro di Torino 2010.
La distribuzione è curata da PDE, che è uno dei maggiori distributori italiani; tuttavia è bene ricordare che nella stragrande maggioranza dei casi, piccoli e medi editori non hanno effettiva distribuzione in libreria.

http://www.80144edizioni.it/

Vento Letterario – fiera dell’editoria indipendente di qualità (e che dice no all’editoria a pagamento)


E possiamo noi non segnalarla? Segnaliamo con un po’ di ritardo, perché in questi giorni un’assurda polemica su FB ci ha portato via con la testa, ma segnaliamo, e con immenso piacere.
L’iniziativa è nata da Carlotta Borasio e Andrea Malabaila di Las Vegas Edizioni, e si riassume così:

Dal 16 al 18 luglio nella piazza centrale di Finale Ligure si riuniranno alcuni editori per dare vita alla prima fiera che dice no all’editoria a pagamento. Venite a conoscere i nostri editori di qualità.

Quotidianamente, sulla pagina Facebook dell’evento, vengono presentati i vari editori che partecipano. Cercate di esserci.
Noi, in un modo o nell’altro, saremo lì.

Doppio binario quelli che


Abbiamo deciso che rientrano nella categoria “Doppio binario” non solo quegli editori che chiedono contributi solo in alcuni casi, ma anche tutti gli editori che chiedono una tassa di lettura, anche sotto forma di concorsi, acquisto di libri in catalogo e via dicendo.

Si tratta di un passaggio di soldi dall’autore all’editore, un passaggio obbligatorio per ricevere un trattamento che gli editori Free fanno gratis; non saranno inclusi nella categoria editori come I Sognatori, che hanno due opzioni per l’invio dei manoscritti, una che richiede l’acquisto di libri in cambio di una recensione accurata e una gratuita.

Le proteste rivolgetele direttamente alle Autorità competenti, grazie: noi non le prenderemo in considerazione.

Pagare per lavorare e lavorare gratis


Siccome sono stanca di sentirmi dire “devi fare così”, “devi fare cosà” chiariamo un paio di cosette relative alla pubblicazione a pagamento e alla pubblicazione senza retribuzione.

Nel primo caso abbiamo un editore che, per farti pubblicare, ti chiede una più o meno cospicua somma di denaro e cerca di convincerti che in Italia o paghi o non pubblichi, che pagare per pubblicare è giusto e che non esistono altre vie, perché l’editore è povero, il mercato è duro e tante altre brutte cose che costringono l’editore a chiederti soldi. Per chi si sintonizzasse in questo momento: balle. Queste sono tutte balle inventate dagli editori per giustificare la loro politica editoriale. Politica editoriale che è legalissima, è questo il bello: non fanno nulla di criminoso/illegale/immorale/immondo ma sentono comunque il bisogno di giustificarsi. E se ti permetti di dire “Pinco Panco Editore pubblica a pagamento” si incazzano pure. Vabbè.
Dicevo: questo è pagare per lavorare, e come tale è privo di senso. Nel dizionario italiano, il termine “lavoro” ha due significati: il primo è “l’occupazione retribuita”. Il secondo lo vediamo poi.

Nel secondo caso abbiamo un editore che ti pubblica gratis, senza chiederti un soldo, ma che per ragioni varie ti dice “non ti pago i diritti d’autore”. I diritti d’autore, lo ricordo, ammontano al 5 o al 10% del prezzo di copertina, ovvero a pochi centesimi. Una scelta discutibile, vero; io stessa non la approvo e non la condivido, anche in virtù del fatto che il primo significato di lavoro è “occupazione retribuita”. Questo è lavorare gratis, e qui veniamo al secondo significato della parola lavoro: “l’azione del lavorare e il prodotto così ottenuto”. Non si fa menzione di retribuzione (e al primo furbo che cercherà di rigirarla a suo favore dicendo “allora anche l’editore a pagamento non ti retribuisce” faccio notare che non c’è scritto da nessuna parte, in nessuna parte del mondo, che il lavoratore deve pagare la persona a cui fornisce il prodotto) e il lavoro non pagato lo possiamo trovare nel volontariato, negli stage, nelle collaborazioni gratuite, nei portali come il Writer’s Dream, che lavorano senza chiedere un soldo a nessuno.
L’editore che non ti paga non ti prende in giro, non cerca di rigirarti la frittata, non ti fa credere che non ci siano alternative: ti dà semplicemente un’opzione.

Per questo motivo, le liste non cambiano né cambieranno mai i criteri: gli editori che non pagano – per contratto – i diritti d’autore e non chiedono soldi rimangono nella lista free. Reclami, contestazioni e altro saranno bellamente ignorati: il sito è gestito secondo i miei criteri, non secondo quelli del primo che passa per strada.
E scusate se vi sembra una cosa antipatica, ma ve l’ho detto: sono stanca della gente che ha la verità in tasca. Tenetevela, io non la voglio.

Contro l’editoria a pagamento


Iniziative contro l’editoria a pagamento ce ne sono a bizzeffe, sul web, ma per me l’arma efficace è una sola: l’informazione.
E’ per questo motivo che nasce la 1° giornata nazionale Contro l’Editoria a Pagamento, una manifestazione virtuale che ha uno scopo ben preciso: raggiungere e informare quante più persone possibili.

Come fare? Con i blog, con i forum, con i siti web e – soprattutto – con i profili Facebook che ognuno di noi possiede. Il 31 maggio ognuno di noi dovrà scrivere (o condividere un articolo altrui, non è necessario scriverne uno proprio: il fine è quello di informare, non di fare esercitazione di scrittura) e pubblicare sui propri spazi un articolo contro l’editoria a pagamento e successivamente linkarlo sul proprio profilo FB, se ce l’ha.
Se decidete di condividere l’articolo di qualcun altro e avete comunque un blog, linkatelo anche lì.

L’obiettivo, come vi dicevo, è quello di arrivare a quante più persone possibili. E qui ci saranno i fuochi d’artificio.

Approfondimenti sull’editoria a pagamento

  1. Perché non pubblicare a pagamento
  2. Gruppo Albatros: collana Nuove Voci
  3. Gruppo Albatros: testimonianze
  4. Contro l’editoria a pagamento
  5. I costi reali  e i contributi richiesti
  6. Quando i sogni hanno un prezzo

Il Ponte del Sale Edizioni: pubblicazione gratuita di poesia


Quest’editore è una mosca bianca: pubblica gratuitamente la poesia. Non solo: per contratto, l’autore riceve 50 copie gratuite del proprio libro.

Ho scoperto l’esistenza di Ponte del Sale stamattina, parlando di editoria con il mio professore di italiano, che è uno dei proprietari.
Alla faccia di chi dice che per pubblicare l’unico modo è pagare, tanto più se si tratta di poesia.

ATTENZIONE: l’unico indirizzo funzionante è ilpontedelsale@libero.it

ATTENZIONE: l’unico indirizzo funzionante è ilpontedelsale@libero.it

Gesti concreti


In seguito alla notizia sulla sospensione delle tariffe agevolate per gli editori su Facebook e sulla rete sono nate iniziative che sostengono l’opposizione degli editori al fine di ottenere di nuovo le agevolazioni. Le solite raccolte di firme, il passaparola, spargi la voce, scrivi al Parlamento… quando mai una petizione è servita a qualcosa? C’è anche una petizione contro l’editoria a pagamento, in giro. Il problema è sempre il solito: si parla, si parla, a parole c’è un grandissimo sostegno. “Facciamo sentire la nostra voce” è il motto preferito di chi si arma di tastiera e Facebook, spargendo ai quattro venti un link che, nell’80% dei casi, verrà ignorato e catalogato come spam. L’ho firmato anche io, l’appello del Gruppo Edicom, ma sono certa che sarà del tutto inutile. Tentar non nuoce, e inserire la propria mail non costa nulla. Però. L’ho detto sopra, che c’è un problema: se tutti quelli che si stanno mobilitando per lasciare note sui profili di Facebook altrui (chissà con che utilità), scrivere petizioni, distribuirle e quant’altro comprasse un solo libro di un solo piccolo/medio editore il problema di rientrare nei costi non esisterebbe più, per il semplice motivo che si risolverebbe anche quella bellissima cosa chiamata “crisi della piccola e media editoria”. Quanti sono quelli che, dall’alto di blog, pagine di FB e via dicendo, inneggiano al sostegno della piccola e media editoria italiana? Innumerevoli.
E quanti sono quelli che sproloquiano per pagine e pagine, lamentandosi di quanto brutto, cattivo e puzzone sia il mondo dell’editoria per quei poveri, piccoli scrittori esordienti che non riescono, poveri loro, non riescono a farsi largo tra tutte quelle Grandi Case Editrici che oscurano il loro talento, li mettono in ombra?
Ancora più innumerevoli.

E quanti di questi innumerevoli individui compiono un gesto concreto al di là del bellissimo post che genera una marea di commenti di gente che annuisce accigliata, perché sì, diamine, bisogna far qualcosa per cambiare ‘sto posto di merda, ma lasciamo che siano gli altri a farlo, tanto da soli non si risolve mai niente, non ci sono più le mezze stagioni?
Incredibilmente pochi. Perché, e torno a ripeterlo a costo di risultare pedante, antipatica, asfissiante, se ognuno dei lamentosi blogger e degli autocommiserevoli aspiranti scrittori comprasse un solo libro da una piccola/media casa editrice le cose cambierebbero.

Non venitemi a dire “ma tanto le cose non si possono cambiare”, e non venitemi nemmeno a dare pacche sulle spalle dicendo “meno male che ci siete voi”.
Non so cosa farmene di pacche sulle spalle, io voglio gesti concreti. Perciò sciò, sgomberate: anziché regalare un uovo di Pasqua regalate un libro di un piccolo editore italiano.
Free, non a pagamento!

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